Cari amici ed amiche.
Nella foto che ho riportato qui sopra (e che è stata scattata dall'amico Alessandro) vengono messi in mostra i danni causati dal terremoto alla chiesa parrocchiale di Moglia, in Provincia di Mantova.
Ci sono macerie che sono cadute da questo edificio dedicato al culto.
Ci sono anche dei marmi rotti.
Sono solidale con il parroco don Alberto Ferrari (che conosco e stimo, essendo stato parroco qui a Roncoferraro) e con tutta la popolazione di Moglia.
Io mi auguro che chi di dovere faccia qualcosa per aiutare tutte le comunità che sono state danneggiate dal sisma.
Cordiali saluti.
The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
Il mio libro
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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venerdì 25 maggio 2012
Presidenzialismo? Il presidente Berlusconi ha ragione!
Cari amici ed amiche.
Il presidente Berlusconi ha rilanciato la proposta di una riforma in senso presidenziale del sistema.
Io sono d'accordo con lui.
L'attuale sistema non garantisce più la governabilità.
C'è troppa frammentazione nei partiti e basta che un gruppetto di tre o quattro parlamentari lasci la coalizione di governo, per passare all'opposizione, ecco che arrivano i problemi.
Purtroppo, c'è' chi fa politica per il suo interesse e quei deputati e senatori che cambiano casacca sono l'esempio di ciò.
Purtroppo, qui c'è in ballo il governo del Paese.
L'attuale sistema, che non ammette il vincolo di mandato dei parlamentari, rende difficile l'azione di un Governo, che dipende dal Parlamento.
Non appena il Governo propone qualcosa arriva un gruppetto di parlamentari che minaccia di farlo cadere.
Questo non va bene.
Se ci fosse una forma di governo presidenziale, questo problema non ci sarebbe.
Il Parlamento manterrebbe il potere legislativo ed il governo quello esecutivo ma quest'ultimo non subirebbe più i ricatti in Parlamento poiché dipenderebbe dal Presidente della Repubblica.
Se ci fosse stata una cosa del genere non avremmo avuto bisogno di Mario Monti.
Cordiali saluti.
Il presidente Berlusconi ha rilanciato la proposta di una riforma in senso presidenziale del sistema.
Io sono d'accordo con lui.
L'attuale sistema non garantisce più la governabilità.
C'è troppa frammentazione nei partiti e basta che un gruppetto di tre o quattro parlamentari lasci la coalizione di governo, per passare all'opposizione, ecco che arrivano i problemi.
Purtroppo, c'è' chi fa politica per il suo interesse e quei deputati e senatori che cambiano casacca sono l'esempio di ciò.
Purtroppo, qui c'è in ballo il governo del Paese.
L'attuale sistema, che non ammette il vincolo di mandato dei parlamentari, rende difficile l'azione di un Governo, che dipende dal Parlamento.
Non appena il Governo propone qualcosa arriva un gruppetto di parlamentari che minaccia di farlo cadere.
Questo non va bene.
Se ci fosse una forma di governo presidenziale, questo problema non ci sarebbe.
Il Parlamento manterrebbe il potere legislativo ed il governo quello esecutivo ma quest'ultimo non subirebbe più i ricatti in Parlamento poiché dipenderebbe dal Presidente della Repubblica.
Se ci fosse stata una cosa del genere non avremmo avuto bisogno di Mario Monti.
Cordiali saluti.
Il dono del Padre in Cristo.Dal «Trattato sulla Trinità» di sant'Ilario, vescovo
Cari amici ed amiche.
Leggete questo testo che mi è stato mandato dall'amico Giovanni Covino (SEFT) e che è un pezzo tratto dal "Trattato sulla Trinità" di Sant'Ilario:
"Il Signore comandò di battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il catecumeno viene battezzato professando perciò la fede nel Creatore, nell'Unigenito, nel Dono.
Unico è il Creatore di tutto. Uno infatti Dio Padre da cui hanno principio tutte le cose. Unico è anche l'Unigenito, il Signore Nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale tutte le cose furono create, e unico lo Spirito dato in dono a tutti.
Tutto è ordinato secondo le sue virtù e meriti; una la potenza da cui tutto procede; una la prole per la quale tutto è stato fatto; uno il dono della perfetta speranza.
Non si troverà nulla che manchi ad una perfezione infinita. Nell'ambito della Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto è perfettissimo: l'immensità nell'eterno, la manifestazione nell'immagine, il godimento nel dono.
Ascoltiamo dalle parole dello stesso Signore quale sia il suo compito nei nostri confronti. Dice: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso» (Gv 16, 12). E' bene per voi che io me ne vada, se me ne vado vi manderò il Consolatore (cfr. Gv 16, 7). Ancora: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14, 16-17). «Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio» (Gv 16, 13-14).
Insieme a tante altre promesse vi sono queste destinate ad aprire l'intelligenza delle alte cose. In queste parole vengono formulati sia la volontà del donatore, come pure la natura e il modo stesso del dono.
Siccome la nostra limitatezza non ci permette di intendere né il Padre, né il Figlio, il dono dello Spirito Santo stabilisce un certo contatto tra noi e Dio, e così illumina la nostra fede nelle difficoltà relative all'incarnazione di Dio.
Lo si riceve dunque per conoscere. I sensi per il corpo umano sarebbero inutili se venissero meno i requisiti per il loro esercizio. Se non c'è luce o non è giorno, gli occhi non servono a nulla; gli orecchi in assenza di parole o di suono non possono svolgere il loro compito; le narici se non vi sono emanazioni odorifere, non servono a niente. E questo avviene non perché venga loro a mancare la capacità naturale, ma perché la loro funzione è condizionata da particolari elementi. Allo stesso modo l'anima dell'uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo.
Il dono, che è in Cristo, è dato interamente a tutti. Resta ovunque a nostra disposizione e ci è concesso nella misura in cui vorremo accoglierlo. Dimorerà in noi nella misura in cui ciascuno di noi vorrà meritarlo.
Questo dono resta con noi fino alla fine del mondo, è il conforto della nostra attesa, è il pegno della speranza futura nella realizzazione dei suoi doni, è la luce delle nostre menti, lo splendore delle nostre anime.".
Leggete questo testo che mi è stato mandato dall'amico Giovanni Covino (SEFT) e che è un pezzo tratto dal "Trattato sulla Trinità" di Sant'Ilario:
"Il Signore comandò di battezzare nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Il catecumeno viene battezzato professando perciò la fede nel Creatore, nell'Unigenito, nel Dono.
Unico è il Creatore di tutto. Uno infatti Dio Padre da cui hanno principio tutte le cose. Unico è anche l'Unigenito, il Signore Nostro Gesù Cristo, per mezzo del quale tutte le cose furono create, e unico lo Spirito dato in dono a tutti.
Tutto è ordinato secondo le sue virtù e meriti; una la potenza da cui tutto procede; una la prole per la quale tutto è stato fatto; uno il dono della perfetta speranza.
Non si troverà nulla che manchi ad una perfezione infinita. Nell'ambito della Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo, tutto è perfettissimo: l'immensità nell'eterno, la manifestazione nell'immagine, il godimento nel dono.
Ascoltiamo dalle parole dello stesso Signore quale sia il suo compito nei nostri confronti. Dice: «Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso» (Gv 16, 12). E' bene per voi che io me ne vada, se me ne vado vi manderò il Consolatore (cfr. Gv 16, 7). Ancora: «Io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Consolatore perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito di verità» (Gv 14, 16-17). «Egli vi guiderà alla verità tutta intera, perché non parlerà da sé, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annunzierà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà del mio» (Gv 16, 13-14).
Insieme a tante altre promesse vi sono queste destinate ad aprire l'intelligenza delle alte cose. In queste parole vengono formulati sia la volontà del donatore, come pure la natura e il modo stesso del dono.
Siccome la nostra limitatezza non ci permette di intendere né il Padre, né il Figlio, il dono dello Spirito Santo stabilisce un certo contatto tra noi e Dio, e così illumina la nostra fede nelle difficoltà relative all'incarnazione di Dio.
Lo si riceve dunque per conoscere. I sensi per il corpo umano sarebbero inutili se venissero meno i requisiti per il loro esercizio. Se non c'è luce o non è giorno, gli occhi non servono a nulla; gli orecchi in assenza di parole o di suono non possono svolgere il loro compito; le narici se non vi sono emanazioni odorifere, non servono a niente. E questo avviene non perché venga loro a mancare la capacità naturale, ma perché la loro funzione è condizionata da particolari elementi. Allo stesso modo l'anima dell'uomo, se non avrà attinto per mezzo della fede il dono dello Spirito Santo, ha sì la capacità di intendere Dio, ma le manca la luce per conoscerlo.
Il dono, che è in Cristo, è dato interamente a tutti. Resta ovunque a nostra disposizione e ci è concesso nella misura in cui vorremo accoglierlo. Dimorerà in noi nella misura in cui ciascuno di noi vorrà meritarlo.
Questo dono resta con noi fino alla fine del mondo, è il conforto della nostra attesa, è il pegno della speranza futura nella realizzazione dei suoi doni, è la luce delle nostre menti, lo splendore delle nostre anime.".
Il dono più grande che Dio ci fece fu proprio suo Figlio Gesù Cristo.
Morendo e risorgendo, quest'ultimo salvò l'umanità, liberandola dalla schiavitù del peccato e della morte, e dando ad essa lo Spirito Santo, l'amore del Padre e del Figlio, quell'amore gratuito.
Esso è un amore diverso da quello che può dare l'essere umano.
L'amore di quest'ultimo pretende la reciprocità.
Un uomo che ama il suo prossimo pretende di essere ricambiato.
L'amore di Dio, invece, è perfettamente gratuito.
Questa è la forma più alta dell'amore, la Caritas.
Da qui possiamo capire quanto sia grande l'amore di Dio.
Cordiali saluti.
Esso è un amore diverso da quello che può dare l'essere umano.
L'amore di quest'ultimo pretende la reciprocità.
Un uomo che ama il suo prossimo pretende di essere ricambiato.
L'amore di Dio, invece, è perfettamente gratuito.
Questa è la forma più alta dell'amore, la Caritas.
Da qui possiamo capire quanto sia grande l'amore di Dio.
Cordiali saluti.
Jean Madiran, "La destra e la sinistra"
Cari amici ed amiche.
Il sempre acuto Filippo Giorgianni mi ha inoltrato questo brano di Jean Madiran:
«L'uomo di sinistra (che ha naturalmente nel suo partito altrettanti ed ancor più approfittatori e politicanti che il partito avversario) è sinceramente indignato per delle ingiustizie che sono un motivo di indignazione e per altre ancora che non esistono se non nella sua immaginazione; ma bisogna dire che confonde ed imbroglia tutto, confondendo la giustizia e l'uguaglianza: i grandi ed i grossi, in qualsiasi ordine, non possono essere grandi e grossi, lo creda o meno egli lo dice, che per effetto di una ingiustizia. L'indignazione è facile da creare, facile a sviluppare, facile da sfruttare quando si appoggia anche sull'invidia, invidia democratica, che sicuramente preesisteva alla sinistra, e di molto, ma che la sinistra a decorrere dal 1789 ha organizzato ideologicamente, sociologicamente, sistematicamente. Si arriva di conseguenza ad una situazione dell'opinione pubblica conforme alla mitologia di sinistra, dove si crede fermamente che tutti sono di sinistra salvo i privilegiati. Quando questa situazione è raggiunta, o già quando è prevedibile, gli stessi privilegiati si manifestano di sinistra, per non denunziarsi all'opinione pubblica e per stornare verso altri il risentimento e la concupiscenza. […] Tutti sono di sinistra, a cominciare dai privilegiati, che hanno da tempo compreso che è più utile per loro servirsi della sinistra piuttosto che combatterla.»
Il sempre acuto Filippo Giorgianni mi ha inoltrato questo brano di Jean Madiran:
«L'uomo di sinistra (che ha naturalmente nel suo partito altrettanti ed ancor più approfittatori e politicanti che il partito avversario) è sinceramente indignato per delle ingiustizie che sono un motivo di indignazione e per altre ancora che non esistono se non nella sua immaginazione; ma bisogna dire che confonde ed imbroglia tutto, confondendo la giustizia e l'uguaglianza: i grandi ed i grossi, in qualsiasi ordine, non possono essere grandi e grossi, lo creda o meno egli lo dice, che per effetto di una ingiustizia. L'indignazione è facile da creare, facile a sviluppare, facile da sfruttare quando si appoggia anche sull'invidia, invidia democratica, che sicuramente preesisteva alla sinistra, e di molto, ma che la sinistra a decorrere dal 1789 ha organizzato ideologicamente, sociologicamente, sistematicamente. Si arriva di conseguenza ad una situazione dell'opinione pubblica conforme alla mitologia di sinistra, dove si crede fermamente che tutti sono di sinistra salvo i privilegiati. Quando questa situazione è raggiunta, o già quando è prevedibile, gli stessi privilegiati si manifestano di sinistra, per non denunziarsi all'opinione pubblica e per stornare verso altri il risentimento e la concupiscenza. […] Tutti sono di sinistra, a cominciare dai privilegiati, che hanno da tempo compreso che è più utile per loro servirsi della sinistra piuttosto che combatterla.»
Mi sembra di leggere un brano di Plinio Correa de Oliveira.
La sinistra non vuole l'eguaglianza dei diritti ma odia ogni diseguaglianza e ciò è male.
Infatti, ogni uomo è diverso dal proprio prossimo.
Ciò fa parte dell'ordine naturale delle cose.
Ogni è uomo è diverso per cultura, caratteristiche fisiche, sesso, posizioni politiche e quant'altro.
Ora, la sinistra vuole "portare l'eguaglianza generando l'odio".
La sinistra, per esempio, genera odio verso i ricchi, senza tenere conto del fatto che un uomo ricco possa essere diventato tale per meriti suoi.
Oppure, la sinistra odia la meritocrazia, perché essa è fonte di diseguaglianza.
Fondamentalmente, la sinistra ha la "cultura dell'odio".
Quando il presidente Berlusconi dice che la sinistra è "il partito dell'odio", dice una cosa vera.
Ora, nella realtà delle cose, la meritocrazia fa parte della natura.
Ogni uomo ha ambizioni proprie e, quindi, proprie capacità di arrivare a certi obbiettivi.
L'egualitarismo rischia di "castrare" chi può emergere (per capacità proprie) e di non aiutare chi è meno capace a migliorarsi.
Infatti, la sinistra odia chi emerge rispetto la massa ma non si pone il problema di fare in modo che gli altri possano migliorarsi.
Quindi, questa idea non è solo inutile ma è anche dannosa.
Cordiali saluti.
giovedì 24 maggio 2012
Falcone, "La Repubblica" ha fatto la magia!
Cari amici ed amiche.
L'amico Giuseppe Sagliocco mi ha fatto avere questa foto su Facebook:
"Nel giorno del ventennale dalla strage di Capaci tutta la sinistra celebra la memoria Giovanni Falcone.
Eh si...anche il giornale amico della sinistra, La Repubblica, non le mandava a dire già nel '92: solo che Falcone veniva considerato "un comico, un guitto"...Si, avete letto bene, peccato che il commento del 1992 è sparito dall'archivio online del quotidiano che oggi celebra il magistrato scomparso.
L'articolo è del 9 gennaio 1992, firmato da Sandro Viola. Il titolo: "Falcone, che peccato...". Secondo l'autore, il magistrato fu preso da febbre da presenzialismo televisivo. L'attacco è durissimo. "Sembra dominato da quell'impulso irrefrenabile a parlare che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali". E ancora, l'autore si interrogava sul perché "un valoroso magistrato desideri essere un mediocre pubblicista". Quattro mesi dopo, Falcone, sarebbe stato ammazzato sull'autostrada, a Capaci. Oggi, nel giorno del ventennale della strage di Capaci, si scopre la "rimozione" operata daRepubblica. Sandro Viola, ai tempi, non venne toccato e mantenne il suo ruolo di editorialista. Ma oggi, effettuando una semplice ricerca online nell'archivio digitale di Repubblica, si scopre che l'articolo in cui veniva attaccato Falcone è stato rimosso, cancellato, è sparito...Cosa dire, se non nulla di nuovo sotto il sole del quotidiano della sinistra italiana fondato da Eugenio Scalfari?
Giuseppe Sagliocco".
L'amico Giuseppe Sagliocco mi ha fatto avere questa foto su Facebook:
"Nel giorno del ventennale dalla strage di Capaci tutta la sinistra celebra la memoria Giovanni Falcone.
Eh si...anche il giornale amico della sinistra, La Repubblica, non le mandava a dire già nel '92: solo che Falcone veniva considerato "un comico, un guitto"...Si, avete letto bene, peccato che il commento del 1992 è sparito dall'archivio online del quotidiano che oggi celebra il magistrato scomparso.
L'articolo è del 9 gennaio 1992, firmato da Sandro Viola. Il titolo: "Falcone, che peccato...". Secondo l'autore, il magistrato fu preso da febbre da presenzialismo televisivo. L'attacco è durissimo. "Sembra dominato da quell'impulso irrefrenabile a parlare che oggi rappresenta il più indecente dei vizi nazionali". E ancora, l'autore si interrogava sul perché "un valoroso magistrato desideri essere un mediocre pubblicista". Quattro mesi dopo, Falcone, sarebbe stato ammazzato sull'autostrada, a Capaci. Oggi, nel giorno del ventennale della strage di Capaci, si scopre la "rimozione" operata daRepubblica. Sandro Viola, ai tempi, non venne toccato e mantenne il suo ruolo di editorialista. Ma oggi, effettuando una semplice ricerca online nell'archivio digitale di Repubblica, si scopre che l'articolo in cui veniva attaccato Falcone è stato rimosso, cancellato, è sparito...Cosa dire, se non nulla di nuovo sotto il sole del quotidiano della sinistra italiana fondato da Eugenio Scalfari?
Giuseppe Sagliocco".
Una certa parte politica sta facendo solo il "Festival dell'ipocrisia".
Infatti, nel 1992, il quotidiano "La Repubblica" ha fatto un articolo contro Giovanni Falcone, che veniva considerato un "comico guitto".
Inoltre, l'esponente dell'Italia dei Valori e l'attuale sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, attaccò lo stesso giudice che era impegnato contro la mafia, come mostra il video qui sotto.
Oggi, queste stesse persone difendono la memoria di Falcone e si propongono come "anti-mafia", spesso bollando come mafiosi (o collusi con la mafia) i propri avversari, noi del del centro-destra.
Se questa non è ipocrisia non so cos'altro sia.
Cordiali saluti.
I Rothschild in Italia
Cari amici ed amiche.
Vi voglio parlare di una famiglia che fa parlare di sé, i Rothschild.
Il nome significa "Scudo Rosso" e fu usato da questa famiglia ebrea askenazita fin dal 1577.
Il primo esponente famoso di questa fu un tale Izaak Elchanan Rothschild,
Tuttavia, questa famiglia diventò nota nel XVIII secolo, con Mayer Anschel Rothschild, il figlio di un cambiavalute nato nel ghetto di Francoforte nel 1744. Questi creò un istituto di credito e lo affidò ai suoi cinque figli. Lo stemma dei Rotschild è un pugno chiuso con cinque frecce, ricrdando il Salmo 127 che recita: "Come frecce nelle mani di un guerriero".
II cinque figli furono:
Amschel Mayer Rothschild (1773-1855), ramo di Francoforte.
Salomon Mayer Rothschild (1774-1855), ramo di Vienna.
Nathan Mayer Rothschild (1777-1836), ramo di Londra.
Calmann Mayer Rothschild (1788-1855), ramo di Napoli.
Jakob Mayer Rothschild (1792-1868), ramo di Parigi.
Vi voglio parlare dei Rothschild di Napoli, quelli capeggiati da Calmann Mayer Rothschild.
I Rothschild di Napoli fecero prestiti allo Stato Pontificio e ai vari re di Napoli.
Tuttavia, intorno al 1830, Napoli incominciò a seguire la Spagna, passando all'emissione di obbligazioni convenzionali che incominciò ad influenzare la crescita e la redditività della banca.
Con l'unificazione italiana (1861), ci fu il declino delle vecchie aristocrazie ed anche per i Rothschild ci fu il declino.
La famiglia dovette chiudere la banca di Napoli e poté contare solo sul sodalizio con la Banca Vaticana, sodalizio che continuò fino al XX secolo.
Anche nel nord dell'Italia, i Rothschild ci furono.
Il ramo viennese, quello di Jakob Mayer Rothschild, operò anche a Milano e a Mantova.
Non lontano da casa mia, a Susano di Castel d'Ario, vi è un ex-convento domenicano, nella cui chiesa (che purtroppo oggi è sconsacrata) vi è sepolto Emilio Gonzaga, uno degli eroi della Battaglia di Lepanto (1571).
Anzi, il convento (di cui ho parlato nell'articolo intitolato "Riconsacriamo la chiesa di Susano") potrebbe essere stato un luogo molto importante.
Quindi, i rapporti tra i Rothschild e la Chiesa non furono negativi.
In quel periodo, il convento fu già soppresso ma ci fu la duchessa di Modena.
Come mai, quindi, sui Rothschild girano tante leggende nere, come quelle che dice che essi vogliano conquistare il mondo?
Io penso che la modalità con cui i Rothschild vennero trattati sia stata simile a quella con cui furono trattati i Cavalieri dell'Ordine Templare.
Come questi monaci-cavalieri, i Rothschild erano banchieri.
I Cavalieri Templari erano fortemente invisi ai re, per la loro autonomia e ricchezza, ed infatti un re, il sovrano di Francia Filippo IV, li fece cadere in disgrazia.
La stessa cosa potrebbe essere avvenuta ai Rothschild.
Guarda caso, i Rothschild erano fortemente invisi a coloro che sostenevano l'idea di uno Stato che abbia la supremazia su tutto, proprio come il re francese che eliminò i Cavalieri Templari.
Per certi versi, il caso di re Filippo IV (detto "Il Bello") fu uno degli esempi di totalitarismo, di uno Stato che voleva controllare le ricchezze e, di conseguenza, chi vive in esso..
Ciò fu aggravato dal clima di antisemitismo che stava emergendo.
In pratica, i Rothschild, furono attaccati sia perché erano ricchi (come i Cavalieri Templari) e sia perché erano ebrei.Tutte le tesi complottiste furono usate, guarda caso, dai regimi totalitari, come il nazismo ed il comunismo.
Di sicuro, i Rothschild erano legati all'aristocrazia e quando essa andò in declino, andarono in declino anche loro.
Per certi versi, erano legati anche alla Chiesa.
Quindi, avevano tutto l'interesse al fatto che la Chiesa fosse forte.
Guarda caso, tutte quelle ideologie che Plinio Correa de Oliveira definì "rivoluzionarie", erano ideologie anticlericali, egualitariste e totalitarie.
Queste idee rappresentavano il rifiuto di Dio.
L'ebreo, si sa, era attaccato a Dio, attraverso la sua religione.
Quindi, il nazismo ed il comunismo furono prodotti di queste idee.
Riflettiamoci sopra.
Qui sotto, vi è l'albero genealogico dei Rothschild.
Cordiali saluti.
Mayer Amschel Rothschild (1744-1812), banchiere fondatore della dinastia x 1770 : Gertrude Schnapper (1753-1849) │ └──> Kalmann Mayer Rothschild (1788-1855), banchiere fondatore del ramo « di Napoli » x 1818 : Adelheid Herz (1800-1853) │ ├──> Charlotte von Rothschild (1819-1884) │ x 1836 : Lionel de Rothschild (1808-1879) │ │ vedi ramo di Londra │ │ │ └──> Mayer Carl von Rothschild (1820-1886) │ x 1842 : Louise von Rothschild (1820-1894) │ │ vedi ramo di Londra │ │ │ ├──> Adelheid (Adèle) von Rothschild (1843-1922) │ │ x 1862 : Salomon de Rothschild (1835-1864) │ │ vedi ramo di Parigi │ │ │ ├──> Emma Louise von Rothschild (1844-1935) │ │ x 1867 : Sir Nathan Mayer von Rothschild (1840-1915) │ │ vedi ramo di Londra │ │ │ ├──> Clementine Henriette von Rothschild (1845-1865) │ │ │ ├──> Laura von Rothschild (1847-1931) │ │ x 1871 : Nathan von Rothschild (1844-1884) │ │ vedi ramo di Londra │ │ │ ├──> Hannah von Rothschild (1850-1892) │ │ │ ├──> Margarethe von Rothschild (1855-1905) │ │ x 1878 : Agénor de Gramont (1851-1925) │ │ │ └──> Bertha Clara von Rothschild (1862-1903) │ x 1882 : Alexandre Berthier, 3 principe di Wagram (1836-1911) │ ├──> Adolph Carl von Rothschild (1823-1900) │ x 1850 : Julie von Rothschild (1830-1907) │ vedi ramo di Vienna │ └──> Wilhelm Carl von Rothschild (1828-1901) x 1849 : Mathilde von Rothschild (1832-1924) ├──> Adeleheid von Rothschild (1853-1935) │ x 1877 : Edmond de Rothschild (1845-1934) │ vedi ramo di Parigi │ ├──> Minna Caroline von Rothschild (1857-1903) x 1878 : Maximilian Benedict Goldschmidt (1843-1940) (Goldschmidt-Rothschild en 1878, baron von Goldschmidt-Rothschild en 1907) │ └──> Lili von Goldschmidt-Rothschild (1883-1925) x 1906 : Philipp Schey von Koromla (1881-1929) vedi ramo di Worms
Amicizie Spirituali - Blog: Terremoto... tutto ciò che accade ha un significat...
Cari amici ed amiche.
Qui sotto c'è un articolo di un blog italiano e cattolico del Regno Unito, il blog delle "Amicizie Spirituali".
Come persona che abita in una zona colpita dal terremoto, la Provincia di Mantova, ringrazio l'autore per la premura.
Come ho già scritto questa mattina, nell'articolo intitolato "Terremoto, aspetti psicologici", il terremoto ha cambiato le nostre vite.
Tante nostre certezze sono state spazzate via.
Prima, ci sentivamo sicuri.
Oggi, le cose sono cambiate.
Forse, volendo dare un interpretazione religiosa ed escatologica a tutto ciò, il buon Dio ci ha voluto fare fare un bel bagno di umiltà e ha voluto farci capire che noi abbiamo usato male la nostra libertà.
Di sicuro, questi fatti non saranno dimenticati.
Essi ci hanno segnati.
Ad esempio, da quella maledetta notte, non riesco a chiudere occhio.
Di positivo, vi è il fatto che il terremoto abbia innescato anche la solidarietà umana.
Ad esempio, su Facebook c'è stato un tam tam di persone che volevano sapere come stavo e se c'erano problemi e che mi scrivevano delle parole buone.
Io ho proposto al Comitato Manifestazioni di Roncoferraro di dare ai terremotati il cibo che sarà invenduto nella "Festa del Pesce".
Sui social network vengono segnalate varie iniziative di solidarietà.
Porto alla vostra attenzione una di queste:
"Comprate il parmigiano “caduto” e aiutare un caseificio colpito dal terremoto
Siamo nella zona (anzi dell’epicentro) del terremoto che domenica scorsa ha colpito l’Emilia Romagna.
Gianluca Diegoli, mago del web-marketing e blogger di lungo corso ha ricevuto via email l’appello dell’azienda agricola Cusumaro, il cui magazzino di stagionatura del Parmigiano Reggiano in località Solara a Bomporto di Modena è stato gravemente danneggiato dal sisma.
Per ripristinarlo, i Cusumaro hanno bisogno di vendere subito il formaggio, a pezzi, perché non può più essere stagionato.
E lo fanno a prezzi ridotti.
“Parmigiano Reggiano di varie stagionature. Chi fosse interessato può inoltrare direttamente gli ordini entro giovedì 24 a:
059 901755 / 346 1779737
elisa.casumaro@yahoo.it
Sul sito dissapore.com c’è anche un modulo di prenotazione.
I prodotti disponibili anche sotto vuoto sono:
parmigiano reggiano 14 mesi € 11,50
parmigiano reggiano 27 mesi € 13,00,
crema spalmabile €11,00.
Il formaggio si ritira martedì 29 maggio tra le 12.00 e le 18.30 nella sede del Comitato Arci di Modena in via IV novembre, 40/L – zona direzionale Cialdini.
L’appello inizia con una frase che non ha bisogno di particolari commenti:
“Chiediamo a tutti non tanto una mano, quanto l’opportunità di rialzarci con il nostro lavoro”. [Minimarketing, Azienda Casumaro]
Da http://www.dissapore.com".
Termino, facendo una considerazione.
Io penso che la solidarietà umana non debba manifestarsi solo nei momenti di disgrazia ma ogni giorno.
Forse, dovremmo riflettere su ciò.
Cordiali saluti e buona lettura.
Amicizie Spirituali - Blog: Terremoto... tutto ciò che accade ha un significat...: Questa notte, verso le 4, la terra ha tremato. Stavo sognando... d'un tratto gli occhi si sono spalancati contro la mia volontà, il cerve...
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