Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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mercoledì 25 agosto 2010

SANTUARIO DELLA MADONNA DI SAN LUCA, LA VERA ANIMA DI BOLOGNA




Cari amici ed amiche.
Prima di incominciare, vorrei fare un augurio.
Il mio augurio è che in Terra Santa le cose si mettano a posto.
Riguardo ad essa, ricevo delle informazioni dall'amico Riccardo Di Giuseppe.
Lì, ora, c'è l'amico Morris Sonnino che sta vedendo da vicino ogni cosa di quel posto ed ogni situazione che vi succede.
Sarebbe proprio il caso di pregare per Israele e per la pace in quell'area, magari nel luogo di culto che sto per presentarvi, il Santuario della Madonna di San Luca, a Bologna.
Questa chiesa si trova su un colle appenninico che si affaccia sulla Pianura Padana ed è molto importante per i bolognesi e non solo.
Il nome deriva dall'icona bizantina, che secondo una leggenda fu attribuita a San Luca.
Secondo quanto raccontato da Graziolo Accarisi, giureconsulto felsineo del XV secolo, l'icona proviene da Costantinopoli.
Lì, venne un pellegrino-eremita greco (che secondo un documento del 1647 si chiamava Teocle Kamnia) a cui i sacerdoti della Basilica di Hagia Sophia consegnarono l'immagine sacra perché la portasse su un colle detto "Colle della Guardia", perché sull'immagine stessa vi fu un'iscrizione che lo disse.
Arrivato a Roma, quell'eremita seppe dal senatore felsineo Pascipovero che quel colle si trovava Bologna.
Arrivata a Bologna, l'immagine fu accolta con tutti gli onori.
Su quel colle vi fu un eremo in cui visse Angelica Bonfantini che il 30 luglio 1192 decise di darsi alla vita eremitica e che professò i voti nel ramo femminile dei canonici di Santa Maria in Reno.
Papa Celestino III si interessò a ciò e nel 24 agosto 1193 ordinò al vescovo di Bologna Gerardo di Gisla la costruzione della nuova chiesa, su richiesta di Angelica.
In seguito, il luogo divenne importante e ci furono molti pellegrinaggi e di conseguenza molti introiti che furono portati dalle offerte
Ci fu una disputa con i canonici renani. In quanto Canonichessa, Angelica avrebbe dovuto lasciare tutti gli introiti ai canonici renani ma questa si oppose.
La controversia si risolse solo il 13 marzo 1206.
La chiesa fu sotto il controllo diretto del Papa.
Angelica morì attorno al 1244 e la chiesa fu affidata in gestione alle suore agostiniane dell'eremo di Ronzano.
Nel 1258, Papa Alessandro IV diede l'esenzione dal controllo del vescovo di Bologna.
Vent'anni dopo, per volere del cardinale fra Latino, le suore agostiniane vennero affiliate all'Ordine domenicano.
Nel 1290, alle monache fu permesso di edificare fuori da Porta Saragozza, ove ora sorge la chiesa di San Giuseppe.
I due ordini avevano un'unica Superiora nel convento di San Mattia.
Nel 1348, Papa Eugenio IV ordinò che la chiesa venisse assoggettata a questo convento.
Nel 1433 ci fu un miracolo.
Il 05 luglio di quell'anno, con una processione che portò l'immagine nella città di Bologna, vennero fermate delle piogge che stavano distruggendo il raccolto.
In seguito, grazie alle numerose donazioni, la Compagnia di Santa Maria della Morte (che aveva in cura l'icona) rinnovò l'edificio sacro che era costituito da un vano rettangolare con volte a crociera ed una cappella poligonale che ospitava l'icona.
Dal 1603 al 1713 ci furono ampliamenti ed ammodernamenti che furono caratterizzati dall'aggiunta di quattro nuove cappelle e 1708 (grazie ad un lascito del legato pontificio Lazzaro Pallavicini) nel fu fatta una nuova cappella con marmi policromi. Nel 1616 fu rifatto il campanile.
I lavori furono diretti da Carlo Francesco Dotti e Donato Fasano.
L'altare barocco da Giovanni Antonio Ferri e fu realizzato dai tagliapietre Ranghieri.
el 1723 iniziarono i lavori di costruzione della chiesa attuale.
I lavori furono guidati dall'architetto Carlo Francesco Dotti, che su idea del frate servita Andrea Sacchi, realizzò la chiesa a pianta ovale con una una cupola.
Nel 1743 la chiesa quattrocentesca fu demolita e l'attuale chiesa in stile barocco prese il suo posto.
Il 25 marzo 1765, l'arcivescovo di Bologna, cardinale Vincenzo Malvezzi, inaugurò la chiesa.
La cupola, la facciata e le tribune laterali esterne furono terminate da Giovanni Giacomo Ditti, figlio di Carlo.
L'11 febbraio 1799, le suore dovettero abbandonare il santuario.
Infatti, il convento di San Mattia fu soppresso da Napoleone.
A loro successero i domenicani, fino 1824, anno in cui la chiesa fu assoggettata all'arcivescovo dal cardinale Carlo Opizzoni.
Da allora, la chiesa è gestita da sacerdoti diocesani e da un vicario vescovile.
Nel 1815 ci furono nuovi lavori per la realizzazione dei marmi della cappella maggiore.
Nel 1874 fu dichiarata monumento nazionale e Papa Pio X la dichiarò Basilica minore.
Fra il 1922 ed il 1950 venne decorata la cupola.
Fra il 1938 ed il 1950 fu risistemato il piazzale antistante, per volere del cardinale Giovanni Battista Nasalli Rocca.
Dal 1930 al 1994 lì vicino ci fu un orfanotrofio, che in seguito fu collocato vicino al porticato iniziato da Gian Giacomo Monti e finito da Francesco Monti Bendini e Carlo Francesco Dotti tra il XVII ed il XVIII secolo. Con i suoi 3,796 questo porticato che si inerpica sul colle è il più lungo del mondo.
Esso è caratterizzato da 15 cappelle dei Misteri del Rosario e da 666 archi.
Il numero non è casuale.
Esso è il numero della Bestia, l'Anticristo (Apocalisse 13, 18) e che in riferimento alla traduzione dalle lettere ebraiche indicava l'imperatore romano Nerone.
Il porticato doveva simboleggiare il serpente che venne schiacciato dalla Madonna (Genesi 3, 15).
Infatti, durante gli esorcismi gli indemoniati si mettono ad urlare quando si nomina la Madonna, perché ella rappresenta l'umiltà contro l'arroganza, il servizio verso il prossimo contro l'egoismo e l'obbedienza contro la ribellione.
Insomma, questo Santuario è un itineriario pieno di arte e soprattutto di fede.
Quando passate sulle autostrade A1 Milano-Napoli e A14 Bologna-Taranto lo vedete.
Forse, potreste riflettere sul fatto che lassù c'è Qualcuno che protegge tutti quanti noi.
Questa è la vera anima di Bologna e, forse, gli stessi bolognesi dovrebbero riscoprirla e valorizzarla.
Cordiali saluti.




PDL-LEGA NORD, LA RESPONSABILITA'




Cari amici ed amiche.
Dal vertice che si è tenuto a Lesa (sul Lago Maggiore) tra Popolo della Libertà e Lega Nord è emersa la linea della responsabilità e della buona volontà.
Sia il presidente Silvio Berlusconi che il ministro delle Riforme e leader della Lega Nord Umberto Bossi si sono trovati d'accordo sull'idea che si debba continuare a governare, perché lo chiedono gli elettori.
Hanno escluso ogni ipotesi di alleanza con l'Unione di Centro di Pier Ferdinando Casini.
Quest'ultimo partito scelse di stare fuori dal Popolo della Libertà e di non allearsi con esso.
Con il voto del 2008, il popolo lo mandò all'opposizione.
Inoltre, in Parlamento, votò contro il federalismo perché è un partito contrario ad esso.
Quindi, si rischierebbe di snaturare una coalizione che nacque anche per fare il federalismo.
Quindi, avanti tutta!
L'unica condizione sta nel fatto che vi debba essere la maggioranza in Parlamento.
Ora, la palla passa a "Futuro e Libertà. Per l'Italia", il soggetto politico fondato da Gianfranco Fini.
I "cinque punti" proposti dal presidente Berlusconi (politiche per il Sud, federalismo, fisco, sicurezza e riforma della giustizia) non sono negoziabili.
In pratica, se il gruppo di Fini vota la fiducia su questi punti, il governo resta.
In caso contrario, il voto sarebbe l'unica soluzione seria.
All'onorevole Italo Bocchino ("Futuro e Libertà.Per l'Italia") vorrei replicare che il partito voluto dal compianto Pinuccio Tatarella c'è già ed è il Popolo della Libertà.
Tatarella voleva vedere un grande soggetto politico moderato che guardasse a destra.
Nel Popolo della Libertà vi sono la destra sociale, le forze liberali laiche, quelle cattoliche ed anche quelle più moderate del Partito Socialista Italiano.
Il Popolo della Libertà è un grande soggetto inclusivo, simile a quello teorizzato da Tatarella.
Cordiali saluti.

PESTE, ATTENZIONE!


Cari amici ed amiche.
In Bolivia è stato segnalato un caso di una malattia molto nota, la peste bubbonica.
Il caso è stato segnalato nel nord-est del Paese, vicino al confine con il Perù.
Cos'è la peste?
La peste è una malattia infettiva, il cui agente eziologico è un batterio, la Yersinia pestis.
Questo batterio fa parte delle Enterobatteriacee è un coccobacillo Gram-, catalasi-positivo, ossidasi-negativo, rosso di metile-positivo, indolo-negativo, fermenta i carboidrati producendo acidi e non gas, non fermenta il lattosio, è ureasi-negativo, riduce i nitrati, e produce idrogeno solforato.
E' immobile, asporigeno e capsulato.
Ha gli antigeni K (capsulare e glicoproteico), V (proteico) e W (lipoproteico).
In quanto Gram- esso ha anche il Lipide A, un'endotossina della sua parete.
Esso si trasmette tramite una pulce (Xenopsylla cheopis) che infesta i ratti, che sono i suoi serbatoi naturali.
Nella storia, la peste fece molte vittime.
Nel 542 AD, ci fu un'epidemia qui in Italia.
Essa fu portata dalle truppe bizantine che si scontrarono con i Goti.
Un'altra grossa epidemia avvenne a metà del XIV secolo e fu portata dalla Cina, tramite le navi genovesi che provenivano dalla Crimea e che furono attaccate dai Tatari.
Ne parlò lo storico di quel periodo Agnolo di Tura.
Un'altra ondata di peste ci fu nel XVII secolo e fu portata dagli Spagnoli.
Essa colpì anche Londra e, paradossalmente, venne sconfitta dal Grande incendio del 1666.
Vi sono tre tipi di peste, la bubbonica, la setticemica e la polmonare.
La peste bubbonica insorge dopo un periodo che va dai 2 ai 12 giorni di incubazione.
Si presenta con grave debolezza, cefalea, febbre, nausea, vomito, dolori alle estremità, fotofobia, disturbi del sonno e delirio.
Si formano pustole nella zona morsa dalla pulce e si ingrossano i linfonodi che formano i bubboni.
I bubboni si rompono, si ulcerano e vanno in suppurazione e da essi esce un materiale purulento pieno di batteri della peste.
Nei casi gravi l'infezione si propaga nell'organismo e si arriva all'insufficienza cardio-circolatoria, a complicazioni renali e a emorragie interne.
Da lì si arriva facilmente alla morte.
Nei casi meno gravi, la febbre cessa dopo due settimane ed i bubboni buttano fuori il pus, lasciando le cicatrici.
La peste setticemica ha gli stessi sintomi di quella bubbonica ma non forma i bubboni.
Il microrganismo entra nel torrente circolatorio.
La peste setticemica è più rara di quella bubbonica ma è più acuta e causa una maggiore mortalità.
La peste polmonare è rara ed è spesso conseguente ad un'epidemia di peste bubbonica.
Il contagio avviene per inalazione degli areosol provenienti dai bubboni o dagli indumenti dei malati.
E' caratterizzata da una broncopolmonite, con emissione di escreato infetto.
E' spesso letale.
Per combattere questa malattia servono gli antibiotici come la streptomicina, la tetraciclina ed il cloramfenicolo.
Per prevenirla, vi sono i vaccini uccisi.
Noi Europei di questo secolo non abbiamo epidemie di peste nel nostro continente.
Però, visti i numerosi spostamenti di persone, si dovrà tenere conto della possibilità di un suo ritorno.
Si dovrà stare attenti ed essere pronti a qualasiasi evenienza.
Si potrebbero evitare le stragi dei secoli passati.
Cordiali saluti.

martedì 24 agosto 2010

FAMIGLIA CRISTIANA? STA SBAGLIANDO!


Cari amici ed amiche.
Io trovo non condivisibile la posizione del noto settimanale cattolico "Famiglia Cristiana".
Io penso che il settimanale fondato nel 1931 dal Beato Giacomo Alberione (nella foto) abbia "svoltato a sinistra", dando l'idea che la maggioranza dei cattolici sia contro il centro destra e che quei cattolici che sostengono il centro destra e militano in esso siano in errore.
A mio modesto giudizio, questa è una cosa molto grave perché un network deve informare.
Fare informazione significa parlare alla gente e tutelarla dalle ingiustizie.
Ora, con quel suo articolo di ieri, "Famiglia Cristiana" ha scelto di non parlare più ad una parte del Paese e del mondo cattolico.
In quel suo articolo, ha scritto che la discesa in campo del presidente Berlusconi ha spaccato in due il mondo cattolico.
Io vorrei replicare dicendo che noi cattolici (uso il noi perché anch'io sono cattolico) non abbiamo l'obbligo di schierarci in una sola formazione politica.
Ciò non è possibile.
C'era un partito di ispirazione cattolica ed era la Democrazia Cristiana.
Che fine ha fatto quel partito?
Si è spaccato!
Una parte è finita a sinistra ed un'altra a destra.
Semmai, io potrei dire che ad essere in errore sono quei cattolici che stanno a sinistra.
Vorrei ricordare che a sinistra vi sono persone che provengono da quel Partito Comunista Italiano che tanti anni fa era alleato del PCUS, il Partito Comunista Sovietico, che ha mandato tanti preti nei gulag e che distruggeva le chiese.
Inoltre, a sinistra vi è il marxismo, un'ideologia che è in antitesi con i principi cristiani.
Quindi, se proprio i miei correligionari debbono stare in un'unica formazione politica, non stiano a sinistra.
Poi, riguardo all'accusa di "fascismo" lanciata dal settimanale, io dico che essa vada respinta al mittente!
Il Popolo della Libertà non è un partito fascista.
Anzi, esso è contro il fascismo, poiché si rifà alle tradizioni dei grandi partiti come i Tories britannici o i Repubblicani americani.
Se il Popolo della Libertà è fascista allora sono fascisti anche i Repubblicani americani, il Partito Liberale d'Australia ed i Tories britannici.
Tra l'altro, questi partiti sono anche di ispirazione cristiana.
Basti pensare che l'ex-premier australiano John Howard fu arcivescovo anglicano di Brisbane.
Ciò è quantomeno fuori luogo.
Inoltre, questo settimanale accusa il presidente Berlusconi di usare il "metodo Boffo" per distruggere gli avversari ed i dissidenti.
Anche questa accusa va respinta al mittente!
Ai giornalisti di questo settimanale consiglierei di leggere qualche cosa su tutte le calunnie dette contro il presidente Berlusconi ed il centro destra.
Contro il presidente si dice di tutto.
Gli viene dato del mafioso, del fascista, del piduista, dell'eversivo, del corruttore, del magnaccio, del golpista e quant'altro.
Qualcuno l'ha paragonato a Satana.
Contro noi militanti, sostenitori ed elettori del centro destra viene detta ogni calunnia.
Si dice che noi siamo dei "pecoroni", degli stupidi, dei fascisti, dei sudditi, dei prostituti e dei servi del potere.
Contro le donne che scelgono di militare nel Popolo della Libertà (o di sostenerlo) qualcuno dice che sono delle oche, se non delle donne di "facili costumi".
Su un forum, una persona mi scrisse che io "dovrei essere appeso per i testicoli e a testa in giù in Piazzale Loreto".
Perché "Famiglia Cristiana" non scrive anche di questo.
Anche questo è tentare di distruggere un avversario.
"Famiglia Cristiana" dovrebbe informare, ossia tutelare i cittadini dalle ingiustizie.
Così, invece, sta solo creando della confusione, anche perché vuole fare credere che i cattolici siano tutti contro il presidente Berlusconi.
La realtà non è questa.
Io credo che oggi l'operato di "Famiglia Cristiana" sia ben lontano da quello che propose il Beato Giacomo Alberione, un uomo di grande nobiltà.
Cordiali saluti.

DA UN ESTREMO ALL'ALTRO




Cari amici ed amiche.
Con un aforisma, il noto scrittore britannico dell'Ottocento Oscar Wilde disse:
"La Chiesa cattolica è per i Santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la Chiesa anglicana".
Io credo che Wilde (che in punto di morte si fece cattolico) non si riferisse alla Chiesa anglicana in quanto tale.
La Chiesa anglicana è una Chiesa sorella di quella cattolica e con essa ha molte cose in comune.
Inoltre, anche nell'anglicanesimo ci sono figure sante ed eroiche. Un esempio è re Carlo I Stuart (1600-1649).
Io credo che lui avesse fatto un attacco contro quella società della famosa "età vittoriana", il periodo in cui sul trono britannico sedeva la regina Vittoria di Hannover (1819-1901).
Fu l'epoca dei vari Benjamin Disraeli e di William Ewart Gladstone.
In quel periodo, la società ebbe un costume rigido, caratterizzato da cose positive, come il valore della religione, la famiglia, il lavoro e la carriera, la buona educazione, la scuola, la carità e l'igiene personale.
Il tutto, però, fu esasperato a tal punto che si trasformò in conformismo, se non in vera e propria ipocrisia.
Nella società di quel periodo ogni emozione veniva repressa.
Ad esempio, le famiglie davano ai figli punizioni molto severe e la donna era sottomessa al marito.
Ci fu un'ondata di puritanesimo molto forte.
La Chiesa anglicana faceva parte di quel sistema, in quanto retta dalla monarchia britannica, l'istituzione che rappresentava quel tipo di società.
Forse, per questo motivo Wilde fece questo aforisma.
Da quel periodo ad oggi ci furono molti progressi, come le tecnologie ed i diritti della donna.
Purtroppo, se all'epoca vittoriana vi era una situazione di estremo rigorismo, oggi vi è la situazione opposta.
Dal Sessantotto ad oggi, si affermarono l'individualismo, l'egoismo, lo scarso senso civico ed anche la cattiva educazione.
Fu proprio nel Sessantotto che si affermò la "cultura del fai ciò che vuoi e fregatene degli resto".
Anche nella scuola vi sono segni di decadimento.
Molti degli stessi insegnanti, influenzati da certe dottrine del Sessantotto, non danno più un sano contributo all'educazione dei giovani.
Si moltiplicano così gli atti di bullismo e vi è un cattivo insegnamento delle materie.
Se la scuola è in crisi, le famiglie sono messe peggio.
Molte di esse si sfasciano ed i figli si trovano ad avere un solo genitore.
Anche il valore della carità latita e quando esso è presente, spesso si trasforma in un vergognoso buonismo che porta a gestire molto male certe situazioni.
La religione è spesso irrisa. Io ne so qualcosa, per esperienza diretta.
Anzi, vi è anche un "ateismo militante" che attacca la fede ed i valori che essa esprime.
Si vogliono togliere i crocifissi dalle scuole e dagli uffici pubblici ed impedire ai bambini di fare i presepi e di cantare le canzoni natalizie.
Chi cerca di parlare di Cristo viene visto come un fanatico.
Forse, noi dovremmo recuperare un po' di quel "rigore vittoriano".
Dovremmo recuperare il senso del rispetto tra persone ed i valori di una buona istruzione, della famiglia e della fede, senza gli eccessi di quell'epoca.
Dovremmo anche riprendere la nozione di carità, senza i buonismi.
Almeno, la società vittoriana non voleva che vi fosse la delinquenza, cosa che, in nome di un certo buonismo, nell' Italia di oggi si sta producendo.
La vera carità punta al bene ed evita che ci siano altri potenziali delinquenti.
Anche questo vuole dire cercare di essere dei buoni cristiani.
Cordiali saluti.

lunedì 23 agosto 2010

LA POLITICA STIA BENE ATTENTA!


Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo da me scritto su "Italia chiama Italia".
In questo articolo parlo delle ottime scelte del presidente Berlusconi e di un possibile scenario che potrebbe essere inquietante, la rinascita dell'Unione.
Proprio questo è il pericolo, la nascita di coalizioni che non hanno né capo e né coda e che rischierebbero di portare il Paese alla paralisi.
Anche la proposta dell'onorevole Italo Bocchino, capogruppo di "Futuro e Libertà. Per l'Italia", mi sembra non priva di un rischio analogo.
Egli ha proposto di fare una nuova coalizione di governo senza la Lega Nord e con l'Unione di Centro, Alleanza per l'Italia e parte del Partito Democratico.
Io trovo questa proposta politicamente azzardata ed assurda ed inconcepibile sul piano morale.
All'onorevole Bocchino vorrei chiedere se per lui il voto dei cittadini abbia ancora un valore.
I cittadini scelsero una coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia.
Un'altra coalizione nata in Parlamento sarebbe una mancanza di rispetto verso la volontà popolare.
Qui si rischia.
Si rischia di non fare le riforme e di portare il Paese alla paralisi.
Ciò sarebbe molto grave!
Oltre a ciò, si rischia anche lo scollamento tra mondo politico e cittadinanza e ciò potrebbe essere molto pericoloso.
Se il governo va in crisi, l'unica soluzione è il voto!
La politica stia bene attenta!
Cordiali saluti.

domenica 22 agosto 2010

SE NON C'E' LA MAGGIORANZA, SI VOTI!



Cari amici ed amiche.



Concordo con il presidente Silvio Berlusconi.
Lui ha posto un programma di cinque punti che sono condivisibili.
I cinque punti sono sicurezza, Mezzogiorno, fisco, federalismo e giustizia.
Sono tutti punti condivisibili e necessari per migliorare questo Paese.
Ora, la decisione sta a Fini e ai deputati vicini a lui.
Se accettano tutti e cinque i punti, senza protestare, si continui a governare.
In caso contrario, il voto è l'unica soluzione.
Inoltre, trovo sbagliato che Fini ed i suoi facciano un partito.
Loro sono furono eletti nelle fila del Popolo della Libertà ed il popolo li votò così.
Un loro cambio di partito sarebbe un tradimento del mandato dato a loro dai cittadini.
Comunque, in ogni caso, noi militanti, sostenitori ed elettori del Popolo della Libertà e del centro destra dobbiamo essere pronti a tutto, anche al voto!
Dobbiamo portare il Popolo della Libertà sul territorio.
Lo dice anche lo stesso presidente Berlusconi.
Già dall'anno scorso dissi una cosa del genere, nell'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/16203/200-06-23.html.
Non intendevo certo offendere nessuno.
Cordiali saluti.




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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.