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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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mercoledì 25 luglio 2012

Partecipi alla passione di Cristo. Dalle «Omelie sul vangelo di Matteo» di san Giovanni Crisostomo, vescovo

Cari amici ed amiche.

L'amico Giovanni Covino (SEFT) mi ha inoltrato questo brano su Facebook:

"I figli di Zebedeo chiedono al Cristo: «Dì che uno di noi segga alla tua destra e l'altro alla tua sinistra» (Mc 10, 37). Cosa risponde il Signore? Per far loro comprendere che nella domanda avanzata non vi è nulla di spirituale e che, se sapessero ciò che chiedono, non lo domanderebbero, risponde: «Non sapete ciò che domandate», cioè non ne conoscete il valore, la grandezza e la dignità, superiori alle stesse potenze celesti. E aggiunge: «Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?» (Mc 10, 38). Voi, sembra dir loro, mi parlate di onori e di dignità; io vi parlo, invece di lotte e di sudori. Non è questo il tempo dei premi, né la mia gloria si manifesta ora. Il presente è tempo di morte violenta, di guerre e di pericoli.
Osservate quindi come, rispondendo loro con un'altra domanda, li esorti e li attragga. Non chiede se sono capaci di morire, di versare il loro sangue, ma domanda: «Potete voi bere il calice» e per animarli aggiunge «che io devo bere?», in modo da renderli, con la partecipazione alle sue sofferenze, più coraggiosi. Chiama la sua passione «battesimo» per far capire che tutto il mondo ne avrebbe ricevuto una grande purificazione. I due discepoli rispondono: «Possiamo!». Promettono immediatamente, senza sapere ciò che chiedono, con la speranza che la loro richiesta sia soddisfatta. E Gesù risponde: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete» (Mc 10, 39). Preannunzia loro grandi beni: Voi, cioè, sarete degni di subire il martirio e soffrirete con me; finirete la vita con una morte eroica e parteciperete a questi miei dolori. «Ma sedere alla mia destra e alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato» (Mc 10, 40).
Dopo aver preparato l'animo dei due discepoli e dopo averli fortificati contro il dolore, allora corregge la loro richiesta.
«Gli altri dieci si sdegnarono con i due fratelli» (Mt 20, 24). Notate come tutti gli apostoli siano ancora imperfetti, sia i due che vogliono innalzarsi sopra i dieci, sia gli altri che hanno invidia di loro. Ma, come ho già detto, osservateli più tardi, e li vedrete esenti da tutte queste miserie. Giovanni stesso, che ora si fa avanti anche lui per ambizione, cederà in ogni circostanza il primato a Pietro, sia nella predicazione, sia nel compiere miracoli, come appare dagli Atti degli Apostoli. Giacomo, invece, non visse molto tempo dopo questi avvenimenti. Dopo la Pentecoste infatti sarà tale il suo fervore che, lasciato da parte ogni interesse terreno, perverrà ad una virtù così elevata da essere ritenuto maturo di ricevere subito il martirio.".

Ringrazio Giovanni per l'ottimo saggio.
Prima di incominciare a trattare l'argomento, faccio gli auguri a tutti coloro che si chiamano Giacomo.
Tra l'altro, il Santo Patrono del paese di mia madre, Galati Mamertino (in Provincia di Messina) è proprio San Giacomo Maggiore Apostolo, uno dei due figli di Zebedeo.
Anche mia madre si chiama Giacomina. Quindi è anche il suo onomastico. 
L'altro figlio di Zebedeo è Giovanni.
Ora, il Vangelo parla di questi due personaggi che chiesero a Gesù che, una volta divenuto re, egli li facesse sedere uno alla sua destra ed uno alla sua sinistra.
Essi furono ingenui e credettero che Gesù sarebbe salito su un trono e divenuto re.
La realtà fu ben diversa.
Gesù venne tradito, percosso, insultato e crocifisso.
Poi, una volta morto, egli risorse e trionfò sulla morte.
Quindi, il "diventare re" di Gesù non fu secondo un canone umano.
Ovviamente, gli altri apostoli si sdegnarono e Gesù spiegò in che modo sarebbero andate realmente le cose.
Anche Giacomo, in seguito, dovette subire una sorte terribile.
Egli divenne vescovo della Chiesa di Gerusalemme e venne fatto uccidere (per decapitazione) da Erode Agrippa nel 42 AD.
Egli fu il primo a ricevere la corona del martirio.
Allora, vista l'esperienza dei due apostoli, noi non dobbiamo essere ingenui.
Cordiali saluti. 

TAV nel Mantovano? Sì, grazie!

Cari amici ed amiche.

Come dice anche la Gazzetta di Mantova, la TAV (ferrovia ad alta velocità) potrebbe passare per la Provincia di Mantova.
Leggete l'articolo del succitato giornale di ieri intitolato "I gardesani: Tav sì, ma nel Mantovano".
I Comuni della Provincia di Brescia che si trovano presso il Lago di Garda hanno dato parere favorevole ma non sul loro territorio bensì sul territorio della Provincia di Mantova.
I sindaci della Provincia di Mantova si sono messi contro.
Io penso che questi ultimi stiano sbagliando.
I bresciani non vogliono la TAV?
Bene, la TAV si faccia pure sul territorio mantovano.
Io sono favorevole e cercherò di spiegare ai cittadini il vantaggio di avere una ferrovia ad alta velocità sul territorio.
Infatti, il Mantovano ha bisogno di infrastrutture.
Ci sono degli ottimi progetti che possono rendere migliore la circolazione di merci e persone.
Di uno ho già parlato.
Mi riferisco all'asse stradale TiBre.
Anche una ferrovia come la TAV potrebbe fare comodo.
Le attuali strade mantovane non sono messe bene, come le ferrovie.
Il Mantovano è una zona che produce ma non ha buone infrastrutture.
Questo non va bene.
Per essere competitiva, una zona ha bisogno di buone infrastrutture.
Oltretutto, Mantova è anche città d'arte e quindi la TAV potrebbe favorire l'afflusso di turisti nella città.
Se io fossi il sindaco di Roncoferraro, uno dei Comuni che potrebbe trarre dei benefici dalla TAV (vista la condizione delle strade locali) sarei felice come un maiale nel fango, all'udire la notizia di un eventuale passaggio nel Mantovano di questa ferrovia.
Ciò ridurrebbe anche l'inquinamento.
Il treno potrebbe ridurre il trasporto su gomma.
Con il traffico automobilistico ridotto ci sarebbero meno emissioni di CO2.
Tra l'altro, la TAV permetterebbe la realizzazione di nuovi posti di lavoro.
Si sa che c'è molto di bisogno di questi ultimi ed io, come disoccupato, ne so qualcosa.
Cordiali saluti.


Semipresidenzialismo? Una riforma storica!

Cari amici ed amiche.

Ieri, al Senato, è stato approvato il semipresidenzialismo, una riforma caldeggiata dal Popolo della Libertà e dalla Lega Nord.
Finalmente, qualcuno ha avuto il coraggio di fare una cosa che per certa gente è vista come un'eresia.
Non è giusto che il Presidente della Repubblica sia eletto dal Parlamento.
Magari, può capitare che in Parlamento ci sia una forza politica che nel Paese è minoranza ma che ha preso più voti.
In caso di elezione del Presidente della Repubblica, questa forza politica (che sarebbe minoritaria nel Paese ma che preso più voti e che, quindi, ha più parlamentari) avrebbe la facoltà di scegliere il Presidente della Repubblica.
Questo è giù successo ed è inaccettabile.
Tra l'altro, in questa situazione capita che un Presidente della Repubblica non firmi una norma importante fatta da un Governo di orientamento politico diverso dal suo o che addirittura faccia in modo di farlo cadere.
Di fatto, una figura non eletta dal popolo tiene in scacco un'istituzione eletta dal popolo.
Quindi, dove starebbe la democrazia in codeste condizioni?
In democrazia, comanda la maggioranza e non la minoranza.
Quindi, ben venga questa riforma.
Bene ha fatto il segretario del PdL Angelino Alfano a premere perché ciò sia fatto.
Ora, si faccia il federalismo!
Cordiali saluti.


Roncoferraro, "Festa dla psina", la recensione dei piatti e non solo

Cari amici ed amiche.

Da sabato 21 luglio a ieri c'è stata qui a Roncoferraro la "Festa dla psina" ed io ho dato una mano al Comitato Manifestazioni di Roncoferraro a curare l'angolo bar.
Sono stato lì per tre delle quattro giornate.
Così, ho avuto occasione di assaggiare alcuni piatti che erano stati serviti.
Nel primo giorno (sabato) ho assaggiato i tortelli di zucca, uno dei classici della cucina mantovana.
I tortelli erano conditi con sugo di pomodoro e Parmigiano. 
Erano conditi bene. 
Non erano annegati nella sugo di pomodoro né sconditi.
La pasta non era stracotta ma, come dice il noto chef Gordon Ramsay, nelle paste ripiene conta il ripieno.
Il ripieno di questi tortelli non era un omogeneizzato.
La sua grana era perfetta.
C'era equilibrio tra il sapore della zucca, quello della mostarda e quello dell'amaretto.
Oltre ai tortelli ho assaggiato la pancetta alla griglia.
Non era bruciata ed era cotta al punto giusto.
Cosa importante, come tutta la carne alla griglia, la pancetta era stata condita prima della cottura.
Nel secondo giorno, ho assaggiato il risotto alla pilota.
L'equilibrio tra riso e condimento (il pesto di salame) era giusto.
Il condimento (che è costituito da carne di maiale macinata e spezie) non era troppo grasso e la sua grana era giusta.
Non c'erano cartilagini e tendini e questo era un buon segno.
Il riso non era stracotto.
Come secondo, ho assaggiato il cotechino con la polenta abbrustolita.
Per quanto riguarda il cotechino, la consistenza era giusta.
Era morbido ma non sfatto e l'equilibrio tra cotenna e carne era giusto.
Per quanto riguarda il terzo giorno, ho assaggiato il "risotto con la psina", un risotto condito con minutaglie di pesce di risaia.
Il pesce era stato fritto.
Il riso era cotto al punto giusto.
L'equilibrio tra condimento e riso era giusto.
Il pesce era croccante e non bruciato. Tutto sommato, non era troppo unto e questo invogliava a mangiarlo.
Tenendo conto del fatto che quel pesce fosse molto piccolo e che quindi non lo si potesse privare delle interiora, lo sgradevole gusto amaro non si sentiva più di tanto.
In altri casi quel gusto amaro si sentiva ed era davvero fastidioso.
Questo era un buon segno.
Se dovessi dare una valutazione ai piatti, darei volentieri un bel 10.
Feste come questa servono a fare in modo per valorizzare il prodotto locale, come il riso, la carne di maiale ed il pesce d'acqua dolce.
La prossima festa che si farà qui a Roncoferraro sara la "Festa dei Risotti", una festa che inizierà il 31 agosto e finirà il 02 settembre.
Sabato, tra l'altro, c'è stato anche un evento organizzato dal Circolo "Roncoferraro Giovani e Futuro", di cui io faccio parte.
Infatti,  è stata organizzata anche un festa rock con il gruppo dei "Galpedro".
La voce di questo gruppo, il noto giornalista di Telemantova Giulio Giovannoni  l'ha fatta da protagonista.
Giovannoni sa essere un grande istrione.
Sa cantare ma sa anche fare spettacolo con le sue proverbiali battute.
Ha saputo intrattenere le persone portando un repertorio di note canzoni (che venivano da lui reinterpretate) e con le sue gag in dialetto mantovano.
Io penso che senza Giovannoni i "Galpedro" non durerebbero.
Lo dico con tutto il rispetto degli altri componenti del gruppo.
Una cosa molto buona è il fatto che, finalmente, vi siano stati dei giovani (noi) che hanno proposto qualcosa di nuovo in una festa paesana.
Purtroppo, quest'anno la "Festa dla psina" non si è conclusa con i fuochi d'artificio.
Questo mi è un po' dispiaciuto.
Noi giovani abbiamo sopperito a questa mancanza.
Cordiali saluti.









martedì 24 luglio 2012

Unità d'Italia ed unità d'Europa, il medesimo orrore

Cari amici ed amiche.

L'amico Angelo Fazio ha preso questa foto dalla pagina di Facebook "X Crociata".
La sua didascalia recita:

"Unità d’Italia e unificazione dell’Europa hanno realizzato il medesimo orrore: strutture burocratiche che generano la supremazia del soggetto pubblico a scapito dei diritti individuali-Cosa hanno in comune l’Unità d’Italia e l’unificazione dell’Europa? Apparentemente nulla. Diverso il tempo, diversi la natura ed il modo in cui i rispettivi processi unitari si sono avviati e si sono compiuti. In realtà, però, entrambi hanno realizzato il medesimo orrore.Stato unitario italiano e Unione europea hanno legittimato mostruose strutture burocratiche e amministrative di tipo quasi assolutistico che, di fatto, generano la supremazia del soggetto pubblico a scapito dei diritti individuali e privati.-All’origine del fallimento italiano complici molti fattori (la velocità con cui fu realizzata l’Unità d’Italia, gli interessi dinastici e quelli della Chiesa e il localismo eccessivo), la nascita della nostra nazione non fu influenzata dalla consapevolezza dell’importanza dei diritti individuali e dall’idea che prima vengono i diritti e poi lo Stato . In più, l’identificazione del potere esecutivo con l’apparato amministrativo ha operato una supremazia di quest’ultimo al punto tale che i diritti individuali sono garantiti non per sé, in quanto diritti preesistenti, ma in quanto riconosciuti dallo Stato. Ne consegue che il cittadino è tale per concessione del potere statale, mentre dovrebbe essere il contrario: il potere statale è legittimo solo perché garantisce il rispetto dei diritti individuali.Se guardiamo bene, l’Europa ha fatto la stessa fine. Anche qui il processo di unificazione è avvenuto troppo velocemente (non consentendo di costruire una coscienza europea) e interessi particolari hanno svuotato di legittimità cittadini e popoli (in questo caso interessi di lobbies finanziarie e gruppi di pressione)follia di un’Unione europea che si impegna sempre di meno in favore della crescita economica e dei suoi cittadini, e sempre di più per se stessa e i suoi funzionari.Eserciti di burocrati e funzionari super pagati che hanno come unico scopo quello di produrre leggi e regolamenti (una media di 10 mila all’anno): si tratta di una vera e propria corsa alla regolamentazione, il cui rispetto sarà strettamente sorvegliato a livello europeo e nei paesi membri da nuovi funzionari, specialisti della supervisione bancaria o, ancora meglio, attraverso una sorveglianza generale-In Italia, come in Europa, il cittadino e i suoi diritti sono sottomessi ad un apparato di potere burocratico che impedisce di rispettare i due criteri per i quali una cittadinanza ha senso: proprietà privata e rappresentanza. La prima ce la stanno togliendo, imponendoci oppressione fiscale, controlli, sorveglianza, regolamentazioni tali che possedere qualcosa (una casa, un’impresa, un sogno), ormai più che un diritto è una colpa. La seconda ce l’hanno già tolta, imponendoci governi tecnocratici che non rappresentano altro che se stessi e le nuove aristocrazie che li hanno voluti, costruendo organismi (come l’Esm, il fondo salva-stati etc. etc.)l grande Stato europeo voluto da tecnici e da politici ignavi si appresta a diventare quello che Nietzsche aveva previsto: “il più gelido di tutti i gelidi mostri”; e noi, ad essere divorati.".

Per dirla come la direbbe Plinio Correa de Oliveira, l'Unione Europea è il tipico Stato rivoluzionario, uno Stato in cui l'individuo è mortificato dal collettivismo e dalla burocrazia e che si erge a vero e proprio "Moloch" , poiché rifiuta il Dio della tradizione giudaico-cristiana e la sua Chiesa, per creare un proprio "credo laicista".
Questa Unione Europea distrugge la famiglia per salvare le coppie gay e decide la vita e la morte di un Paese che fa parte di essa.
Uno Stato del genere fa solo del male.
Cordiali saluti.



Voto estero, commento all'articolo di Andrea Verde




Cari amici ed amiche.

Su "Il Futurista", l'esponente di Futuro e libertà per l'Italia Andrea Verde ha scritto questo articolo intitolato "Così si tradisce Mirko Tremaglia":

" Italia chiama Italia, il portale on line degli italiani nel mondo diretto da Ricky Filosa, riporta un articolo del Quotidiano della Calabria, che ha pubblicato le intercettazioni telefoniche tra il senatore Marcello Dell'Utri, il faccendiere Aldo Miccichè (arrestato in Venezuela) e Filippo Fani che nel 2008 era uno dei collaboratori dell’ex responsabile del Pdl nel mondo, sen. Barbara Contini (ora passata a Fli). Micciché avrebbe assicurato di essere in grado di «bruciare e sostituire» migliaia di schede con i voti degli italiani all'estero alle elezioni del 2008. Si parlava anche degli interessi petroliferi del senatore Dell'Utri in Venezuela. Ricky Filosa si era già occupato dei presunti brogli e del voto di scambio tra gli italiani all’estero ed aveva ricevuto una querela da parte di un senatore del Pdl eletto in Sud America.
Parlando con Filippo Fani, collaboratore di Barbara Contini (all'epoca responsabile per conto di Berlusconi degli italiani nel mondo), Aldo Miccichè sollecita l'invio di denaro per pagare le associazioni italiane che l'hanno aiutato a raccogliere i plichi elettorali. Per chi non lo sapesse: gli italiani all'estero eleggono dodici deputati e sei senatori. Si vota con il sistema proporzionale, per corrispondenza e si possono indicare le preferenze personali. Il collegio è diviso in quattro circoscrizioni; Europa (dove si eleggono 6 deputati e due senatori), Sud America (3 deputati, 2 senatori), Nord America (2 deputati, 1 senatore), Resto del mondo (1 deputato, 1 senatore). Le associazioni criminali legate alla ‘ndrangheta e alla mafia si sono date da fare per raccogliere plichi elettorali. Micciché, nell'intercettazione con Fani, parla di ventimila schede!
Quelli che sembravano sospetti, illazioni stanno trovando conferma dimostrando che così com’é il voto degli italiani all’estero non funziona. Pacchi di schede sarebbero stati venduti da associazioni regionalistiche grazie alla mediazione della mafia e della ‘ndrangheta. Urgono chiarimenti per salvare la dignità degli italiani all’estero e la memoria di Mirko Tremaglia, che a questa causa, ha dedicato tutta la sua vita.".

Premetto, pur rispettando e stimando Andrea Verde, non ho alcuna simpatia per  Futuro e Libertà per l'Italia. Sono del Popolo della Libertà.
Perciò non prendo posizione sulle persone coinvolte in questa vicenda.
Io penso che qui ci sia un grosso problema.
Gli italiani all'estero hanno il diritto di votare come tutti gli altri.
Purtroppo, i meccanismi di voto che sono farraginosi ed esposti a brogli e quant'altro.
Bisogna abolire il voto per posta e fare in modo che gli italiani all'estero possano votare in strutture idonee.
Per esempio, mi chiedo perché non si fanno votare gli italiani all'estero nelle sedi dei circoli.
Questa non sarebbe una buona idea?
Bisogna rendere più capillare anche la rete, in modo che gli italiani all'estero possano essere meglio informati.
Se si facessero almeno queste due cose, forse qualcosa cambierebbe.
Cordiali saluti. 



La Chiesa cattolica in Israele, una Chiesa rispettata

Cari amici ed amiche.

In Israele c'è libertà di culto.
Leggete questa parte della Costituzione Israeliana che recita:

"Purpose 1. The purpose of this Basic Law is to protect human dignity and liberty, in order to establish in a Basic Law the values of the State of Israel as a Jewish and democratic state.


Preservation of life, body and dignity 2. There shall be no violation of the life, body or dignity of any person as such.


Protection of property 3. There shall be no violation of the property of a person.


Protection of life, body and dignity 4. All persons are entitled to protection of their life, body and dignity.


Personal liberty 5. There shall be no deprivation or restriction of the liberty of a person by imprisonment, arrest, extradition or otherwise.


Leaving and entering Israel 6. (a) All persons are free to leave Israel.

(b) Every Israel national has the right of entry into Israel from abroad.


Privacy 7. (a) All persons have the right to privacy and to intimacy.

(b) There shall be no entry into the private premises of a person who has not consented thereto.

(c) No search shall be conducted on the private premises of a person, nor in the body or personal effects.

(d) There shall be no violation of the confidentiality of conversation, or of the writings or records of a person.


Violation of rights 8. There shall be no violation of rights under this Basic Law except by a law befitting the values of the State of Israel, enacted for a proper purpose, and to an extent no greater than is required.


Reservation regarding security forces 9. There shall be no restriction of rights under this Basic Law held by persons serving in the Israel Defence Forces, the Israel Police, the Prisons Service and other security organizations of the State, nor shall such rights be subject to conditions, except by virtue of a law, or by regulation enacted by virtue of a law, and to an extent no greater than is required by the nature and character of the service.


Validity of laws 10. This Basic Law shall not affect the validity of any law (din) in force prior to the commencement of the Basic Law.


Application 11. All governmental authorities are bound to respect the rights under this Basic Law.


Stability 12. This Basic Law cannot be varied, suspended or made subject to conditions by emergency regulations; notwithstanding, when a state of emergency exists, by virtue of a declaration under section 9 of the Law and Administration Ordinance, 5708-1948, emergency regulations may be enacted by virtue of said section to deny or restrict rights under this Basic Law, provided the denial or restriction shall be for a proper purpose and for a period and extent no greater than is required.".

Israele non è uno Stato teocratico e la libertà di ogni persona, compresa la libertà di culto, è tutelata.
Ora, in Israele c'è anche la Chiesa cattolica che conta 140.000 fedeli.
Essa è in comunione con il Papa ed è divisa a seconda dei riti, che sono il rito latino, il rito greco-melchita ed il rito maronita.
Il rito latino rientra nel Patriarcato Latino di Gerusalemme.
I cattolici latini in Israele sono riuniti nel Vicariato apostolico di Israele che fa riferimento alla figura del vescovo titolare di Emmaus,  monsignor Giacinto Boulos Marcuzzo, e ha sede a Nazaret.
I cattolici di rito maronita, invece, fanno riferimento al Patriarcato di Antiochia e la loro sede si trova ad Haifa, ove vi è l'Arcieparchia
I cattolici di rito greco melchita fanno riferimento all'Arcieparchia di Akka (San Giovanni d'Acri) e all'arcieparchia di Gerusalemme dei Melchiti
Da 2006, il nunzio apostolico in Israele è monsignor Antonio Franco.
Inoltre, sono presenti anche cattolici israeliani di lingua ebraica, il cui ufficio è diretto dal gesuita padre David Nehaus e ha sede a Gerusalemme, e cattolici di lingua russa.
Ora, mi voglio rivolgere ai soliti beceri anti-israeliani con questa domanda:

"Se Israele odiasse i cristiani e non li tollerasse, come potrebbe esserci una Chiesa così ben organizzata sul suo suolo?".

Inoltre, l'esercito israeliano si è avvalso della collaborazione dei frati dell'Ordine Francescano per dialogare con le popolazioni arabe.
Quindi, questi israeliani non sono così cattivi come qualche persona con poco sale in zucca vuole fare credere.
Termino facendovi leggere l'Accordo Fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele:

"Accordo fondamentale tra la Santa Sede e lo Stato di Israele

Firmato il 30 dicembre 1993.

Preambolo.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele,

-  memori del carattere straordinario e del significato universale della Terra Santa;

- consapevoli della natura unica delle relazioni tra la chiesa cattolica e il popolo ebraico, e del processo storico di riconciliazione e di crescita nella comprensione reciproca e nell'amicizia tra cattolici ed ebrei;

- avendo deciso il 29 luglio 1992, di istituire una "Commissione bilaterale permanente di lavoro", al fine di studiare e definire insieme i punti di comune interesse, e nella prospettiva di una normalizzazione delle loro relazioni,

- riconoscendo che il lavoro della summenzionata commissione ha prodotto materiale sufficiente per un primo Accordo fondamentale;

- rendendosi conto che tale Accordo fornirà una base solida e duratura per lo sviluppo progressivo delle loro relazioni presenti e future e per la promozione del compito della commissione,

- concordano sui seguenti articoli:

Articolo 1.

1. Lo Stato d'Israele, richiamandosi alla propria Dichiarazione d'indipendenza, afferma il proprio permanente impegno a sostenere e osservare il diritto umano alla libertà di religione e di coscienza nei termini in cui è definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli altri atti internazionali cui aderisce.
2. La Santa Sede, richiamandosi alla dichiarazione sulla libertà religiosa del concilio ecumenico Vaticano II Dignitatis humanae, afferma l'impegno della chiesa cattolica a sostenere il diritto umano alla libertà di religione e di coscienza, nei termini in cui è definito nella Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo e negli altri atti internazionali cui aderisce. La Santa Sede desidera parimenti affermare il rispetto della chiesa cattolica per le altre religioni e i loro seguaci, secondo quanto solennemente stabilito dal concilio ecumenico Vaticano II nella dichiarazione sulle relazioni della chiesa con le religioni non cristiane Nostra aetatae.

Articolo 2.

1. La Santa Sede e lo Stato d'Israele si impegnano alla necessaria collaborazione nella lotta contro ogni forma di antisemitismo e ogni tipo di razzismo e di intolleranza religiosa, e nella promozione della reciproca comprensione tra le nazioni, della tolleranza fra le comunità e del rispetto per la vita e la dignità umana.

2 La Santa Sede coglie l'occasione per ribadire la condanna dell'odio, della persecuzione e di ogni altra manifestazione di antisemitismo, ovunque, in ogni tempo e da chiunque rivolta contro il popolo ebraico e i singoli ebrei. In particolare, la Santa Sede deplora gli attacchi ad ebrei e la profanazione delle sinagoghe e dei cimiteri ebraici, atti che offendono la memoria delle vittime dell'Olocausto, in particolare quando avvengono negli stessi luoghi che ne sono stati testimoni.

Articolo 3.

1. La Santa Sede e lo Stato d'Israele riconoscono che entrambi sono liberi nell'esercizio dei loro rispettivi diritti e autorità, e si impegnano a rispettare questo principio nelle reciproche relazioni e nella loro collaborazione per il bene del popolo.

2. Lo Stato d'Israele riconosce il diritto della chiesa cattolica a svolgere i propri compiti religiosi, morali, educativi e caritativi, e ad avere istituzioni sue proprie, e a formare, nominare e impiegare proprio personale nelle suddette istituzioni o per i suddetti compiti, secondo i loro scopi. La chiesa riconosce il diritto dello stato a svolgere i propri compiti, quali la promozione e la tutela del benessere e della sicurezza del popolo. Stato e chiesa riconoscono entrambi la necessità di dialogo e di collaborazione in quegli ambiti che per la loro natura lo richiedano.

3. Riguardo alla personalità giuridica cattolica secondo il diritto canonico, la Santa Sede e lo Stato d'Israele apriranno un negoziato su come essa possa pienamente esercitarsi nel diritto israeliano, sulla base dei risultati di una sottocommissione mista di esperti.

Articolo 4.

1. Lo Stato d'Israele afferma il proprio permanente impegno a mantenere e a rispettare lo status quo nei Luoghi Santi cristiani per i quali è valido, e i relativi diritti delle comunità cristiane che vi sono comprese. La Santa Sede afferma l'impegno permanente della chiesa cattolica a rispettare il summenzionato statu quo e i suddetti diritti.

2. Quanto sopra resta valido nonostante qualsiasi interpretazione in contrario di altri articoli del presente Accordo fondamentale.

3. Lo Stato d'Israele concorda con la Santa Sede sull'obbligo del permanente rispetto e della tutela del carattere proprio dei luoghi sacri cattolici, quali le chiese, i monasteri. i conventi, i cimiteri e simili.

4. Lo Stato d'Israele concorda con la Santa Sede sulla permanente garanzia della libertà di culto cattolico.

Articolo 5.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele riconoscono di avere entrambi interesse nel favorire i pellegrinaggi cristiani in Terra Santa. Ogni volta che si renderà necessario un coordinamento, i rispettivi organismi della chiesa e dello stato si consulteranno e collaboreranno a seconda delle esigenze.
Lo Stato d'Israele e la Santa Sede esprimono la speranza che tali pellegrinaggi costituiscano un'occasione per una migliore comprensione tra i pellegrini e le persone e le religioni in Israele.
Articolo 6.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele congiuntamente ribadiscono il diritto della chiesa cattolica a istituire, mantenere e dirigere scuole e istituti a tutti i livelli; l'esercizio di tale diritto sarà in armonia con i diritti dello stato nel campo dell'educazione.

Articolo 7.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele riconoscono di avere un comune interesse nel promuovere e incoraggiare gli scambi culturali tra gli istituti cattolici in tutto il mondo e gli istituti di formazione, di cultura e di ricerca in Israele, e nell'agevolare l'accesso a manoscritti, documenti storici e altre fonti affini, in conformità con le leggi e i regolamenti competenti.

Articolo 8.

Lo Stato d'Israele riconosce che il diritto della chiesa cattolica alla libertà d'espressione nello svolgere i propri compiti viene esercitato anche attraverso strumenti di comunicazione di proprietà della chiesa; l'esercizio di tale diritto sarà in armonia con i diritti dello stato nel campo degli strumenti di comunicazione.

Articolo 9.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele congiuntamente ribadiscono il diritto della chiesa cattolica a svolgere i suoi compiti in ambito caritativo attraverso le proprie istituzioni sanitarie e di assistenza sociale; l'esercizio di tale diritto sarà in armonia con i diritti dello stato in questo campo.

Articolo 10.

1. La Santa Sede e lo Stato d'Israele congiuntamente ribadiscono il diritto della chiesa cattolica alla proprietà.

2. Senza pregiudicare i diritti consolidati delle parti:

a) La Santa Sede e lo Stato d'Israele negozieranno in buona fede un accordo complessivo, che contempli soluzioni accettabili da ambo le parti su punti non chiari, non fissati o discussi a proposito della proprietà e di questioni economiche e fiscali che riguardano in generale la chiesa cattolica o specifiche comunità o istituzioni cattoliche.

b) In vista dei suddetti negoziati, la Commissione bilaterale permanente di lavoro nominerà una o più sottocommissioni bilaterali di esperti per studiare tali punti e formulare proposte.

c) Le parti si prefiggono di iniziare i summenzionati negoziati entro tre mesi dall'entrata in vigore del presente Accordo e mirano a raggiungere un accordo entro due anni dall'inizio dei negoziati.

d) Per tutta la durata di tali negoziati, si dovranno evitare azioni incompatibili con questi impegni.

Articolo 11.

1. La Santa Sede e lo Stato d'Israele dichiarano il rispettivo impegno alla promozione della pacifica risoluzione dei conflitti tra gli stati e le nazioni, con l'esclusione della violenza e del terrore dalla vita internazionale.

2. La Santa Sede, fatto salvo in ogni caso il diritto a esercitare il proprio magistero morale e spirituale, ritiene opportuno richiamare che, a motivo del suo stesso carattere, è solennemente impegnata a rimanere estranea a qualsiasi conflitto puramente temporale; tale principio è valido in particolare per i territori disputati e le frontiere non definite.

Articolo 12.

La Santa Sede e lo Stato d'Israele continueranno in buona fede il negoziato in conformità con l'Agenda concordata a Gerusalemme il 151uglio 1992 e confermata in Vaticano il 29 luglio 1992; lo stesso vale per quei punti che emergessero dagli articoli del presente Accordo, nonché per altri punti concordati bilateralmente come oggetti di negoziato.

Articolo 13.

1. In questo Accordo, le parti usano i termini nel senso qui specificato:

a) la chiesa cattolica e la chiesa - comprendendo, inter alia, le sue comunità e istituzioni;

b) comunità della chiesa cattolica - intendendo le entità religiose cattoliche considerate dalla Santa Sede come "chiese sui sui iuris" e dallo Stato d'Israele come "comunità religiose riconosciute";

c) lo Stato d'Israele e lo stato - comprendendo, inter alia, le sue autorità per legge costituite.

2. Nonostante la validità del presente Accordo relativamente alle parti, e senza derogare dalla generalità di ogni valida norma di legge in riferimento ai trattati, le parti concordano che il presente Accordo non pregiudichi i diritti e gli obblighi derivanti dai trattati esistenti tra l'una o l'altra delle parti e uno o più stati, che siano conosciuti ed effettivamente a disposizione di ambo le parti all'atto della firma del presente Accordo.

Articolo 14.

1 All'atto della firma del presente Accordo fondamentale e in preparazione all'istituzione di complete relazioni diplomatiche, la Santa Sede e lo Stato d'Israele si scambiano rappresentanti speciali, di cui un Protocollo addizionale specifica il grado e i privilegi.

2. A seguito dell'entrata in vigore e immediatamente dopo l'inizio della realizzazione del presente Accordo fondamentale. La Santa Sede e lo Stato d'Israele stabiliranno complete relazioni diplomatiche al livello da parte della Santa Sede, di nunziatura apostolica, e da parte dello Stato d'Israele, di ambasciata.

Articolo 15.

Il presente Accordo entrerà in vigore alla data della notificazione o ratifica da entrambe le parti.

Fatto in due copie originali in lingua inglese ed ebraica, testi entrambi ugualmente autentici. In caso di divergenza, prevale il testo inglese.

Firmato a Gerusalemme, oggi giorno trenta del mese di dicembre dell'anno 1993, che corrisponde al giorno sedici del mese di Tebeth dell'anno 5754.
[Divenuto effettivo il 10 maggio 1994 (nota della Redazione)]
______________________
Protocollo addizionale.

1. In riferimento all'articolo 14. § I dell'Accordo fondamentale, firmato dalla Santa Sede e dallo Stato d'Israele, i "rappresentanti speciali" avranno rispettivamente, il grado di nunzio apostolico e di ambasciatore.

2. Tali rappresentanti speciali godranno di tutti i diritti, privilegi e immunità garantiti ai capi delle missioni diplomatiche secondo il diritto internazionale e la consuetudine comune, su basi di reciprocità.

3. Il rappresentante speciale dello Stato d'Israele presso la Santa Sede, pur residente in Italia, godrà di tutti i diritti, privilegi e immunità definiti dall'articolo 12 del Trattato del 1929 tra la Santa Sede e l'Italia, concernenti gli inviati di governi stranieri presso la Santa Sede residenti in Italia. Al personale della missione del rappresentante speciale di Israele saranno parimenti garantiti i diritti, privilegi e immunità estesi al personale di una missione diplomatica. Secondo una consuetudine consolidata, né il rappresentante speciale, né gli ufficiali membri della sua missione, possono allo stesso tempo essere membri della missione diplomatica di Israele in Italia.

4. Il rappresentante speciale della Santa Sede presso lo Stato d'Israele può al tempo stesso esercitare altre funzioni di rappresentanza della Santa Sede ed essere accreditato presso altri stati. Questi e il personale della sua missione godranno di tutti i diritti, privilegi e immunità garantiti da Israele agli agenti e alle missioni diplomatiche.

5. I nomi, il grado e i compiti dei rappresentanti speciali compariranno, nel modo opportuno, nella lista ufficiale delle missioni straniere accreditate presso ciascuna delle parti.

Firmato a Gerusalemme, oggi giorno trenta del mese di dicembre dell'anno 1993, che corrisponde al giorno sedici del mese di Tebeth dell'anno 5754.".

Invece di dire e scrivere falsità, certa gente farebbe bene ad informarsi.
Cordiali saluti.







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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.