Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 24 agosto 2010

FAMIGLIA CRISTIANA? STA SBAGLIANDO!


Cari amici ed amiche.
Io trovo non condivisibile la posizione del noto settimanale cattolico "Famiglia Cristiana".
Io penso che il settimanale fondato nel 1931 dal Beato Giacomo Alberione (nella foto) abbia "svoltato a sinistra", dando l'idea che la maggioranza dei cattolici sia contro il centro destra e che quei cattolici che sostengono il centro destra e militano in esso siano in errore.
A mio modesto giudizio, questa è una cosa molto grave perché un network deve informare.
Fare informazione significa parlare alla gente e tutelarla dalle ingiustizie.
Ora, con quel suo articolo di ieri, "Famiglia Cristiana" ha scelto di non parlare più ad una parte del Paese e del mondo cattolico.
In quel suo articolo, ha scritto che la discesa in campo del presidente Berlusconi ha spaccato in due il mondo cattolico.
Io vorrei replicare dicendo che noi cattolici (uso il noi perché anch'io sono cattolico) non abbiamo l'obbligo di schierarci in una sola formazione politica.
Ciò non è possibile.
C'era un partito di ispirazione cattolica ed era la Democrazia Cristiana.
Che fine ha fatto quel partito?
Si è spaccato!
Una parte è finita a sinistra ed un'altra a destra.
Semmai, io potrei dire che ad essere in errore sono quei cattolici che stanno a sinistra.
Vorrei ricordare che a sinistra vi sono persone che provengono da quel Partito Comunista Italiano che tanti anni fa era alleato del PCUS, il Partito Comunista Sovietico, che ha mandato tanti preti nei gulag e che distruggeva le chiese.
Inoltre, a sinistra vi è il marxismo, un'ideologia che è in antitesi con i principi cristiani.
Quindi, se proprio i miei correligionari debbono stare in un'unica formazione politica, non stiano a sinistra.
Poi, riguardo all'accusa di "fascismo" lanciata dal settimanale, io dico che essa vada respinta al mittente!
Il Popolo della Libertà non è un partito fascista.
Anzi, esso è contro il fascismo, poiché si rifà alle tradizioni dei grandi partiti come i Tories britannici o i Repubblicani americani.
Se il Popolo della Libertà è fascista allora sono fascisti anche i Repubblicani americani, il Partito Liberale d'Australia ed i Tories britannici.
Tra l'altro, questi partiti sono anche di ispirazione cristiana.
Basti pensare che l'ex-premier australiano John Howard fu arcivescovo anglicano di Brisbane.
Ciò è quantomeno fuori luogo.
Inoltre, questo settimanale accusa il presidente Berlusconi di usare il "metodo Boffo" per distruggere gli avversari ed i dissidenti.
Anche questa accusa va respinta al mittente!
Ai giornalisti di questo settimanale consiglierei di leggere qualche cosa su tutte le calunnie dette contro il presidente Berlusconi ed il centro destra.
Contro il presidente si dice di tutto.
Gli viene dato del mafioso, del fascista, del piduista, dell'eversivo, del corruttore, del magnaccio, del golpista e quant'altro.
Qualcuno l'ha paragonato a Satana.
Contro noi militanti, sostenitori ed elettori del centro destra viene detta ogni calunnia.
Si dice che noi siamo dei "pecoroni", degli stupidi, dei fascisti, dei sudditi, dei prostituti e dei servi del potere.
Contro le donne che scelgono di militare nel Popolo della Libertà (o di sostenerlo) qualcuno dice che sono delle oche, se non delle donne di "facili costumi".
Su un forum, una persona mi scrisse che io "dovrei essere appeso per i testicoli e a testa in giù in Piazzale Loreto".
Perché "Famiglia Cristiana" non scrive anche di questo.
Anche questo è tentare di distruggere un avversario.
"Famiglia Cristiana" dovrebbe informare, ossia tutelare i cittadini dalle ingiustizie.
Così, invece, sta solo creando della confusione, anche perché vuole fare credere che i cattolici siano tutti contro il presidente Berlusconi.
La realtà non è questa.
Io credo che oggi l'operato di "Famiglia Cristiana" sia ben lontano da quello che propose il Beato Giacomo Alberione, un uomo di grande nobiltà.
Cordiali saluti.

DA UN ESTREMO ALL'ALTRO




Cari amici ed amiche.
Con un aforisma, il noto scrittore britannico dell'Ottocento Oscar Wilde disse:
"La Chiesa cattolica è per i Santi e per i peccatori, per le persone rispettabili è sufficiente la Chiesa anglicana".
Io credo che Wilde (che in punto di morte si fece cattolico) non si riferisse alla Chiesa anglicana in quanto tale.
La Chiesa anglicana è una Chiesa sorella di quella cattolica e con essa ha molte cose in comune.
Inoltre, anche nell'anglicanesimo ci sono figure sante ed eroiche. Un esempio è re Carlo I Stuart (1600-1649).
Io credo che lui avesse fatto un attacco contro quella società della famosa "età vittoriana", il periodo in cui sul trono britannico sedeva la regina Vittoria di Hannover (1819-1901).
Fu l'epoca dei vari Benjamin Disraeli e di William Ewart Gladstone.
In quel periodo, la società ebbe un costume rigido, caratterizzato da cose positive, come il valore della religione, la famiglia, il lavoro e la carriera, la buona educazione, la scuola, la carità e l'igiene personale.
Il tutto, però, fu esasperato a tal punto che si trasformò in conformismo, se non in vera e propria ipocrisia.
Nella società di quel periodo ogni emozione veniva repressa.
Ad esempio, le famiglie davano ai figli punizioni molto severe e la donna era sottomessa al marito.
Ci fu un'ondata di puritanesimo molto forte.
La Chiesa anglicana faceva parte di quel sistema, in quanto retta dalla monarchia britannica, l'istituzione che rappresentava quel tipo di società.
Forse, per questo motivo Wilde fece questo aforisma.
Da quel periodo ad oggi ci furono molti progressi, come le tecnologie ed i diritti della donna.
Purtroppo, se all'epoca vittoriana vi era una situazione di estremo rigorismo, oggi vi è la situazione opposta.
Dal Sessantotto ad oggi, si affermarono l'individualismo, l'egoismo, lo scarso senso civico ed anche la cattiva educazione.
Fu proprio nel Sessantotto che si affermò la "cultura del fai ciò che vuoi e fregatene degli resto".
Anche nella scuola vi sono segni di decadimento.
Molti degli stessi insegnanti, influenzati da certe dottrine del Sessantotto, non danno più un sano contributo all'educazione dei giovani.
Si moltiplicano così gli atti di bullismo e vi è un cattivo insegnamento delle materie.
Se la scuola è in crisi, le famiglie sono messe peggio.
Molte di esse si sfasciano ed i figli si trovano ad avere un solo genitore.
Anche il valore della carità latita e quando esso è presente, spesso si trasforma in un vergognoso buonismo che porta a gestire molto male certe situazioni.
La religione è spesso irrisa. Io ne so qualcosa, per esperienza diretta.
Anzi, vi è anche un "ateismo militante" che attacca la fede ed i valori che essa esprime.
Si vogliono togliere i crocifissi dalle scuole e dagli uffici pubblici ed impedire ai bambini di fare i presepi e di cantare le canzoni natalizie.
Chi cerca di parlare di Cristo viene visto come un fanatico.
Forse, noi dovremmo recuperare un po' di quel "rigore vittoriano".
Dovremmo recuperare il senso del rispetto tra persone ed i valori di una buona istruzione, della famiglia e della fede, senza gli eccessi di quell'epoca.
Dovremmo anche riprendere la nozione di carità, senza i buonismi.
Almeno, la società vittoriana non voleva che vi fosse la delinquenza, cosa che, in nome di un certo buonismo, nell' Italia di oggi si sta producendo.
La vera carità punta al bene ed evita che ci siano altri potenziali delinquenti.
Anche questo vuole dire cercare di essere dei buoni cristiani.
Cordiali saluti.

lunedì 23 agosto 2010

LA POLITICA STIA BENE ATTENTA!


Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo da me scritto su "Italia chiama Italia".
In questo articolo parlo delle ottime scelte del presidente Berlusconi e di un possibile scenario che potrebbe essere inquietante, la rinascita dell'Unione.
Proprio questo è il pericolo, la nascita di coalizioni che non hanno né capo e né coda e che rischierebbero di portare il Paese alla paralisi.
Anche la proposta dell'onorevole Italo Bocchino, capogruppo di "Futuro e Libertà. Per l'Italia", mi sembra non priva di un rischio analogo.
Egli ha proposto di fare una nuova coalizione di governo senza la Lega Nord e con l'Unione di Centro, Alleanza per l'Italia e parte del Partito Democratico.
Io trovo questa proposta politicamente azzardata ed assurda ed inconcepibile sul piano morale.
All'onorevole Bocchino vorrei chiedere se per lui il voto dei cittadini abbia ancora un valore.
I cittadini scelsero una coalizione formata da Popolo della Libertà, Lega Nord e Movimento per l'Autonomia.
Un'altra coalizione nata in Parlamento sarebbe una mancanza di rispetto verso la volontà popolare.
Qui si rischia.
Si rischia di non fare le riforme e di portare il Paese alla paralisi.
Ciò sarebbe molto grave!
Oltre a ciò, si rischia anche lo scollamento tra mondo politico e cittadinanza e ciò potrebbe essere molto pericoloso.
Se il governo va in crisi, l'unica soluzione è il voto!
La politica stia bene attenta!
Cordiali saluti.

domenica 22 agosto 2010

SE NON C'E' LA MAGGIORANZA, SI VOTI!



Cari amici ed amiche.



Concordo con il presidente Silvio Berlusconi.
Lui ha posto un programma di cinque punti che sono condivisibili.
I cinque punti sono sicurezza, Mezzogiorno, fisco, federalismo e giustizia.
Sono tutti punti condivisibili e necessari per migliorare questo Paese.
Ora, la decisione sta a Fini e ai deputati vicini a lui.
Se accettano tutti e cinque i punti, senza protestare, si continui a governare.
In caso contrario, il voto è l'unica soluzione.
Inoltre, trovo sbagliato che Fini ed i suoi facciano un partito.
Loro sono furono eletti nelle fila del Popolo della Libertà ed il popolo li votò così.
Un loro cambio di partito sarebbe un tradimento del mandato dato a loro dai cittadini.
Comunque, in ogni caso, noi militanti, sostenitori ed elettori del Popolo della Libertà e del centro destra dobbiamo essere pronti a tutto, anche al voto!
Dobbiamo portare il Popolo della Libertà sul territorio.
Lo dice anche lo stesso presidente Berlusconi.
Già dall'anno scorso dissi una cosa del genere, nell'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/16203/200-06-23.html.
Non intendevo certo offendere nessuno.
Cordiali saluti.




sabato 21 agosto 2010

TUMORI, NON DIVENTINO UN MALE SOCIALE!


Cari amici ed amiche.

Leggendo su Facebook la commovente nota della signora Anna Maria Mimma Raggi, intitolata "REINVENTARSI UN GIOCO DI STORIA A SESSANTANNI INOLTRATI:) DOPO SCELTE DA STRESS DI CHEMIO E LA VITTORIA SUL MALE...", vorrei dire la mia sulla questione dei tumori.
Lo faccio anche portando una testimonianza diretta, avendo avuto in famiglia casi di malati oncologici.
Era il settembre 1996, quando mia zia telefonò a mia madre dicendo che dovette fare portare mia nonna materna all'ospedale perché aveva avuto una sorta di occlusione intestinale, con tumefazione addominale.
Fu una cosa urgente.
Nell'ultimo periodo della sua vita, mia nonna si trasferì dalla Sicilia alla casa di mia zia, in provincia di Novara.
Quella telefonata fu come un fulmine al ciel sereno.
Certo, ci furono già problemi in passato ma nessuno poteva immaginare che a causare tutti quei malori fosse stato un tumore.
Infatti, mia nonna ebbe problemi cardiaci.
Purtroppo, la diagnosi disse che si trattava di un carcinoma al peritoneo e che esso era in stato avanzato.
E così, iniziò il calvario.
Mia nonna (che era una donna robusta) dimagrì in modo vistoso.
Perse più quindici chili in soli due mesi.
L'ultima volta che la vidi in piedi fu a Natale, quando con i miei andai a fare visita ai miei zii e (ovviamente) a mia nonna.
Nel gennaio 1997, i miei zii dovettero portare mia nonna all'ospedale e lì si mise a letto definitivamente.
Il male si fece molto grave.
Vomitava bile, poiché il tumore causò un danno epatico.
Le misero un sondino naso-boccale e le diedero della morfina.
Nell'ultima settimana di vita, mia madre stette da mia zia, per assistere la malata di notte.
Mia nonna non parlava più ma era lucida.
Ricordo bene quello che successe il 02 febbraio 1997, quando io, mio padre e mio fratello andammo a prendere mia madre.
Andammo anche all'ospedale e vedemmo che fu sotto l'effetto della morfina.
Non parlava più però, nonostante la morfina, era lucida.
Mi ricordo che mi strinse la mano.
E' un gesto che ricordo molto bene e che non dimenticherò. La cosa mi dà ancora emozioni forti.
Il 03 febbraio, arrivò a casa mia una telefonata che annunciò la morte di mia nonna.
Per la mia famiglia, questo calvario si ripeté con i miei nonni paterni. Morirono anche loro di cancro.
Nel 1999 morì mia nonna e nel 2000 fu la volta di mio nonno.
Io credo che il tumore non debba diventare un male sociale.
Il malato oncologico non deve essere lasciato solo, né dai propri cari e né dalle istituzioni.
Ad esempio, trovo giusto che si velocizzino le pratiche burocratiche per fare avere i soldi dell'accompagnamento per chi assiste un malato di cancro.
Quando è in fase terminale, infatti, il cancro diventa una malattia invalidante.
Anche i cari del malato devono fare la loro parte.
Devono stare vicini al malato e farlo sentire esattamente come prima che si ammalasse.
Noi facemmo così con mia nonna.
Ad esempio, bisogna fare "scuola" a coloro che hanno in casa un malato oncologico.
Bisogna insegnare loro a comportarsi di fonte ad una situazione simile.
Bisogna istruirli sul cancro e su ciò che porta, su come trattare i casi di emergenza e su come comportarsi con il malato.
Così, si fa anche della prevezione.
Infatti, più sono persone che conoscono il cancro, più vite si potrebbero salvare perché vi sarebbe anche una certa "prevenzione".
In questo, possono fare molto sia i volontari che la sanità ospedaliera.
Inoltre, bisogna favorire l'accesso alle cure palliative.
Già, la recente legge del 15 marzo 2010 n.38 va in questo senso.
Un malato di cancro non deve essere visto come un "peso sociale" ma come una persona che ha dei diritti, sia politici e che naturali.
Tra questi ultimi vi è il diritto alla vita.
Chi dice che serve l'eutanasia, non va secondo questo principio ma secondo gli egoismi di chi ritiene un malato di cancro una cosa inutile per la società.
Ciò è aberrante!
Termino facendo gli auguri di buon compleanno all'amica Francesca Padovese titolare del blog "Start Up And Fight" (http://mamagrizzlies.blogspot.com/).
E' una ragazza impegnata nel sociale e merita il mio rispetto e la mia stima.
Cordiali saluti.

venerdì 20 agosto 2010

COM'ERA LONDRA AL TEMPO DI RE ENRICO VIII?



Cari amici ed amiche.
Si parla tanto di re Enrico VIII Tudor (28 giugno 1491-28 gennaio 1547), un re che regnò in Inghilterra dal 1509 fino alla sua morte.
Fu un re che, nel bene e nel male, incise molto nella storia del suo Paese.
Seppe garantire l'ordine e fece del suo Paese una potenza marinara.
Fu anche un uomo di grande cultura. Parlava fluentemente inglese, francese, spagnolo e latino.
Fu anche un uomo atletico.
Pensate, fu anche un buon giocatore di uno sport che sarebbe diventato con il nome di soccer, il nostro calcio.
Tuttavia, egli divenne a noi noto per quello che fece nel 1534, lo Scisma anglicano.
Per il no della Curia romana al suo divorzio dalla moglie Caterina d'Aragona, da amico e protettore del Papato (che nel 1521 lo fece "Defensor fidei") ne divenne nemico.
Separò la Chiesa inglese da Roma e ne assunse il controllo.
Fece uccidere tutti gli oppositori.
Mise a morte sia i "papisti", tra cui l'amico Thomas More, e sia i protestanti.
Soppresse i monasteri, ne incamerò i beni e mise a morte, imprigionò oppure mise nelle parrocchie i monaci.
Il suo divenne quindi un regno di terrore.
Anche la sua vita iniziò ad avere uno scadimento.
Si sposò per sei volte. Si sposò con Caterina d'Aragona (1509-1533), Anna Bolena (1533-1536, il matrimonio terminò con il divorzio e la decapitazione della moglie che fu accusata di adulterio, incesto e stregoneria), Jane Seymour (1536-1537, la moglie morì nel dare alla luce il futuro re Edoardo VI), Anna di Cleves (che fu sposata nel 1540 ed il matrimonio durò pochi mesi), Caterina Howard (che fu sposata nel 1540 e che finì nel 1542 con l'esecuzione della moglie che fu accusata di adulterio) e Caterina Parr (che fu sposata 1543 e che sopravvisse al re).
Il re peggiorò.
Diventò sempre più irascibile e ben lontano da quell'uomo atletico che fu.
A causa della sua alimentazione, diventò obeso e si ammalò di gotta.
Pare anche che si fosse ammalato di sifilide. Ciò fu possibile, visti anche i numerosi rapporti sessuali che aveva.
Inoltre, una caduta da cavallo gli ferì gravemente la gamba e la ferita andò in cancrena.
Morì il 28 gennaio 1547, lasciando il regno nelle mani del figlio Edoardo VI, che non aveva ancora compiuto i dieci anni e che, quindi, fu sotto la tutela di un reggente, lo zio Edward Seymour, I duca di Somerset.
Il regno di Edoardo VI fu caratterizato dalla Riforma protestante.
Detto questo, sorge una domanda.
Com'era Londra al tempo di re Enrico VIII?
Provo ad immaginare, rifacendomi a varie documentazioni.
Al tempo di re Enrico VIII, la città fu ben diversa da quella che attualmente noi possiamo vedere.
Fu più piccola e non ebbe tutti questi grattacieli e palazzi attuali.
Innanzitutto, fu percorsa da molti piccoli fiumi che confluivano nel Tamigi.
Questi fiumi, vennero tombinati nel XIX secolo, a causa del tifo e del colera.
Per certi versi, ricordava Venezia.
Infatti, i vari fiumi si innervavano nella città e non erano imbrigliati dalle muraglie attuali.
Certo, c'era un maggiore rischio di alluvioni.
Inoltre, la Torre di Londra comunicava direttamente con il Tamigi, tramite la "Porta dei Traditori", oggi interrata.
Da lì entravano tutti i condannati per tradimento, tra cui Saint Thomas More.
Inoltre, la Torre stessa fu modificata da re Enrico VIII.
Le quattro trorri dell'edificio centrale, vennero adornate con delle cupole, tipiche dello "stile Tudor", un'evoluzione dello stile gotico che contempla anche l'uso degli archi policentrici .
Enrico, fece costruire una delle sue più grandi opere, il Palazzo di Whitehall, una zona che diventerà tristemente famosa, quando nel 1649 venne decapitato San Carlo I Stuart.
Realizzato nel 1530, questo palazzo fu la sede della Corona fino al 1698.
Enrico VIII fece costruire anche il Palazzo San Giacomo (Saint James's Palace), che serviva ad ospitare i malati di lebbra.
Quello che ne resta oggi, è poca cosa.
Infatti, con le sue oltre 1500 stanze fu, di fatto, una città nel città.
Ancora oggi, sotto alcuni edifici vicini all'attuale complesso, vi sono stanze con pilastri robusti e volte e finestre in stile Tudor.
La cattedrale di San Paolo fu ben diversa da quella che vediamo oggi e che fu costruita nel XVII secolo da Christopher Wren.
Essa fu una cattedrale gotica che venne distrutta dal terribile incendio del 1666.
Nel 1510, re Enrico VIII fece realizzare la Chiesa di San Pietro ad Vincula e fu la Cappella reale. Fu costruita in stile Tudor.
Quanto a Westminster, la sua abbazia fu sotto il controllo dei monaci benedettini.
In questo luogo, in cui vengono incoronati i monarchi, vi lavorò anche lo scultore italiano Torrigiano.
Nel 1540, i monaci dovettero lasciare l'abbazia.
La Chiesa di San Pietro non aveva la facciata attuale, che risale al XIX secolo.
Non aveva nemmeno tante delle statue che oggi noi possiamo vedere, come quelle di Dietrich Bonhoffoerr, di Oscar Romero o di Manche Masemola.
Durante i regni di Enrico VII e di Enrico VIII venne costruita la Lady Chapel, dedicata al culto mariano e che oggi sia chiama Cappella di re Enrico VII.
Se noi vivivessimo nella Londra di quel tempo, non vedremmo la cattedrale di Westminster, sede dell'arcivescovo cattolico, e nemmeno il Palazzo di Westminster, per come lo vediamo oggi.
Non ci sarebbe la Torre dell'Orologio (con il Big Ben).
Del palazzo che re Enrico VIII vide, restano solo la Westminster Hall, la Jewel Tower, la cripta della cappella di Santo Stefano ed il chiostro.
Tutto il resto venne distrutto dall'incendio del 1834.
Tante altro cose ci sarebbero da vedere.
Londra venne distrutta dall'incendio del 1666.
Tanti monumenti del periodo di re Enrico VIII vennero sepolti.
Nel sottosuolo se ne trovano.
Durante gli scavi della realizzazione della celeberrima metropolitana, vennero rinvenute antiche chiese e cripte sotterranee, tra le quali anche quelle del periodo di re Enrico VIII.
Tra l'altro, da qui nacque la storia di una presunta presenza di fantasmi nella metropolitana.
Spero di avervi dato un'idea di quella che fu la capitale inglese, durante un periodo così importante.
Anzi, con re Enrico VIII, la città fu un cantiere.
Fu preparata a diventare la capitale di una grande potenza.
Cordiali saluti.

SE QUESTO E' "FARE IL FUTURO"...STIAMO FRESCHI!

Cari amici ed amiche.

Non trovo affatto condivisbili le affermazioni provenienti dalla fondazione del presidente della Camera Gianfranco Fini "Farefuturo", che dal suo sito ha parlato di "berlusconismo" e lo ha definito "killeraggio".
Ha parlato di ricatti e dossier.
Leggete l'articolo http://www.corriere.it/politica/10_agosto_19/farefuturo-berlusconi-editti-vergogna_b4548626-ab8b-11df-94af-00144f02aabe.shtml.
Io non trovo condivisibili queste frasi.
Anzi, le trovo irrispettose verso noi militanti, sostenitori ed elettori del Popolo della Libertà.
Vorrei fare notare che se la destra è al governo, il merito è del presidente Berlusconi, che seppe creare un movimento moderno e capace.
Inoltre, se vogliamo dirla tutta, quelli che hanno causato la rottura sono stati proprio il presidente Fini ed i suoi.
Non si può stare in un partito e continuare ad attaccarlo e a mettersi di traverso, anche sapendo di essere in minoranza.
Bisogna capire che in democrazia tutti possono parlare a ma dettare la linea deve essere la maggioranza.
Se una minoranza incomincia a porre veti, a fare diktat e a mettersi di traverso non c'è più una democrazia ma una "dittatura della minoranza".
Il presidente della Camera ed i suoi non hanno accettato questo.
Quello che sta accadendo oggi è la conseguenza di questo loro atteggiamento.
E poi, trovo schizofrenica la linea dei "finiani".
Da un lato, "Farefuturo" ed i "falchi finiani" attaccano a destra e a manca il PdL ed il centro destra e, dall'altro, i "finiani" stessi dicono di volere restare nella coalizione e di essere leali verso gli elettori.
Io vorrei dire che già con il PdL è una rottura del patto con gli elettori.
Quindi, se vi è una solida maggioranza, si vada avanti
Se questa maggioranza non vi è, l'unica soluzione è il voto.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.