




Cari amici ed amiche.
Si parla tanto del culto della Vergine e dei Santi. Esso fa parte del cristianesimo, specie quello cattolico, ortodosso ed anglicano. Questa figura esisteva già nell'Ebraismo e si chiamava tzadik, ossia "persona retta".
Alcune Chiese evangeliche (come buona parte del mondo islamico) lo definiscono "paganesimo". In realtà non è così.
Prima di tutto, bisogna capire chi è il Santo.
Il Santo è una persona che sceglie di prendere come modello Gesù Cristo e che muore in grazia di Dio. Egli fa ciò mettendosi a disposizione degli altri e testimoniando la fede anche pagando con la vita, con il martirio.
Infatti, la parola "martirio" deriva dal greco e significa "testimonianza". In origine, tutti i cristiani venivano definiti Santi, poi la cosa cambiò e si arrivò alla procedura attuale.
Una volta accertate le sua virtù, la persona viene canonizzata dalla Chiesa.
Questo è il Santo.
Il Santo è una figura umana e, come tale, nella sua vita ha conosciuto anche le proprie debolezze.
Però, a differenza degli altri uomini, i Santi sono persone che si sono mostrate capaci di vincere tutto ciò, diventando testimoni di fede.
Per questo, nella tradizione di noi cattolici (come anche in quella degli ortodossi e in quella degli anglicani) si chiede l'intercessione al Santo.
Proprio per la loro esperienza umana, i Santi paiono più vicini agli uomini che chiedono a loro l'intercessione.
Quindi, il Santo è un tramite tra l'uomo e Dio.
Quando il culto dei Santi diventa dannoso?
Esso diventa dannoso quando la devozione verso la Vergine o il Santo travalica quella che si deve dare a Dio.
Infatti, questo approccio malsano SNATURA LA STESSA FUNZIONE DEL SANTO che è un testimone di quel Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe che, per opera dello Spirito Santo si è fatto uomo in Gesù e non è una divinità.
Oggi, il rischio è maggiore perché c'è una forte secolarizzazione ed una perdita di un sano concetto di spritualità.
Questo, da una parte, espone l'uomo a certe forme di "religiosità fai da te" e a certe pratiche come ad esempio il ricorso ai maghi, e dall'altra, ad una religiosità sbagliata e smodata anche in ambito cattolico (o di un'altra confessione cristiana che riconosce il culto dei Santi) che porta quasi a "divinizzare" il Santo stesso.
E chiaro che ne l'una e l'altra cosa sono un sano approccio al sacro.
Il culto dei Santi più genuino è quello in cui si chiede la grazia al Santo, tenendo conto del fatto che egli ha preso come modello Gesù Cristo.
Il Santo è un testimone di fede.
Forse, oggi più che mai, la fede ha bisogno di testimoni. Per questo bisogna fare capire cosa significhi un sano culto dei Santi.
Cordiali saluti.




