Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 1 gennaio 2012

DIECI ANNI DI DI EURO


Cari amici ed amiche.

Oggi, l'Euro, la moneta dell'Unione Europea, compie dieci anni.
Di certo, questo decennio della moneta europea è stato pieni di alti e bassi.
Sicuramente, le ombre sono molte di più delle luci e la crisi attuale dimostra ciò in modo lampante, tanto da mettere in discussione l'esistenza stessa della moneta.
Perché sta avvenendo ciò?
I motivi della crisi dell'Euro sono molteplici ma uno è fondamentalmente quello principale.
L'Euro, infatti, è caratterizzato da un vulnus culturale.
Nella storia, nessuna moneta è nata prima della propria realtà politica.
L'Euro, in questo senso, rappresenta un'anomalia.
Infatti, esso è l'unico elemento "realmente europeo", poiché sotto tutti gli altri aspetti il continente è diviso e le istituzioni europee sono solo delle gigantesche macchine burocratiche che fanno normative spesso assurde, come quelle sulle misure dei piselli e dei cetrioli o sulla rotondità dei meloni, o dannose, come quella che prevede la possibilità di fare l'aranciata senza succo d'arancia.
L'Unione Europea, di fatto, non esiste.
Quello che potrebbe realmente unire l'Europa, come la comune radice giudaico-cristiana degli Stati membri, non è stato nemmeno citato.
Gli Stati membri hanno ceduto parte delle loro sovranità ad un insieme di istituzioni che non hanno capo né coda.
Quindi, l'Euro rappresenta solo un'istituzione fantomatica.
Nella storia, una cosa del genere non è mai successa.
Anche gli Stati universali erano prima della propria moneta.
Cito, ad esempio, il Sacro Romano Impero di Carlo Magno.
Prima nacquero le sue istituzioni poi venne la sua moneta, il Pondus.
La storia dell'Euro è completamente diversa.
Se poi aggiungiamo il fatto che alcuni Paesi membri (come il Regno Unito) non lo abbiano adottato, il quadro è completo.
L'Euro, infatti, non rappresenta nemmeno l'intera Unione Europea.
Oggi, sono emerse tutte le contraddizioni di questa moneta che rappresenta delle istituzioni politiche farraginose.
Inoltre, va detta anche un'altra cosa.
Molti Paesi sono entrati nell'Euro senza prima avere messo a posto i propri bilanci.
Aveva ragione Helmut Khol, cancelliere tedesco negli anni '90, quando affermò che si sarebbe dovuta fare un'Europa a "due velocità". Essa sarebbe stata caratterizzata da due aree, un "nucleo duro" che avrebbe compreso la Francia, la Germania, il Belgio, i Paesi Bassi ed il Lussemburgo e che avrebbe avuto l'accesso diretto alla moneta unica, ed un'area periferica, che avrebbe compreso gli altri Paesi (tra cui l'Italia) e che avrebbe avuto accesso al "nucleo duro" solo dopo avere rimesso a posto i propri bilanci e le questioni interne.
Qui in Italia, vi è un'altra questione, il valore di cambio Lira-Euro.
Infatti, è chiaro che il valore di cambio di un Euro equivalente a 1936, 27 Lire sia favorevole a Stati come Germania e Francia.
In pratica, un Euro equivale a 2000 Lire poiché è facile arrotondare per eccesso.
Che l'Euro fosse stato fatto a favore di Francia e Germania lo dimostra anche il fatto che l'unità di riferimento (la moneta da 1 Euro) sia di metallo e non una banconota cartacea.
La nostra Lira, ad esempio, aveva come riferimento la banconota da 1000 lire, sul modello Dollaro americano.
Infatti, anche quest'ultimo ha come riferimento la banconota, quella da 1 Dollaro.
Il Marco tedesco ed il Franco francese avevano come riferimento le monete in metallo.
Quindi, per noi italiani, una moneta da un Euro non ha mai dato la percezione di valere quasi 2000 Lire.
Da qui nascono altri problemi.
Inoltre, per entrare nell'Euro, nel 1997, il Governo dell'allora presidente del Consiglio Romano Prodi, ci fece pagare una pesante tassa l'"Eurotassa".
Di certo, l'"Eurotassa" fu una delle tante che frenò la nostra economia.
Questa crisi dimostra la debolezza di questo Euro e di questa Europa.
Se si vuole salvare, l'Unione Europea farebbe bene a cambiare, per non essere travolta dalla crisi.
Per questo, l'esperienza attuale dell'Euro non può essere considerata in modo positivo.
Cordiali saluti.

SICILIA ED INGHILTERRA



Cari amici ed amiche.

In una puntata della trasmissione "Passepartout" , il noto storico dell'arte dell'arte (e conduttore della trasmissione) Philippe Daverio è andato in Sicilia, a Palermo, per mostrare i monumenti del XIX e del XIX secolo.
E' andato anche nel museo di Palazzo Abatellis, che fu restaurato da Carlo Scarpa (1906-1978) negli anni '50 del secolo scorso.
Questo musei ospita statue ed elementi architettonici dei secoli passati.
Uno di questi mi ha colpito ed era una finestra gotica che oggi si trova sul muro.
Notoriamente, a Palermo vi sono monumenti in stile gotico-catalano.
Pensiamo ai campanili della cattedrale di Palermo.
Quella finestra, invece, era sì di stile gotico ma sembrava uno stile gotico assai più simile a quello delle chiese francesi ed inglesi che non a quella di monumenti di stile gotico-iberico.
Ora, come ha detto anche lo stesso Philippe Daverio, Palermo è una città che nei secoli cambiò pelle.
Ad esempio, la Palermo che c'era prima del 1861 fu molto diversa da quella degli anni successivi.
Ad esempio, furono fatti il Teatro Massimo ed il Teatro Politeama.
Questo discorso vale anche per le epoche precedenti.
Ora, il gotico catalano fu importato dagli Aragonesi a partire dal XIII secolo.
Prima degli Aragonesi, andando a ritroso, ci furono gli Angiò, gli Svevi, i Normanni, gli Arabi, i Bizantini, i Vandali, i Romani, i Greci e Fenici ed i Sicili e Sicani.
Ora, potrebbe darsi che l'epoca normanna, un'epoca che mise insieme (sotto il dominio dei Normanni) la Sicilia, l'Italia meridionale, la Francia e l'Inghilterra.
Ora, alcuni elementi artistici che si trovano in Palazzo Abatellis (come in altre parti della città) si trovano anche in Francia e in Inghilterra.
Guarda caso, ho preso una foto della cattedrale di Canterbury.
Ad esempio, finestroni della parte superiore della facciata della cattedrale somigliano alle porte di Palazzo Abatellis (e questo è già un indizio) come la succitata finestra gotica ed alcune statue che si trovano nel museo dello stesso palazzo somigliano ad elementi decorativi di chiese inglesi, come la cattadrale di Wells o altri luoghi di culto simili.
Questo ci deve fare riflettere e non è da escludere che nella Palerno medioevale potessero esserci state delle chiese simili (se non eguali) a quelle inglesi e francesi.
Serve una ricerca più accurata.
Infatti, l'arte potrebbe non essere l'unicaq cosa che lega inglesi e siciliani.
Cordiali saluti e buon anno.

sabato 31 dicembre 2011

MESSA DI FINE D'ANNO DI PAPA BENEDETTO XVI


Cari amici ed amiche.

Innanzitutto, vi auguro buon anno.
Ieri, il Santo Padre Benedetto XVI ha detto delle cose molto importanti, durante la Messa di fine d'anno.
Questo è il testo dell'omelia che ho preso dal blog "Il Magistero di Benedetto XVI":

"Signori Cardinali,
venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato,
distinte Autorità,
cari fratelli e sorelle!


Siamo raccolti nella Basilica Vaticana per celebrare i Primi Vespri della solennità di Maria Santissima Madre di Dio e per rendere grazie al Signore al termine dell’anno, cantando insieme il Te Deum.
Ringrazio voi tutti che avete voluto unirvi a me in questa circostanza sempre densa di sentimenti e di significato. Saluto in primo luogo i Signori Cardinali, i venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Presbiterato, i religiosi e le religiose, le persone consacrate ed i fedeli laici che rappresentano l’intera comunità ecclesiale di Roma. In modo speciale saluto le Autorità presenti, ad iniziare dal Sindaco di Roma, ringraziandolo per il dono del calice che, secondo una bella tradizione, ogni anno si rinnova. Auspico di cuore che non manchi l’impegno di tutti affinché il volto della nostra Città sia sempre più consono ai valori di fede, di cultura e di civiltà che appartengono alla sua vocazione e alla sua storia millenaria.
Un altro anno si avvia a conclusione mentre ne attendiamo uno nuovo: con la trepidazione, i desideri e le attese di sempre. Se si pensa all’esperienza della vita, si rimane stupiti di quanto in fondo essa sia breve e fugace. Per questo, non poche volte si è raggiunti dall’interrogativo: quale senso possiamo dare ai nostri giorni? Quale senso, in particolare, possiamo dare ai giorni di fatica e di dolore? Questa è una domanda che attraversa la storia, anzi attraversa il cuore di ogni generazione e di ogni essere umano. Ma a questa domanda c’è una risposta: è scritta nel volto di un Bambino che duemila anni fa è nato a Betlemme e che oggi è il Vivente, per sempre risorto da morte. Nel tessuto dell’umanità lacerato da tante ingiustizie, cattiverie e violenze, irrompe in maniera sorprendente la novità gioiosa e liberatrice di Cristo Salvatore, che nel mistero della sua Incarnazione e della sua Nascita ci fa contemplare la bontà e la tenerezza di Dio. Dio eterno è entrato nella nostra storia e rimane presente in modo unico nella persona di Gesù, il suo Figlio fatto uomo, il nostro Salvatore, venuto sulla terra per rinnovare radicalmente l’umanità e liberarla dal peccato e dalla morte, per elevare l’uomo alla dignità di figlio di Dio. Il Natale non richiama solo il compimento storico di questa verità che ci riguarda direttamente, ma, in modo misterioso e reale, ce la dona di nuovo.
Come è suggestivo, in questo tramonto di un anno, riascoltare l’annuncio gioioso che l’apostolo Paolo rivolgeva ai cristiani della Galazia: «Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli» (Gal 4,4-5). Queste parole raggiungono il cuore della storia di tutti e la illuminano, anzi la salvano, perché dal giorno del Natale del Signore è venuta a noi la pienezza del tempo. Non c’è, dunque, più spazio per l’angoscia di fronte al tempo che scorre e non ritorna; c’è adesso lo spazio per una illimitata fiducia in Dio, da cui sappiamo di essere amati, per il quale viviamo e al quale la nostra vita è orientata in attesa del suo definitivo ritorno.

Da quando il Salvatore è disceso dal Cielo, l’uomo non è più schiavo di un tempo che passa senza un perché, o che è segnato dalla fatica, dalla tristezza, dal dolore. L’uomo è figlio di un Dio che è entrato nel tempo per riscattare il tempo dal non senso o dalla negatività e che ha riscattato l’umanità intera, donandole come nuova prospettiva di vita l’amore, che è eterno.

La Chiesa vive e professa questa verità ed intende proclamarla ancora oggi con rinnovato vigore spirituale. In questa celebrazione abbiamo speciali ragioni di lodare Dio per il suo mistero di salvezza, operante nel mondo mediante il ministero ecclesiale. Abbiamo tanti motivi di ringraziamento al Signore per ciò che la nostra comunità ecclesiale, nel cuore della Chiesa universale, compie al servizio del Vangelo in questa Città. A tale proposito, unitamente al Cardinale Vicario, Agostino Vallini, ai Vescovi Ausiliari, ai Parroci e all’intero presbiterio diocesano, desidero ringraziare il Signore, in particolare, per il promettente cammino comunitario volto ad adeguare alle esigenze del nostro tempo la pastorale ordinaria, attraverso il progetto «Appartenenza ecclesiale e corresponsabilità pastorale». Esso ha l’obiettivo di porre l’evangelizzazione al primo posto, al fine di rendere più responsabile e fruttuosa la partecipazione dei fedeli ai Sacramenti, così che ciascuno possa parlare di Dio all’uomo contemporaneo e annunciare con incisività il Vangelo a quanti non lo hanno mai conosciuto o lo hanno dimenticato.
La quaestio fidei è la sfida pastorale prioritaria anche per la Diocesi di Roma. I discepoli di Cristo sono chiamati a far rinascere in se stessi e negli altri la nostalgia di Dio e la gioia di viverlo e di testimoniarlo, a partire dalla domanda sempre molto personale: perché credo? Occorre dare il primato alla verità, accreditare l’alleanza tra fede e ragione come due ali con cui lo spirito umano si innalza alla contemplazione della Verità (cfr GIOVANNI PAOLO II, Enc. Fides et ratio, Prologo); rendere fecondo il dialogo tra cristianesimo e cultura moderna; far riscoprire la bellezza e l’attualità della fede non come atto a sé, isolato, che interessa qualche momento della vita, ma come orientamento costante, anche delle scelte più semplici, che conduce all’unità profonda della persona rendendola giusta, operosa, benefica, buona. Si tratta di ravvivare una fede che fondi un nuovo umanesimo capace di generare cultura e impegno sociale.
In questo quadro di riferimento, nel Convegno diocesano dello scorso giugno la Diocesi di Roma ha avviato un percorso di approfondimento sull’iniziazione cristiana e sulla gioia di generare nuovi cristiani alla fede. Annunciare la fede nel Verbo fatto carne, infatti, è il cuore della missione della Chiesa e l’intera comunità ecclesiale deve riscoprire con rinnovato ardore missionario questo compito imprescindibile. Soprattutto le giovani generazioni, che avvertono maggiormente il disorientamento accentuato anche dall’attuale crisi non solo economica ma anche di valori, hanno bisogno di riconoscere in Gesù Cristo «la chiave, il centro e il fine di tutta la storia umana» (Conc. Vat. II, Cost. Gaudium et spes, 10).
I genitori sono i primi educatori alla fede dei loro figli fin dalla più tenera età; pertanto è necessario sostenere le famiglie nella loro missione educativa attraverso opportune iniziative. In pari tempo, è auspicabile che il cammino battesimale, prima tappa dell’itinerario formativo dell’iniziazione cristiana, oltre a favorire la consapevole e degna preparazione alla celebrazione del Sacramento, ponga adeguata attenzione agli anni immediatamente successivi al Battesimo, con appositi itinerari che tengano conto delle condizioni di vita che le famiglie devono affrontare. Incoraggio quindi le comunità parrocchiali e le altre realtà ecclesiali a proseguire con impegno nella riflessione per promuovere una migliore comprensione e recezione dei Sacramenti attraverso i quali l’uomo è reso partecipe della vita stessa di Dio. Non manchino alla Chiesa di Roma fedeli laici pronti ad offrire il proprio contributo per edificare comunità vive, che permettano alla Parola di Dio di irrompere nel cuore di quanti ancora non hanno conosciuto il Signore o si sono allontanati da Lui. Al tempo stesso, è opportuno creare occasioni di incontro con la Città, che consentano un proficuo dialogo con quanti sono alla ricerca della Verità.
Cari amici, dal momento che Dio ha mandato il suo Figlio unigenito, perché noi potessimo ottenere la figliolanza adottiva (cfr Gal 4,5), non può esistere per noi compito più grande di quello di essere totalmente al servizio del progetto divino. A tale proposito desidero incoraggiare e ringraziare tutti i fedeli della Diocesi di Roma, che sentono la responsabilità di ridonare un’anima a questa nostra società. Grazie a voi, famiglie romane, prime e fondamentali cellule della società! Grazie ai membri delle molte Comunità, delle Associazioni e dei Movimenti impegnati ad animare la vita cristiana della nostra Città!
«Te Deum laudamus!» Noi ti lodiamo, Dio! La Chiesa ci suggerisce di non terminare l’anno senza rivolgere al Signore il nostro ringraziamento per tutti i suoi benefici. È in Dio che deve terminare l’ultima nostra ora, l’ultima ora del tempo e della storia. Dimenticare questo fine della nostra vita significherebbe cadere nel vuoto, vivere senza senso. Per questo la Chiesa pone sulle nostre labbra l’antico inno Te Deum. È un inno pieno della sapienza di tante generazioni cristiane, che sentono il bisogno di rivolgere in alto il loro cuore, nella consapevolezza che siamo tutti nelle mani piene di misericordia del Signore.
«Te Deum laudamus!». Così canta anche la Chiesa che è in Roma, per le meraviglie che Dio ha operato e opera in essa. Con l’animo colmo di gratitudine ci disponiamo a varcare la soglia del 2012, ricordando che il Signore veglia su di noi e ci custodisce. A Lui questa sera vogliamo affidare il mondo intero. Mettiamo nelle sue mani le tragedie di questo nostro mondo e gli offriamo anche le speranze per un futuro migliore. Deponiamo questi voti nelle mani di Maria, Madre di Dio, Salus Populi Romani. Amen.

© Copyright 2011 - Libreria Editrice Vaticana".

Queste parole trasudano saggezza ed invitano noi cristiani (e cattolici) ed essere il "sale della Terra".
Come dice il Vangelo, se il sale perde il suo sapore e che serve?
Queste sono parole che valgono per i preti, perché essi facciano sì che la recezione dei Sacramenti sia per noi semplici fedeli perché cerchiamo di fare capire agli altri cosa significhi essere cristiani.
Essere cristiani non significa solo fare la carità ed essere buoni.
Questo lo possono fare tutti i filantropi del mondo.
Essere cristiani vuole dire essere dei "piccoli Cristi".
Infatti, Gesù Cristo parlò di carità, di amore e di misericordia ma seppe anche essere duro ed inflessibile, nel difendere certi valori, come la famiglia e la vita.
Il "marchio di fabbrica" dell'essere cristiani è questo.
Allora, riflettiamo!
Dobbiamo anche affidarci a Dio.
Soprattutto in questo momento difficile, noi dobbiamo portare quel messaggio di speranza che Dio ci ha dato.
Il messaggio è Gesù Cristo stesso.
Termino, facendo gli auguri di buon compleanno a don Claudio Hitaj, il parroco di una parrocchia di Bagnone (Carrara) che si è sempre nell'opera culturale della trasmissione del messaggio cristiano.
Ci vorrebbero tante figure simili a lui.
Termino anche con la PREGHIERA PER IL NUOVO ANNO che è stata scritta dal giovane contadino sudamericano Arley Tuberqui.
Ringrazio l'amico Angelo Fazio che l'ha messa su Facebook:
La preghiera recita:

Signore,
alla fine di questo anno voglio ringraziarti
per tutto quello che ho ricevuto da te,
grazie per la vita e l’amore,
per i fiori, l’aria e il sole,
per l’allegria e il dolore,
per quello che è stato possibile
e per quello che non ha potuto esserlo.

Ti regalo quanto ho fatto quest’anno:
il lavoro che ho potuto compiere,
le cose che sono passate per le mie mani
e quello che con queste ho potuto costruire.

Ti offro le persone che ho sempre amato,
le nuove amicizie, quelli a me più vicini,
quelli che sono più lontani,
quelli che se ne sono andati,
quelli che mi hanno chiesto una mano
e quelli che ho potuto aiutare,
quelli con cui ho condiviso la vita,
il lavoro, il dolore e l’allegria.

Oggi, Signore, voglio anche chiedere perdono
per il tempo sprecato, per i soldi spesi male,
per le parole inutili e per l’amore disprezzato,
perdono per le opere vuote,
per il lavoro mal fatto,
per il vivere senza entusiasmo
e per la preghiera sempre rimandata,
per tutte le mie dimenticanze e i miei silenzi,
semplicemente… ti chiedo perdono.

Signore Dio, Signore del tempo e dell’eternità,
tuo è l’oggi e il domani, il passato e il futuro, e, all’inizio di un nuovo anno,
io fermo la mia vita davanti al calendario
ancora da inaugurare
e ti offro quei giorni che solo tu sai se arriverò a vivere.

Oggi ti chiedo per me e per i miei la pace e l’allegria,
la forza e la prudenza,
la carità e la saggezza.

Voglio vivere ogni giorno con ottimismo e bontà,
chiudi le mie orecchie a ogni falsità,
le mie labbra alle parole bugiarde ed egoiste
o in grado di ferire,
apri invece il mio essere a tutto quello che è buono,
così che il mio spirito si riempia solo di benedizioni
e le sparga a ogni mio passo.

Riempimi di bontà e allegria
perché quelli che convivono con me
trovino nella mia vita un po’ di te.

Signore, dammi un anno felice
e insegnami e diffondere felicità.

Nel nome di Gesù, amen.

Arley Tuberqui
giovane contadino sudamericano


Cordiali saluti e buon anno nuovo.

BUONE FESTE!



Cari amici ed amiche.

L'amica Ida De Vincenzo mi ha inviato questo video dall'Argentina.
Penso di potere parlare anche per lei e per tutti gli italiani nel mondo, facendo i miei più sentiti auguri di buone feste a tutti voi.
Buon anno.

MARIA MADRE DI DIO

Cari amici ed amiche.

Leggete il seguente brano del libro dei Numeri (capitrolo 6, versetti 22-27):

"[22] Il Signore aggiunse a Mosè:

[23] "Parla ad Aronne e ai suoi figli e riferisci loro: Voi benedirete così gli Israeliti; direte loro:

[24] Ti benedica il Signore e ti protegga.

[25] Il Signore faccia brillare il suo volto su di te
e ti sia propizio.

[26] Il Signore rivolga su di te il suo volto
e ti conceda pace.

[27] Così porranno il mio nome sugli Israeliti
e io li benedirò". "

del Salmo 66 (67):

"[2] Dio abbia pietà di noi e ci benedica,
su di noi faccia splendere il suo volto;
[3] perché si conosca sulla terra la tua via,
fra tutte le genti la tua salvezza.

[4] Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.

[5] Esultino le genti e si rallegrino,
perché giudichi i popoli con giustizia,
governi le nazioni sulla terra.

[6] Ti lodino i popoli, Dio,
ti lodino i popoli tutti.

[7] La terra ha dato il suo frutto.
Ci benedica Dio, il nostro Dio,

[8] ci benedica Dio
e lo temano tutti i confini della terra. "

della lettera di San Paolo ai Galati (capitolo 4, versetti 4-7):

"[4] Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge,

[5] per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.

[6] E che voi siete figli ne è prova il fatto che Dio ha mandato nei nostri cuori lo Spirito del suo Figlio che grida: Abbà, Padre!

[7] Quindi non sei più schiavo, ma figlio; e se figlio, sei anche erede per volontà di Dio. "

e del Vangelo secondo Luca (capitolo 2, ,versetti 16-21):

"[16] Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia.

[17] E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.

[18] Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.

[19] Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.

[20] I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

[21] Quando furon passati gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall'angelo prima di essere concepito nel grembo della madre. ".

Maria, la Theotokos (Madre di Dio), fu colei che dicendo sì a Dio contribuì a salvare l'umanità.
Oggi, la persona di questa donna così grande di cuore stride con questa società.
Maria, infatti, fu umile e la sua umiltà fu la sua forza.
In questa società, purtroppo, la forza di una persona è misurata dalla sua arroganza.
Più si è arroganti e più si è visti.
L'arroganza, in realtà, porta una persona alla rovina.
Maria, invece, fu grande perché fu umile.
Ella disse sì a Dio, accogliendo il suo Figlio nel proprio grembo ed accettandone ogni conseguenza.
Ella, infatti, vide il suo Figlio prima adorato e poi umiliato ed ucciso per crocifissione, come un qualsiasi sovversivo.
Fece tutto ciò gioendo e soffrendo come qualsiasi madre ma sempre accettando ogni cosa.
Allora, ricordiamoci di ciò.
Maria deve essere presa come modello da tutti noi.
Cordiali saluti.

HELP ANTI-DEFAMATION LEAGUE

Cari amici ed amiche.

Nella mia casella di posta elettronica, mi è arrivato questo messaggio da parte di Abraham Foxman, direttore dell'Anti-Defamation League, che recita:

"I know I’ve asked this before, but with our looming end-of-year fundraising deadline, the question is even more vital now: If not you, then who? Who else can I rely on to help ADL fight hate and all its consequences?

I dearly hope you’ll stand with us and our community today — because the stakes are higher than ever and I need you to be a leader.

Your chance to take action ends tomorrow, at our midnight deadline. It’s critical that you step forward right away and help prepare ADL to fight for a better world in 2012.

Make your tax-deductible donation now — help reinforce ADL’s bedrock commitment to defending you and your family from anti-Semitism, bigotry and hate.

As a strong and loyal ADL supporter, you know as well as I do that the coming year holds threats and challenges unlike any we’ve faced in years.

At home, economic uncertainty and rising political extremism are sowing division. Abroad, the Iranian threat is rapidly escalating, with recent evidence confirming our worst fears of nuclear arms development. I could go on and on, but you’d be reading for hours.

Without your generous and immediate support, ADL won’t have the resources to respond the moment our intervention is needed — and, I fear we will be needed far too often. That’s why your personal commitment to fighting hate is so crucial right now.

Please make a generous tax-deductible year-end gift before tomorrow’s midnight deadline to help ADL remain vigilant in an increasingly troubled world.

Your support, your sense of responsibility to the Jewish community and to anyone victimized by prejudice and hate, your steadfast commitment — all are needed as we enter a year of unknowns. Please let me know I can count on you.

With gratitude,

Abraham H. Foxman
Abraham H. Foxman
National Director
Anti-Defamation League

P.S. If you have already given, thank you for your support. If you are able to add to your gift, it would be most appreciated. Many thanks".

L'Anti-Defamation League da anni si impegna nella lotto contro l'antisemitismo e contro il negazionismo della Shoah.
La Shoah non fu una tragedia solo del popolo ebraico.
Fu una tragedia di tutti.
Per colpa dei folli piani di Hitler, morirono anche tanti cristiani.
Cito dei martiri cristiani, come padre Giuseppe Girotti, che gli ebrei annoverano come "giusto tra le nazioni", e padre Massimiliano Kolbe.
Io penso che vadano aiutate ed incoraggiate quele associazioni culturali che cercano di conservare la memoria di quei tristi eventi, perché non si ripetano più!
Ricordo che nostro Signore Gesù Cristo, il figlio di Dio, era ebreo.
Cordiali saluti e felice anno nuovo.

MESSAGGIO DI CORDOGLIO PER DON VERZE'

Cari amici ed amiche.

Questo Capodanno è stato funestato da una notizia che ci ho colpiti come un fulmine a cielo sereno.
E' morto don Luigi Maria Verzè, il fondatore dell'Ospedale San Raffaele di Milano.
Don Verzé è stato un esempio di cattolicesimo impegnato nel sociale.
Essere cattolici vuole dire impiegare ogni energia per il bene degli altri.
Don Verzé è stato un vero esempio di cattolicesimo.
Esprimo le mie condoglianze ai suoi cari.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.