Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

martedì 15 giugno 2010

SU MARTE C'ERA LA VITA?


Cari amici ed amiche.
Parliamo un po' del celeberrimo "Pianeta rosso", Marte.
Basta prendere un cannocchiale per vederlo.
Esso ha un'atmosfera rarefatta e composta per il 95, 32 % da CO2 (anidride carbonica) e sulla sue superficie ci sono tempeste di sabbia violentissime, con "diavoli di polvere" alti parecchi metri.
E' ovvio che in simili condizioni la vita è impossibile.
Eppure, secondo gli studi del ricercatore di Montorio al Vomano (quasi mio conterraneo) Gaetano D'Achille, circa 3,5 miliardi di anni fa, Marte non era così.
Secondo D'Achille, sull'emisfero boreale del pianeta vi era un vasto oceano e sulle terre emerse vi erano almeno 4000 fiumi.
Quindi, su Marte c'era l'acqua.
Se c'era l'acqua, voleva dire che c'èra anche un'atmosfera, magari simile alla nostra, costituita dal 78,08 % di azoto (N2), dal 20,95% di ossigeno, dallo 0,93% di argon (un gas nobile) ed il resto da altri gas.
Cosa può essere successo, allora?
Un'ipotesi, potrebbe essere un'alterazione del nucleo del pianeta che avrebbe fatto diminuire il campo magnetico che non sarebbe più stato in grado di trattenere i gas.
Questo avrebbe generato la perdita dell'atmosfera e dell'acqua.
A questo potrebbe essersi unita anche una deriva del pianeta che si sarebbe allontanato dal Sole e raffreddato.
Questo spiega la presenza di ghiaccio (ricoperto da "ghiaccio secco", CO2 solida) sui poli e le temperature di -140° C negli inverni polari e di 20°C nelle estati marziane.
A questo punto sorge spontanea una domanda.
Su Marte c'era la vita?
Il 16 agosto 1996 la rivista "Science" annunciò la presenza di tracce organiche sul meteorite ALH 84001.
E probabile che questo meteorite caduto sull'Antartide circa 15000000 di anni fa si fosse formato su Marte circa 3,6 miliardi di anni fa.
Inoltre, sulla rivista "International journal of Astrobiology", comparve una ricerca di Vincenzo Rizzo e Nicola Cantasano che ipotizzarono la presenza su Marte di sedimenti simili a stromatoliti, ossia resti di esseri viventi fotosintetici, come cianobatteri e piante.
Inoltre, anche la presenza del metano (CH4) può essere un segnale di un'antica presenza di vita.
Infatti, questo gas si forma per decomposizione delle materie organiche
A prescindere da ciò, gli studi su Marte devono essere utili a farci capire le dinamiche del nostro pianeta, la Terra, e di quello che potrebbe succedergli.
Cordiali saluti.

RIFORME? NE SERVONO TANTE!

Cari amici ed amiche.

L'Italia ha bisogno di riforme, in tutti i settori. Io ne cito alcune.
Cominciamo dall'architettura dello Stato.
La prima riforma è il passaggio da una forma di Stato centralista ad una federalista. La si può fare creando tre marco-regioni, con una larghissima autonomia fiscale ed amministrativa, o attribuendo questa prerogativa alle attuali venti regioni e facendo in modo che ciscuna di esse abbia un proprio statuto.
La seconda possibilità (a mio modo di vedere) sarebbe la migliore.
Infatti, fare delle macro-regioni da un lato avrebbe il vantaggio di ridurrebbe il numero di assemblee elettive (con risparmio di soldi) ma dall'altro avrebbe lo svantaggio di dovere accorpare realtà diverse. Questo creerebbe problemi di geopolitica all'interno della macro-regione.
Pensiamo, ad esempio al Nord-Ovest della grande industria (come ad esempio la FIAT) e al Nord-Est della piccola e media impresa.
Inoltre, ci sarebbe anche il problema dei confini delle macro-regioni.
Il federalismo avrebbe anche la funzione di responsabilizzare le classi politiche locali e darebbe anche al Sud l'input di produrre.
Per ridurre le assemblee elettive, si dovranno accorpare alcune Province ed alcuni Comuni.
Allo Stato centrale resterebbero la difesa, la sicurezza nazionale, la politica estera, quella monetaria e quella di alcune infrastrutture di interesse nazionale.
Un'altra riforma dovrà riguardare le istituzioni centrali.
Si dovrà abolire il bicameralismo perfetto. Il Senato dovrà diventare "federale" e dovrà avere la funzione di regolare i rapporti tra Stato ed enti locali.
L' età minima per l'eleggibilità al Senato dovrà essere abbassata a 25 anni.
La Camera dei deputati, invece, dovrà conservare le funzioni attuali.
Si dovrà creare una "norma anti-ribaltone".
Ai sensi di questa norma, in caso di crisi di governo, se in Parlamento vi sarà ancora la maggioranza eletta dal popolo, quel governo potrà ancora governare o si farà un altro esecutivo, con la stessa maggioranza.
In caso contrario, si tornerà alle urne e si eviteranno certi pasticci.
Si dovrà ridurre anche il numero dei parlamentari.
Già questa manovra economica si muove in questa direzione. Infatti, ha ridotto il numero delle "auto blu".
Inoltre, si dovranno dare al Presidente del Consiglio delle prerogative in più, come la possibilità di nomina e di revoca dei ministri.
Oltre, a queste, serviranno altre riforme.
Ad esempio, nel campo economico, si dovrà dare una maggiore libertà di impresa, incominciando da un taglio netto alla burocrazia che è un ostacolo che impedisce ad un giovane di fare impresa.
Di riforme ne servono tante. Il nostro Paese è da riformare ma ha tante forze nuove.
Se si faranno le riforme, queste forze potranno dare il meglio.
In caso contrario, il declino sarà inevitabile.
Cordiali saluti.

lunedì 14 giugno 2010

INTERCETTAZIONI, DUE PAROLE (Con articoli su "Italia chiama Italia")

Cari amici ed amiche.

Prima di cominciare, vi invito a leggere l'articolo da me scritto su "Italia chiama Italia" ( http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/2110/2010-06-14.html ).
Leggete anche l'articolo dell'onorevole Giorgio Straquadanio ( http://www.italiachiamaitalia.net/news/124/ARTICLE/22072/2010-06-11.html ). E' molto interessante.
Io penso che in un Paese civile non si sarebbe mai fatta una legge che regolamenti le intercettazioni.
Non ce ne sarebbe stato bisogno.
Invece, si è dovuta fare questa legge.
Perché?
Il perché presto detto.
Oggi, vi è un uso smodato delle intercettazioni, per non dire che vi è un abuso.
Certi organi di stampa usano queste intercettazioni per fare del "giornalismo di inchiesta".
In realtà, questo è tutto meno che giornalismo di inchiesta.
Si pubblica di tutto e di più, anche cose che non nulla hanno a che fare con le indagini.
In pratica, la vita dei cittadini è messa sulle pagine dei giornali.
Oltre a questo, vi è anche il danno di un vero e proprio "processo mediatico", ancora prima che inizi quello in aula, senza tenere conto del fatto che il nostro ordinamento prevede che una persona è innocente fino ad una sentenza definitiva.
In pratica, si distruggono delle persone.
Io, trovo pavido e scorretto screditare una persona a mezzo stampa.
E poi, chi dice che questa legge favorisce reati gravi come il terrorismo, dice una grande sciocchezza.
Per reati simili, le intercettazioni non vengono toccate.
Quanta demagogia!
Dobbiamo tutti riflettere.
Cordiali saluti.

SABBIONETA, TRANI E MESSINA, TRE ESEMPI DI CONVIVIALITA' TRA EBREI E CRISTIANI
















Cari amici ed amiche.
Vi voglio parlare di tre città che furono esempi di convivialità e che forse furono all'avanguardia, spesso in un tempo troppo antico per certe idee.
Le tre città sono Sabbioneta, Trani e Messina.
Da mantovano, parto da Sabbioneta, città della provincia di Mantova fondata da Vespasiano Gonzaga, tra il 1554 ed il 1556.
Questa città, ricalca il mito della "Città ideale", un'isola di ordine e di pace.
In effetti, fu così.
Entro le sue mura (che ancora oggi noi possiamo ammirare) fiorivano l'arte e la cultura.
Inoltre, vi erano scambi proficui, come quelli con la comunità ebraica.
Pensate che nella Mantova dei Gonzaga, gli ebrei erano tollerati. Ad esempio, i medici di signori di Mantova erano ebrei, cosa inusuale in quel tempo. Infatti, gli ebrei non potevano curare i cristiani. Inoltre, si studiava la Qabbalah e vi era una vivace scambio culturale. Si dice anche che il corpo di Sant'Anselmo di Lucca (vescovo e Santo Patrono di Mantova) fosse stato trattato da ebrei per conservarlo. Tuttavia, della veridicità di questa notizia non ci sono prove.
A Sabbioneta, ci fu la stessa cosa. La bellissima sinagoga (nella foto in basso) lo dimostra. Pensiamo anche a figure come Graziano Treves o Tobia Foà che influirono molto sul panorama culturale della città.
Foà ebbe un'ìmportante attività tipografica e fece un'edizione del Cantico dei Cantici ed i testi dell'erudito ebreo spagnolo Maimonide.
Facciamo un grande salto indietro nel tempo e visitiamo un'altra città importante, Trani, in provincia di Barletta-Andria-Trani.
Qui, durante i regni di Federico II di Svevia e di Manfredi vi fu una fiorente comunità ebraica che animava i commerci e la cultura.
Testimonianze di ciò sono le quattro sinagoghe, di cui oggi ne restano due, quella "Grande" e quella di Scola Nova. Dopo la cacciata degli ebrei nel XVI secolo, le due sinagoghe furono trasformate in chiese.
Quella di Scola Nova (che divenne chiesa di Santa Maria di Scola Nova) nel 2005 fu ridata agli ebrei dal Venerabile Giovanni Paolo II.
Senza dubbio, la cacciata degli ebrei nel XVI secolo, impoverì la città e solo oggi questo patrimonio si sta riscoprendo e rivalutando.
Un'altra città che visitiamo è Messina, città a me cara, essendo messinese per parte di madre.
Qui vi è la via Cardines, che fu detta "Via della Giudecca".
Qui vi era un'importante sinagoga detta Kenisat Massini. Si diceva che essa avesse la forma simile ad un'esedra chiusa nei lati ed aperta nel mezzo.
Si dice che qui fosse nata la più antica comunità ebraica siciliana anche se le notizie certe della presenza degli ebrei a Messina risalgono al XI secolo.
Nel Medioevo, la città di Messina era costellata di sinagoghe, come dimostra la cartina dell'epoca.
La Kenisat Massini fu trasformata in chiesa dai Padri di San Filippo Neri.
Un'altra venne riconvertita nella Real Cappella della Vergine della Candelaia.
Il più famoso rabbino messinese fu Abraham ben Shemuel Abulafia.
Ho portato questi esempi per dimostrare che tra gli ebrei e noi cristiani non ci furono solo astio ed incomprensioni ma ci furono anche scambi proficui di conoscenza e cultura, anche nella conoscienza delle Scritture che, almeno parzialmente, furono (e sono) comuni a noi e a loro.
Forse, certe realtà (come Mantova e Messina) non sarebbero state le stesse se non ci fosse stata questa presenza ebraica.
Mi viene da dire che gli ebrei furono il sale di quelle realtà, nel senso cristiano del termine.
Cordiali saluti.

domenica 13 giugno 2010

VENEZIA, BASILICA DI SAN MARCO, UNA COPIA SENZA L'ORIGINALE








Cari amici ed amiche.
Tutti noi conosciamo la celeberrima Basilica di San Marco a Venezia.
In essa risposano le spoglie di San Marco.
Pochi di noi, però, la chiesa che fu presa come modello per la sua costruzione.
Questa chiesa, infatti, non esiste più, come non esiste più l'impero in cui si trovava.
Sto parlando della Chiesa dei Santi Apostoli di Costantinopoli, capitale del glorioso Impero Bizantino.
Fondata dall'imperatore Costantino I (274-337), questa chiesa ebbe una pianta a croce greca. Essa divenne modello di altre chiese, come la Basilica degli Apostoli di Gerasa e la Basilica apostolorum fondata a Milano da Sant'Ambrogio Vescovo. In essa, ci furono stelai, lapidi e cenotafi (tombe vuote) che ricordavano gli Apostoli. Essa accolse anche i teschi di Sant'Andrea e dell'Evangelista Luca, oltre a quello di San Timoteo, i resti di San Giovanni Crisostomo e di altri Padri della Chiesa e martiri. Inoltre, vi era anche una colonna (detta "della flagellazione" ) che si crede sia quella a cui fu legato Gesù e che oggi si trova nella Basilica di Santa Prassede a Roma.
Nel 395 vi fu tumulata la salma dell'imperatore Teodosio I.
Nel VI, secolo, l'imperatore Giustiniano I (482-565) la fece ricostruire insieme alla Basilica di Hagia Sophia, all'indomani della rivolta di Nika (532) che fu sedata in un bagno di sangue.
Priobabilmente, la chiesa di epoca giustinianea fu presa come modello per la basilica veneziana.
Con la Quarta Crociata (1204-1204), la chiesa fu spogliata di tutte le reliquie e dei tesori artistici.
Molti di questi, oggi, si trovano proprio a Venezia, città che beneficò del vergognoso "Sacco di Costantinopoli".
Nel 1261, da Nicea, l'imperatore bizantino Michele VIII Paleologo (1223-1282) tornò a Costantinopoli.
Trovò la chiesa in pessimo stato ed eresse in essa una statua di San Michele, sia per ringraziare il santo e sia per commemorare sé stesso.
Nel trecento, l'imperatore Andronico II (1259-1332) fece restaurare la chiesa ma con il declino dell'impero essa andò in grave stato di abbandono.
Nel 1453, all'indomani della conquista turca di Costantinopoli e del martirio di San Costantino XI, il sultano Mehmet II Fatih (1432-1481) pretese di nominare il Patriarca di Costantinopoli.
Diede il bastone patriarcale all'anti-unionista Gennadio Scolario.
Con la Basilica di Hagia Sophia trasformata in moschea, egli trasferì la sede patriarcale della Chiesa greco-ortodossa proprio nella Chiesa dei Santi Apostoli.
Il quartiere, però, venne presto colonizzato dai musulmani che non tollerarono la presenza della chiesa, che tra l'altro andava in rovina.
Il Patriarca trasferì la sede patriarcale nella chiesa di Pammacharistos, nel quartiere Fanar.
Mehmet non trasformò la Chiesa dei Santi Apostoli in moschea ma la demolì e la sostituì con la Fathi Camii, moschea del Fatih, che fu una moschea-mausoleo in cui oggi riposano le spoglie del sultano.
Nel link sottostante vi è una possibile ricostruzione della Chiesa dei Santi Apostoli.
Un'immagine della chiesa si trova anche nella miniatura del Codice Vaticano del 1162 (a destra).
Quindi, la Basilica di San Marco a Venezia non è solo un importantissimo luogo di culto ma anche una reminescenza di un mondo che oggi non c'è più.
E' una copia senza l'originale.
Cordiali saluti.

A CUMMEDIA NOVA (in omaggio a Dante Alighieri)

Cusì ncuntrai Albertu lu gran dutturi...
et cù mia di questu viaghju...di certu fà dicidìu...
ché cunnosce vuliti...sempri cù la scienza...
comu certu vede quellu nosciu Diu!

Cusì intra dui spati, un'agghiannara et lu ddauru...di li piccaturi...
passaumu noi pè unu strittu caminu...et andaghjami nta furesta...
induve una si faci la tarra cù l'acque et Satan vistimu...
cù l'Iscariota et di Germania l'ultimu rè...d'anima funesta...
chì fù comu quellu di Russia in piglià ibi la pesta!

Et intra la Porta di l'Acqua Viva trasimmu et vistimu Sant'Andria...
et di priari ci dissi su lu Sangue...pè l'animi chì venunu...
in poenitentia...schjavu d'unu rè chì fù lu quintu Clementi...
puru ci dissi da Papa...comu Fidiricu mpiraturi...
et su la Via di lu Scursuni...pè lu nummuru d'archi...
pè fà capisce chì bruttu hè lu mali...Napoleo vistimu nto duluri!

Et a li pedi d'unu monte su lu mare staci quel caminu...
et grande pè Sarvizza avè hè lu Santuariu...di li Beati...
induve cù lu Suli hè la Virgini...et vistimu Custantinu,
l'ultimu, cù Plato, lu rè Carlu et Ghjuvan Paulu lu Papa...
et cù l'anghjulu Michele et lu Papa Celestinu...
chì ad Albertu nuvella ci desi di la qual Viritati...
chì pè ellu Sarvizza hè ora...com'ancu pè lu so' populu...
chì Diu cannuscìu pè primu...pè li dotti antichi et li scienziati!

Et cù Ipazia, Virgiliu et San Paulu...a mia vinni Danti...
chì lu so' ditu a l'Agnellu livau cusì dissi:

"Co' lo mio maestro...a mirar sto ora lo mio allievo,
di dolzor vero...al Redentor innanzi,
per Suo gran diletto e mio sollievo."

Cusì a finisce hà questu gran caminu...cusì eternu...
chì nto cori cusì tegnu...pè onne alma fora tene da lu Nfernu...
induve di l'alma eterna hè la pesta...cù lu focu chi hè sali...
et cù lu friddu...pè l'omu fà pajari lu fattu mali.

sabato 12 giugno 2010

AGORA', UN FILM DA DISCUTERE



Cari amici ed amiche.

Voglio ringraziare gli amici Lisa Sannie Eliane Castelli e Riccardo Di Giuseppe per l'idea di fare questo post.
Quindi, idealmente, questo post è dedicato a loro che mi offrono spesso degli spunti.
Voglio dire qualcosa sul discutibile film "Agorà" del regista spagnolo Alejandro Amenàbar.
Questo film tratta la storia di Ipazia, una filosofa vissuta nel IV secolo AD, ad Alessandria d'Egitto.
Nel 391 AD, il Cristianesimo si stava affermando nell'Impero Romano.
Nel 313 AD, con l'imperatore Costantino, esso divenne religione tollerata.
Nel 380 AD, con l'imperatore Teodosio, il Cristianesimo divenne l'unica religione di stato dell'Impero romano.
Il Paganesimo fu bandito. I templi pagani furono distrutti o trasformati in chiese e fu spento il fuoco di Vesta.
Ipazia fu una studiosa pagana.
Ella si interessava di scienze e di filosofia. Fu neoplatonica.
Nel 391, ella venne presa di forza da un gruppo di cristiani, portata al Cesareo (tempio di Giulio Cesare), che venne trasformato in chiesa cristiana, denudata ed uccisa barbaramente.
Nel film, i cristiani venegono rappresentati come fondamentalisti.
Questo è sbagliato.
Infatti, la storia dice cose diverse.
Quelli che fecero del male ad Ipazia non furono i cristiani in generale ma un gruppo particolare, i parabolani.
Essi erano un gruppo dedito alla carità. Tra questi, però, vi furono dei violenti che, oltre a perseguitare i pagani, attaccavano anche gli ebrei ed i cristiani che non la pensavano come loro.
In realtà, il Cristianesimo di Alessandria fu un Cristianesimo di alta scuola.
Pensate che il canone dell'Antico Testamento si chiama canone alessandrino.
Inoltre, i parabolani erano tenuti sotto la supervisione del Praefectus Augustale. Lo disse il "Codex Theodosianus".
Quindi, anche lo stesso mondo cristiano di allora diffidava di loro.
Tra l'altro, nel II Concilio di Efeso (che si tenne nel 449AD) i parabolani bastonarono anche i vescovi che si opponevano al loro vescovo, Dioscoro. Immagino che abbiate già capito chi fossero questi fanatici che picchiavano anche altri cristiani, della serie "chi non è contro di noi è con noi" ,come dice il Vangelo secondo Marco.
Qui, vi è l'aspetto fondamentale della vicenda.
Nel periodo di Ipazia, la Chiesa era attraversata da spaccature ed eresie.
A confronto, le divisioni attuali della cristianità non sono nulla se paragonate con quelle di quell'epoca.
Pensiamo ai nestoriani (dal Patriarca di Costantinopoli Nestorio 381AD-451AD), che erano contro la definizione di Theotokos della Vergine Maria, che per loro era solo Christotokos.
Per i nestoriani, la presenza di Cristo non fu in due nature (divina ed umana) ma sostanzialmente in due persone.
Il vescovo di Alessandria di quel tempo, San Cirillo (che nel film è stato attaccato) dovette fare da "cane da guardia" (mi si passi il termine) per difendere l'ortodossia dottrinaria che era seriamente minacciata.
In quel periodo di caos ci furono violenze e massacri.
Ci furono atroci ed orribili violenze anche contro gli ebrei. Anche di queste, giustamente, si scusò il Venerabile Giovanni Paolo II.
Quanto ad Ipazia, non è vero che il Cristianesimo fosse stato contro le dottrine neoplatoniche.
Anzi, tra queste dottrine ed il Cristianesimo ci furono rapporti stretti.
Ad esempio, le dottrine di Parmenide e Plotino ispirarono anche molti cristiani. Già, in tali dottrine si iniziò a parlare dell'Uno e dell'Anima Mundi, che poteva essere paragonata al nostro Spirito Santo.
Anche i Padri Cappadoci (vissuti nel IV), tennero in grande considerazione Platone. Ciò venne rivalutato dal cardinale bizantino Basilio Bessarione, che visse nel XV secolo.
E' più pensabile che il Cristianesimo di Alessandria fosse simile a questo.
Inoltre, bisogna tenere conto del fatto che il Cristianesimo non fu contro le donne.
Una donna, la Vergine Maria, contribuì a salvare il mondo, portando nel suo grembo il Figlio di Dio.
Inoltre, il Cristianesimo ridiede dignità al matrimonio e tolse ogni accenno di poligamia.
Le atroci violenze di quell'epoca non possono (e non devono) essere minimizzate (anzi, direi il contrario) ma non si può attaccare il Cristianesimo tout court.
Questo film mi sembra più un'opera anticattolica che non un film realmente storico.

Cordiali saluti.











Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.