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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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giovedì 16 agosto 2012

L'uguaglianza, un concetto male interpretato!

Cari amici ed amiche.

L'amico Fabio Trinchieri ha messo sul suo blog "Zoom Italia" questo articolo intitolato "Ingegneria dell’uguaglianza".
L'articolo è stato preso dl sito "Rinascita.eu", è stato scritto da Giuseppe Turrisi e recita:

"C'è una schizofrenia dilagante su termini di carattere puramente intellettivo come la democrazia, la libertà, l’uguaglianza.Ma guai a farlo notare, si rischia di passare per nazista. Ci troviamo in una dittatura capitalistica dove c’è l’aggravante di non poter neanche riconoscere il dittatore; subiamo in continuazione il lavaggio del cervello su libertà e uguaglianza per farci credere siano categorie personali e non condizioni dell’essere: sono condizioni perché si realizzano in forza delle relazioni con il contesto, fatto dal sistema dove esistono anche gli “altri”.
E la aberrazione del concetto di uguaglianza parte dentro il nostro cervello, con una serie di varianti che distruggono ogni logica e principio di non contraddizione, fatto in forza della falsificabilità Popperiana. Infatti l’uomo tutto è tranne che essere coerente che applica tale principio.
Per fare un esempio banale se ci muore la madre siamo capaci di piangere due giorni, muoiono 10 mila bambini al giorno, ed è una notizia come un’altra… Allora siamo noi i primi a non considerare uguali tutti se non in forza a certi contesti, per esempio la parentela o la prossimità: mi abita vicino… Dunque il pensiero secondo il quale siamo tutti uguali ha già una variabile, ossia siamo tutti uguali ma se qualcuno è parente certamente è più uguale degli altri (direbbe Orwell).
Eppure il voler imporre una uguaglianza industriale serve. Serve a chi ha un unico fine: quello di proiettarci nel progetto generale di formare pezzi di ricambio per il sistema.
L’ingegneria della uguaglianza psicologica ha diversi aspetti positivi, naturalmente solo per il sistema. Livellare il più possibile le aspirazioni, eliminare le identità, reprimere le unicità, pianificare ed impiantare il pensiero unico, incentivare l’emulazione ed il controllo in modo da far sentire scarto il “diverso” verso il controllo e la gestione industriale dell’umanità “uguagliando” prodotti, vita, orari, malattie, pensieri, film, bevande, ecc.
L’uguaglianza cosi come è stata impiantata è una droga che viene ricercata da tutti e più la si usa più si diventa tossicodipendenti e ci si rovina.
Naturalmente sarà frainteso ma non importa, invece è importante che passi la follia dell’umanità che non ha niente di sapiens sapiens. Come fa l’80% della popolazione mondiale a vivere con meno del 15% delle risorse del pianeta, ed il 20 per cento con la restante parte della ricchezza? Chi è che non ha capito il significato della parola uguaglianza? Oppure non è chiaro cosa significhi uguaglianza? Oppure di uguale c’è solo il trattamento delle pecore? Cosa non è stato capito? Come mai oltre 6 miliardi di persone non capiscono il concetto di uguaglianza? Forse è concetto difficile, oppure irrealizzabile o è uno specchietto per le allodole? Perché, soprattutto quando l’uomo diventa sempre più dipendente della industrializzazione c’è la necessità di uguagliargli la vita, forse per renderlo sempre più intercambiabile?
Gira nel mondo del lavoro la famosa frase che esplicita perfettamente questo concetto, “tutti sono utili nessuno indispensabile”, allora l’uguaglianza di fatto è una utilità del sistema? Il sistema non riconosce elementi estranei a prodotti “uguali” fatti in copia proprio perché utili al sistema, l’elemento diverso non trova collocazione nel sistema. L’industria spesso focalizza l’esigenza di avere specializzazioni per il suo sistema produttivo, e c’è la diatriba storica che l’università benché malridotta, sforna (sforma) elementi non proprio adatti al sistema.
L’industria ha la necessità di “risistemare” la formazione dei neo-laureati, un po’ per la decadenza dell’istruzione, un po’ perché, soprattutto, l’università non realizza “prodotti perfettamente uguali” come li vorrebbe l’industria del profitto. Paradossalmente le università private di un certo tipo, fanno uscire “soldatini perfetti” da impiegare nella battaglia del profitto dove vince chi è più competitivo (altro che uguaglianza), dove il manager ragiona (esegue programmi) in termini di margine, di profitto, di crescita ad ogni costo. Senza poi comprendere che se la ricchezza in questo sistema è rappresentata solo dal denaro che è controllato nella sua circolazione in termini di quantità con ogni mezzo, questo significa, che qualcuno fa profitto e qualcun altro sta fallendo o sta morendo, ma questi devono sempre avere l’idea di essere uguali e sopratutto di avere pari opportunità, invece andranno a combattere una guerra di cui non conoscono le vere strategie. La economia neoliberista prevede una uguaglianza di opportunità, peccato che chi è ricco parte molto più avvantaggiato e vincerà quasi certamente sul meno ricco. Cosa c’è di logico, di razionale, di uguale in tutto questo? Niente solo un film che ci proiettano per non farci capire la dittatura che tiene in piedi l’alibi della uguaglianza dell’uomo libero.
L’uguaglianza fluidifica la responsabilità rendendoci inermi e depressi, con il fatto che ci dobbiamo necessariamente livellare e sentire uguali, nessuno si prende la briga di prendersi la responsabilità dell’azione. Questa “ingegneria della uguaglianza industriale” di fatto ci rende inabili ad agire
collettivamente, infatti essendo tutti uguali, tutti hanno la stessa sorte ed allora perché mai qualcuno si dovrebbe sentire investito e motivato per fare una rivoluzione che lo renderebbe diverso?
Anzi l’ingegneria dell’uguaglianza prevede la cultura del controllo e del sospetto, ogni uguale deve controllare il grado di uguaglianza dell’altro per incriminarlo, salvo poi desiderare inconsciamente, di emergere e distinguersi. Già il sistema sovietico applicò l’ingegneria dell’uguaglianza in maniera diretta, oggi il neoliberismo la sta applicando in maniera diretta, ossia ti pone le condizioni di contorno al fine di avere un solo pensiero, una sola OGM, una sola banca, una sola industria farmaceutica, una sola casa cinematografica, un solo esercito buono e giusto che porta la democrazia nel mondo… Per fare tutto questo il sistema crea i propri generali, i propri dirigenti, i propri guardiani della verità, i propri “gatekeeper”, allevati e cresciuti già all’interno di famiglie agiate del sistema, solitamente il padre o la madre già fanno lo stesso mestiere (ingegneri dell’uguaglianza - degli altri naturalmente - ricordate il discorso di Monti: i giovani – uguali - si devono abituare a cambiare posto in continuazione). In questo contesto possiamo dunque dire che ci sono diversi livelli di uguaglianze che non interagiscono tra loro e che si reggono attraverso equilibri. Non è facile passare da un livello di uguaglianza ad un altro. Il passaggio da un livello all’altro prevede l’acquisizione dei requisiti del livello superiore, ed in parte l’abbandono di quelli inferiore.
I bambini in Africa certamente sono uguali nel morire di fame, i bambini americani sono certamente uguali, nell’ingrassare con patatine ed hamburger, i bambini italiani sono certamente uguali nel’essere difesi se la maestra si azzarda a pretendere la disciplina in classe, i bambini eschimesi sono certamente uguali a stare al freddo... Dobbiamo rassegnarci di essere irrazionali nel pretendere di attuare cose impossibili poiché innaturali.
E’ mai possibile che sei miliardi non comprendono e non sappiano mettere in pratica questo grande principio della uguaglianza? Spostare l’attenzione sulla uguaglianza è stato il più grande atto di manipolazione mentale che sia stato fatto, infatti nel rincorrere questo principio ci siamo persi una marea di battaglie sui diritti veri, l’uguaglianza non è un diritto al massimo può essere una condizione, le condizioni invece si realizzano solo con i diritti, il diritto è misurabile, l’uguaglianza poiché è un prodotto della filosofia astratta non è misurabile.
I diritti si possono misurare in termini di quantità ed in termini di qualità come l’acqua, la casa, l’istruzione, la salute, ecc. Oggi il vero pensiero stupefacente (nel senso di droga) è proprio nel fatto che siamo tutti convinti fino all’ultimo osso del piede (appunto drogati) di “uguaglianza” come principio inderogabile, ma poi non abbiamo un minimo di eziologia di come questa uguaglianza debba esprimersi.
Se l’uguaglianza è la risultante di una serie di diritti che creano un contesto allora la si può anche accettare, ma se questa è solo una astrazione per imporre il mono pensiero, e sopratutto un comportamento fotocopia per servire il sistema allora è il caso di riformulare un pensiero alternativo all’essenza dell’uomo. Il diritto dell’*essere* viene confuso con il diritto dell’”essere uguale”: è una tecnica di manipolazione eccezionale poiché sposta l’attenzione da un diritto materiale e contingente (oltre che spirituale) “quello di essere” (senza nulla aggiungere) ad un principio astratto “quello di essere uguale”*.
L’uguaglianza è un qualcosa che si deve “avere”. Il diritto di essere c’è e basta, solo che bisogna esserne consapevoli ma il cammino della consapevolezza viene distolto dalle cose serie e finisce per rincorrere quella astrazione irraggiungibile.
Un aspetto psicologico di malessere sociale che può portare al suicidio potrebbe essere fatto risalire a questa “uguaglianza” imposta per esempio agli imprenditori costretti a stare in un mercato neoliberista competitivo dove si “fallisce scientificamente” per colpa del sistema di emissione monetaria e non certo per incapacità imprenditoriale. Eppure l’evento viene percepito come vergogna di non essere stato capace come gli altri imprenditori, uguale agli altri.
L’Ingegneria della uguaglianza (concetto astratto) comunque venga applicata fa sempre danni.
E c’è da fare molta attenzione al meta messaggio, ossia al messaggio nascosto che c’è sempre dietro ad un concetto astratto, come quello di “uguaglianza”. Per fare degli esempi: poniamo “l’uguaglianza nella italianità” (ossia quando leggiamo scrittori italiani, leggiamo scrittori italiani uguali). Siamo tutti italiani perché c’è lo hanno detto/imposto? Siamo tutti italiani perché stiamo nello stesso territorio fatto sulla carta?
Siamo tutti italiani perché paghiamo tutti le stesse tasse allo stesso dittatore? Siamo tutti italiani perché dobbiamo pagare l’IMU? Siamo tutti italiani perché parliamo la stessa lingua? Siamo tutti italiani perché abbiamo la stessa bandiera? Siamo tutti italiani perché abbiamo lo stesso presidente?
Fino agli anni Novanta dovevamo essere tutti italiani uguali, ora dobbiamo essere tutti europei uguali. Siamo noi, o ci impongono di essere “uguali” con la camicia di forza, per esempio con l’imposizione dell’euro? Possiamo essere uguali a noi stessi e basta?".

Io penso che l'uguaglianza non esista ed è giusto e naturale.
L'uguaglianza non esiste!
Ogni uomo è diverso dal proprio simile poiché ha capacità e caratteri che sono unici.
Questo non fu deciso dagli uomini ma da Dio stesso.
Il discorso non vale solo per i caratteri fisici e psicologici ma anche per quelli economici e politici.
Ad esempio, è naturale che vi siano ricchi e poveri.
Essere ricchi non è un'ingiustizia o un "furto".
Lo dico io, che non sono ricco!
Inoltre, ogni uomo ha meriti propri.
Io penso che una società debba basarsi su questi principi.
Invece, c'è una certa "cultura" che vuole che tutti siano eguali, al di là dei meriti e delle capacità di ogni uomo.
Questa "cultura" è tipica della sinistra.
Essa punta a massificare le persone.
Questa "cultura" punta più sulla massa che non sui talenti delle singole persone, mortificandoli.
Questa "cultura" è distruttiva perché punta a fare "eguaglianza al ribasso" e fa sì che le persone più meritevoli e capaci siano scavalcate da altri che non hanno capacità.
Questa concezione del mondo è la rovina della nostra società
Basti pensare alla scuola che non seleziona più gli studenti e che promuove anche chi non ha meriti o al mondo del lavoro, al quale troppo spesso si accede per conoscenze di persone importanti che non per meriti.
Se l'egualitarismo porta questo, allora io dico:

"Viva la diseguaglianza!".

Cordiali saluti. 

Il presidente Berlusconi? E' stato fatto fuori!

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo del blog "Zoom Italia" (il blog dell'amico Fabio Trinchieri) che è intitolato "Esplode il debito pubblico, 2 miliardi nonostante l'Imu".
Mi viene da fare una riflessione.
Quando al governo c'era il presidente Berlusconi, dall'opposizione c'era chi diceva che lo spread tra Bund tedeschi e Btp italiani sarebbe sceso di 200 punti, se il governo si fosse dimesso.
Ora che al governo c'è il professor Monti, le cose non sono cambiate.
Girando su internet, ho trovato un articolo molto interessante sul blog di Giacomo Salerno che è intitolato "Com'è nato il governo Monti: Il retroscena che nessuno conosce".
Esso recita:

"Qui si racconta una storia inedita che ha per protagonisti un professore e un politico di lungo corso e per scena un Paese irrisolto e in crisi. Però il finale ancora non c’è, perché ad alcune domande non è stata data finora una risposta
QUANDO D’ALEMA CHIESE A MONTI…
di Bruno Manfellotto
La vicenda che qui si racconta si snoda lungo tre capitoli, il primo finora inedito, l’ultimo che si scriverà solo nelle prossime ore. Ricostruirla ora che già siamo in campagna elettorale – che si voti ad aprile o prima – e si tenta un primo bilancio del lavoro del governo, è assai istruttivo. Specie pensando alla speranza coltivata da molti, e soprattutto nelle cancellerie d’Europa, che a succedere a Monti sia lo stesso Monti.
La storia comincia a Milano, più o meno nell’autunno del 2010, a casa di un noto professionista. Approfittando della sua amicizia, Massimo D’Alema gli aveva chiesto di incontrare riservatamente Mario Monti, allora presidente dell’Università Bocconi ed editorialista del “Corriere della Sera” dalle cui colonne non risparmiava critiche al governo Berlusconi. Accusandolo per esempio di «illusionismo»: «… di fronte al magnetismo comunicativo del premier, molti credono che l’Italia – oltre ad avere, anche per merito del governo, riportato indubbiamente meno danni di altri Paesi dalla crisi finanziaria – davvero non abbia gravi problemi strutturali irrisolti, anche per insufficienze di questo e dei precedenti governi. Ma, come ha detto il presidente Napolitano, «non possiamo consentirci il lusso di discorsi rassicuranti, di rappresentazioni convenzionali del nostro lieto vivere collettivo».

Appunto. Perché, dunque, quella cena? D’Alema spiegò al suo interlocutore che il governo Berlusconi si stava avviando alla fine, che la crisi finanziaria, il caso bunga-bunga e il discredito che ne era derivato nel mondo ne avrebbero accelerato la consunzione e che la rottura con Fini sarebbe stato il grimaldello per rompere un equilibrio ventennale. E quindi fine dell’era berlusconiana, nascita di un nuovo governo.
Fu a questo punto che D’Alema pose la domanda che gli stava più a cuore: «Sarebbe disponibile ad assumere responsabilità politiche e di governo?». Un altro professore, com’era già stato con Romano Prodi. La risposta fu immediata ed esplicita. La disponibilità ci sarebbe stata, certo che sì, argomentò Monti, ma a tre condizioni: che l’ingresso in politica non avvenisse attraverso una campagna elettorale; che a chiamarlo all’eventuale incarico fosse il presidente della Repubblica; e, in quel caso, che a sostenere il suo sforzo fosse poi una maggioranza molto ampia, che andasse al di là delle tradizionali coalizioni di centro destra e centro sinistra.
Chiarissimo. Non sappiamo se le avances di D’Alema nascessero da iniziativa personale o la sua fosse piuttosto una missione per conto terzi; sappiamo invece che le cose non sarebbero precipitate così rapidamente e che il ciclone Fini sarebbe stato vanificato dalla compravendita di deputati da parte di Berlusconi, il cui governo si sarebbe trascinato ancora per mesi. Ma quando nel novembre 2011 sarà Giorgio Napolitano a chiudere la parentesi berlusconiana e ad avere l’intuizione di un governo tecnico-politico – secondo capitolo della nostra storia – ecco quelle tre condizioni rispuntare: per Mario Monti non ci sarebbe stata campagna elettorale, né ora né mai, grazie all’accorta trovata della nomina a senatore a vita; una settimana dopo, l’incarico di formare il governo gli sarebbe stato offerto non su indicazione dei partiti, ma su proposta del Capo dello Stato; e a sostenerlo sarebbe accorsa una maggioranza ampia, “strana”: centro, sinistra e destra. ABC.
Perché dunque una vicenda “istruttiva”? Perché ora che si riparla di elezioni, anticipate o no, ecco avvicinarsi la terza puntata del romanzo, che però ricomincia più o meno da due anni fa: i partiti sono pronti o no a spendere il nome di Monti per il governo che verrà? E il professore accetterebbe di comparire come candidato premier in una lista a suo sostegno? Il Capo dello Stato che sceglierà il premier incaricato agirà di sua iniziativa o su indicazione dei partiti? E a farlo sarà Napolitano o il suo successore, insomma si voterà ad aprile o prima? Sono le stesse domande che Hollande, Obama, Merkel, Putin, Katainen rivolgono a Monti appena lo vedono. E alle quali non è ancora possibile rispondere.".

Questo testo proviene dal giornale "L'Espresso", un giornale che di sicuro non è legato al presidente Berlusconi.
Il fatto che parli di "compravendita di voti"  in occasione di quel voto di fiducia del dicembre 2010 lo dimostra.
In quell'occasione non ci fu nessuna compravendita di voti.
Questa è la classica propaganda degli "spalatori di letame", la sinistra ed i suoi amici, che infangano i propri avversari.
Ora, però, questo articolo parla di un retroscena interessante.
Pare, infatti, che la salita di Mario Monti a Palazzo Chigi sia stata caldeggiata dal leader ideologico del Partito Democratico Massimo D'Alema.
Ora, pare che qui ci sia stato un gioco per fare fuori (politicamente parlando) il presidente Berlusconi.
Concordo con l'articolo, nel punto in cui afferma che D'Alema non abbia agito da solo ma "per conto terzi".
Questi "terzi" sono stati certi poteri economici e politici che in Europa sono legati a quell'asse franco-tedesco.
Tra l'altro, il presidente Berlusconi aveva un piano per abbattere il debito pubblico, piano che se fosse andato in porto avrebbe liberato l'Italia da questo gravame.
Inoltre, egli avrebbe voluto togliere i privilegi fiscali alle cooperative.
Questo ha dato fastidio a qualcuno sia qui in Italia, che in Europa.
Del resto, il presidente Berlusconi ha sempre cercato di togliere questi privilegi fiscali.
Così, hanno tentato di eliminarlo con le inchieste giudiziarie e non ci sono riusciti.
Hanno tentato con il gossip e non ci sono riusciti.
Ci sono riusciti con lo spread e facendo in modo che pezzi dell'allora maggioranza se ne andassero.
La sinistra parlava di "compravendita di voti", quando i parlamentari passavano dall'opposizione alla maggioranza.
Quando avveniva il processo inverso, la sinistra parlava di "libera scelta".
Questa è pura ipocrisia!
Fatto sta che oggi noi abbiamo un governo tecnico che ha tassato i cittadini oltre la misura.
I disoccupati aumentano (ed io che sono disoccupato lo so) e le aziende chiudono.
Le famiglie vanno in rovina.
Leggete questo articolo del blog "Questa è la sinistra italiana" che è intitolato "I Fondi stranieri si liberano dei Btp italiani: è il totale fallimento di un governo abusivo ed incapace".
Non mi sembra che il presidente Berlusconi sia stato il male.
Allora, riflettiamo!
Cordiali saluti. 



mercoledì 15 agosto 2012

Israele, io sto con te!





Cari amici ed amiche.

Un mio amico mi ha inviato questo video girato da un suo amico ad Askelon (Ascalona), in Israele.
Ora, tutti gli anti-israeliani ed antisionisti dovrebbero riflettere.
Ogni giorno, Israele viene attaccato con missili e mortai.
Eppure c'è chi ritiene che gli Arabi (preferisco chiamarli così, anziché "Palestinesi", perché la Palestina non esiste) si comportino così per "difendere il loro Paese" e quindi stiano facendo "resistenza" contro un nemico che invade i loro territori.
Di norma, chi si difende non è quello che attacca per primo.
Sono gli Arabi (e non gli Israeliani) ad attaccare per primi!
Il video mostra un attacco arabo ed è palese. 
E' chiaro che qui ci sia qualcosa che non va.
Gli Arabi stanno attaccando ma c'è una certa pessima informazione che dice il contrario e vuole fare passare gli Arabi per innocenti e vittime e gli Israeliani per i cattivi.
Giustamente, gli Israeliani si difendono.
Però, quando gli Israeliani si difendono, ecco che questa pessima informazione bolla le giuste azioni difensive come "crimini contro l'umanità". 
Questa è una vera vergogna!
Vogliamo dire la verità, almeno per un volta?
Ringrazio il mio amico.
Cordiali saluti. 




Buona Festa dell'Assunta!

Santità, splendore e gloria: il corpo della Vergine!Dalla Costituzione Apostolica »Munificentissimus Deus» di Pio XII, papaI santi padri e i grandi dottori nelle omelie e nei discorsi, rivolti al popolo in occasione della festa odierna, parlavano dell'Assunzione della Madre di Dio come di una dottrina già viva nella coscienza dei fedeli e da essi già professata; ne spiegavano ampiamente il significato, ne precisavano e ne apprendevano il contenuto, ne mostravano le grandi ragioni teologiche. Essi mettevano particolarmente in evidenza che oggetto della festa non era unicamente il fatto che le spoglie mortali della beata Vergine Maria fossero state preservate dalla corruzione, ma anche il suo trionfo sulla morte e la sua celeste glorificazione, perché la Madre ricopiasse il modello, imitasse cioè il suo Figlio unico, Cristo Gesù.
San Giovanni Damasceno, che si distingue fra tutti come teste esimio di questa tradizione, considerando l'Assunzione corporea della grande Madre di Dio nella luce degli altri suoi privilegi, esclama con vigorosa eloquenza: «Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore, quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio».
San Germano di Costantinopoli pensava che l'incorruzione e l'assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: «Tu, come fu scritto, sei tutta splendore (cfr. Sal 44, 14); e il tuo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta».
Un altro scrittore antico afferma: «Cristo, nostro salvatore e Dio, donatore della vita e dell'immortalità, fu lui a restituire la vita alla Madre. Fu lui a rendere colei, che l'aveva generato, uguale a se stesso nell'incorruttibilità del corpo, e per sempre. Fu lui a risuscitarla dalla morte e ad accoglierla accanto a sé, attraverso una via che a lui solo è nota».
Tutte queste considerazioni e motivazioni dei santi padri, come pure quelle dei teologi sul medesimo tema, hanno come ultimo fondamento la Sacra Scrittura. Effettivamente la Bibbia ci presenta la santa Madre di Dio strettamente unita al suo Figlio divino e sempre a lui solidale, e compartecipe della sua condizione.
Per quanto riguarda la Tradizione, poi, non va dimenticato che fin dal secondo secolo la Vergine Maria vene presentata dai santi padri come la novella Eva, intimamente unita al nuovo Adamo, sebbene a lui soggetta. Madre e Figlio appaiono sempre associati nella lotta contro il nemico infernale; lotta che, come era stato preannunziato nel protovangelo (cfr. Gn 3, 15), si sarebbe conclusa con la pienissima vittoria sul peccato e sulla morte, su quei nemici, cioè, che l'Apostolo delle genti presenta sempre congiunti (cfr. Rm capp. 5 e 6; 1 Cor 15, 21-26; 54-57). Come dunque la gloriosa risurrezione di Cristo fu parte essenziale e il segno finale di questa vittoria, così anche per Maria la comune lotta si doveva concludere con la glorificazione del suo corpo verginale, secondo le affermazioni dell'Apostolo: «Quando questo corpo corruttibile si sarà vestito di incorruttibilità e questo corpo mortale di immortalità, si compirà la parola della Scrittura: La morte è stata ingoiata per la vittoria» (1 Cor 15; 54; cfr. Os 13, 14).
In tal modo l'augusta Madre di Dio, arcanamente unita a Gesù Cristo fin da tutta l'eternità «con uno stesso decreto» di predestinazione, immacolata nella sua concezione, vergine illibata nella sua divina maternità, generosa compagna del divino Redentore, vittorioso sul peccato e sulla morte, alla fine ottenne di coronare le sue grandezze, superando la corruzione del sepolcro. Vinse la morte, come già il suo Figlio, e fu innalzata in anima e corpo alla gloria del cielo, dove risplende Regina alla destra del Figlio suo, Re immortale dei secoli.





Martirologio Romano: Solennità dell’Assunzione della beata Vergine Maria, Madre di Dio e Signore nostro Gesù Cristo, che, completato il corso della sua vita terrena, fu assunta anima e corpo nella gloria celeste. Questa verità di fede ricevuta dalla tradizione della Chiesa fu solennemente definita dal papa Pio XII. (Fonte, SEFT- dottor Giovanni Covino, foto, affresco della cupola della Chiesa dei Santissimi Cosma e Damiano della Giudecca, Venezia) 


Dal Portale dei Lombardi nel Mondo, Appello Ricerca Familiare. La Fam. Belnome o Stella cerca il "ramo panamense" della famiglia.






Cari amici ed amiche.

Attraverso il sito dei "Lombardi nel Mondo", l'amico Marco Stella ha lanciato questo appello:

"Appello Ricerca Familiare. La Fam. Belnome o Stella cerca il "ramo panamense" della famiglia


Stiamo cercando il "ramo panamense" della nostra famiglia. FAMIGLIA BELNOME o STELLA.

Segue la storia:

Giuseppe Stella nacque a Barletta (Bari) nel 1875 circa, all'età di vent'anni si trasferì con la moglie De Toma Donata nei pressi di Pieve Porto Morone in provincia di Pavia.

Giuseppe e moglie lavoravano nel campo della ristorazione rifornendo i "Trani" (osterie) di vino.

In Lombardia nacquero i figli Giovanni e Paola Stella. Pochi anni dopo Giuseppe lasció l'italia con destinazione Panamà per arruolarsi alla costruzione del canale (era il 1905 circa).

Da Panamá chiese alla moglie di raggiungerlo, ma per incomprensioni (non si sa l'esatta ragione) la moglie restò in Italia e di Giuseppe Stella, che nel frattempo aveva cambiato il nome in GIUSEPPE BELNOME, non si ebbero piú notizie.

Sulla lettera figurava questo sintetico indirizzo: Belnome Giuseppe, Canalzone Colón - Panamà.

Chi avesse informazioni può contattarmi al mio indirizzo mail
19emme@gmail.com

Io vivo in Brasile, a Rio de Janeiro.

Marco Stella".

In segno di amicizia (e per gratitudine riguardo all'intervista che mi aveva fatto), divulgo questo suo appello su questo mio blog.
Spero di poterlo aiutare.
Tra l'altro, anch'io vorrei lanciare un appello.
Vorrei sapere se ci sono dei Campisi o dei Messina nei Paesi dell'America Latina.
Potrebbero essere miei parenti.
Cordiali saluti.
 

 

Dal blog "Stand up and fight", tutti quanti abbiamo un angelo.





Cari amici ed amiche.

Sul suo blog "Stand up and fight" , l'amica Francesca Padovese ha scritto questo articolo:

"Cari amici, il Signore è sempre vicino e operante nella storia dell’umanità, e ci accompagna anche con la singolare presenza dei suoi Angeli, che oggi la Chiesa venera quali “Custodi”, cioè ministri della divina premura per ogni uomo. Dall’inizio fino all’ora della morte, la vita umana è circondata dalla loro incessante protezione“. Papa Benedetto XVI°, Angelus, 02 Ottobre 2011.
La figura dell’angelo, in ambito cattolico, è stata in questi ultimi 40-50 anni fortemente messa in disparte se non addirittura messa in discussione, anche se per i cattolici la presenza e l’azione degli angeli è dogma di fede.
Nel Vangelo gli angeli sono citati 175 volte, nel Vecchio Testamento circa 250.
Parlare di angeli e, soprattutto, pregarli ci permette di sentire l’amore che Dio ha per ciascuno di noi. Questo perché Dio ha destinato un angelo specifico per ciascuno dei Suoi figli. L’angelo custode rappresenta la perfetta realizzazione di ciò che la persona dovrebbe essere secondo i progetti di Dio.
Gli angeli, creati da Dio, hanno come compito primario l’adorazione della Santissima Trinità. Ci sono poi gli angeli custodi che Dio manda per aiutare gli uomini. [CFR Lettera agli Ebrei, cap. 1, vv 13- 14] Non solo ci proteggono dai pericoli naturali e sovrannaturali, ma ci accompagnano lungo il percorso verso la santità e il Paradiso. Risvegliano in noi la voglia di amare e stare con Dio, riprendono e richiamano l’anima quando si allontana dalla retta via favorendo il ravvedimento e l’accostamento al sacramento della penitenza. Ci assistono nella preghiera, ispirano buone idee e ci incoraggiano a compiere buone azioni.
L’angelo, quindi, è una figura importantissima che dobbiamo assolutamente riscoprire!".".

Ringrazio Francesca del suo bellissimo articolo.
Gli angeli sono figure importanti.
La stessa parola "angelo"  (che deriva dal greco) significa "messaggero".
Essi sono i messaggeri di Dio.
Tuttavia, tra essi ci fu chi si ribellò a Dio.
Lucifero ed un terzo degli angeli del cielo si ribellarono a Dio ma vennero sconfitti da un altro angelo, San Michele Arcangelo.
Un altro angelo importante, fu quello che guarì Tobi (padre del profeta Tobia) da una malattia agli occhi, San Raffaele Arcangelo.
Di sicuro, non va dimenticato anche l'angelo che annunciò a Maria la nascita di Gesù, San Gabriele Arcangelo.
Gli angeli sono figure vicine all'umanità ma vanno anche capiti.
Certe teorie new age dicono che si possano controllare gli angeli.
Ciò è sbagliato.
Benché vicini agli uomini, gli angeli non dipendono da essi ma da Dio.
Questo deve essere ben ricordato.
Allora, cerchiamo di capire il valore di queste figure, al di là degli stereotipi.
Cordiali saluti. 





Roncoferraro, quando metteremo le lampade a LED?

Cari amici ed amiche.

Io penso che il Comune di Roncoferraro pensi a tante cose, meno che a quelle importanti.
Eppure, gli amministratori comunali si riempiono la bocca di parole come "risparmio energetico" .
Dall'anno scorso, io ho iniziato la "Crociata dei LED".
Ora, io avevo fatto delle istanze  al Comune di Roncoferraro, per la sostituzione delle attuali lampade SAP con lampade a diodi LED per l'illuminazione pubblica.
Io continuerò a fare questa"crociata".
Se io fossi stato il capogruppo della lista che teoricamente (uso questa parola, visto il recente andazzo) si rifà al centrodestra in Consiglio comunale, avrei dato battaglia per portare questa innovazione.
E' vero, ogni lampada costa 550 Euro.
Però, i vantaggi sono di più e sono la conversione di tutta l'energia elettrica e in energia luminosa (e di conseguenza una maggiore efficienza, senza dispersioni in calore, il che produce un maggiore risparmio energetico), una riduzione delle emissioni di CO2, una minore manutenzione, con minori costi legati ad essa, per via della maggiore durata dei LED. 
Questi non sono dati inventati ma provengono dal Gruppo "Autostrade per l'Italia", che ha adottato i LED per l'illuminazione delle gallerie.
Anche l'ANAS, nelle gallerie dell'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria.
Guardate questa foto dell'interno della nuova galleria "Sirino", nel tratto lucano dell'A3.
A3 Salerno-Reggio Calabria, galleria "Sirino". 


Questa è la differenza tra una sana politica di difesa dell'ambiente e la politica delle chiacchiere e dei veti a cose importanti, come l'energia nucleare o le infrastrutture, come le ferrovie ad Alta Velocità.
Cordiali saluti.


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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.