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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 25 settembre 2010

PAOLO E FRANCESCA, FU DELITTO PASSIONALE O POLITICO?


Cari amici ed amiche.
Nel XIV secolo (precisamente tra il 1307 ed il 1321) Dante Alighieri scrisse la sua più celebre opera, la "Divina commedia".
Quest'opera era divisa in tre cantiche, l'Inferno, il Purgatorio ed il Paradiso e vi era una rappresentazione dell'Oltretomba cristiano, unito ad una visione critica della società in cui visse il grande poeta fiorentino.
Nella cantica dell'Inferno, si parla anche di due amanti vissuti nel XIII secolo.
I loro nomi furono Paolo e Francesca.
Entrambi riminesi (anche se lei nacque a Ravenna), questi due giovani furono protagonisti di una storia atroce.
Lui, era il figlio cadetto della famiglia di Malatesta da Verucchio, famiglia nobile originaria di Verucchio (Rimini) che divenne la signoria di una vasta area che comprendeva le attuali Province di Rimini e di Pesaro e parte di quelle di Forlì e di Ancona.
Lei era la figlia del signore di Ravenna Guido III da Polenta.
Queste due famiglie dovettero stabilire un'alleanza ed il modo per fare ciò fu il matrimonio dei loro figli.
Francesca venne data in sposa a Giovanni Malatesta, detto anche "Gianne lo Sciancato" o "Gianciotto" (tra il 1204 ed al 1244-1304).
Fisicamente deforme e zoppo, Gianciotto sposò Francesca per procura e colui che "surrogò" il marito non fu niente meno che Paolo, detto il "Malatestino" e fratello minore di Gianciotto.
A differenza del padre e del fratello, Paolo non fu incline al potere ma amava la vita e la cultura. Inoltre, era di bell'aspetto.
Fu anche Capitano del Popolo nel 1282 e forse lì potrebbe avere conosciuto anche Dante Alighieri.
Il matrimonio si fece a Francesca diede al marito la figlia Concordia e forse il figlio Francesco.
Uso il termine "forse" perché qui successe l'avvenimento che scatenò la tragedia che ci fu.
Infatti, Francesca si innamorò di Paolo e lui la ricambiò.
Ebbero quindi una relazione extra-coniugale.
Gianciotto seppe tutto e decise di vendicarsi.
Nel 1285, Gianciotto venne a sapere da un suo sottoposto che Paolo e Francesca erano nella rocca di Gradara (Pesaro).
Nonostante la sua deformità fisica, lui salì alla camera di lei in gran fretta e trovati i due amanti, lui si mosse per uccidere Paolo.
Questi scappò verso una botola che conduce verso i locali dove si trovano le guardie, ove si sarebbe salvato.
Invece, egli rimase impigliato in un chiodo e Gianciotto sguainò la spada per colpirlo.
Francesca si frappose fra i due e la spada di Gianciotto infilzò sia lei che lui.
Un'altra versione dice che, in preda al raptus, Gianciotto volle fare pagare a Paolo l'omicidio della moglie.
Lo fece precipitare in uno dei "pozzi rasoi" (pozzi dalle cui pareti sporgono della lame) del castello.
Detta così, questa tragedia potrebbe sembrare "un delitto passionale" di un marito tradito, in realtà questo fattaccio potrebbe avere avuto altri risvolti.
Infatti, com'è stato detto, Gianciotto era un politico.
Secondo le cronache, lui fu una persona cinica, vendicativa e sanguinaria. Quindi, viste queste sue caratteristiche, pur di avere potere, egli sarebbe stato capace di fare qualsiasi cosa.
Ora, va detto che in Romagna la situazione politica cambiò e che Gianciotto vide l'opportunità di cambiare le proprie alleanze.
Infatti, lui puntò ad allearsi con la signoria di Faenza e a rompere con i da Polenta.
Come avrebbe potuto fare ciò?
Sposandosi con Ginevrina Zambrasi, figlia del signore di Faenza.
Quindi, per fare ciò avrebbe dovuto liberarsi di Francesca.
Quale fu, quindi, un pretesto migliore della relazione adulterina?
Quindi, l'uxoricidio, potrebbe non essere stato colposo o preterintenzionale ma doloso, se non premeditato. Quindi, il fratricidio potrebbe essere stato solo un modo per coprire il vero scopo dell'omicidio di Francesca.
Certo, solo i protagonisti conobbero la verità e seppero come andarono realmente le cose.
Oggi, su questa vicenda vi è tanta letteratura ma della storia vera si sa poco.
Vi è anche una storia soprannaturale.
Infatti, durante le notti di plenilunio, nel castello di Gradara compare il fantasma di una donna piangente che si presume essere quello di Francesca.
Io visitai il castello e spero di poterlo visitare di nuovo, perché mi piacque molto.
Vidi la Sala del Tribunale (con i suoi bassorilievi che raffigurano la giustizia), la camera della tortura (di cui ricordo con perfezione le "forchette" con cui si accecavano le persone) , la camera di Francesca, i "pozzi rasoi" e la bellissima cappella.
Del fantasma di Francesca non vidi nemmeno l'ombra, ma andai nel castello di giorno.
Certo, questa storia è densa di significati e di misteri e possono contribuire a rendere affascinante quel luogo in cui avvenne la tragedia.
Il fascino di ciò fa parte della natura umana.
Visitate il castello di Gradara.
Basta prendere l'autostrada A14 Bologna-Taranto ed uscire allo svincolo di Cattolica-Gabicce Mare-San Giovanni.
E' un luogo di arte e di storia.
Cordiali saluti.


FESTA DEL PDL, DUE CONSIDERAZIONI


Cari amici ed amiche.
Dal oggi, 25 settembre 2009, al 03 ottobre vi sarà a Milano la Festa del Popolo della Libertà.
Questo è il momento di dimostrare che questo non è un "partito di celluloide" ma un partito, anzi un "popolo", vero che vuole cambiare questo Paese che per troppo tempo è stato fermo a causa di cattive politiche. Riguardo il termine "partito di celluloide", leggete l'articolo "Politica e territorio, un rapporto complesso", il cui link è http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/politica-e-territorio-un-rapporto.html.
La vera politica nuova non è rappresentata da Beppe Grillo e dai suoi ma dal Popolo della Libertà, un partito laico ma non laicista, cattolico ma non confessionale e liberale ma attento anche all'ambito sociale.
In questo partito vi sono tutte le migliori ed antiche tradizioni europee ed occidentali, unite alla voglia di modernità.
Pur non potendo pertecipare personalmente, sono idealmente vicino a tutti coloro che parteciperanno e continuerò a sentirmi onorato di fare parte di questo popolo.
Oltre ad essere un motivo di aggregazione, questo evento dovrà dare spazio alla riflessione sulla politica attuale ed essere una "fucina di idee" , dove, con tutte le esperienze attuali, si forgerà la politica del futuro.
Cordiali saluti ed auguri a tutti gli amici che parteciperanno a questo evento.

venerdì 24 settembre 2010

DA ARMAGH A DUBLINO, LA VIA DI SAN PATRIZIO



















Cari amici ed amiche.

Voglio farvi fare un percorso nella cultura e nella fede.
Voglio farvi conoscere qualcosa di più su San Patrizio, uno dei santi più importanti della nostra tradizione.
Patrizio fu uno dei primi missionari cristiani d'Irlanda e visse tra il IV ed il IV secolo, tra il 385 ed il 461 AD.
Il suo vero nome era Maewyn Succat ma si chiamava anche Patrizio perché era un cittadino romano (di una famiglia facoltosa) della Britannia.
A sedici anni fu rapito dai pirati irlandesi e lì fu fatto prigioniero.
Qui apprese la lingua celtica e la religione drudica ma, forse per un evento soprannaturale, lui riuscì a fuggire e a tornare in Britannia, ove ritornò cristiano e si fece diacono.
In seguito, ebbe la sua vocazione e, con le decisioni di Papa Celestino I, si mosse ad evangelizzare l'Irlanda e lo fece usando gli stessi simboli celtici.
Ad esempio, la croce celtica, fu il simbolo nato dalla fusione tra il cerchio del Sole e la croce cristiana. Nacque quando i druidi (i sacerdoti pagani celtici) divennero monaci. Ne parlai nell'articolo "Comunismo e nazismo, due facce del satanismo" . iIl link è http://thecandelabra.blogspot.com/2010/09/comunismo-e-nazismo-due-facce-del.html.
Inoltre, Patrizio usò il trifoglio (shamrock) per spiegare il mistro della Trinità.
Tornò in Irlanda, stavolta come missionario e non come prigioniero, ed iniziò la sua opera.
Visse con il popolo che si convertì.
Divenne vescovo e morì nel 461 AD a Downpatrick. Secondo alcuni, pare che fosse morto in Inghilterra o in Galles.
Su questo Santo, vi sono molte leggende.
Una di queste dice che in Irlanda non vi sarebbero più serpenti da quando San Patrizio li cacciò in mare gettandovi una campana dalla montagna di Croagh Patrick.
Ora, noi proviamo a scoprire alcuni luoghi legati a questo santo.
Il primo è Armagh, una città dell'Irlanda del Nord (Regno Unito).
Qui, infatti, venne creato il vescovado di San Patrizio e la sede primaziale della Chiesa d'Irlanda.
Questa città è legata anche a San Malachia, di cui parlai nell'articolo "Profezie di San Malachia, verità o finzione". Il suo link è http://thecandelabra.blogspot.com/2010/09/profezie-di-san-malachia-verita-o.html.
Sede della Chiesa irlandese, quando re Enrico VIII ruppe con la Chiesa cattolica, vide la nascita di una Chiesa anglicana irlandese (Church of Ireland, Chiesa d'Irlanda) che prese possesso degli edifici medioevali, molti dei quali oggi le appartengono.
La Chiesa d'Irlanda fu religione di Stato dell'Irlanda fino al 1871, quando questa prerogativa fu cancellata dal governo di William Gladstone che fece la "Home rule".
Armagh è anche la città legata all'arcivescovo cattolico Oliver Plunkett, che morì martire nel 1681.
Oggi, la città è sede primaziale sia della Chiesa d'Irlanda che di quella cattolica.
La cattedrale cattolica fu costruita nel 1829, in stile neogotico.
Fu la prima chiesa cattolica ad essere stata costruita dopo l'emancipazione dei cattolici, che avvenne sotto il regno di re Giorgio IV (1762-1830). A testimoniare la funzione religiosa di Armagh, vi è anche il "Liber armachanus" , libro contenente testi con opere su San Patrizio e sulla Chiesa celtica.
L'arcidiocesi cattolica comprende Tyrone, Armagh e Londonderry.
Anche a Dublino, oggi capitale della Repubblica d'Irlanda, vi sono testimonianze di San Patrizio.
Vi è,infatti, la cattedrale gotica di San Patrizio, anch'essa passata alla Chiesa d'Irlanda.
Qui vi è un pozzo detto "Pozzo di San Patrizio". Secondo una pia tradizione, qui il Santo battezzava le persone e pare che sia la "Porta del Purgatorio".
E così, abbiamo conosciuto un po' meglio un Santo che diede un grande apporto culturale a tutta l'Europa.
Pensiamo, ad esempio, a quello che rappresenta il monastero di Bobbio (Piacenza) che fu fatto da monaci irlandesi.
Forse, si può conoscere meglio anche l'"essere irlandesi", l'essere di un popolo che soffrì tanto ma che non abiurò mai le sue convinzioni.
Oggi, non ci sono più le guerre e le persecuzioni passate e credo che sia il momento in cui tutti inizino a dialogare, per fare un futuro migliore.
C'è anche una poesia inedita.
U CANTU DI LU POZZU DI SAN PATRIZIU
Da Ard Macha a Droichead Atha...
unu gridu si livau da unu zitellu...
et cusì...com'una spata...in onne cori trasìu...
cusì com'una lanza...in onne chjesa et in onne castellu...
et induve stesi lu Stagnu Neru...a sente puru Diu...
ebbe...et pè San Patriziu novu fù lu straziu...
cusì peggiu pè Cristu nosciu Signuri...mai ùn fù scrozzu...
ché jittau unu rè lu sangue...et un autru murìu...
et un autru Vattìu...chì sii camora in questu Pozzu!
Cordiali saluti.

GINO STRADA NOBEL PER LA PACE? NO!




Cari amici ed amiche.


Tramite i miei contatti su Facebook ho saputo che vi è una causa per conferire il Premio Nobel per la Pace a Gino Strada, fondatore di Emergency. Se non mi credete, leggete il link http://www.causes.com/causes/171034?m=9e4cc0c7&recruiter_id=57229146.
Io non condivido questa "causa" e non la trovo condivisibile.
Ora, Gino Strada ha sempre agito in modo ideologico.
Molto spesso, infatti, il suo "pacifismo" nasconde un'ideologia politica antiamericana ed anche antioccidentale ed antiisraeliana.
Ad esempio,tra quelli che la pensano come lui, vi sono quelli che (ad esempio) insultano Israele e ne bruciano le bandiere.
Lui fa politica e non vuole la pace.
Io, darei una simile onorificenza a figure di più alto profilo come a Sua Santità, Papa Benedetto XVI, all'arcivescovo di Canterbury Rowan Williams, alla Lega Italiana per la Lotta ai Tumori , alla Croce Rossa Internazionale o alle organizzazioni che si impegnano a difendere i diritti delle donne e dei bambini.
Ci sono tante figure che meriterebbero molto di più questa onorificenza.
Chi si impegna per la pace lo fa perché crede in questo valore e non per scopi politici.
Cordiali saluti.

POLITICA E TERRITORIO, UN RAPPORTO COMPLESSO!







Cari amici ed amiche.
Voglio sviscerare il tema che non ho analizzato nell'articolo precedente, quello intitolato "Provincia di Mantova, mosse dei civici e mie osservazioni" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/provincia-di-mantova-mosse-dei-civici-e.html), il tema del rapporto tra politica e territorio.
Incomuncio il tema togliendomi un "macigno" dalla scarpa. Molto spesso, qui dalle mie parti, c'è chi mi rimprovera il fatto di non fare un'azione politica esclusivamente (o prevalentamente) territoriale e mi viene detto, ad esempio, che dovrei smettere di scrivere su "Italia chiama Italia" (http://www.italiachiamaitalia.net/), su questo blog o sul "Minzolini Fan Club" di Facebook e di pensare a temi che con il territorio del mio comune (Roncoferraro, in provincia di Mantova) hanno poco a che fare. In pratica mi viene mossa l'accusa di "scarso amore" verso il mio territorio.
Da ciò, faccio partire la discussione.
Cosa significa "amare il territorio"?
Oggi, le realtà territoriali corrono due grossi rischi, apparentemente contrapposti.
Il primo rischio è la perdita di identità culturale.
Infatti, vi è un certo pensiero sbagliato in cui le tradizioni di una determinata realtà vengono viste come "puro folklore" e non vengono valorizzate. Anzi, secondo questo pensiero, esse devono essere cancellate in nome di una visione sbagliata della globalizzazione.
Vi è, però, anche un altro rischio, non meno grave.
Per contro, infatti, vi è anche il rischio di una campanilismo gretto ed esasperato che porta una realtà a chiudersi ad ogni innovazione e a rifiutare il confronto, arrivando a fenomeni estremi e beceri come il "NIMBY", acronimo inglese che significa "Not In My Back Yard" ossia "Non nel giardino di casa mia".
Anche questo è un rischio.
Infatti, quasi come se ci fosse una "teoria di Darwin", se una determinata realtà si chiude e non si adatta al mondo circostante, essa rischia di ridursi e di scomparire.
Ad esempio, ultimamente ho sentito che comune di Roncoferraro sia stato l'unico a dire no alla realizzazione della nuova tangenziale.
Mi pare di averla sentita pure dai telegiornali della Provincia di Mantova.
Se queste voci dovessero rispondere a verità sarebbe grave.
Si bloccherebbe un'infrastruttura che SERVE A TUTTA LA PROVINCIA DI MANTOVA!
A mio modo di vedere, questo non è "amore per il territorio" ma un atteggiamento poco responsabile di chi amministra.
Amare il territorio significa sì difenderne le peculiarità ma significa anche fare in modo che progetti importanti per tutti vengano resi fattibili.
Lo stesso discorso, ad esempio, vale anche per la TAV Lione-Torino, per le autostrade,per le centrali nucleari, gli acquedotti ed altro.
Certo, quando si fanno le opere importanti, bisogna che tutti gli "stakeholders" vengano convocati, per non ledere nessuno, ma non si possono bloccare progetti che servono a tutti.
Bisogna aprirsi all'innovazione, senza abiurare, però, le proprie tradizioni ed i propri valori.
Anzi, essi andrebbero diffusi.
Molto spesso, nel nostro caso, furono gli stranieri a fare ciò.
Ad esempio, nell'Inghilterra dei Tudor (1485-1603), l'Italia ebbe grande spazio.
Ad esempio, re Enrico VIII amava i vini toscani. La regina Elisabetta conosceva la nostra lingua.
Inoltre, vi fu un grande "propagatore" dell'Italia in William Shakespeare.
Questo non è il solo caso nella storia.
Perché noi siamo noi stessi a farci conoscere?
Per esempio, Roncoferraro fa parte della "Strada del Riso", insime a Castel d'Ario, Villimpenta, San Giorgio di Mantova, Bigarello e ai vicini Comuni veneti.
Ad esempio, potrebbero essere i roncoferraresi "esportare" la cultura del "Risotto alla Pilota" , come tutta la storia di Governolo.
Potrebbe fare quello che sta facendo il comune di Isola della Scala (Verona), con la "Fiera del Riso".
Invece, a Roncoferraro, si resta chiusi nei "vecchi canoni".
Dico Roncoferraro, che è la mia zona, ma posso fare altri esempi.
Servono dei progetti costruttivi.
Per fare progetti costruttivi servono idee prese anche da altre esperienze.
E qui si torna all'inizio del discorso.
Infatti, non si può solo guardare al "proprio orticello" ma bisogna anche guardare altrove.
L'idea di portare le "case dell'acqua" nel Mantovano, mi è venuta guardando l'esperienza milanese.
Ne ho parlato varie volte, come nell'articolo "Provincia di Mantova, serve una nuova progettualità!" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/08/provincia-di-mantova-serve-una-nuova.html).
Oggi, grazie alla mia iniziativa, tutti parlano di "case dell'acqua" qui nel Mantovano.
Bisogna fare un po' come si fece per il "Mc Italy", il panino fatto dalla nota catena di fast food "Mc Donald" , in cui vi sono ingredienti della tradizione italiana, come ad esempio il formaggio "Asiago". Un grande merito fu del nostro governo e dell'allora ministro Luca Zaia
Qui vi è stato un "coniugio" tra tradizione e globalizzazione.
Noi dobbiamo unire il meglio della nostra cultura e farlo conoscere.
Solo così possiamo difendere il nostro patrimonio.
Qui, servono quindi le idee dei giovani.
Le "case dell'acqua" da me proposte sono un esempio ma posso citare anche il progetto dei giovani del Popolo della Libertà di Roseto degli Abruzzi che è ben illustrato nel link http://agroseto.blogspot.com/2010/06/roseto-nord-giovane-italia-pdl-e-popolo.html.
Questo progetto mi è appena stato rappresentato dall'amico Riccardo Di Giuseppe (che ringrazio) e serve a migliorare il turismo in una località che (come Roseto degli Abruzzi) è vocata ad esso.
Io, potrei dare dei suggerimenti ai ragazzi di Roseto degli Abruzzi, che vedo che si stanno impegnando. Sono disponibile a dialogare con loro anche in privato.
Qualcuno dovrebbe imparare da questi ragazzi che sono encomiabili!
Metto il loro link nella voce "Link preferiti" di questo blog.
Cordiali saluti.

giovedì 23 settembre 2010

PROVINCIA DI MANTOVA, MOSSE DEI CIVICI E MIE OSSERVAZIONI


Cari amici ed amiche.
L'anno prossimo, qui nella Provincia di Mantova, ci saranno le elezioni amministrative.
Come ho già detto, insieme ai due schieramenti maggiori (centro-sinistra e centro-destra) in questa tornata vi saranno anche i movimenti civici.
In questo senso, giusto il 22 settembre scorso, sono stato invitato dal Comitato di Roncoferraro dell'Associazione Civica Mantovana ad ascoltare il consigliere comunale di Mantova Antonino Zaniboni.
Di questo incontro, ho parlato ieri, nell'articolo "Lega Sud? Io credo che ci siano i presupposti!" (http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/lega-sud-io-credo-che-ci-siano-i.html).
Noto ex-deputato cattolico ed ex-esponente del Partito Democratico mantovano, Zaniboni ha formato un suo gruppo civico che si chiama "Patto Nuovo per Mantova" (il cui sito è http://www.ilpattonuovopermantova.it/home.asp) e che ha corso nelle ultime elezioni comunali nella città di Mantova, contribuendo a fare cadere l'allora sindaco di centro-sinistra Fiorenza Brioni.
Come ho scritto ieri, Zaniboni ha parlato della Lega Nord, definendola un partito che usa dei "toni dirompenti" (sono parole testuali) e si è detto preoccupato dalla sua ascesa perché, a suo dire, propone un federalismo che potrebbe dividere l'Italia e fare certi discorsi in un Paese non federale come il nostro potrebbe essere pericoloso.
Qui, io sono intervenuto a difesa della Lega Nord e, rifacendomi a quanto disse il noto esponente del PD Riccardo Illy, ho detto che il partito di Umberto Bossi funse da "valvola di sfogo" di certe tensioni e che se non ci fosse stato, forse oggi noi avremmo gli stessi problemi che gli spagnoli hanno con l'ETA o che ebbero gli inglesi con l'IRA.
E poi, ho fatto notare che oggi c'è richiesta di autonomia. Pensiamo al Regno Unito con la Scozia ed il Galles, alla Spagna con la Catalogna e alla Francia con la Bretagna e la Corsica.
Ho fatto notare anche che tutti i Paesi ad organizzazione federale costano meno di quelli ad organizzazione centralista. E poi, la Lega ha espresso dei politici di alto livello come il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota o molti amministratori veneti.
Lui ha ribattuto dicendo che quello che quello che ho affermato è "attendibile ma non vero".
I dati, però, sembra che diano ragione a me.
Poi, lui ha parlato di una "politica maleodorante" . Ha criticato il suo ex-partito, il Partito Democratico ed anche il Popolo della Libertà, definendolo un "partito di celluloide".
Anche qui, vorrei fare un'osservazione.
Sul PD non dico nulla (perché non vorrei mettere troppa carne sul fuoco) ma sul Popolo della Libertà, il partito in cui CON ORGOGLIO mi riconosco, vorrei dire che non condivido la tesi di Zaniboni e lo dico con il massimo rispetto.
Il Popolo della Libertà può non essere organizzato bene in certe realtà territoriali ma mi sembra ingiusto definirlo un "partito di celluloide".
Il PdL è un grande partito di grandi valori e tradizioni, da quella cattolica a quella liberale e social-democratica.
Nel PdL ci sono tanti giovani che si impegnano seriamente e che tutti i giorni ci mettono la faccia.
Ne cito due, come esempi.
Cito l'amico Riccardo Di Giuseppe di Roseto degli Abruzzi che con il gruppo del Popolo della Libertà, nel suo comune lavora e si impegna.
Tra l'altro, sento Di Giuseppe tutti i giorni e lui mi dice che tra i giovani del PdL di Roseto degli Abruzzi vi sono spirito di collaborazione ed affiatamento.
Ai ragazzi di Roseto degli Abruzzi faccio i miei migliori auguri!
Cito anche l'amica Sveva Orlandini di Milano.
Tutti i giorni, Sveva fa networking con il "MINZOLINI FAN CLUB" di Facebook (il cui link è nella voce "Link preferiti" di questo blog), è impegnata nel sociale (e questo è molto nobile), e tutti i giorni si impegna alacremente nel partito.
E di giovani così ce ne sono tanti nel PdL, altro che "celluloide"!
Sveva e Riccardo sono due giovani a cui darei volentieri una stretta di mano perché sono persone che si impegnano.
Zaniboni ha poi toccato l'argomento del gruppo da fare alle elezioni provinciali.
Lui, vorrebbe "fare rete" tra tutte le associazioni civiche nel Mantovano e di creare una sorta di "terzo polo" che potrebbe diventare determinante in caso di ballottaggio.
Ciò verrebbe unito un programma di pochi punti basati sul territorio. Si è parlato anche di "democrazia diretta".
Con grande rispetto, io ho ascoltato quanto detto da Zaniboni ma onestamente non condivido la sua linea.
Prima di tutto, io penso che si debba consolidare il bipolarismo che rappresenta una politica lineare.
Secondo, questa linea mi sembra un po' da I Repubblica perché io non credo che la lista progettata da Zaniboni vincerà le elezioni. Il rischio, però, è che sposti certi equilibri e, chi si schiererà con essa al ballottaggio, potrebbe avere dei problemi a governare.
In politica bisogna schierarsi ed si deve avere anche un'ideologia, che è un' altra cosa rispetto all'ideologismo che invece è dannoso.
E poi, non si può dire "né con il centro sinistra e né con il centro destra" e poi divenire determinanti al ballottaggio ed apparentarsi con chi sembra più malleabile.
Così si rischia di avere un governo provinciale debole e sulle cui scelte può pesare una minoranza.
E poi, non trovo giusto dipingere i partiti come "un male da debellare". Nei partiti vi sono dele cose buone ed altre meno ma non è giusto "gettare il bambino con l'acqua sporca". E poi, i partiti sono parte della società, nel bene e nel male.
Intendiamoci, dico ciò con il massimo rispetto per le persone.
Io rispetto le idee degli altri. Rispettare è un dovere, condividere o meno è una scelta.
Io credo in altri valori.
Cordiali saluti.

PADRE PIO? FU ANCHE ECUMENICO!




Cari amici ed amiche.
Oggi è la festa di San Pio di Pietrelcina, un grande Santo dei giorni nostri. Fu un grande uomo di fede ed oggi è riconosciuto da tutti come esempio.
Di San Pio, esistono molti aspetti.
Fu un uomo di grande carità e fondò l'Ospedale "Casa del Sollievo della Soffernza".
Fu anche un mistico.
Si scontrò più volte con il diavolo e lo sconfisse.
Ebbe le stigmate ed intorno a lui ci furono episodi soprannaturali, come la bilocazione, di cui parlai nell'articolo "Padre Pio ed il viaggio in Uruguay". Il link di questo articolo è http://italiaemondo.blogspot.com/2010/06/padre-pio-ed-il-viaggio-in-uruguay.html.
Di lui, però, vi è un aspetto meno noto.
Lui fu anche ecumenico.
Nel 1936, il frate avvicinò tre uomini e disse loro:
"Pregate con me per un'anima che sta per apparire davanti al tribunale di Dio".
L'anima in questione fu quella di re Giorgio V del Regno Unito.
Ora, in quell'episodio, Padre Pio dimostrò di essere un vero cristiano e di avere interpretato al meglio il Santo Vangelo.
Infatti, questo frate cattolico pregò per una persona che non fu solo un sovrano e capo di Stato ma che fu anche il capo della Chiesa anglicana.
Questo episodio ci deve insegnare che un Cristianesimo più unito è un Cristianesimo più forte.
Questo deve messaggio deve entrare nei nostri cuori.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.