Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 1 luglio 2012

Happy Canada Day!

Cari amici ed amiche.

Oggi è un giorno speciale.
Non ci sarà solo la finale degli Europei di Calcio tra Spagna ed Italia.
Infatti, oggi si festeggia il Canada Day!
Infatti, il 01 luglio 1867 venne redatto il British North American Act che unì le due colonie del Nord America ed una Provincia dell'Impero Britannico in una sola confederazione, il Canada.
Faccio gli auguri a tutti i canadesi, anglofoni e francofoni.
Peccato che nella mia collezione manchino i Dollari canadesi. 
Il Canada, patria di attori, come J. R. Bourne e Michael Shanks, e della Canadian Baseball League fu terra di scoperta per importanti navigatori, come l'italiano Giovanni Caboto, che nel 1497 fece una spedizione per conto di re Enrico VII d'Inghilterra, visitando l'Isola di Terranova.
In Canada vi è Montreal, la più grande città di lingua francese dopo Parigi.
In Canada vi è anche una cospicua presenza italiana.
Sono discendenti di immigrati che contribuiscono a portare la nostra cultura in quel Paese del Nord America.
Anche a questi italiani che stanno in Canada (tra i quali cito l'amica Nanda Cozzi) faccio i miei auguri.
Loro potrebbero avere due motivi per festeggiare, qualora l'Italia battesse la Spagna.
Cordiali saluti. 

Teremoto Mantova, parla il vescovo di Mantova Roberto Busti con il vice-presidente della Repubblica del Costa Rica


Cari amici ed amiche.

L'amico Marco Stella mi ha inoltrato video.

Esso mostra Sue Eccellenza monsignor Roberto Busti, Vescovo di Mantova, che ha ricevuto il vice presidente della Repubblica del Costa Rica Alfio Piva ed il presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo, Daniele Marconcini.
Monsignor Busti ha parlato della situazione della Provincia di Mantova dopo il terremoto.
Ascoltatelo!
Ho anch'io una notizia.
Hanno riaperto la chiesa parrocchiale dei Santi Cosma e Damiano di Barbassolo, frazione del Comune di Roncoferraro.
Questa è una buona notizia.
Speriamo che questo incubo passi presto.
Cordiali saluti.

L'Unesco riconosce la Basilica della Natività Contestazioni da Israele e Stati Uniti

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo de "Il Corriere della Sera":

"GERUSALEMME – Sedici sì e un lungo applauso. I palestinesi ce l'hanno fatta e nove mesi dopo la battaglia per una poltrona all'assemblea Onu, dopo essere entrati a pieno diritto nell'Unesco, con un voto che non sorprende sono riusciti a inserire un tesoro artistico della Cisgiordania nell'elenco dei patrimoni mondiali dell'umanità da tutelare. È la prima volta che accade. E accade con la Basilica della Natività di Betlemme. «È un giorno storico – esulta Abu Roudeina, portavoce del presidente Abu Mazen - È una vittoria della nostra causa e della giustizia. È un riconoscimento globale dei diritti del nostro popolo. Perché si tratta d'un sito a rischio, a causa dell'occupazione israeliana e della costruzione del Muro di separazione. Dimostra inoltre che è naturale che il mondo sia con noi e riconosca i diritti del popolo palestinese e lo Stato di Palestina». VENTI SITI - Il Comitato per il Patrimonio dell'Unesco, riunito a San Pietroburgo sotto la presidenza russa, su richiesta dell'Autorità palestinese ha preso in considerazione il caso Betlemme con una procedura d'urgenza, contestata da israeliani e Usa, stralciandolo dall'elenco dei venti siti da proteggere (da Hebron alle grotte di Qumram, fino ale coste di Gaza) che il governo Fayyad aveva sottoposto nei mesi scorsi all'Onu. Una volta votato il sì all'inclusione di altri tesori assai meno controversi, come la città di Timbuctu o la tomba di Askia in Mali, l'Unesco ha aperto il dossier della Natività e ha deciso rapidamente: solo sei i contrari e due gli astenuti. La decisione era prevista ed era anche stata anticipata nei giorni scorsi, durante la visita del presidente russo Vladimir Putin proprio alla Basilica di Betlemme.

«DECISIONE POLITICA» - Il voto non è, naturalmente, solo culturale. Per i palestinesi, significa un altro riconoscimento nelle organizzazioni internazionali (la città vecchia di Gerusalemme, per esempio, è elencata dall'Unesco fra le zone contese e quindi non attribuibili a uno Stato, nonostante Israele la consideri parte della sua capitale). E per questo, la decisione è considerata dagl'israeliani «totalmente politica, capace di danneggiare l'Onu e la sua immagine». Severi anche gli americani, che si dicono «profondamente delusi»: «Si tratta d'un sito sacro per tutti i cristiani» e «non dovrebbe essere politicizzato», nota l'ambasciatore David Killion. La procedura d'urgenza in particolare, usata assai di rado e solo per le situazioni gravissime, secondo Usa e Israele non doveva essere invocata in questi casi. La Natività non viene restaurata da 150 anni, un recente studio del Cnr italiano ha stabilito che vi sono alcuni punti a rischio di crollo, giudicando l'intervento di restauro «di media complessità».
LA CHIESA PIÙ ANTICA - Per quanto strano, in un elenco che pure comprende il Salto del Bufalo schiantato in Canada o le vecchie fabbriche siderurgiche svedesi, luoghi di sicura bellezza ma forse non conosciutissimi, la più antica chiesa consacrata della cristianità era finora rimasta fuori dall'elenco dei luoghi da salvare, proprio per un incrocio di veti politici e di contese religiose. L'ultima raccolta di soldi per i restauri, per un paradosso, era stata organizzata mesi fa da governi musulmani come l'Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. E anche la gestione dei fondi necessari al restauro, stimati in circa 30 milioni, è stata finora affidata all'Autorità palestinese e al suo ministro per gli Affari cristiani. Contrarie al riconoscimento di patrimonio Unesco, nei mesi scorsi, si sono dette anche la Custodia francescana di Terra Santa, la chiesa armena e greco-ortodossa, che conservano la Basilica secondo una rigida rotazione stabilita dallo storico «status quo»: avrebbero preferito che l'Unesco mettesse sotto tutela l'intera città di Betlemme, lasciando la Natività fuori dal «tentativo di strumentalizzare i luoghi santi a uso politico».
Francesco Battistini30 giugno 2012 | 22:27© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ringrazio l'amica Anna Castaldo Dhambri che ha messo l'articolo su Facebook e me l'ha fatto leggere.
Io penso che si debba dividere la questione della Basilica della Natività di Betlemme da quella che vede lo scontro tra Israeliani ed Arabi.
Se la questione del riconoscimento della Basilica della Natività è un fatto positivo (poiché quello è un luogo importante per tutta la cristianità) diverso è il discorso per ciò che riguarda la questione del riconoscimento della Palestina da parte dell'UNESCO, riconoscimento che (giustamente) generò perplessità e spiacque agli Israeliani.
Se la Basilica della Natività deve essere riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, diverso è il discorso per ciò che riguarda la Palestina.
L'anno scorso, l'UNESCO decise di riconoscere la Palestina.
Fece un errore.
Ne parlai nell'articolo intitolato "UNESCO? Ha sbagliato!".
L'UNESCO commise un grave errore a riconoscere la Palestina come Stato.
Mi ricordo che venni insultato pesantemente per avere affermato.
Ci furono anche segnalazioni alla Polizia postale.
A me, però, non interessa nulla.
Quella decisione dell'UNESCO fu un errore.
Infatti, la Palestina non esiste.
Anzi, quella decisione rischia di compromettere i fragili equilibri nell'area.
Basti pensare al fatto che la Striscia di Gaza sia sotto il controllo dei fondamentalisti di Hamas mentre la Cisgiordania sia sotto il controllo di Al Fatah.
Quindi, la Palestina non esiste!
Mettetevelo in testa!
L'unico Stato palestinese legittimamente riconosciuto è la Giordania.
Per il resto, non esistono altri Stati palestinesi.
Esiste Israele, l'unico Stato laico e democratico della zona.
Quindi, è positivo il riconoscimento della Basilica della Natività ma essa deve essere riconosciuta come bene del territorio di Israele.
Non mi si dica che Gesù Cristo era arabo perché mi arrabbio.
Con il dovuto rispetto per gli arabi, Gesù Cristo era un ebreo.
Quindi, se oggi fosse sulla Terra, avrebbe diritto alla cittadinanza nello Stato di Israele.
Mi si perdoni quello che ho scritto ma dopo avere sentito certe cose, ho ritenuto doveroso fare dei chiarimenti.
Cordiali saluti. 

sabato 30 giugno 2012

Palermo, salviamo la Chiesa dei Diecimila Martiri! Galati Mamertino, salviamo il Pazzo del Principe e la chiesa di San Luca!

Cari amici ed amiche.

Che con la Sicilia io abbia un legame abbastanza profondo è cosa nota.
Mia madre nacque lì, sono appassionato di storia inglese (che è intrecciata con quella della Sicilia) ed un po' conosco la lingua siciliana.
In Sicilia ho parenti e siciliani sono anche molti dei miei migliori interlocutori su Facebook, tra i quali cito Filippo Giorgianni o Angelo Fazio.
Ora, anche per ringraziare i siciliani della loro ospitalità (quando vado a Galati Mamertino) e per ringraziare le persone come Filippo ed Angelo per la loro disponibilità, voglio fare qualcosa per questa grande isola.
Proprio a Palermo, la città di Angelo, c'è un luogo molto particolare, la Chiesa dei Diecimila Martiri.
Questa chiesa era stata un oratorio fatto costruire dai Cavalieri Gerosolimitani nel 1580 AD.
Essa era stata intitolata a Sant'Agazio e ad altri diecimila legionari che furono crocifissi con lui per essersi convertiti al Cristianesimo nel 304 AD, durante il regno dell'imperatore Diocleziano.
La chiesa fu ristrutturata nel 1715.
In seguito, la chiesa fu soppressa ed adibita ad altri usi, tra cui quello di sede di un comitato elettorale della Democrazia Cristiana.
Oggi, la chiesa versa in uno stato di abbandono ed è fatiscente, come sono fatiscenti il Palazzo del Principe e la chiesa di San Luca di Galati Mamertino, il paese natale di mia madre, in Provincia di Messina.
Della chiesa di San Luca ho parlato nell'articolo, intitolato "Galati Mamertino, com'era nel periodo medioevale?".
Per quanto riguarda il Palazzo del Principe, esso è di epoca tardo cinquecentesca ed il primo ad abitarvi fu il signore locale don Filippo I Amato.
Anche questo monumento non è in buono stato e l'amministrazione comunale vorrebbe riqualificarlo.
Io spero che si faccia qualcosa per questi monumenti.
Sarebbe un peccato se andassero in rovina.
Perciò, faccio un appello a chi di dovere (e a qualche privato coscienzioso) perché si faccia qualcosa. 
Cordiali saluti.



Dal blog "Conservative mind", L'Islam e le chiese cristiane: dossier fotografico dalla zona "turca" di Cipro

Cari amici ed amiche.

Sul blog "A Conservative mind" ho trovato questo articolo molto interessante:

Chiese usate come stalle o discariche, monasteri cristiani distrutti o trasformati in caserme, affreschi sacri medioevali rovinati irrimediabilmente o asportati e rivenduti all'estero. A questi e ad altri scempi compiuti dai turchi nei confronti dei luoghi di culto cristiani si riferiva Benedetto XVI nel suo colloquio del 10 novembre con il presidente di Cipro Tassos Papadopoulos, esprimendo la sua preoccupazione per la "cristianità cancellata" nell'area settentrionale dell'isola, sotto occupazione turca dal 1974.

In quest'area esistono circa 540 chiese cristiane. Cinquanta di queste oggi sono all’interno di basi militari turche. Tra i monumenti distrutti dai turchi rientrano chiese cristiane cattoliche, protestanti, maronite, armene, ortodosse e un cimitero ebraico. Una recente risoluzione del parlamento europeo riassume così, con stime prudenziali, questi danni: «Oltre 133 chiese, cappelle e monasteri situati nella parte settentrionale di Cipro, finita sotto il controllo dell'esercito turco dal 1974, sono stati sconsacrati; 78 chiese sono state convertite in moschee; 28 sono usate come depositi militari e ospedali e 13 sono usate come magazzini, mentre resta sconosciuto il luogo in cui si trovino oggi i loro oggetti religiosi, incluse oltre 15.000 icone, che sono stati trafugati».

Per capire meglio cosa è accaduto a Cipro, pubblico, in versione quasi integrale, il dossier fotografico distribuito nei giorni scorsi dall'ambasciata di Cipro ad alcuni giornalisti. Mi limito a sottolineare che gli edifici di culto islamici nella parte cristiana dell'isola sono custoditi nel migliore dei modi, e invito il lettore a intuire, osservando le foto di quanto accaduto agli edifici cristiani dal 1974 a oggi, quale sarebbe stata la probabile reazione islamica nel caso in cui simile trattamento fosse stato riservato a edifici di culto musulmani.
Monastero di Antiphonitis, nel paese di St. Ambrosios
Le icone sono state rubate e molti degli affreschi rimossi e venduti in Olanda. L'arcangelo Michele, rappresentato in affreschi del XII secolo, è stato privato della testa. Gli affreschi del XV secolo che rappresentavano il Giudizio Universale sono stati distrutti. Alcuni affreschi (ultima foto del gruppo) sono stati rintracciati in Germania, nelle mani dei trafficanti d'arte.






Monastero di Panagia Apsinthiotissa, nel paese di Synchari
Fotografie di alcuni degli affreschi della fine del XII secolo deturpati dai turchi dopo l'invasione del 1974. La testa di un affresco di Sant'Ignazio è stata ritrovata in Germania.
 
Monastero armeno a Lefkosia
O meglio, ciò che ne resta.



Monastero di Avgasida, nel paese di Milia
La chiesa medievale era decorata con affreschi risalenti al XIV e XV secolo. I turchi l'hanno completamente distrutta.



Chiesa di St. Artemon, nel villaggio di Aphaneia
La chiesa è attualmente usata come magazzino per il grano e centro di raccolta rifiuti.



St. Nicolaos nel paese di Koma tou Gialou, Karpasia
La chiesa è decorata con affreschi medievali. I saccheggiatori hanno tagliato in piccoli pezzi le teste dei santi e le hanno rivendute all’estero.



St. Solomoni nel paese di Koma tou Gialou, Karpasia
Gli affreschi, risalenti al X secolo, sono stati distrutti.


Monastero di St. Anastasia, Lapethos, Kyrenia
Il monastero è utilizzato oggi come albergo.

Chiesa di SS. Euphemianos in Lysi
I turchi hanno “staccato” gli affreschi della cupola e dell’abside (ultime due foto del gruppo) risalenti al XIII secolo e rivenduti alla fondazione americana de Menil di Houston, Texas, dove sono conservati tuttora.

Il monastero maronita del profeta Elias a Skylloura
Il monastero maronita più importante dell’isola è stato distrutto. Oggi è utilizzato come riparo per gli animali.



Monasteri trasformati in basi militari
Due foto di monasteri ben noti utilizzati come basi militari dall’esercito turco. Il primo, di Acheiropoietos a Karabas, fu costruito nel periodo paleocristiano. Il secondo monastero, del profeta Elias, si trova nel villaggio di Marathobounos.



La chiesa di Chrysosotiros a Chrysiliou, Morphou
E' utilizzata come obitorio, per lavare i morti.



Chiesa di Panagia Chrysotrimithiotissa, Trimithi
La chiesa del XII secolo è stata venduta dai turchi ai cittadini inglesi, che l’hanno trasformata in una galleria d’arte.



Altri scempi
Diverse foto di chiese situate nella parte di Cipro occupata dai turchi, trasformate in magazzini, granai, stalle, insieme alla foto di un cimitero cristiano distrutto.








Sul blog potrete vedere altre foto.
Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo l'articolo su Facebook.
Purtroppo, nessuno parla della situazione delle chiese  di Cipro nord, la parte dell'isola che nel 1974 fu occupata dall'esercito turco e in cui si è formata la Repubblica di Cipro Nord.
I cristiani non possono celebrare il proprio culto senza restrizioni (e lo stesso discorso vale per gli ebrei) e tanti monumenti religiosi sono andati in rovina.
Allo scempio storico ed artistico si aggiunge quello religioso.
Infatti, a Cipro sbarcò San Paolo e nacque San Barnaba.
A Salamina (vicino a Famagosta) il monastero dedicato a San Barnaba è ridotto ad un museo.
A Kormakiti vi è una comunità cattolica maronita che vive con forti restrizioni. 
Di fatto, questo è genocidio. 
Qui è rischio un pezzo della nostra storia.
Cordiali saluti. 


Non abbandonate i vostri cani!

Cari amici ed amiche.

Con l'estate arrivano anche le vacanze.
Purtroppo, ci sono tanti sciocchi che, durante le ferie, abbandonano i propri cani.
Se avete un cane e non potete portarlo in vacanza con voi potete affidarlo ad un amico o a un parente oppure potete portarlo in una pensione per cani.
Ad esempio, vi posso segnalare l'Agriturismo dell'Ibisco, che si trova in Via Po Barna n°60 a Bagnolo San Vito (località Correggio Micheli)  in Provincia di Mantova.
Il suo numero di telefono e di fax è 0376 252960 e quello di cellulare è 338 4924504.
Non abbandonate i vostri cani per strada.
Un cane abbandonato è un pericolo per sé stesso e per gli altri.
Cordiali saluti.

Lorna Campari: "Dopo il terremoto arriva la beffa per le nostre aziende".

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota scritta dall'amica Lorna Campari, una consigliera comunale di Porto Mantovano (Mantova):

"Non so voi, ma io mi vergogno. Porto Mantovano rientra nell’elenco dei Comuni per i quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in seguito ai recenti eventi sismici, ha disposto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari con scadenze nel periodo compreso tra il 20 maggio ed il 30 settembre 2012. Io, cittadina che ha subìto del sisma solo la grande paura (nient’altro) godo di un privilegio alla stessa stregua di chi, in questo momento, dorme in una tenda. Vergognoso è che le aziende che hanno subìto danni strutturali e che per questo motivo hanno chiuso i battenti lasciando a casa i dipendenti, ritrovandosi alle prese con drammi economici ed umani che nemmeno posso immaginare, queste aziende, per riaprire, devono dimostrare “l’agibilità sismica”. Beh, se questi sono i tecnici, mi chiedo cosa farebbe una squadra di dilettanti al Governo. E sono proprio queste leggi, nate per tamponare situazioni di emergenza e concepite con tante difficoltà dai nostri governanti, che spesso creano le scappatoie per i furbi. Decreti poco chiari, lacunosi e imprecisi, che anziché risolvere i problemi li demandano ad altri, scaricandone oneri e costi proprio sulle spalle (e sulle tasche) di chi dovrebbero invece tutelare. Già, perché il povero sfollato, che probabilmente come ultimo pensiero ha quello di leggere i Bollettini Ufficiali, si trova costretto a pagare commercialista, ingegnere, team di tecnici per il sopralluogo, impresa per ristrutturare ed ottenere l’agibilità. Oltre al danno, la beffa. E’ una vergogna.
Lorna Campari
Porto Mantovano
in "Fuorisacco", Lettere al Direttore, La Gazzetta di Mantova, 30 giugno 2012, pag.25.".

Io appoggio in pieno quanto c'è scritto.
Quanto sta accadendo qui è vergognoso.
Il Mantovano è stato colpito pesantemente dal terremoto e le istituzioni fanno poco o non fanno nulla!
Scusate il mio linguaggio franco ma purtroppo la situazione è questa 
Intanto, qui ci sono aziende e famiglie in seria difficoltà. 
Già c'è una crisi che sta facendo danni ad aziende e famiglie.
Le aziende chiudono ed i disoccupati aumentano.
Io ne so qualcosa, essendo disoccupato.
Il terremoto ha complicato le cose.
Questo non è un dramma degli imprenditori, dei disoccupati o degli operai ma è un dramma di tutti.
Bisogna che le istituzioni siano più attente.
Purtroppo, la Provincia di Mantova è ignorata.
In altre zone d'Italia hanno dato soldi a destra e a manca e per molti il sisma è stato un business.
Qui, invece, vi è l'abbandono!
Questa situazione non è più accettabile.
Cordiali saluti. 


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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.