Presentazione

Presentazione
Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

Il mio libro

Il mio libro

Il mio libro

martedì 24 luglio 2012

Petizione al Ministro Riccardi contro la depenalizzazione di oppio, coca e cannabis

Cari amici ed amiche.

Il Centro Culturale Lepanto ha fatto una petizione al Ministro della Cooperazione Internazionale Andrea Riccardi.
Questa petizione è stata fatta contro una Proposta di legge (n2641) che è stata firmata dall'onorevole Rita Bernardini (Partito Radicale) e che propone la depenalizzazione delle coltivazioni delle sostanze stupefacenti, come oppio e coca.
Firmate le petizione, seguendo il link http://www.lepanto.org/wsite/2012/07/16/petizione-al-ministro-riccardi-contro-la-depenalizzazione-delle-coltivazioni-di-oppio-coca-e-cannabis/#.
Non risolve il problema delle droghe con le depenalizzazioni.
Cordiali saluti.

lunedì 23 luglio 2012

Lo spread alto? E' colpa del sistema!

Cari amici ed amiche.

Mi viene da ridere ogni volta che risento certi personaggi della politica dire che le dimissioni del presidente Berlusconi avrebbero portato ad una riduzione dello spread tra Bund tedeschi e Btp italiani.
I fatti li smentiscono.
Da quando c'è Mario Monti alla guida del governo, la situazione è peggiorata.
Purtroppo, ci sono anche i suicidi, oltre alle aziende che chiudono e alla disoccupazione.
Qui c'è da capire che c'è una guerra a livello monetario tra Stati molto potenti.
Questa guerra è tra i Paesi anglosassoni (Regno Unito in primis) e l'area franco-tedesca dell'Europa.
L'area franco-tedesca (o meglio la Germania) ha in mano l'Euro e tutela i suoi interessi, anche a scapito degli altri.
Quindi, il presidente Berlusconi non c'entra nulla.
Anzi, egli aveva cercato di migliorare il sistema italiano e l'hanno fatto cadere.
Vorrei terminare facendo una riflessione.
L'Italia non deve stare attenta solo ai guai interni ma anche a ciò che viene da fuori.
In particolare, bisogna stare attenti alla Spagna.
Nell'articolo che ho scritto su "Italia chiama Italia" e che è intitolato "Milan, la rabbia dei tifosi è comprensibile. Tuttavia…" ho fatto riferimento alla situazione spagnola.
La Spagna, oggi, è in grave crisi.
C'è una forte disoccupazione (un giovane su quattro è senza lavoro) e le banche sono indebitate.
Il Paese, inoltre, è sull'orlo di una guerra civile.
Ora, le situazioni spagnole potrebbero avere ripercussioni anche su di noi.
Vi invito a leggere la locandina qui sotto che ho trovato su Facebook.
Cordiali saluti.


Dal "MINZOLINI FAN CLUB" DI FACEBOOK, ABBANDONARE SUBITO L’EURO

Cari amici ed amiche.

Sul "Minzolini Fan Club" di Facebook, ho trovato questo testo interessante scritto dall'amica Maria Venera:

"La creazione dell’euro è stato uno sbaglio enorme dettato dai banchieri che, convinti che fosse ormai possibile per loro diventare i padroni dell’Europa sottomettendo qualsiasi altro potere, hanno trasformato la moneta nell’unica arma di governo e di dominio. L’euro è un aborto di moneta: senza uno Stato, senza un Popolo, senza una Storia, senza un Politica, senza un Futuro senza una Banca prestatore di ultima istanza.Ma soprattutto l’euro è privo di sovranità: l’euro non è una moneta “sovrana” perché è fabbricata e messa in circolazione da una banca (la Bce) che non appartiene a nessuno Stato.
I debiti degli Stati, a loro volta, non sono debiti “sovrani” perché gli Stati, non battendo più moneta, non sono più “sovrani” e il potere fondamentale di uno Stato è la capacità di onorare sempre il proprio debito emettendo la propria moneta sovrana cosa che adesso non può più fare.
Si è creato così un circolo vizioso dal quale è impossibile uscire e che fa aumentare il debito all’infinito quali che siano le misure di austerità, di risparmio, di privazioni che i banchieri d’Europa incitano a prendere e che i governi mettono in atto perché lo Stato deve chiedere in prestito denaro pagando gli interessi ad una banca privata.
L’Europa sta pensando di toglierci altri pezzi di sovranità ma queste decisioni sono illegittime e degne della peggiore dittatura che inoltre non incidono minimamente sulla crisi dell’euro ma aumentano invece la debolezza democratica degli Stati, esponendoli ancora di più all’aggressività dei mercati, come sta succedendo all’Italia.
Siamo sull’orlo dell’abisso, non c’è tempo da perdere. L’Italia si può salvare solo uscendo dall’euro ma questo si può fare solo se si torna ad un governo politico.".

In questo testo sono state scritte cose che io ho già scritto.
Effettivamente, i "cari europeisti" stanno giocando sulla nostra pelle senza interpellarci.
Aggiungo una cosa molto importante.
Che l'Euro sia un aborto è cosa nota.
Oramai, l'Eurozona si sta spaccando.
Gli interessi dell'area tedesca stanno divergendo sempre di più da quelli dell'area mediterranea.
L'area tedesca punta ad avere il controllo, anche mettendo in ginocchio i Paesi mediterranei e punta anche a mettere in crisi quei Paesi del Commonwealth britannico che sono nell'Eurozona, come l'Irlanda, Malta e Cipro.
Guarda caso, l'Irlanda è in crisi, com'è in crisi Cipro.
Presto o tardi, la crisi colpirà anche Malta.
Come di disse un noto politico, a pensare male si fa peccato ma ci si azzecca.
Qui c'è una guerra tra Germania e Paesi anglosassoni.
Guarda caso, gli "europeisti" attaccano i Paesi come gli USA ed il Regno Unito e le agenzie di rating, che sono nei Paesi anglosassoni.
Intendiamoci, io non difendo queste ultime ma faccio notare che certi attacchi rivolti ai Paesi anglosassoni provengono da coloro che sostengono questa Unione Europea che ha al centro la Germania.
Allora, riflettiamo!
Cordiali saluti. 


Dal blog "Campari & de Maistre", Napolitano, Borsellino e l'antifascismo

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del blog "Campari & de Maistre"  questo articolo intitolato "Napolitano, Borsellino e l'antifascismo":

"Scusate, scusate tanto, ma io ogniqualvolta sento parlare di antifascismo mi ritraggo inorridito. Questa parola evoca in me troppo orrore e troppa tristezza. Mi fa venire in mente lo sguardo dolce e malinconico di Sergio Ramelli che mi scruta dalla foto posta sulla sua tomba al Cimitero Maggiore di Lodi, ogni volta che, nei giorni in cui ricorre la data della sua morte, mi reco a rendergli omaggio. Trucidato barbaramente a 17 anni, sotto casa sua, mentre tornava da scuola, in nome dell’antifascismo.


Mi viene in mente la storia di quel mio avo in camicia nera e della fossa che i partigiani gli avevano scavato prima ancora di accopparlo, e che per fortuna alla fine rimase vuota. Mi vengono in mente le storie drammatiche di alcune persone ultraottantenni che ho il privilegio di conoscere e i loro visi ammantarsi di rabbia ad ogni 25 aprile, giorno in cui, anche per rispetto nei loro confronti, è mia premura astenermi da qualunque forma di festeggiamento. Da tempo mi sono rassegnato a convivere con questo mio senso di disgusto. Ci sono momenti, però, in cui la coscienza mi impone di gridare la mia indignazione. Si sono appena spente le luci sulle celebrazioni per i 20 anni della strage di via D’Amelio, e ovviamente le varie istituzioni ne hanno tratto occasione per fare la loro solita passerella ed i soliti discorsetti ipocriti di circostanza. Napolitano solo tre giorni fa ha firmato il decreto con cui incaricava l’avvocatura dello Stato di sollevare il conflitto di attribuzione nei confronti della Procura di Palermo per impedire l’utilizzo di intercettazioni di conversazioni fra se stesso e Nicola Mancino, coinvolto nelle indagini sulla trattativa Stato - mafia. Oggi invocava a gran voce che si lavorasse senza sosta per stabilire la verità sulla strage (maturata molto probabilmente nel contesto di quella stessa trattativa). Addirittura iperboliche, però sono state le successive dichiarazioni. Il Presidente della Repubblica ha ben pensato di concionare sulle propria generazione, a sua detta approdata alla politica sull’onda della Resistenza (lui fu militante dei G.U.F., i Giovani Universitari Fascisti e si iscrisse al Partito Comunista a guerra finita…) e per la quale, sempre a sua detta “la lotta conseguente contro la mafia, senza cedimenti a rassegnazioni o a filosofie di vile convivenza con essa, è divenuta parte integrante della nostra scelta civile”. CHE ROBA?!?! Eh, no caro Napolitano, adesso basta prenderci tutti per i fondelli! Forse è il caso di rammentare ai più sprovveduti come andò veramente quella storia: il 20 ottobre 1925 Cesare Mori viene nominato prefetto di Palermo. Nella lettera di nomina il Duce gli scrive: «vostra Eccellenza ha carta bianca, l'autorità dello Stato deve essere assolutamente, ripeto assolutamente, ristabilita in Sicilia. Se le leggi attualmente in vigore la ostacoleranno, non costituirà problema, noi faremo nuove leggi». I successivi quattro anni vedono la Sicilia diventare il teatro di una guerra senza quartiere al fenomeno mafioso. I metodi utilizzati sono discutibili ma indubbiamente efficaci. La mafia non viene completamente debellata, come vorrebbe la propaganda di Regime, ma sicuramente piega la testa. Molti mafiosi emigrano negli Stati Uniti e nasce Cosa Nostra americana. La mafia non si riprenderà nemmeno dopo la messa a riposo di Mori, nel 1929. Almeno non fino allo sbarco degli Alleati.




Nell’imminenza dello sbarco il Governo americano contatta in carcere Lucky Luciano, il quale passa all’Amministrazione Roosvelt 850 nominativi di persone “fidate”. Ed è così che i mafiosi Max Corvo, Victor Anfuso e Vincent Scamporino diventano agenti dell’OSS (l’antenato della Cia) con l’incarico di gestire sul campo l’ “operazione sbarco”. All’arrivo delle navi americane, i siciliani vedranno sbarcare in divisa kaki nientepopodimeno che Albert Anastasia e Vito Genovese, che avrà l’onore di essere reso celeberrimo da Francis Ford Coppola che a lui si ispirerà per don Vito Corleone ne “Il Padrino”. La prima azione dell’OSS sarà liberare i mafiosi dalle carceri, la seconda sarà metterli a capo delle amministrazioni locali.


La morale della storia è: caro Presidente Napolitano, una volta tanto, si vergogni.".
Io penso che bisogna riflettere sul concetto.
Bisogna riflettere sul concetto di "antifascismo".
Cosa si intende per "antifascismo"?
Se per "antifascismo" si intende il rifiuto del totalitarismo (e quindi anche del fascismo, in quanto regime totalitario) e dell'antisemitismo, io posso ritenermi un "antifascista".
Se per "antifascismo" si intende definire il comunismo, allora, non posso ritenermi "antifascista", in quanto persona di destra e profondamente anticomunista.
Purtroppo, qui in Italia, la politica è "armata".
Qui in Italia l'odio politico va oltre gli eventi degli anni '30 e '40 del secolo scorso.
L'Italia, si sa, è il Paese delle divisioni forti.
Prendiamo, ad esempio, le divisioni tra la fazione di Mario e quella di Silla nell'Antica Roma, quella tra Ghibellini e Guelfi nel Medio Evo, quella tra fascisti ed antifascisti nel secolo scorso a quella tra berlusconiani ed antiberlusconiani nei tempi odierni.
Anzi, nel secolo scorso questo scontro si acuì.
Molto spesso lo scontro ideologico diventa quasi uno scontro etnico.
Da qui nasce la cultura della delegittimazione dell'avversario.
Ora, essere antifascisti non significa essere contro il fascismo tout court.
Si deve rifiutare l'antisemitismo e si può rifiutare il totalitarismo ma si possono riconoscere come giusti i singoli provvedimenti che il fascismo prese , come la realizzazione di bonifiche, il Concordato o, nel caso del'articolo del blog,  la lotta alla mafia.
Quando sento degli uomini di Stato che mitizzano i partigiani, senza tenere conto dei crimini che fecero,  mi viene da dire: "Noi italiani non abbiamo capito niente!".
Le parole possono ferire più delle armi. 
Cordiali saluti. 



Da "Il Sussidiario.net", FINANZA/ Borghi Aquilini: no a un altro ’92, dobbiamo uscire dall’euro

Cari amici ed amiche.

L'amico Angelo Fazio ha messo un interessante articolo su Facebook.
Esso è del sito "Il Sussidiario.net", è intitolato "FINANZA/ Borghi Aquilini: no a un altro ’92, dobbiamo uscire dall’euro" e recita:

"L’Eurogruppo ha approvato in via definitiva il programma di aiuti per ricapitalizzare le banche spagnole, che prevede una disponibilità fino a 100 miliardi di euro, di cui 30 miliardi disponibili già entro fine luglio. Una decisione che non è pero servita a placare lo spread tra i rendimenti dei Bonos decennali e i Bund tedeschi (schizzato oltre i 600 punti base) e che ha portato lo spread dell'Italia a quota 500. Ilsussidiario.net ha chiesto a Claudio Borghi, docente di Economia degli intermediari finanziari, di aiutarci a capire quel che è successo ieri e se questo "venerdì nero" resterà un caso isolato o sarà l'inizio di una nuova fase critica.



All’annuncio dell’approvazione da parte dell’Eurogruppo del piano per la ricapitalizzazione delle banche spagnole, lo spread spagnolo è schizzato oltre i 600 punti base e le borse hanno cominciato a precipitare. Non proprio quello che ci si aspettava. C’è qualcosa che non va nei mercati?



No, assolutamente. Anzi, di per sé è una non notizia. L’unica cosa che sorprende sono le modalità con cui l’Eurogruppo ha approvato il piano, vale a dire: il fatto di scoprire che, con largo anticipo, il governo spagnolo aveva già trattato le condizioni per avere l’aiuto estero, salvo poi esplicitarle solo nel giorno in cui Mariano Rajoy ha annunciato la manovra da 60 miliardi di tagli in due anni. Personalmente trovo poco trasparente e oltraggioso il modo con cui vengono condotte queste trattative.



Ma almeno è stato raggiunto un buon accordo?



No, perché in realtà il sistema nasconde una grossa debolezza: ci stanno dicendo che per salvare le banche spagnole ci vogliono 100 miliardi di euro e che, con il residuo di questi 100 miliardi, si potranno anche comprare dei titoli di stato spagnoli. Certificando una situazione di fatto: la Spagna è “alla canna del gas”, incapace di finanziarsi.



Ci spieghi meglio.



C’è il buco da debito privato (quello delle banche), che è dovuto alla bolla immobiliare. Ma questo debito non può essere collocato in un fondo da rilevare interamente con soldi del bilancio statale perché la Spagna non può emettere altro debito pubblico per via degli impegni presi sul deficit. E con livelli così elevati dello spread nessuno compra i titoli di stato che la Spagna prova a emettere.



Così si è giunti alla decisione di ricapitalizzare le banche con 100 miliardi di euro.


Ma questi 100 miliardi si aggiungono al debito pubblico spagnolo! Il prestito è al governo che a sua volta ricapitalizzerà le banche.



E dove sta il problema?


Vuol dire che il debito pubblico spagnolo aumenterà. Sempre di prestiti si parla. Non è che la Spagna riceve dei soldi a fondo perduto. Mentre se si volesse ripianare il debito pubblico spagnolo occorrerebbe un assegno. Cioè dei soldi da dare a fondo perduto alla Spagna. Facendo così aumenterà solo l’indebitamento.



Questa soluzione dunque non le è piaciuta…




Sono soluzioni che non arrivano minimamente vicine a toccare la radice del problema: gli investitori vogliono essere garantiti. Vogliono essere certi che se prestano soldi a uno Stato gli verranno restituiti. Prenda l’Inghilterra, per esempio, che non ha certo problemi economici secondari rispetto alla Spagna perché il suo primo settore (quello finanziario) è in crisi. Se uno compra titoli del debito inglesi non ha dubbi che gli vengano restituiti. Magari ci sarà un po’ di inflazione certo, ma i titoli sono restituiti. Quello che un investitore non vuole è che la restituzione dei suoi risparmi dipenda da questi incontri “carbonari” dove si pongono delle condizioni che non si sa se poi verranno votate e rispettate.



Cosa ne pensa di queste continue riunioni: prima l’Ecofin, poi il Consiglio, poi l’Eurogruppo…



La verità è che di riunione in riunione si continua a non decidere niente. È come l’anno scorso con il salvataggio della Grecia: se uno guardava i media, usciti dall’eurovertice sembrava un trionfo, ma poi non si è risolto nulla. Io credo che l’emorragia sui titoli di stato nell’area euro si può fermare solo ed esclusivamente con un intervento della Bce. Tutto il resto sono cose destinate per loro stessa natura a fallire.



Addirittura?




Tutti i soldi stanziati per salvare prima la Grecia, poi Irlanda e Portogallo, e ora la Spagna sono soldi che servono al massimo per salvare qualche creditore privilegiato prima di alzare bandiera bianca.



Cosa intende?




È logico che se si dà tempo alla Grecia, o alla Spagna, di rimborsare qualche titolo, si dà tempo a qualche creditore di incassare ciò che ha speso. Nel caso della Grecia erano segnatamente banche francesi e tedesche. In questo caso siamo in una situazione simile. Solo le banche italiane hanno avuto esposizioni largamente domestiche. Gli “investimentoni” nei paesi cosidetti “Piigs” non sono mai stati fatti dal nostro settore finanziario. Gli investimenti spericolati o il credito concesso in maniera larga per finanziare le bolle immobliari spagnole o irlandesi o greche sono sempre state prerogativa di banche non italiane. E ora si ripeterà quanto successo con la Grecia.



Solo che lo spread questa volta è schizzato immediatamente…



Perché la gente, quando si ripete la stessa storia, ci mette meno tempo a capire.



Che scenario vede da qui a un anno?



C’è spazio per un’altra mossa disperata di salvataggio in extremis della Bce che si inventerà un “Ltro bis” o qualcosa di simile. Tutti hanno paura a vedere la fine del mondo con i propri occhi. Ma poi si alzerà bandiera bianca e ognuno tornerà alla propria valuta.



Secondo lei, qual è la vera via d'uscita a questa situazione?



Al momento attuale l’unica soluzione percorribile, dal mio punto di vista, è quella di una garanzia assoluta e totale sui titoli del debito da parte della Bce. Come avviene in tutti gli altri paesi del mondo. Si chiama quantitative easing. Vale a dire che la Bce dovrebbe decidere di ricomprarsi tutti i titoli che la Spagna vuole vendere. Solo così gli spread si possono annullare perché la Bce ha “potenza di fuoco” infinita: essendo lei stessa la base dell’Unione monetaria può ricomprarsi tutti i titoli che vuole.



Ma rischierebbe di creare inflazione…


Beh, tra un po’ più di inflazione e il fallimento globale dell’eurozona, io non avrei dubbi su cosa scegliere.


E così si sistemerebbe tutto?


Non si risolverebbero certo tutti gli squilibri all’interno dell’eurozona. Per questo l’unica soluzione sarebbe la seconda ipotesi che io caldeggio da sempre.



Che sarebbe?



Prendere atto che si è sbagliato clamorosamente. Si è costruito un bellissimo progetto, ma su basi sbagliate. Perché un’economia troppo eterogenea non diventa omogenea solamente adottando una moneta uguale per tutti, senza la possibilità degli aggiustamenti che i cambi flessibili consentono. Ogni Paese deve tornare ad avere la sua valuta.



Una “fuga” dall’euro generalizzata?



Sì. A quel punto la Spagna svaluterà la propria moneta del 40% rispetto all’euro, noi del 20% e il marco tedesco si rivaluterebbe notevolmente. Ci sarebbe un riaggiustamento di tutte le competitività perdute e si potrebbe ricostruire l’economia su basi normali. Stiamo ripercorrendo la stessa strada del 1992 quando ci dissero che era impossibile uscire dallo Sme e invece dovevamo farlo. Finimmo per uscire poi più tardi massimizzando i costi e perdendo tutte le nostre riserve di valuta quando invece avremmo potuto farlo con largo anticipo.

(Matteo Rigamonti)".

Questo Euro è come la casa costruita sulla sabbia di cui parla Gesù Cristo nel Vangelo.
Ci sono stati uomini politici che in modo irresponsabile hanno deciso di fare una moneta unica dell'Unione Europea e senza valutare le situazioni dei singoli Stati membri.
Tra questi ultimi c'è stato anche chi ha fatto carte false per entrare nell'Euro.
C'è stato anche chi ha fatto pagare dei soldi ai cittadini.
Cito, ad esempio, l'"Eurotassa" fatta dal governo Prodi I il 30 dicembre del 1996.
Tra l'altro, questa "Eurotassa", non è stata nemmeno restituita ai cittadini, cosa che era stata promessa.
Inoltre, si sarebbero dovute valutare anche le conseguenze.
Era noto che l'avvento dell'Euro (in questa modalità)  avrebbe comportato uno strapotere tedesco.
Infatti, l'Euro avrebbe favorito la Germania.
Il Regno Unito di Gran Bretagna ed Irlanda del Nord lo sapeva e non ha aderito all'Euro.
Con la Lira, l'Italia poteva fare una degna concorrenza alla Germania.
Essa, infatti, poteva svalutare la sua moneta.
Con l'Euro ciò non è più possibile.
Da qui nascono i nostri problemi.
Cordiali saluti. 

Cooperanti? Dovrebbero assumersi la responsabilità!

Cari amici ed amiche.

Su Facebook abbondano le foto satiriche su Rossella Urru.
Intendiamoci, nessuno ha nulla contro la cooperante che era stata nella notte tra il 23 ed il 24 ottobe 2011 e che qualche giorno fa era stata liberata.
Confermo quanto scritto nell'articolo intitolato "Caso Rossella Urru, un'opinione controcorrente".
Questo articolo era stato commentato da un commentatore talmente "coraggioso" che non ha messo il nome:

"Io al tuo posto mi VERGOGNEREI di quello che hai scritto ... e meno male che ti predichi CATTOLICO! vergognati...".

Io rispondo dicendo che non ho nulla di cui dovermi vergognare!
Non mi pento di quello che ho scritto.
Prima di tutto, chi va in zone pericolose sa quali sono i rischi che corre.
In secondo luogo, per liberare Rossella Urru sono stati dati ben 15.000.000 di Euro ai rapitori.
Ora, coloro che hanno rapito Rossella Urru non erano disperati che hanno commesso un reato per sfamarsi ma erano terroristi!
In pratica, sono stati dati 15.000.000 di Euro ad un gruppo terroristico.
Tanto vale che diamo a questi gruppi pure le armi.
Intendiamoci, è solo una battuta.
Inoltre, il nostro Paese sta vivendo una crisi.
Il popolo italiano deve stringere la cinghia per pagare le tasse e le aziende chiudono e lo Stato dà 15.000.000 di Euro.
Io penso che lo Stato debba sconsigliare ai cooperanti di andare in certi posti e se questi ultimi vogliono proprio andarci, lo facciano a loro rischio e pericolo.
Cordiali saluti.


domenica 22 luglio 2012

Caso Milan, la rabbia dei tifosi è comprensibile ma...

Cari amici ed amiche.


Vorrei parlare di quanto sta accadendo al Milan (tenendo conto anche del fatto che io ne sia tifoso), visto quanto sta accadendo dopo le cessioni di Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic al Paris Saint Germain e la rabbia dei tifosi che è culminata con una class action da parte del CODACONS contro la società Via Turati.
Ritengo che i tifosi abbiano ragione ad essere delusi ed arrabbiati.
Ogni domenica, loro seguono la squadra in casa e in trasferta (facendo tanti chilometri), pagano gli abbonamenti alla società come alle varie televisioni per vedersi le partite.
Quindi, i tifosi meritano rispetto.
Bene ha fatto il Milan a rimborsare gli abbonamenti.
Tuttavia, non posso non comprendere le ragioni della società.
In un momento di crisi come questo, i bilanci vanno tenuti in ordine e bisogna fare anche dei sacrifici.
Il Milan ha sacrificato due dei suoi giocatori più importanti per avere tanti soldi con cui ripianare i debiti che ha in pancia.
Il problema sarà mantenere la competitività.
Qui, infatti, rischia di crearsi un circolo vizioso.
Infatti, i soldi si fanno anche in base alle vittorie.
Se una squadra non ha una rosa competitiva rischia di non vincere nulla.
Quindi, il Milan dovrà stare bene attento a non depauperare la sua rosa, cedendo i suoi giocatori migliori e non acquistandone altri.
Con una rosa non competitiva, il Milan rischia di non vincere nulla e se non vince nulla anche le entrate saranno destinate a calare.
Questo potrebbe portare il Milan a situazioni economiche spiacevoli.
D'altra parte, però, noi non possiamo invidiare i nostri cugini spagnoli che vincono sempre.
In Spagna, infatti, i clubs più importanti (come Real Madrid e Barcellona) sono stati finanziati dalla banche.
Oggi, queste ultime si sono indebitate, aggravando la crisi economica che sta massacrando il Paese iberico.
Forse, prima di giudicare certe mosse delle nostre società di calcio, bisogna valutare il contesto.
Ricordo che ad oggi la Spagna è un Paese sull'orlo della guerra civile.
Le sue banche hanno buchi da 100.000.000.000 di Euro, lo spread è oltre il 600 punti e 4,7 milioni di disoccupati.
Ci sono tensioni e scontri. 
I numeri sono inquietanti.
Oggi noi stiamo peggio ma domani potrebbe essere un altro giorno.
Cordiali saluti.

Translate

Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.