Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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sabato 18 settembre 2010

COS'E' UN VIRUS?

Cari amici ed amiche.

Molti si chiedono cosa sia un virus. Provo a dare una risposta su un argomento su cui feci la tesina dell'Esame di Stato nel 1999.
Il nome "virus" è un termine latino e significa "veleno".
Per certi, versi, il virus non può essere classificato come un essere vivente, a differenza dei batteri o dei protisti. Sono più piccoli di un batterio (sull'ordine del Angstrom) e possono essere visibili solo se osservati con il microscopio elettronico.
Infatti, i virus sono fuori dai "cinque Regni degli esseri viventi " (Monere, Protisti, Funghi, Vegetali ed Animali) perché sono costituiti solo dal core e dal capside.
Quindi, essi non hanno metabolismo.
Però, i virus possono riprodursi.
Come?
Come ho detto, il virus è costituito da un capside e dal core. Il capside è un involucro proteico che protegge il core.
Il core è un filamento di acido nucleico, il genoma, che può essere il DNA o l'RNA.
Nei virus, infatti, vi può essere solo il DNA o l'RNA e quest'ultimo ha funzioni di genoma, a differenza di quanto avviene nelle cellule, ove vi sono DNA e RNA e solo il primo ha funzioni di genoma.
Nei virus, inoltre, sia il DNA che l'RNA può essere monocatenario o bicatenario.
Nelle cellule, il DNA è solo bicatenario e l'RNA è solo monocatenario.
Per riprodursi, quindi, un virus ha bisogno di una cellula che può essere procariotica (in tal caso il virus si chiama batteriofago) o eucariotica (in quest'ultimo caso il virus può essere vegetale o animale).
Il virus deve inserire il proprio genoma nella cellula, le cui funzioni vengono monopolizzate da esso per produrre nuovi capsidi e strutture virali.
La cellula si riempie così di virus e si lisa, morendo, ed i nuovi virus escono dalla cellula!
Questo processo si chiama ciclo litico.
Nel caso dei virus animali, che spesso non iniettano il genoma nella cellula ma che vengono fagocitati da essa, non è detto che vi sia la lisi della cellula.
Infatti, i nuovi virus possono fuoriuscire per gemmazione.
In tal caso, i virus si portano dietro pezzi della membrana cellulare che li avvolgeranno, formano così un altro involucro esterno al capside e chiamato pericapside o envelope.
Questo nuovo involucro è munito anche di proteine virali chiamate spicole.
La cellula, quindi, può muorire o venire distrutta dal sistema immunitario oppure mutare diventando cancerosa.
I virus, però, possono anche non creare il ciclo litico.
Infatti, possono dare luogo anche ad altri processi.
Uno di questi è il ciclo lisogeno.
Il ciclo lisogeno è l'innesto del genoma virale nella cellula. Esso rimane silente e si riproduce con la cellula stessa.
Vi sono però altri processi come la latenza, ossia una manifestazione periodica del virus dopo lunghi periodi di latenza.
Un esempio, per quanto riguarda l'uomo è il virus dell'Herpes simplex.
Nel caso dei batteri, vi può essere anche la conversione lisogenica, ossia un processo in cui il virus modifica il batterio.
Un caso è quello dello Streptococco della scarlattina. Esso è uno batterio in origine non patogeno che diventa patogeno grazie ad una mutazione innescata da un batteriofago (di cui un esempio è raffigurato nell'immagine qui sopra).
Un processo analogo vi è anche per le cellule eucariotiche e si chiama trasformazione. Qui il virus modifica il genoma cellulare e trasforma la cellula in cellula cancerosa.
La cellula infettata può bloccare l'infezione virale. In tal caso si parla di fase abortiva.
Le modalità di riproduzione cambiano a seconda del virus.
Per i virus a DNA, interagiscono con la cellula monopolizzandone il metabolismo (come la sintesi delle proteine) per la costruzione di capsidi virali e genomi.
Più complessi sono i meccanismi di riproduzione dei virus ad RNA.
Vi sono virus ad RNA+ (RNA positivo) che usano il loro genoma come l'RNA messaggero della cellula.
Vi sono virus ad RNA- (RNA negativo) che non possono fare ciò ma che grazie ad una trascriptasi virale lo convertono in RNA+ e fanno il processo succitato.
Vi sono, dulcis in fundo, virus che si riproducono facendo il processo contrario a quello della sintesi delle proteine cellulare.
Questi virus ad RNA si chiamano Retrovirus.
Qui, infatti, l'RNA passa dal citoplasma al nucleo, ove grazie ad una trascriptasi inversa viene riconvertito in DNA.
E' il processo contrario a quello della sintesi delle proteine.
Tra i virus che usano questo meccanismo vi sono i virus oncogeni (Oncoviridae) e l'HIV , agente eziologico dell'AIDS.
Tra le malattie virali più famose vi sono il vaiolo, l'AIDS, l'epatite virale, la febbre emorragica da virus Ebola e varie forme di influenza.
Dai virus ci si può difendere?
La risposta è sì!
Nei batteri vi può essere la superinfezione, ossia una cellula batterica già infettata da un batteriofago può bloccare un'infezione causata da un altro virus.
Nei vegetali, le cellule sono protette da una parete di cellulosa ed il virus può infettarle se quest'ultima è danneggiata.
Negli animali e nell'uomo vi sono diversi tipi di difese.
Vi sono i linfociti T citotossici che con delle proteine dette "perforine " distruggono le cellule infette.
E poi, non dobbiamo dimenticarci dei vaccini.
Anche le cellule stesse hanno meccanismi di difesa come una particolare proteina, l'interferone.
I virus, però, non sono sempre negativi.
Essi possono essere dei veri e propri agenti di ricombinazione genetica.
Proprio in questo senso vi sono degli studi importanti.
Ad esempio, si è scoperto che un virus batteriofago uscito da una cellula batterica infettata può portare pezzi di genoma di quest'ultima. Quindi, qualora infetti un'altra cellula, quest'ultima potrebbe assumere i caratteri di quella da cui il virus è uscito.
In tal caso si parla di trasduzione.
In laboratorio si stanno studiando processi simili per scopi benefici.
Ne parlai anche nell'articolo che scrissi su "Italia chiama Italia" (http://www.italiachiamaitalia.net/news/133/ARTICLE/10114/2008-07-17.html).
Certe tecnologie, però, non devono cadere in mani sbagliate.
Essi possono creare armi molto pericolose per l'uomo o, in caso di fatto accidentale (errore), richia di causare delle vere e proprie catastrofi.
Giocare "a fare Dio" può essere molto pericoloso.
Per questo, bisogna essere vigilanti e fare in modo che ogni scoperta scientifica venga usata sempre per il bene.
Cordiali saluti.









venerdì 17 settembre 2010

LETTERA APERTA AGLI AMICI DEL REGNO UNITO E AGLI ANGLICANI





















Cari amici ed amiche.

Avrei voluto incominciare in un altro modo questo scritto ma non posso non esprimere il mio dolore per il tenente Alessandro Romani, il soldato che ieri è stato ucciso in Afghanistan.
Sono vicino ai cari del tenente Romani. Questa tragedia, non deve fermare la nostra lotta contro il terrorismo.
Se ci facciamo intimidire, la morte di eroi (come lo stesso tenente Romani) sarebbe vana.
Detto questo, vorrei esprimere un parere sull'excursus della visita del Santo Padre Benedetto XVI in Gran Bretagna e lo vorrei fare sotto forma di "lettera aperta ai britannici e agli anglicani".
Tra l'altro, so che questo blog è letto anche in altre parti del mondo.
Ai nostri amici del Regno Unito e di tutto il Commonwealth vorrei dire che la visita del Santo Padre non è un atto di arroganza ma un atto di fraterna condivisione di valori con un popolo di grandi tradizioni.
Proprio così, il popolo britannico è un popolo di grande tradizione cristiana.
Pensiamo al loro storico apporto dato alla Chiesa.
Importanti Santi e Beati, come Ninian, Patrizio, Alfredo il Grande re di Wessex, re Edoardo il Confessore, Cuthbert di Durham, Beda il Venerabile, Giovanni Duns Scoto, Margherita di Scozia e Thomas Becket furono figli della terra britannica e diedero alla Chiesa un apporto fondamentale.
Qualcuno di loro è stato citato nei discorsi del Santo Padre.
Anche un Papa, Adriano IV, fu figlio di quella terra che può sembrare tanto lontana ma che forse è più vicina a noi italiani di quanto si possa immaginare, come anche il filosofo francescano Alessandro di Hales.
Quindi, il Regno Unito ebbe una storia fondamentale nella Chiesa e di conseguenza è parte anche della tradizione di noi italiani.
Pensate, l'"Obolo di San Pietro" fu un'idea degli anglosassoni che vollero vivere pienamente la loro comunione con il Vescovo di Roma.
Inoltre, in tutti i monasteri inglesi, scozzesi ed irlandesi si facevano opere importanti sia umanistiche che di scienze.
Poi, cosa successe?
Nel XVI secolo, tutto cambiò. Ci fu la rottura tra la Chiesa anglicana e quella di Roma (nel 1534, con l'"Atto di Supremazia" fatto votare in Parlamento da re Enrico VIII) e in Scozia si diffuse il calvinismo.
Ci furono scontri e violente persecuzioni.
Basti pensare a quanto successe sotto i regni di re Enrico VIII, Edoardo VI, Maria I Tudor ed Elisabetta I.
Persero la vita molti innocenti cristiani, anglicani e cattolici.
La situazione peggiorò nel XVII secolo e ci fu una Guerra Civile che nel 1649 portò alla morte di un re Carlo I, un uomo che ebbe la "colpa di vedere lontano".
Proprio così, re Carlo I Stuart (nella foto) fu uno di quelli che ebbe il coraggio di ammettere che prima di essere cattolici o anglicani si è cristiani.
Per questo, pagò con la vita, di fronte al giustizialismo e al fanatismo di Oliver Cromwell.
Quindi, un "filo rosso" lega re Carlo I al Cardinale John Henry Newman, che domani sarà beatificato dal Santo Padre, proprio nella sua terra.
Come disse il Santo Padre, il Cardinale Newman fu un uomo che seppe vivere in modo autentico due esperienze religiose.
Proprio come re Carlo I fu dapprima seguace di quella "Via Media" dell'anglicanesimo.
Successivamente, adottò sempre di più i principi dogmatici del cattolicesimo, divenendo un esponente della "High Church" anglicana. Nel 09 ottobre del 1845 venne accolto nella Chiesa cattolica dal Beato Domenico Bàrberi, un frate dell'Ordine Passionista, lo stesso ordine religioso che espresse una figura, San Gabriele dell'Addolorata, Santo a cui la mia famiglia ed io siamo devoti e che dà il nome a mio fratello e a un mio cugino (che stimo) ed il secondo nome anche al sottoscritto.
Lui, però, non ebbe mai rancori verso gli esponenti della sua precedente Chiesa ma anzi, seppe vivere la sua fede cattolica con il retroterra anglicano.
Questo, Sua Santità Papa Benedetto XVI lo disse apertamente.
Oggi, come vanno le cose?
Tanto nel Regno Unito, quanto qui in Italia, c'è una secolarizzazione molto forte.
Oggi, si sta organizzando sempre di più quell' "ateismo militante" che è diverso dall'"ateismo personale".
Infatti, vi è l'"ateismo personale" che pur non credendo per convinzione personale di chi lo pratica rispetta la religione, riconoscendone i valori, e le convinzioni altrui e dialoga con il mondo religioso e vi è l'"ateismo militante" che non solo rifiuta Dio ma che, per partito preso, attacca la religione e chi crede, fa manifestazioni spesso discutibili ( come la "Giornata dello sbattezzo" ) e vuole togliere Dio dalla vita pubblica.
Oggi, questo tipo di ateismo sta prendendo piede nella società, tramite certi partiti politici ed intellettuali ad essi legati.
Anzi, si è organizzato in associazioni come L'UAAR, l'Unione degli Atei, Agnostici e Razionalisti.
Oggi c'è chi dice "ateo è bello" o "non abbiamo bisogno di Dio".
La fede viene irrisa e e chi crede viene visto come un "bigotto", un "ipocrita", una persona che "pensa a cose superate", un "superstizioso" e viene deriso. Io stesso posso parlare per esperienza diretta.
Quindi, ai britannici vorrei dire di non avere paura di mostrarsi cristiani.
Lo dico ai britannici come a noi italiani e a tutti i popoli che si riconoscono nella tradizione giudaico-cristiana.
In fondo, tra noi ed i britannici c'è molto in comune.
Pensiamo all'eredità normanna in Sicilia.
Io, che per parte di madre sono di origini siciliane, lo posso confermare.
La Sicilia è una delle "terre più inglesi dell'Italia".
A Palermo vi è una chiesa anglicana ed John Henry Newman andò in Sicilia è lì, durante la malattia, fece la riflessione che lo portò alla conversione al cattolicesimo.
Ai britannici vorrei dire che devono agire insieme, anglicani, presbiteriani e cattolici.
Un Cristianesimo più unito è un Cristianesimo più forte e più capace di parlare "heart to heart", come disse proprio il Cardinale Newman.
Inoltre, vorrei fare mie le parole di re Carlo I Stuart, che merita pienamente la santità, che (quando fu ancora un principe ereditario) scrisse al Papa queste parole:
"Dal momento che cattolici ed anglicani credono nell'unico Dio, nel Crocifisso e nella Trinità, hanno tutti la stessa fede e la stessa Chiesa".
Facciamo nostre queste parole.
Cordiali saluti.

U PAPA NTO CUNVENTU DI WESTMINSTER


U PAPA NTO CUNVENTU DI WESTMINSTER

In Londra visti puru lu so' succissuri...

Santu Petru...induve di li surdati staci lu sepolcru...

Benedettu Papa...pè pregà nanzu lu Rè Cunfissuri...

e cù li mani a stringhje stani ora l'antiche surelle...

cù d'Arimatea Ghjuseppu...et lu stissu primu apostulu...

cusì ntra li canti et lu Vespru...et lu ncensu...

et nenti rumpiri pudarà l'amicizia...mancu lu diavulu...

et di gioia a pienghje avaria puru quell'omu di scienza...

chì ibi staci cù lu Suli, Mircuriu, Veniri, Marti et la Terra...

ché si visti camora di Diu la Putenza!


NON SI FACCIANO PIU CERTI COMPROMESSI!




Cari amici ed amiche.

Devo ringraziare l'amica Lisa Sannie Eliane Castelli che ha fatto questa splendida nota che da sola spiega già tutto!
Essa parla di alcune rivelazioni fatte dall'ex-presidente della Repubblica Francesco Cossiga.
Io posso dire poche cose.
Ritengo che sia ora di dire basta con certi compromessi che in passato non hanno fatto bene.
Noi dobbiamo essere amici di Israele senza se e senza ma!
Israele è un Paese che molto ha in comune con noi, dall'amicizia storica con gli USA fino alla radici.
Quello ebraico fu il popolo in cui nacque, visse, operò, morì e risorse nostro Signore Gesù Cristo, Figlio Unigenito di Dio.
Fare del male agli ebrei e disprezzare il Giudaismo significa tagliare le radici della nostra fede cristiana.
Ricordiamoci delle parole dette ieri dal Santo Padre Benedetto XVI ad Edimburgo.
E poi, Israele è l'unico Paese realmente democratico in un'area in cui la democrazia è labile.
Auguro un buon Yom Kippur a tutti gli amici di fede ebraica.
Cordiali saluti.

COSA STA SUCCEDENDO IN SICILIA?


Cari amici ed amiche.
A mio modo di vedere, in Sicilia si sta facendo un'opera di trasformismo.
Il governatore della Regione Raffaele Lombardo sta per varare una nuova Giunta sostenuta dal movimento di Fini "Futuro e Libertà. Per l'Italia", Movimento per l'Autonomia, Alleanza per l'Italia, una parte dell'Unione di Centro ed il Partito Democratico, lasciando fuori il Popolo della Libertà, partito che componeva la coalizione che vinse nel 2008.
Questa è un'opera di trasformismo che rischia di rendere instabile il quadro politico, anche nazionale..
Secondo alcuni, in Sicilia potrebbe il laboratorio in cui si costituirebbe il "Terzo Polo", di cui parlai nel post "TERZO POLO? UNA POSSIBILE TRAPPOLA!" , il cui link è http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/terzo-polo-una-possibile-trappola.html.
Questo "Terzo Polo" rischia di rendere instabile il quadro politico.
Io confermo quanto detto in quel post con cui parlavo del "Terzo Polo".
Anzi, non solo confermo, ma rilancio dicendo che qui è rischio la democrazia!
Una democrazia sana e forte è una democrazia in cui la politica è in sintonia con il sentire dei cittadini.
E' chiaro anche ad un bambino che quanto sta accadendo in Sicilia non sia in sintonia con quello che pensa la maggioranza delle pesone.
Tra l'altro, nell'UdC siciliana ci sono dei "mal di pancia" verso la politica attuata dalla direzione nazionale e dal suo leader Pier Ferdinando Casini.
Molti dirigenti siciliani del'UdC non vogliono andare a sinistra!
Una politica lontana dai cittadini (come quella voluta dai vari Fini, Casini, Rutelli e colleghi) rischia di indebolire la democrazia!
Infatti, una democrazia in cui la politica è lontana dai cittadini è una democrazia debole e malata!
Il rischio è che vi siano delle "svolte estreme" da parte dei cittadini e che si facciano strada.
Potrebbero farsi strada gli estremismi di destra e di sinistra e varie forme di populismo.
Quando vi è una situazione di crisi chi urla più forte prende i consensi.
Ricordate quello che successe in Russia nel 1917 ed in Germania nel 1933.
Historia magistra vitae est...ma qualcuno si è dimenticato di ciò.
Cordiali saluti.

giovedì 16 settembre 2010

STOP AL FUMO? SERVE UNA MAGGIORE CIVILTA'!


Cari amici ed amiche.

Prendo spunto da una nota del "MINZOLINI FAN CLUB DI FACEBOOK".
La succitata nota è nel link http://www.facebook.com/profile.php?id=1607516727#!/notes/minzolini-fan-club/new-york-stop-alle-sigarette-da-libero-del-16092010/434238691586.
In questa nota si parla dei provvedimenti presi dal sindaco di New York Micheal Bloomberg nella sua lotta contro il fumo.
Il sindaco newyorchese ha infatti posto dei divieti di fumare nei luoghi aperti e sulle spiagge, oltre che nei bar e nei ristoranti.
Da non fumatore, saluto positivamente la cosa. Anzi, ai giovani vorrei dire che farebbero bene a sé stessi e agli altri se non fumassero.
Il fumo fa male.
Esso contiene sostanze tossiche come la nicotina che è un alcaloide pericolosissimo.
Esso causa l'ipertensione.
Pensate, basta iniettarne una quantità pari a quella contenuta in tre sigarette, per fare morire una persona.
Oltre alla nicontina, nel fumo di una sigaretta vi sono gli idrocarburi policiclici aromatici, che sono cancerogeni, l'ammoniaca, il monossido di carbonio ed altre sostanze pericolose.
Queste sostanze entrano nei polmoni di chi fuma ma anche in quelli di chi si trova vicino al fumatore stesso (fumo passivo) e nell'ambiente.
Infatti, il mozzicone di sigaretta è un rifiuto tossico-nocivo.
Dentro la "cicca" si possono trovare sostanze come quelle citate e prima e l'acido cianidrico.
Inoltre, il mozzicone è difficilmente biodegradabile.
Quindi, da non fumatore, dico che l'iniziativa di Bloomberg è positiva ma, da persona che si vuole impegnare in politica, dico anche che essa rischia di ledere il principio della libertà.
Infatti, una persona è (purtroppo) libera anche di fumare.
Come si possono salvaguardare il "diritto di chi fuma" , il "diritto di chi non fuma", di coloro che (come i ristoratori) lavorano con il pubblico e l'ambiente?
Si può fare tutto ciò facendo una "battaglia di civiltà"?
Ad esempio, non si può impedire ad un fumatore di prendere il caffè in bar o di andare al ristorante.
Non è giusto criminalizzare chi fuma ma bisogna intervenire su tutta la società.
Posto il fatto che sia corretto non fumare nei luoghi pubblici (come bar e ristoranti), bisogna fare in modo che i gestori di questi ultimi adempiano alle normative anti-fumo, creando (ad esempio) locali ad hoc per i fumatori (con tanto di cappa di aspirazione) oppure dotando di riscaldamento, verande e portaceneri i portici degli stessi locali,qualora siano presenti, per farne degli spazi per i fumatori.
Così, il gestore di un bar o di un ristorante non perde i clienti.
Bisognerà fare in modo che quest'ultimo sia obbligato a fare ciò e in caso contrario, qualora un cliente dovesse lamentarsi del fumo, lo si potrebbe sanzionare con un' ammenda.
Inoltre, nelle scuole, si potrebbe fare una campagna di informazione sui danni del fumo.
Però, se si fa una cosa del genere, la si deve fare a partire dalle scuole elementari, se non prima.
Inoltre, andrebbe multato chi viene colto mentre getta i mozziconi per strada, sulle spiagge o nelle aree verdi, come si fa, ad esempio, in Svizzera.
Certamente, una battaglia analoga non deve valere solo per il fumo ma anche per altre questioni.
Non è solo il fumo ad inquinare ma ci sono anche altre situazioni che che potenzialmente sono nocive.
L'anno scorso, ad esempio, parlai dell'impianto "Fossil Free Energy" di Roncoferraro,
in provincia di Mantova.
Serve, prima di tutto, una battaglia di civiltà.
Cordiali saluti.

CAMERON E SARKOZY, DUE POLITICI CHE MERITANO IL PLAUSO




Cari amici ed amiche.
Credo meritiano delle attenzioni importanti le ultime azioni del governo francese del presidente Nicolas Sarkozy e di quello britannico di David Cameron.
Trovo giusta l'iniziativa presa dal governo francese in merito della questione dei Rom.
Qui nessuno vuole essere razzista o xenofobo.
Si vuole fare capire, però, che non ci sono solo i diritti ma anche i doveri.
Molto spesso, i Rom, non si inseriscono nel contesto del Paese che li ospita ed, anzi, fanno uno "Stato nello Stato", con il degrado e la criminalità.
Questa cosa deve finire!
Io spero che un'iniziativa simile venga presa anche qui in Italia.
Inoltre, il governo francese ha posto il divieto al burqa, l'abbigliamento tipico di certe donne islamiche che coprono per intero il corpo, rendendo impossibile l'identificazione.
Essere accoglienti non significa essere buonisti e lasciare che chi entra nel nostro Paese faccia quello che vuole, anche contro la nostra cultura e la nostra legge.
Una cosa del genere succede anche qui in Italia.
Ad esempio, vi sono comunità islamiche che non si integrano con la realtà circostante.
Un esempio l'ho riportato attraverso gli articoli da me scritti su "Italia chiama Italia".
E' come se io andassi a casa di un mio parente o di un mio amico ed incominciassi a mettere i piedi sul tavolo, ad essere scostumato e a fare da padrone di casa.
Bisogna fare capire agli immigrati che ci sono anche i doveri e se questi non li rispettano è giusto cacciarli.
Quanto a Cameron, merita un plauso la battaglia culturale che il suo governo sta intraprendendo.
Infatti, il Premier britannico vuole rimettere i valori cristiani al centro della cultura del proprio Paese.
In questo senso, la visita del Santo Padre (che è iniziata oggi e che fu promossa proprio da Cameron) può aiutare il governo britannico in tale iniziativa.
Dopo i vari governi laburisti che hanno predicato un certo "politically correct", il nuovo esecutivo conservatore ha cambiato direzione.
Infatti, il Regno Unito soffre di una grave secolarizzazione, di cui ho parlato nel post http://italiaemondo.blogspot.com/2010/09/il-papa-nel-regno-unito-unimportante.html.
Pensate, a Natale l'espressione "Season's Greetings" ha sostituito il tradizionale "Merry Christmas", per "non offendere i non cristiani".
Qui si rischia di perdere il proprio patrimonio culturale ed un popolo senza patrimonio culturale è destinato a morire!
Anche il Papa, nel suo discorso di oggi di fronte ai reali britannici ad Edimburgo, ha ricordato ciò.
Il Regno Unito è un Paese di grandi tradizioni cristiane.
Fu terra di eccellenti Santi come Edoardo Il Confessore e Margherita di Scozia.
E poi, il Palazzo di Holyrood (ad Edimburgo) ricorda la Santa Croce.
Al governo britannico, suggerirei di prendere come riferimenti figure come San Carlo I Stuart ed il Cardinale John Henry Newman, che sarà beatificato proprio dal Santo Padre, durante la visita in terra albionica.
Quanto stanno facendo i governi britannico e francese è da apprezzare.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.