The Liberty Bell of Italy, una voce per chi difende la libertà...dalla politica alla cultura...come i nostri amici americani, i quali ebbero occasione di udire la celebre campana di Philadelphia nel 1776, quando fu letta la celeberrima Dichiarazione di Indipendenza. Questa è una voce per chi crede nei migliori valori della nostra cultura.
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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino
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giovedì 22 dicembre 2011
COMMENTO ALLE PAROLE DEL SENATORE BRICOLO
Cari amici ed amiche.
Ieri, durante la votazione della fiducia alla manovra del governo, il senatore della Lega Nord Federico Bricolo ha fatto un discorso molto forte, che è riportato sul video qui sopra.
Il senatore Bricolo ha definito ingiusta questa manovra e ha pienamente ragione.
Infatti, questa è una manovra fondata sulle tasse.
Una manovra fondata sulle tasse rischia di essere depressiva e di avere delle ricadute drammatiche sui cittadini.
Pensiamo alla l'IMU (l'imposta municipale unica, l'ex-ICI) e all'aumento degli estimi catastali.
Lo sapete che queste due misure potrebbero colpire i ceti più deboli?
Ad esempio, queste misure potrebbero fare aumentare gli affitti delle case popolari, affitti che già sono alti.
Pensate che vi sono famiglie che hanno redditi bassi (meno di 30.000 Euro annui) che pagano affitti di ben oltre 400 Euro al mese.
Fatevi due conti.
Molte di queste famiglie rischierebbero di non riuscire a pagare l'affitto delle proprie case che, tra l'altro, hanno pagato anche loro, attraverso la GESCAL.
Rischiano, quindi, di essere sfrattate.
Inoltre, queste misure potrebbero fare danni anche alle imprese, che non sarebbero più in grado di assumere.
Questo sfavorirebbe noi giovani.
Permettetemi una battuta ma mi viene da dire che il governo Monti voglia proprio che io stia a casa.
L'IMU va bene sono se c'è il federalismo.
Nell'attuale situazione, invece, potrebbe fare danni.
Anzi, tolgo il condizionale, farà danni.
Io non sottovaluterei la parte del discorso del senatore Bricolo che dice che i confini degli Stati non sono eterni.
Commenterei questa frase con l'espressione latina "Historia magistra vitae est".
La storia (quella vera e non quelle che qualcuno ci vuole rifilare) dice che tanti Stati nacquero e tanti cessarono di esistere.
Pensate all'Impero Romano che nacque nel 27 BC e terminò nel 476 AD (ad Occidente) e nel 1453 AD (ad Oriente).
Pensate al Regno Unito, che nacque nel 1707 con l'Atto di Unione tra Inghilterra e Scozia.
Pensate anche alla stessa Inghilterra, che venne fuori dopo le invasioni degli Angli, dei Sassoni e degli Juti (dopo al 410 AD, anno in cui i Romani abbandonarono l'isola), l'Eptarchia (400-600 AD) e le varie monarchie.
Le frasi del senatore Bricolo non sono peregrine e frutto della follia di un visionario.
Quantomeno, trovo che siano frutto dell'ignoranza della storia le urla e gli schiamazzi che certi senatori hanno lanciato, quando il senatore Bricolo ha accennato all'esperienza della Repubblica di Venezia.
Quella della "Serenissima" (Repubblica di Venezia) fu un'esperienza politica di altissimo livello.
Ricordo che Venezia fu una potenza marina che diede fastidio anche ai Turchi.
L'esperienza della Repubblica di Venezia fu grande, come furono grandi anche quelle della Repubblica di Genova, del Regno di Sicilia o del Regno delle Due Sicilie.
La storia potrebbe ripetersi e, un giorno, l'Italia potrebbe non esistere più per come la conosciamo.
Per questo, non concordo con la replica del senatore del Partito Democratico, Nicola Latorre, che ha bollato il tutto che ha bollato ciò come "demagogia".
Del resto, questa manovra non piace nemmeno al Popolo della Libertà che l'ha votata solo per senso di responsabilità.
Lo stesso presidente Berlusconi ha detto che è ora di finirla con le manovre fatte solo di tasse, altrimenti il governo Monti potrebbe non durare.
Se il governo Monti dovesse continuare pervicacemente con questa posizione, sarebbe giusto che vada a casa.
La maggioranza di noi, elettori del Popolo della Libertà, la pensa così ed i vertici del partito sono consci di ciò.
Cordiali saluti.
IL BIANCOMANGIARE
Vi do una ricetta di un dolce siciliano molto semplice che mi fa anche mia madre, il biancomangiare.
La ricetta è la seguente, per quattro persone:
INGREDIENTI:
1/2 litro di latte,
2 o 3 cucchiai di zucchero,
50 grammi di amido di mais o farina di frumento,
un po' di cannella (a piacere),
una bacca di vaniglia,
qualche pezzo di scorza d'arancia.
PROCEDIMENTO
Mettete il latte in un pentolino e scaldatelo. Aggiungete lo zucchero e la scorza d'arancia e la bacca di vaniglia tagliate a pezzi e mescolate.
Quando lo zucchero è sciolto, aggiungete l'amido (o la farina), mescolando continuamente, possibilmente con una frusta.
Dovrà formarsi una crema densa.
Una volta addensata, mettete la crema in ciotoline e fatela raffreddare.
Spolveratela con un po' di cannella.
In realtà, esistono tante ricette per fare il biancomangiare.
Mia madre, ad esempio, non mette la vaniglia e mette la scorza di limone, anziché quella d'arancia.
Alcuni cospargono la crema fredda di pistacchi.
Altri, lo fanno sostituendo il latte vaccino con il latte di mandorla.
Questa è una ricetta di origine medioevale. Pare che fosse stato importato in Sicilia dagli Arabi o da Normanni.
Pensate, questo dolce fu apprezzato anche da Papa Gregorio VII e da Matilde di Canossa che lo ebbero nel menù, durante quel pranzo che si tenne nel castello di Canossa nel 1077, quel pranzo in cui il Papa si riconciliò con l'imperatore del Sacro Romano Impero Germanico Enrico IV di Franconia, dopo che questi si fece umiliare per tre giorni, stando fuori al freddo.
Vista la storia, questo dolce unisce due terre a me care, Mantova, la città in cui sono nato, e la Sicilia, la terra di mia madre.
Infatti, Matilde di Canossa fu anche signora di Mantova e possedeva tutto il territorio della sua Provincia, compreso il Comune in cui abito, Roncoferraro.
Addirittura, a Roncoferraro c'era un castello. Esso si trovava sul luogo su cui oggi sorge il municipio.
Leggete la pagina del sito "Terre di Matilde".
Questo dolce così semplice ha una storia molto importante.
Cordiali saluti.
SERVE UNA RIVOLUZIONE? NO, SERVE UNA CONTRORIVOLUZIONE!
Cari amici ed amiche.
Sul blog di Gisella Peana, ho letto questo interessante articolo intitolato "Rivoluzione!" che recita:
"Un Paese civile e progredito come l'Italia non può essere complice e tacere davanti al sopruso che si è consumato in queste ultime settimane. Un vero colpo di stato che ha mandato a casa il Presidente del Consiglio: Silvio Berlusconi, democraticamente eletto dagli italiani, per essere sostituito da un cosiddetto governo tecnico. Un governo che dovrebbe risanare il nostro debito pubblico, che ha convinto tutti con lo spauracchio del tanto temuto default. Io non ci credo! Per prima cosa perché non sarà certamente questo governo a risolvere il problema del nostro debito pubblico con le misure che ci ha esposto, misure che ben conosciamo e che da anni i governi ci hanno imposto senza risolvere, se non impoverire gli italiani, caricandoli di tasse e colpendo le classi più deboli. Mentre loro, la classe dirigente, comodamente e senza togliersi niente, senza fare alcun sacrificio, quello che a noi viene richiesto, sta seduta nelle sue belle poltrone a comandare noi italiani diventati ormai sudditi di questo regime e privati della nostra libertà! Ci hanno tolto la democrazia, il diritto al voto e ancora cosa ci aspetta? Tutti coloro che come me amano la libertà e la giustizia non possono accettare questo stato di cose! Mi viene voglia di parlare di rivoluzione, di fare la rivoluzione! Si, proprio la famosa sommossa popolare atta a sovvertire, a rovesciare un governo tiranno! Tutto questo nasce dal desiderio di giustizia che ognuno cova in se. La rivoluzione è quel cambiamento necessario che ognuno di noi impone a se stesso. Essa è un concetto antico che si rinnova. Nasce dall'interiore e deve divenire la coscienza degli esseri umani, che hanno il dovere di far valere i loro diritti, con la forza di pretendere ed il desiderio di cambiare per riprenderci quella dignità che c'è stata usurpata. La nostra vita non si può ridurre ad una serie di concessioni fintamente benevoli, che ti consentono di andare avanti un giorno ancora, seduto nel tuo comodo salotto a guardare la TV, mentre fuori il mondo ti appartiene sempre meno, mentre fuori tutto continua a girare nel senso che i potenti vogliono. Se ci viene tolto qualcosa, è avvenuto un sopruso, abbiamo subito un torto, ogni singola volta se non hai fatto altro che scegliere di subire, hai scelto di non guardare, di voltarti dall’altra parte, di non prendere coscienza schermandoti dietro le cattive azioni altrui, dietro la convinzione che nulla poteva esser fatto per cambiare le cose, allora non ti devi lamentare, allora non sei un essere umano. L'uomo non è fatto per subire, come dice Oriana Fallaci: "un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano". Non c'è più grande menzogna che nel sottostare, plagiati da un tiranno dopo l’altro e falsamente convinti sulla necessità che credi d’avere di loro. Sei l’eterno bambino che non lascia la mano della crudele matrigna. La rivoluzione è fermare lo sguardo su ciò che è sporco e dovrebbe essere limpido, su ciò che è catena e che invece dovrebbe essere possibilità. Siamo dei burattini, se guardiamo le nostre braccia potremo vedere i fili attraverso i quali le istituzioni ci stanno manovrando. Siamo marionette di un teatro in cui si sta rappresentando il dominio di pochi sulle nostre vite. Se riesci a vedere quei fili hai già fatto un grande passo. La rivoluzione è decidere di tagliare quei fili. Piccolo pinocchio, è giunta l’ora di divenire umano. La rivoluzione non è un atto di violenza ma di ragione. Tutti sarebbero in grado di praticare la violenza e se tutti lo facessero, allora il mondo sarebbe peggiore di quanto non sia. La ragione invece, dovrebbero praticarla tutti e se tutti lo facessero, allora non potremmo che vivere in armonia l‘uno con l’altro; e con il mondo. Tuttavia la forza non ci mancherà, la vera forza: la perseveranza, la volontà. Grideremo le nostre ragioni ma senza alzare la voce, contro coloro che detengono il potere, ma non sanno che il potere lo abbiamo noi, se vogliamo, il potere di pretendere, il diritto di essere considerati. Questo è il momento di sbattere il pugno sul tavolo, di opporsi, di reclamare il ruolo che ci spetta. Troppe lacrime; giovani privati del loro futuro, anziani privati del loro passato; e dal suolo intriso di queste lacrime cos’altro sarebbe potuto sbocciare se non la rivoluzione. Sono italiana e mi accingo a riprendermene l’orgoglio! Chi non soffre la mia stessa sete? Quanti di voi non portano il segno del morso di questa fame passino oltre; che lascino anche cadere questo foglio insieme alle loro vite, per esser solo calpestati ancora. Ma se nel cuore ancora conservate un po’ d’amor proprio, allora sfruttatelo adesso, voglio la possibilità di scegliere, la possibilità di creare il mio futuro che merito per me e per i miei figli, la possibilità di fare il presente e non solo di subirne le conseguenze. Riappropriatevi di questo diritto che ci è stato sottratto da un governo e governanti ai quali adesso non resta che tacere! Se ancora siete qui a leggere, allora avete fatto il primo passo e per voi e per i vostri figli fate anche il secondo. Tenete a mente questo mio scritto, passatelo o leggetelo a chi vi è vicino, a chi vi è caro; poiché è da qui che stiamo ricominciando. State pur certi che schierarsi sarà inevitabile.
La rivoluzione è già cominciata!" .
Io penso che serva una controrivoluzione e non una rivoluzione.
Quanto successo al presidente Berlusconi e la nascita del governo Monti sono figli della politica figlia della mentalità rivoluzionaria.
Rileggete la salita al potere di Napoleone Bonaparte.
Egli sfruttò il Direttorio in cui emersero Paul Barras, Luois Marie La Revelliere e da Lazare Carnot, insieme all'abate Emmanuel Joseph Sieyès.
Questi tre uomini erano figli della Rivoluzione francese.
La Revelliere era un anticlericale, Barras era un affarista corrotto e Carnot era un esperto di guerra.
Quanto a Sieyès, questi era un abate (divenuto tale senza vocazione) che si schierò con i giacobini e che, pur dicendosi favorevole alla monarchia costituzionale ma votò a favore dell'esecuzione di re Luigi XVI.
Questo Direttorio emerse con il colpo di Stato del 18 brumaio dell'anno IV (1 novembre 1795), colpo di Stato che rovesciò il Terrore instaurato dai giacobini.
Questo portò la mentalità rivoluzionaria.
Napoleone sfruttò il Direttorio per fare quello che poi fece.
La stessa cosa è accaduta qui in Italia, in quel "famoso" 12 novembre 2011.
Di fatto, si è formato un "Direttorio" che (con una certa supponenza) ha deciso di prendere il controllo dello Stato, ben prima che venissero formalizzate le dimissioni del presidente Berlusconi.
Fate mente locale e provate ad analizzare il corso degli ultimi eventi, incominciando dalla scissione di Futuro e Libertà dal Popolo della Libertà.
Certamente vi è stato chi ha sfruttato la situazione per prendere il controllo dello Stato, facendo come Napoleone.
Ritengo inutile fare nomi, visto che sono noti a tutti.
Per combattere questa situazione, serve una "soluzione vandeana" .
Quando alla politica vengono tolti i valori (e la Rivoluzione francese tolse ogni valore alla politica), succedono certe cose.
Infatti, in codeste condizioni, la politica non è più in mano agli uomini ma ai poteri forti ed i poteri forti tutelano loro stessi e non la gente.
Le rivoluzioni tolgono l'anima alla politica ed una politica senz'anima dà i risultati che noi vediamo oggi.
Chi è capace di capire...capisca!
Cordiali saluti.
STIAMO SCHERZANDO?
Guardando Facebook, mi è capitato davanti questo articolo del sito "Corrispondenza Romana" , il cui link figura tra i "preferiti" di questo blog.
Il suo titolo recita "Chiesa Cattolica: docente sospesa per aver citato l’Apocalisse".
Il testo dell'articolo (che è stato scritto da Mauro Faverzani) è il seguente:
"Se il prof. Joseph Ratzinger, anziché svolgere il ministero petrino come Papa Benedetto XVI, fosse stato docente di religione, probabilmente avrebbe rischiato d’esser sospeso dall’insegnamento della materia. Il motivo, per certi soloni, sarebbe sin troppo chiaro: avrebbe commesso la “colpa” d’aver citato, niente meno, l’Apocalisse.
Lo ha fatto pubblicamente infatti, lo scorso 8 dicembre, durante il tradizionale Atto di Venerazione all’Immacolata in piazza di Spagna, a Roma. Non solo: ha avuto altresì l’“ardire” di spiegare come tale Libro descriva la Madonna ed il drago rosso, ovvero il demonio. E questo la scuola laicista, superlaicista, iperlaicista, no, non se lo può proprio permettere. Tant’è vero che ha punito la maestra Cristina Vai, sospesa dall’insegnamento della religione cattolica perché “colpevole” d’aver tenuto a novembre, presso la scuola elementare Bombicci di Bologna, una lezione sulla caduta degli angeli, proprio utilizzando l’Apocalisse.
Pare che tale approccio abbia “turbato” la solita alunna molto sensibile ed i soliti genitori molto premurosi, anziché aiutare la figlia semmai a ben inquadrare la questione, han preferito protestare coi diretti superiori della docente, molto solerti poi nell’intervenire. A modo loro.
Il solito modo… La notizia non ha avuto l’eco mediatica che avrebbe meritato e di cui in altri casi avrebbe sicuramente goduto, stante anche la raccolta-firme immediatamente attivata a livello provinciale «contro l’ideologizzazione della scuola», nonché la decisione di tanti genitori di quella classe di chiedere in blocco, per protesta contro la sospensione, l’esonero dei propri figli dalle ore di religione.
Alcuni organi di stampa locali ne hanno comunque parlato, perforando per lo meno quel muro d’omertà, in cui diversamente a qualcuno sarebbe piaciuto confinarla. Nulla di cui stupirsi in una società, in cui – come ha scritto Luca Doninelli su “il Giornale” dello scorso 18 dicembre – è «vietato dire Natale» e ciò «dalle scuole alle affissioni agli auguri»; in una società in cui, sempre in nome di una spocchiosa “sensibilità”, l’insegnante di Lettere di una scuola media palermitana a febbraio venne condannata dal giudice ad un mese per aver punito il bulletto di turno della sua classe.
Stavolta, però, la piega presa della questione pare essere un’altra: della faccenda si è fatto carico un parlamentare del Pdl, Fabio Garagnani, che ha presentato un’interpellanza per il ripristino della «legalità scolastica», ha chiesto che vengano posti dei paletti al dirigente scolastico responsabile della sospensione ed ha prospettato un esposto-denuncia per abuso d’ufficio ai danni dell’insegnante colpita dal provvedimento.
La quale, in una missiva inviata al Santo Padre, ha raccontato l’accaduto e lo ha ringraziato per la sua battaglia eroica contro lo spirito nichilista contemporaneo. Ed ora, a dar manforte alla maestra, è giunta la risposta, scritta lo scorso 2 dicembre dalla Segreteria di Stato vaticana a firma di mons. Peter B. Wells, assessore per gli Affari Generali: dalla missiva si evince come Benedetto XVI la incoraggi sostanzialmente a proseguire nella professione, «svolta con impegno e dedizione», ad infondere «un sempre più generoso impegno educativo volto alla formazione umana e cristiana delle giovani generazioni» ed impartisca la Benedizione apostolica non solo a lei, ma anche – e «con particolare pensiero» – ai «piccoli alunni».
«Ora sento che non può accadermi niente di male», ha commentato la docente. La cui ortodossia, ha evidenziato l’on. Garagnani, è dimostrata dalla lettera giunta dal Vaticano: nei confronti di quest’insegnante, quindi, può dirsi consumato un «arbitrio vero e proprio» da parte dell’autorità scolastica, attuato «per pure ragioni politiche». Insomma, è il caso di dirlo: cose dell’altro mondo, un’autentica apocalisse! Ma la docente, ch’è persona di fede, sa che, al termine dell’Apocalisse, c’è il “lieto fine”… (Mauro Faverzani)
Prima di tutto, ringrazio l'amica Irene Bertoglio, che ha messo il link su Facebook.
Parlando della vicenda, voglio dire che non so se ridere o piangere.
E' una situazione quantomeno grottesca.
Una docente di religione è stata sospesa per avere citato il libro dell'Apocalisse.
Il libro dell'Apocalisse fa parte della Bibbia, come fanno parte i trentanove libri protocanonici ed i sette deuterocanonici del Vecchio Testamento, come i quattro Vangeli, il libro degli Atti degli Apostoli, le undici lettere di San Paolo, la lettera agli Ebrei e le sette lettere cattoliche, che costituiscono il corpus del Nuovo Testamento.
Il termine "Apocalisse" deriva dal greco ἀποκάλυψις (apokalypsis) e significa "togliere il velo, rivelare una verità".
Il libro dell'Apocalisse fu scritto dall'San Giovanni Evangelista, durante il suo esilio nell'isola di Patmos, in Grecia.
Esso usa molte allegorie e fa parte dei testi profetici.
Non vedo perché non si possa citare questo testo biblico nelle scuole, visto che nell'ora di religione si dovrebbe trattare l'argomento religioso.
E' evidente che questo episodio sia solo un pretesto mosso da certe lobbies anticlericali (se non anticristiane) per ridurre la religiosità delle persone a un puro fatto privato.
Questo non è segno di libertà ma di un vero e proprio fanatismo laicista.
Inoltre, anche altri libri biblici, come quello di Daniele, sono profetici.
La prossima volta si dovranno bandire anche questi?
Volete vedere che accadrà anche ciò?
Cordiali saluti.
mercoledì 21 dicembre 2011
ELEZIONE DIRETTA DEL CAPO DELLO STATO? A QUESTO PUNTO, SAREBBE UNA BUONA COSA!
Nell'edizione del 21 dicembre 2011 de "Il Foglio" è comparso questo articolo che è stato ripreso dal sito "La Zona di Frontiera".
L'amica Angela Piscitelli l'ha messo su Facebook.
Esso è una proposta di legge costituzionale che prevede l'elezione diretta del Presidente della Repubblica.
L'articolo recita:
"Articolo 1 - L’articolo 83 della Costituzione è sostituito dal seguente: “Articolo 83 – Il Presidente della Repubblica è eletto a suffragio universale e diretto. Sono elettori tutti i cittadini che abbiano raggiunto la maggiore età.”
Articolo 2 - All’articolo 84, primo comma, della Costituzione le parole: “cinquant’anni” sono sostituite con le seguenti: “quarant’anni”.
Articolo 3 - L’articolo 85 della Costituzione è sostituito dal seguente: “Articolo 85 – Il Presidente della Repubblica è eletto per cinque anni. Può essere rieletto una sola volta. Il Presidente del Senato, il novantesimo giorno prima che scada il mandato, indice l’elezione, che deve aver luogo in una data compresa tra il sessantesimo e il trentesimo giorno precedente la scadenza. Le candidature sono presentate da un gruppo parlamentare delle Camere, ovvero da cinquecentomila elettori, o da parlamentari, rappresentanti italiani nel Parlamento europeo, consiglieri regionali, presidenti delle giunte regionali, presidenti di province e sindaci, che vi provvedono nel numero e secondo le modalità stabilite dalla legge. E’ eletto il candidato che abbia ottenuto la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi. Qualora nessun candidato abbia conseguito la maggioranza, si procede il quattordicesimo giorno successivo al ballottaggio tra i due candidati che hanno conseguito il maggior numero di voti. In caso di morte o di impedimento permanente di uno dei candidati, la legge disciplina la procedura per la sostituzione e per l’eventuale rinvio della data della elezione. Il Presidente della Repubblica assume le funzioni l’ultimo giorno del mandato del Presidente uscente. In caso di elezioni per vacanza della carica, il Presidente assume le funzioni il settimo giorno successivo a quello della proclamazione dei risultati elettorali. Il procedimento elettorale, i finanziamenti e le spese per la campagna elettorale, la partecipazione alle trasmissioni radiotelevisive al fine di assicurare la parità di condizioni tra i candidati e le altre modalità di applicazione del presente articolo sono regolati dalla legge. La legge prevede altresì disposizioni idonee ad evitare conflitti tra gli interessi privati del Presidente della Repubblica e gli interessi pubblici”.
Articolo 4 - Il secondo comma dell’articolo 86 della Costituzione è sostituito dal seguente: “In caso di impedimento permanente o di morte o di dimissioni del Presidente della Repubblica, il Presidente del Senato indice entro dieci giorni l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica. L’elezione deve avere luogo in una data compresa tra il sessantesimo e il novantesimo giorno successivo al verificarsi dell’evento o della dichiarazione di impedimento”.
Articolo 5 - L’articolo 88 della Costituzione è sostituito dal seguente: “Articolo 88 – Il Presidente della Repubblica può, sentito il Primo ministro e i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse. Se la scadenza delle Camere cade nell’ultimo semestre del mandato del Presidente della Repubblica, la loro durata è prorogata. Le elezioni delle nuove Camere si svolgono entro tre mesi dall’elezione del Presidente della Repubblica. La facoltà di cui al primo comma non può essere esercitata durante i dodici mesi che seguono le elezioni delle Camere”.
Articolo 6 - L’articolo 89 della Costituzione è sostituito dal seguente: “Articolo 89 – Gli atti del Presidente della Repubblica adottati su proposta del Primo ministro o dei ministri sono controfirmati dal proponente, che ne assume la responsabilità. Non sono sottoposti a controfirma la nomina del Primo ministro, l’indizione delle elezioni delle Camere e lo scioglimento delle stesse, l’indizione dei referendum nei casi previsti dalla Costituzione, il rinvio e la promulgazione delle leggi, l’invio dei messaggi alle Camere, le nomine che sono attribuite al Presidente della Repubblica dalla Costituzione e quelle per le quali la legge non preveda la proposta del Governo”.
Articolo 7 - L’articolo 92 della Costituzione è sostituito dal seguente: “Articolo 92 – Il Governo della Repubblica è composto del Primo ministro e dei ministri che costituiscono insieme il Consiglio dei ministri. Il Presidente della Repubblica nomina il Primo ministro e, su proposta di questo, nomina e revoca i ministri. Il Presidente della Repubblica presiede il Consiglio dei Ministri”. Agli articoli 93, 95 e 96 le parole: “Presidente del Consiglio dei ministri” sono sostituite dalle seguenti: “Primo ministro”.
Articolo 8 - All’articolo 64 della Costituzione è aggiunto, in fine, il seguente comma: “I regolamenti delle Camere definiscono lo statuto dell’Opposizione con particolare riferimento all’esercizio delle funzioni di controllo e di garanzia”.".
Del resto, in altri Paesi (come Stati Uniti e Francia) il Presidente della Repubblica è eletto dal popolo e non dal Parlamento.
Oggi noi stiamo assistendo ad una cosa molto grave.
La gente si sta scollando sempre più dalla politica e dalle istituzioni.
Allo stesso tempo, la gente vuole essere partecipe alla vita politica del nostro Paese.
Ciò può essere pericoloso perché può portare anche a forme di violenza.
Per questo, io ritengo che sarebbe ora di rivedere le isituzioni non solo come forma di Stato (che va riformata in senso federale) ma anche come forma di governo, passando da quella parlamentare a quella presidenziale.
Qualcuno mi accuserà di "populismo".
A me non importa.
Se io sono un "populista" , allora gli Stati Uniti d'America e la Francia sono Paesi hanno una mentalità populista.
Un presidente della Repubblica eletto dal popolo può rappresentare al meglio il popolo e può essere realmente partecipe alla vita politica delle istituzioni, cosa che oggi.
Oggi, il Presidente della Repubblica è eletto dal Parlamento.
Formalmente, non ha alcun potere, poiché ha il ruolo di garante della Costituzione, ma può non promulgare le leggi che escono dal Parlamento.
La legge non firmata torna alle Camere del Parlamento, ove rischia di rimanervi.
Ciò è paradossale.
Inoltre, c'è un sistema farraginoso in cui il Presidente del Consiglio (Primo Ministro) è nominato dal Presidente della Repubblica e (di fatto) può solo dirigere l'azione del Governo.
Quest'ultimo è debole e si trova tra "l'incudine ed il martello", tra il Presidente della Repubblica (che può non firmare le leggi) ed il Parlamento, che può farlo cadere, togliendogli la fiducia.
E' logico che, con l'attuale situazione politica, questo sistema non funzioni più.
Esso andava bene nella I Repubblica, durante quel clima di "grande compromesso" tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista.
Oggi, sebbene qualcuno abbia delle velleità di rifondazione della Democrazia Cristiana, questo sistema non c'è più.
Quindi, serve una nuova strada.
Cordiali saluti.
SAN MICHELE ARCANGELO E L'EUROPA, RIFLESSIONI ANNA KATHARINA EMMERICK
Cari amici ed amiche.
Girando su Facebook, mi è capitata davanti agli occhi questa nota dell'amico Angelo Fazio che ho trovato subito molto interessante. Essa è il racconto della mistica tedesca Anna Katharina Emmerick (08 settembre 1774-09 febbraio 1824) e recita:
"Il 29 settembre 1820 Anna Katharina Emmerich così raccontava: Ebbi molte visioni meravigliose sulle apparizioni e celebrazioni del Santo Arcangelo Michele. Mi trovai in molti posti del mondo e vidi una sua chiesa in Francia, su uno scoglio del mare (monte St. Michel), divenne Patrono della Francia. Vidi poi come re Luigi, il Pio, venne aiutato a conseguire la vittoria. In seguito ad un’apparizione della Madre di Dio si era rivolto all’Arcangelo Michele, e poi per la devozione a quest’ultimo, volle imprimere la sua immagine sulla bandiera e fondò un ordine cavalleresco in suo onore. Mi apparirono una serie di immagini diverse dell’Arcangelo: una sua apparizione a Costantinopoli e qualche altra che non ricordo più. Vidi anche il miracolo della Chiesa di Michele sulle montagne del Gargano, durante una grande celebrazione: giungevano molti pellegrini stranieri con il bastone ornato e l’Angelo serviva sull’altare con gli altri. Fui poi con lui a Roma dove una chiesa era stata eretta al suo culto, credo da papa Bonifacio, in seguito all’apparizione della Madre di Dio.
Seguii l’Angelo dappertutto; si librava sopra di me, grande e maestoso, ed aveva una spada. Presso la chiesa di S. Michele c’era una contesa di moltissime persone; la maggior parte era formata da cattolici che non si distinguevano dagli altri per il modo di agire nella mischia, altri erano protestanti o membri di sette. Motivo della ressa era la S. Messa; Michele calò giù e con la sua grande spada scacciò via il grosso della mischia disperdendola; restarono ancora circa quaranta persone e così si poté celebrare facilmente la S. Messa. L’Angelo prese per il pomo il tabernacolo con il Santissimo e, librandosi in alto, lo portò via allontanandosi da quel luogo. Mi invitò a seguirlo ancora, andammo verso Oriente fino al Gange, io sempre sotto l’Angelo che volava. Poi ci dirigemmo verso settentrione. Nell’accostarci a questa regione il freddo si faceva sentire sempre più e il paesaggio diveniva più selvaggio e solitario. Giungemmo ad una immensa superficie ghiacèiata. Ebbi molta paura in questo posto deserto, e molte anime da me conosciute, tra le altre quella di mia madre, vennero a incoraggiarmi e mi accompagnarono per un pezzo di strada. Arrivammo ad un mulino che dovemmo attraversare. Le anime amiche, giunte fin qui, si ritirarono. La superficie ghiacciata scricchiolava sotto i miei piedi e l’acqua, che veniva sospinta dal mulino, era calda. Questo mulino era pieno delle anime dei governanti e altri grandi illustri di tutti i tempi e paesi. Costoro scontavano la loro pena per tutte le loro mancanze sulla terra. Facevano penitenza in questo luogo macinando una quantità di rospi, serpenti e altri animali velenosi e disgustosi, come anche oro e argento, che così passati scivolavano nell’acqua e, senza più danneggiare, ritornavano sulla terraferma. Queste persone lavoravano nel mulino come mugnai e dovevano adoperarsi sempre con la scopa per spazzare da sotto la macina gli innumerevoli insetti per non essere impediti nel lavoro. Essi si alternavano nel lavoro e dovevano inoltre distruggere gli odiosi insetti per non permetterne la propagazione. Una di queste persone parlò con me, dopo aver spazzato gli insetti in modo da permetterci di attraversare il mulino. Mi spiegò, avvicinandosi, che le persone là dentro, adibite a quel lavoro dovevano scontare una pena e rimanere in questo luogo finchè la grande massa di ghiaccio non si fosse disciolta del tutto, mi disse pure che erano felici in quanto noi passando di là avremmo contribuito a far ritirare una piccola parte di questa massa di ghiaccio. Risalimmo e l’Arcangelo Michele volava sopra di me, mentre il cielo diveniva sempre più chiaro di un blu tenue. Il sole e gli altri astri mi apparivano adesso come dei volti umani. Mi guidò per tutta la terra e attraverso tutti i mondi celesti. Vidi innumerevoli giardini e la frutta con le sue caratteristiche. Spero che questi segreti mi restino ancora aperti in modo che possa trarne medicinali per guarire i devoti e la povera gente. Vidi cori di Santi e spesso, sparpagliati dappertutto, Santi con i simboli dei loro ordini religiosi e le loro caratteristiche individuali. Librando nell’aria giungemmo più in alto, in un mondo maestoso e indescrivibilmente meraviglioso che aveva le sembianze di una cupola gigantesca: la base era come un piano blu circondato da un anello di luce sul quale ce n’erano ancora altri nove. Su ognuno di questi si erigeva un trono e differenti cori di Angeli. Da ogni trono si innalzavano archi pieni di colori, frutta, pietre preziose e tutti gli infiniti doni di Dio. Questi archi tendevano verso l’alto e si intrecciavano tra di loro formando così una cupola sulla quale, in cima a tutto, c’erano tre altri scanni, oppure troni di Angeli. Al centro si trovava quello dell’Arcangelo Michele. Quest’ultimo si librava nell’aria, e depose il tabernacolo della Chiesa sulla cupola.
I tre Arcangeli Michele, Gabriele e Raffaele, si libravano intorno a tre dei nove archi. Nove cori angelici stavano sotto di loro. Quattro grandi Angeli alati e splendenti si muovevano in circolo intorno ai tre Arcangeli: Raphiel, Etophiel, Emmanuel e Salatiel. Essi sono gli Elohim, i curatori e gli elargitori delle abbondanti grazie di Dio che distribuiscono nella Chiesa nelle quattro direzioni di tutto il mondo ricevendo direttamente, queste Grazie di Dio, dai tre Arcangeli. I più spirituali, tra i tre Arcangeli, apparivano Raffaele e Gabriele, perchè vestiti interamente di bianco, mentre Michele aveva un elmo con una cresta sul capo. La parte superiore del corpo era avvolta da un’armatura e cinta da legacci, la sua veste scendeva fino alle ginocchia come un grembiule increspato. In una mano aveva una lunga bacchetta con una croce e, sotto, una bandierina con l’effige di un agnello, nell’altra mano portava invece una spada fiammeggiante. Ai suoi piedi c’erano anche legacci. Più in alto, sopra questa cupola, potei vedere la Santissima Trinità rappresentata da tre figure: il Padre, come un vecchio supremo sacerdote, il quale porgeva al Figlio, alla sua destra, la sfera del mondo; il Figlio aveva la croce nell’altra mano. Alla sinistra del Padre c’era una figura alata splendente di luce. Intorno a loro sedevano, in circolo, 24 anziani su scranni. I Cherubini e i Serafini stavano con molti altri intorno al trono di Dio in permanenti canti di lode. Al centro, elevata un pò più sopra Michele, si trovava Maria circondata da innumerevoli anime luminose di Angeli e Vergini. La grazia di Gesù passava, attraverso Maria, ai tre Arcangeli. Ognuno dei tre Arcangeli irradiava tre doni divini su tre dei nove Cori degli Angeli, e questi, a loro volta, agivano di nuovo su tutta la natura e la storia. Quando il tabernacolo fu ben piazzato vidi come il medesimo, con l’aiuto della s. Vergine Maria e tutti i cieli, e con l’aiuto diligente degli Angeli si trasformava in una chiesa. Poi il tabernacolo crebbe ancora trasformandosi alla fine in una grande e splendente città piena di luci e colori, era la Gerusalemme celeste! La quale prese a scendere, attraverso un arco, lentamente e a tratti, sempre più in giù verso la terra. Non so come ciò potesse avvenire.
Improvvisamente vidi venirmi incontro tanta gente che camminava capovolta, seguendo la rotazione della terra, in un secondo momento la vidi, invece, camminare con i propri piedi, verso la nuova Gerusalemme che prendeva il posto di quella terrestre. A questo punto la visione si interruppe ed io cadendo sempre più nell’oscurità mi mossi verso casa. In un’altra immagine vidi una battaglia grandiosa svolgersi sulla terra: gli uomini sparavano dalle macchie piene di soldati, tutto il campo di battaglia era avvolto dal fumo. Grandi città si scorgevano da lontano. Poi giunse san Michele con un grande esercito di Angeli e separò i litiganti quando proprio tutto sembrava perduto. Un capo potente ebbe un incontro con san Michele e in conseguenza vidi trionfare la pace.".
Quella di San Michele è, sicuramente, una figura che mi affascina. Fu l'arcangelo che sconfisse Lucifero e che tanto bene fece e fa ai vari popoli.
E' un santo su cui ho scritto molto.
Basti citare l'articolo intitolato "La via di San Michele, San Galgano e San Pio di Pietrelcina".
La mistica tedesca Anna Katharina Emmerick parlò di lui.
Nei passaggi del suo racconto compaiono i nomi di imperatori come Luigi (o Ludovico) il Pio (il figlio di Carlo Magno 778-740), di città (come Costantinopoli e Roma), di Papi (come Papa Bonifacio VIII) che caratterizzarono la storia dell'Europa.
Questo ci fa capire che l'Europa è indossolubilmente legata a San Michele.
Per il suo senso di giustizia, San Michele fu patrono dei cavalieri.
Infatti, da realtà guerresca e mercenaria, la cavalleria fu nobilitata dalla tradizione cristiana e San Michele ebbe un ruolo fondamentale.
Per certi versi, fu la cavalleria a dare il contributo per la costruzione dell'Europa.
I re comandarono gli Stati.
Però, senza i cavalieri, i re non avrebbero potuto fare nulla.
Inoltre, i cavalieri portarono conoscenze nuove.
Da tecnico di laboratorio chimico, vi posso parlare della distillazione.
Questa tecnica di separazione dei liquidi (basata sui differenti punti di ebollizione) fu portata dai cavalieri dell'Ordine Templare dall'Oriente.
Pensiamo anche all'assegno bancario, esso fu inventato sempre dai cavalieri dell'Ordine Templare.
Pensiamo alle grandi cattedrali gotiche, alla realizzazione delle quali diedero un contributo delle gilde (Compagnons) legate agli ordini cavallereschi.
Quindi, la cavalleria fu importante.
San Michele fu il protettore di una realtà da cui noi, uomini di oggi, che (in nome del razionalismo) abbiamo perso ogni tensione verso dei valori più profondi.
Inoltre, Anna Katharina Emmerick cita Costantinopoli, città che dal 29 maggio 1453 è la turca (e musulmana) Istanbul.
Ora, una leggenda bizantina afferma che quando vennero nella città, i Turchi Ottomani entrarono nella basilica di Santa Sofia.
I preti che dicevano Messa furono sgozzati, le donne furono uccise ed i bambini furono stuprati sugli altari dai giannizzeri, i fanti dell'esercito turco che in origine erano cristiani che furono tolti con la forza dalle famiglie, arruolati, convertiti all'Islam e resi più fanatici dei credenti musulmani.
Durante questa bagarre, due preti presero le patere ed i calici e si volatilizzarono.
Avrebbero portato avanti la Messa se Costantinopoli fosse tornata cristiana.
Ora, Anna Katharina Emmerick fu colei che aiutò a scoprire la casa di Maria, la Meryem Ana, vicino ad Efeso, in Turchia.
Lo fece grazie alle sue esperienze mistiche.
Potrebbe succedere qualcosa di eclatante?
Dei segnali ci sono.
Pare che in Turchia vi sia un certo interesse verso la Bibbia ed il Cristianesimo e pare anche che vi sia un aumento delle richieste di battesimi.
In pratica, starebbe nascendo una vera Chiesa turca, fatta da Turchi e non da stranieri.
Forse, per questo motivo c'è una recrudescenza dell'integralismo islamico e le restrizioni in materia da parte dello Stato.
Pensate alle persecuzioni contro i cristiani nell'Impero Romano.
Nonostante le persecuzioni da parte dei pagani, i cristiani aumentavano e alla fine vinsero.
In Turchia potrebbe accadere la stessa cosa.
Forse, quella visione di Anna Katharina Emmerick potrebbe dire molto, come potrebbe dire molto anche il fatto che in essa ci sia San Michele.
Comunque, San Michele sorveglia questa Europa che spesso imbocca delle brutte strade, strade che allontanano da Dio, pagandone il prezzo.
Del resto, il nome "Michele" significa "Colui che è come Dio".
Se San Michele sorveglia l'Europa, significa che Dio gli disse di fare così, poiché il Santo è fedele a Dio.
Cordiali saluti.
LE "NUOVE 95 TESI"

Cari amici ed amiche.
L'amico Arild Kare Edvardsen mi ha segnalato questo articolo interessante:
"Le nuove "95 Tesi" sono state edite in Germania per il 450° anniversario della morte di Martin Lutero (18.2.1996). In occasione di una conferenza Internazionale di pastori, tenutasi agli inizi di marzo 1996 a Durban/Sud Africa, esse sono state approvate all'unanimità come risoluzione da ca.1000 pastori e ministri di Chiese di 14 Paesi e di oltre 50 denominazioni. E' stato deciso di tradurle in tutte le principali lingue e di diffondere nel mondo intero.
Invito alla conversione
1. Quando nostro Signore e maestro Gesù Cristo dice: ,,Ravvedetevi, perché il regno dei cieli e vicino" (Matteo 4: 17), vuole che l'intera vita dei credenti sia pentimento.
2. Questo pentimento inizia con una nuova presa di coscienza e cordoglio per il comportamento errato avuto finora, sia da parte del singolo, che da parte delle Chiese nel loro complesso.
3. Se il pentimento è sincero, esso conduce il singolo e le Chiese ad aborrire e abbandonare il comportamento errato, i peccati - ma non con le proprie forze, bensì per mezzo della grazia e della forza di Gesù Cristo.
4. A coloro che si pentono, Dio promette il perdono e un nuovo inizio: ,,Quando chiuderò il cielo in modo che non ci sarà più pioggia, quando ordinerò alle locuste di divorare il paese, quando manderò la peste in mezzo al mio popolo, se il mio popolo, sul quale e invocato il mio nome, si umilia, prega, cerca la mia faccia e si converte dalle sue vie malvagie, io lo esaudirò dal cielo, gli perdonerò i suoi peccati, e guarirò il suo paese" (2 Cronache 7, 13 e seg.).
La situazione attuale della società
5. Ma oggigiorno, il singolo si compiace in svariati peccati, come p.e.: empietà, superbia. mancanza d'amore. occultismo, disubbidienza, aborto, immoralità, adulterio. pratiche immorali. abuso di droghe, menzogna, avarizia e furto (cfr. Esodo 20:2-17 Romani 1:18-31, 1 Corinzi, 6:9; Galati 5:19-21).
6. Certo: questi peccati sono stati commessi in tutti i tempi ma al giorno d'oggi, molti di essi vengono tollerati pubblicamente e anche messi sul podio. ,,Non soltanto le fanno tali cose, ma anche approvano chi le commette" (Romani 1. 32).
7. In molti Stati, le leggi che vietavano la bestemmia la pornografia l'aborto, I'eutanasia, le pratiche omosessuali, l'abuso di droghe e simili, sono state ammorbidite o addirittura soppresse.
8. Una società che tollera o addirittura promuove pubblicamente azioni che la Sacra Scrittura giudica "peccato" e ,,abominio" agli occhi di Dio, si scava la propria fossa. Diventa matura per il giudizio. ,,La giustizia innalza una nazione, ma il peccato e la vergogna dei popoli" (Proverbi 14, 34).
9. Oggigiorno, molti Stati assomigliano all'impero romano prima del suo crollo: la causa interna del suo degrado fu la decadenza morale.
10. E' soltanto una questione di tempo, finche decadano anche oggi i sistemi di Stato e della società che si mettono contro i comandamenti di Dio.
Il fallimento delle Chiese
11. In questa situazione, le Chiese (quella nazionale, le cantonali e anche le Chiese libere) dovrebbero assumersi, localmente e nel mondo intero, la vocazione di essere ,,luce" e ,,sale" e opporsi a questa evoluzione (Matteo 5,13-16, Romani 12,2; Efesini 5,11).
12. Se non lo faranno, saranno esposte al Giudizio che l'Eterno pronuncia contro le sentinelle infedeli: ,,Quando io dirò all'empio: 'Certo morirai!', se tu non l'avverti, e non parli per avvertire quell'empio di abbandonare la sua via malvagia, e salvargli cosi la vita, quell'empio morirà per la sua iniquità; ma io domanderò conto del suo sangue alla tua mano" (Ezechiele 3, 18).
13. Singole persone e gruppi all'interno delle Chiese oppongono coraggiosamente resistenza allo spirito dei tempi, ma spesso, varie Chiese nel loro insieme in numerosi Stati vengono sempre meno alla loro vocazione, che e quella di predicare il Vangelo e di difendere i comandamenti di Dio.
14. Abbandonata alle ideologie dello spirito dei tempi, una Chiesa perde il suo orientamento.
15. E una Chiesa senza orientamento pero, non può più trasmettere l'orientamento al singolo.
L'abbandono della Sacra Scrittura
16. La mancanza dell'orientamento e iniziata con l'abbandono delle fondamenta dell'intera fede e del discernimento, della Sacra Scrittura.
17. In molte Chiese la Sacra Scrittura esteriormente è ancora in uso, ma spesso è soggetta alla tirannia della ragione autonoma e prepotente, che la scompone criticamente e ne nega la divina e plenaria ispirazione.
18. Con ragione Zinzendorf nella sua preghiera ha detto: ,,Se la tua Parola non dovesse più valere, su cosa si baserebbe allora la fede? Io non tengo ai piaceri di questo mondo, ma solamente a praticare la tua Parola1".
19. Dato che dal punto di vista della Riforma la Chiesa e una "creazione della Parola di Dio" essa cessa di essere chiesa quando abbandona la Parola
20. Se si abbandona la Parola di Dio, non bisogna meravigliarsi delle conseguenze che questo comporta: infatti all'abbandono della Parola di Dio, segue l'abbandono del contenuto della Parola - ciò significa la dissoluzione della dottrina biblica e della secondo l'insegnamento biblico.
La dissoluzione della dottrina biblica di Dio
21. La dissoluzione della dottrina biblica ha inizio con la dissoluzione della comprensione biblica di Dio. In contraddizione con le chiare affermazioni della Sacra Scrittura, molti ,,teologi" negano oppure trasformano la natura divina di Dio e la sua onnipotenza, la sua santità e la sua giustizia, in modo da renderle irriconoscibili.
22. Colui che afferma che i miracoli e le profezie testimoniati dalla Bibbia non si sono realizzati o non si realizzeranno, s'immagina Dio come un principio impotente - parlando metaforicamente: ,,senza braccia, ne gambe". Un ,,dio" del genere però sarebbe un idolo fatto in casa, un dio per filosofi razionalisti, ma non di certo il ,,Dio d'Abramo, il Dio d'lsacco, il Dio di Giacobbe", il Padre di Gesù Cristo (Blaise Pascal2).
La dissoluzione della dottrina biblica di Cristo
23. Se oggi vi sono ,,teologi" che affermano che Gesù Cristo e soltanto un uomo, socialrivoluzionario, predicatore della pace, liberatore o altro, ma non Dio - se dicono pure che, Egli non e nato da una vergine, nemmeno risorto in carne e ossa dal regno dei morti, né asceso in cielo e nemmeno ritornerà in maniera visibile in tutta la sua potenza e magnificenza - se pretendono che la sua morte sulla croce non può redimerci dai peccati, allora bisogna constatare che Ario, noto eresiarca condannato nel IV secolo dopo Cristo, ha insegnato meglio di molti ,,teologi moderni", poiché riteneva almeno Gesù un ,,logo parola soprannaturale" e non soltanto un semplice uomo. Ma tutte le false dottrine racchiudono in sé stesse la tendenza di amplificarsi nel corso dell'evoluzione storica.
24. Contro Ario e molti ,,teologi moderni" va detto: Gesù Cristo non e soltanto un uomo, ne creatura di Dio, ma è invece allo stesso tempo vero uomo e vero Dio, il figlio eterno di Dio, vale a dire: Dio stesso nella seconda persona della sua Trinità. ,,Chi ha il Figliolo, ha la vita; chi non ha il Figliolo di Dio, non ha la vita" (l Giovanni 5,12; cfr. 1 Giovanni 2,22; 4,2 e seg.).
La dissoluzione della dottrina biblica del peccato e della redenzione
25. Laddove la dottrina biblica viene svuotata dal Cristo, la stessa dottrina viene svuotata anche dal peccato e dalla redenzione. Infatti, un Cristo ,,impotente" non ha neanche il potere di liberarci dal peccato, dalla morte e dal diavolo.
26. Di conseguenza, o il peccato viene minimizzato e si nega la validità dei comandamenti di Dio - oppure la redenzione viene posta interamente o in parte nelle mani della persona stessa (autoredenzione o sinergia).
27. La minimizzazione o negazione del peccato nel suo senso biblico oggigiorno si manifesta in varie forme tanto nella società, quanto nella chiesa, come p.e. affermando che l'omosessualità non sarebbe né peccato, né malattia; che la pornografia, l'aborto e l'eutanasia non sono da condannare e che la liberalizzazione delle droghe aiuterebbe a limitare la criminalità. Ma ,,Guai a quelli che chiamano bene il male, e male il bene, che mutano le tenebre in luce e la luce in tenebre, che mutano l'amaro in dolce e il dolce in amaro!" (Isaia 5,20).
28. L'autoredenzione viene propagandata apertamente o di nascosto, da varie teologie "alla moda", per esempio: da una "teologia femminista" del sangue. che si aspetta la salvezza dalle energie della donna e del suo sangue mestruale, invece che da Gesù Cristo; da una teologia di liberazione e rivoluzione, che spera nell'energia di certi gruppi sociali e nella loro lotta rivoluzionaria, e da una "psico-teologia" che spera nella salvezza grazie all'energia dell'io umano e delle relative tecniche, che dovrebbero servire all'autorealizzazione.
29. Ma, come da sempre, rimane valido il fatto che ,, in nessun altro" che in Gesù Cristo ,,è la salvezza; perché non vi e sotto il cielo nessun altro nome che sia stato dato agli uomini, per mezzo del quale noi dobbiamo essere salvati" (Atti degli apostoli 4. 12).
Le infiltrazioni di spiriti estranei nelle Chiese
30. Più una Chiesa si adatta allo spirito dei tempi, tanto più essa corre il pericolo non soltanto di scacciare lo Spirito di Dio dal proprio mezzo, ma pure di lasciar entrare spiriti estranei da una porta posteriore.
31. Questi spiriti estranei regnano nelle ideologie e nelle religioni di questo mondo (cfr. Efesini 6:12).
32. Se si afferma che gli spiriti estranei sono identici allo spirito di Dio, ciò dimostra il grande oscuramento che regna ai nostri tempi. Poiché, vale: ,,Le carni che i gentili sacrificano, le sacrificano ai demoni e non a Dio." (1 Corinzi 10:20).
33. Allorché, nelle ,,riunioni di preghiera" interreligiose, si rievoca sempre lo ,,spirito di Assisi" (cioè quella ,,preghiera di pace delle religioni", ad Assisi nel 1986), gli organizzatori di queste riunioni dovrebbero prestare attenzione alla ,,parola chiave" data quell'anno alla Cristianità: ,,lo sono il SIGNORE, il tuo Dio, ... Non avere altri dei oltre a me" (Esodo 20:2 e seg.).
La secolarizzazione delle Chiese
34. Tanta gente, e fra essa anche molti politici, da parte delle Chiese si attende una parola chiarificatrice basata sulla Sacra Scrittura.
35. Più una Chiesa vuole ,,adeguarsi ai tempi" e ,,aprirsi al mondo", quanto più essa e in pericolo di dimenticare la Parola vera e propria, quella di cui è debitrice a una popolazione sempre più atea ed insicura.
36. Una Chiesa che si adatta agli spiriti dei tempi e agli slogan della politica di destra o di sinistra, non può più apportare cambiamenti nel mondo, ma viene trascinata dai vortici di quest'ultimo. Essa cade nella secolarizzazione e diventa cosi superflua.
37. La via d'uscita e da ricercare unicamente nel pentimento, ricominciare nuovamente ad ascoltare la parola di Dio, che ci e data sotto forma della Sacra Scrittura, e proclamarla al mondo in parole e azioni.
Il comportamento dei credenti di fronte al giudizio attuale
38. Che al giorno d'oggi a molte Chiese manca la forza e la chiarezza sull'insegnamento radicato nella Bibbia e quello della manifestazione di vita è già giudizio di Dio (1 Pietro 4:17) e l'effetto dell'apostasia dalla fede salvifica degli ultimi tempi (Matteo 24:12; 2Tessalonicesi 2:3).
39. Una Chiesa che si trasformi in misura crescente in una meretrice, si conforma sempre più al mondo, mescoli idoli pagani con il Dio della Bibbia, aspiri al denaro, al potere e al riconoscimento da parte del mondo, disprezza i comandamenti di Dio e la salvezza mediante Gesù Cristo e mette sempre più in situazioni penose i veri credenti (Apocalisse 17 e seg.).
40. Malgrado tutto ciò, i credenti sono invitati a continuare ad aver fede, ad amare e a sperare, nonché a pregare per i loro calunniatori e persecutori, affinché anche questi si pentano (Matteo 5, 44).
41. Innanzitutto, pero, i credenti sono chiamati a rimanere fedeli al Signore e Salvatore Gesù Cristo, resistere ad ogni spirito di confusione e di conformità al mondo, e incitare il maggior numero possibile di persone a seguire Gesù Cristo. "Andate, dunque, e ammaestrate tutti i popoli" (Matteo28:19).
Attenersi alla vocazione missionaria
42. La missione opera parallelamente alla seduzione e avrà fine soltanto quando Gesù ritornerà in tutta la sua gloria e magnificenza (Matteo 24:14). La missione (nel senso di conversione di non credenti a Gesù Cristo) è la risposta positiva dei credenti alle numerose tentazioni.
43. La missione e il soffio di vita della Chiesa. Senza la missione, la chiesa muore. Esiste soltanto l'alternativa: ,,Missione o morte" (Otto Riecker3).
44. Se una Chiesa nel suo intero non vuole o non può più assumere l'incarico missionario, i singoli credenti sono chiamati a compiere questo servizio fondando o appoggiando opere missionarie fedeli alla Bibbia.
45. Grazie al servizio delle opere missionarie fedeli alla Bibbia, possono sorgere nuove comunità e Chiese, che eventualmente possono sostituire le chiese che hanno rinnegato la fede cristiana.
La questione dell'abbandono della Chiesa da parte dei propri membri
46. Il singolo credente è chiamato ad esaminare egli stesso per mezzo della Sacra Scrittura, fino a che punto la sua comunità e Chiesa e basata o meno sul fondamento della Parola di Dio.
47. Dove il credente constata deviazioni e abusi, e tenuto a denunciarli pubblicamente nella sua Chiesa. Trattandosi di abusi gravi, che non cessano nemmeno dopo ripetute proteste, non gli rimane altro che il sopportare o l'abbandonare la Chiesa. Fin tanto che e possibile, pero, egli non dovrebbe lasciare la Chiesa, ma bensì "imporsi".
48. Tuttavia, gli abusi possono assumere dimensioni tali, che per un credente per ragioni di coscienza e ubbidienza nei confronti di Gesù Cristo diventa inevitabile l'abbandono della Chiesa - questo nel caso che una Chiesa stessa nel suo intero delibera leggi che approvano e rendono impegnativi false dottrine e peccati.
49. Se il credente esce da una Chiesa che nei suoi principi e nella sua concezione di esistenza si e allontanata molto dalla Sacra Scrittura, allora può star certo che egli non esce dalla Chiesa di Gesù Cristo, ma lascia soltanto un'istituzione che ingiustificatamente si chiama ancora ,,Chiesa".
50. La vera Chiesa (la comunità di Gesù Cristo), neanche essa perfetta, ma i cui membri si impegnano a vivere con la forza di Cristo e secondo gli insegnamenti della Sacra Scrittura, continua a vivere al di fuori di questa istituzione e trova nuove forme di formazione della comunità. Soltanto ad essa si indirizza la Parola: ,,Le porte dell'inferno non la potranno vincere" (Matteo 16:18).
Le basi di una riforma della Chiesa
51. Indifferentemente dalla Chiesa a cui appartiene un credente ogni Chiesa ha bisogno di una riforma nel senso di un rinnovamento spirituale. Questo può iniziare sempre e soltanto dal singolo: mediante il riconoscimento della propria colpa e incapacità, e dall'esclusiva fiducia nella grazia e forza di Gesù Cristo.
52. Solo Gesù Cristo dev'essere il Signore: non ne devono essere altri, nemmeno fondatori di religioni o ideologi.
53. Unicamente la parola di Dio, scritta nella Bibbia, deve valere; nessun'altra parola, fonte di rivelazione e ideologia.
54. Siamo salvati unicamente mediante la grazia e attraverso la fede, non tramite tecniche di autosalvezza, concetti di reincarnazione, e empi tentativi che cercano di rimpiazzare il futuro regno dei cieli con un nuovo ordine mondiale di pace istituito attraverso la potenza degli uomini.
55. "Gesù Cristo, come descritto nella Sacra Scrittura, e la sola Parola di Dio che dobbiamo ascoltare, nella quale dobbiamo avere fiducia in vita e in morte e alla quale dobbiamo ubbidire. Rigettiamo la falsa dottrina, secondo la quale la Chiesa accanto all'unica Parola di Dio, potrebbe e dovrebbe riconoscere, come fonte di predicazione, ancora altri eventi e potenze, figure e verità come rivelazioni di Dio".
Vera e falsa unità
56. La vera riforma nel senso di un rinnovamento spirituale, attraverso il pentimento e il cambiamento di vita di molti singoli, conduce a una nuova comunione nello spirito - dapprima invisibile, ma poi vieppiù visibile.
57. Lo smembramento dei credenti, di diversi gruppi e gruppuscoli, che spesso si combattono fra loro è disubbidienza nei confronti di Dio, una vergogna davanti al mondo e la paralisi della missione (cfr. Giovanni 17:20 e seg.). Se i credenti tengono presente il significato centrale del Vangelo, la giustificazione del peccatore unicamente per grazia, e se scoprono la loro unita nei punti essenziali, esso non deve costituire tuttavia un ostacolo insuperabile: ,,L'unita nelle cose essenziali, la libertà nelle cose secondarie e sopra ogni cosa l'amore."
58. L'unita dei credenti, risultante grazie alla Parola di Dio e al pentimento, non è e non può essere un'unita a spese della verità biblica, ma bensì l'unita nella verità di Cristo (Giovanni 14:6; 11, 17; Efesini 2;14).
59. La vera unita comprende soltanto coloro che credono in Gesù Cristo, che ritengono la sua Parola verità, che sono nel mondo ma non del mondo e per questo sono odiati dal mondo (Giovanni 17). La falsa unita invece comprende l'intera umanità, ,,si prostituisce" con tutte le possibili ideologie e religioni, e con costrizione, terrore ed infine violenza perseguita coloro che rimangono fedeli a Gesù Cristo unico Signore, Redentore e Principe di pace (Apocalisse 13 e 17 e seg.).
60. Dio dona la vera unita mediante l'opera missionaria e l'evangelizzazione di tutti i popoli, per mezzo del chiaro appello a ricevere la fede salvatrice e all'affidare la propria vita a Gesù Cristo (Matteo 28:1820; Giovanni 17, 6 e seg.). La falsa unita invece, evita questo appello alla conversione mettendo in primo piano i problemi politici e i tentativi di autosalvezza di un'umanità che si considera autonoma - un'umanità senza Dio, che non ha accolto ,,l'amore della verità per essere salvata" e che trova il proprio apice nell'Anticristo, che si ,,pone a sedere nel tempio di Dio, mostrando se stesso e proclamandosi Dio" (2Tessalonicesi 2:4.10).
61. La vera unità non tollera false dottrine (Galati 1:6-10; 2Giovanni 9-11; Giuda 3 e seg.). La falsa unità invece, tollera le false dottrine e le promuove addirittura a causa della mescolanza delle ideologie e delle religioni.
Il rinnovamento della teologia
62. Per una riforma nel senso di un rinnovamento spirituale, è necessario un rinnovamento della teologia.
63. Un rinnovamento della teologia e possibile soltanto se, nella formazione teologica la Bibbia viene nuovamente presa sul serio come la Parola di Dio e se la ragione umana si sottomette ad essa con rispetto e timore.
64. Un'istruzione fedele alla Bibbia - vale a dire: la fondazione di istituti di formazione riconosciuti fedeli alla Bibbia (scuole, scuole bibliche, case di studio, accademie e scuole superiori) - è quindi irrinunciabile.
Lo pratica della disciplina nella chiesa
65. Molti inconvenienti nella teologia e nella Chiesa sono causati dalla soppressione della pratica della disciplina nella chiesa.
66. La pratica nella chiesa comprende la punizione o anche l'esclusione delle persone che pubblicamente introducono nella comunità dottrine e abitudini di vita non conformi alla Bibbia (1 Corinzi 5;2: 2Giovanni 9-11).
67. Per essere efficace la pratica della disciplina nella chiesa deve raggiungere tutti i livelli della conduzione della Chiesa e non può neanche fermarsi dinanzi al concistori, ai membri del sinodo ed ai conduttori della Chiesa, nei casi in cui essi diffondono o sostengono la seduzione.
68. Poiché ,,un po' di lievito fa lievitare tutta la pasta" (1 Corinzi 5:6) - questo vale tanto più, se questo ,,lievito" designa delle persone che occupano una posizione influente.
La missione del singoli credenti
69. Ogni singolo credente e chiamato a praticare il ,,reale sacerdozio" (cfr. 1 Pietro 2:9), ciò significa prendere a cuore il proprio mandato di Cristiano mettendo alla prova la dottrina e la vita alla luce della Sacra Scrittura.
70. Ciò comprende pure il compito di opporsi allo spirito dei tempi e di non tacere di fronte a sviluppi contrari alla Bibbia. Noi combattiamo ,,non con la violenza, ma con la parola" (Martin Lutero)
71. Ogni singolo credente e invitato a rimanere quotidianamente in comunione con Dio tramite la lettura della Bibbia e la preghiera, e lasciarsi donare ristoro e correzione.
72. E' chiamato ad annunziare il messaggio di Gesù Cristo come ce lo trasmette la Bibbia, senza limitazioni tagli o aggiunte.
73. E' chiamato a prendere seriamente la Bibbia pure nelle sue affermazioni etiche e contrarie allo spirito dei tempi e a vivere secondo i suoi insegnamenti.
74. E' chiamato ad impegnarsi per l'edificazione di una chiesa missionaria risvegliata, come pure a collaborare in una di esse.
75. E' chiamato a sostenere i collaboratori della Chiesa, p.e. pastori, che, per via della loro predicazione del risveglio fedele alla Bibbia, hanno problemi con la direzione della Chiesa e vengono sospesi o mandati via da essa.
76. E' chiamato a rifiutare d'appoggiare collette o imposizioni fiscali destinate a scopi contrari al Vangelo.
77. E' chiamato a collaborare o a sostenere opere, manifestazioni, scuole, accademie, servizi stampa, stazioni radio, ecc. fedeli alla Bibbia.
La vocazione delle Chiese
78. Le Chiese sono chiamate ad orientarsi esclusivamente alla Bibbia come Parola di Dio e a rifiutare ogni dottrina contraria a quella biblica, in modo da poter dare l'orientamento al singolo e alla società.
79. Sono chiamate ad accordare più spazio, di quanto e stato concesso finora in molti luoghi, all'edificazione delle comunità missionarie.
80. Sono chiamate ad incoraggiare i collaboratori, p.e. pastori, fedeli alla Bibbia e alla confessione, a rispettare l'esercizio della loro fede e ad estendere il loro campo d'azione, senza opprimerli attraverso sanzioni e l'esclusione.
81. Sono chiamate a non effettuare collette obbligatorie a favore di manifestazioni non approvate dalla coscienza dei Cristiani fedeli alla Bibbia.
82. Sono chiamate ad esprimersi chiaramente in merito a questioni etiche, come il matrimonio, la famiglia, l'aborto, I'eutanasia e l'omosessualità, e ciò in accordo e non in contraddizione con la Sacra Scrittura.
La missione dello Stato e della società
83. Lo stato non è identico alla Chiesa (cfr. Giovanni 18:36) tuttavia, può essergli utile e di benedizione, se si attiene a fondamentali principi biblici, i quali in fondo dovrebbero essergli trasmessi dalle Chiese (ciò che avviene sempre meno in numerosi Stati).
84. Questi fondamentali principi biblici si trovano essenzialmente nei Dieci Comandamenti (Esodo 20, 2-17).
85. Se questi principi non vengono più presi sul serio, allora s'instaureranno caos e anarchia.
86. Combattendo apertamente o di nascosto i fondamentali criteri divini contenuti nei Dieci Comandamenti, molti gruppi e partiti di numerosi Stati favoriscono il caos e l'anarchia.
87. La Sacra Scrittura definisce questa gente con le parole seguenti: ,,Or sappi questo: negli ultimi giorni verranno tempi difficili; perché gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanagloriosi, superbi, bestemmiatori, disubbidienti ai genitori, ingrati, irreligiosi, senza affezione naturale, mancatori di fede, calunniatori, intemperanti, spietati, senza amore per il bene, traditori, temerari, gonfi, amanti del piacere anziché di Dio, aventi le torme della pietà ma avendone rinnegato la potenza.... cariche di peccati, agitate da varie cupidigie, che imparano sempre e non possono mai pervenire alla conoscenza della verità" (2Timoteo 3:1-7).
88. In molti Stati, questi uomini siedono già alle leve di comando del potere o comunque aspirano di arrivarci. Essi sono i predecessori dell'"uomo del peccato" di cui parla 2 Tessalonicesi 2:3 e ricevono sempre più influenza nella politica, nella giurisprudenza, nei media nelle scuole e nelle chiese.
89. Politici, giuristi, giornalisti, insegnanti e uomini di chiesa, nonché uomini e donne di tutte le professioni, sono chiamati ad opporsi a questa ,,marcia attraverso le istituzioni", a queste infiltrazioni, per mezzo della preghiera e del lavoro nel senso biblico cristiano.
Previsioni
90. Le evoluzioni attualmente in corso nelle Chiese e nella società sono predette nella Sacra Scrittura.
91. Esse caratterizzano l'epoca in cui apparirà l'Anticristo satanico, dominatore del mondo.
92. Ma Gesù Cristo tornare in tutta la sua potenza e gran gloria per annientare l',,uomo del peccato" (2 Tessalonicesi 2:8).
93. Dato però che non sappiamo quando Cristo ritornerà, dobbiamo "agire finché è giorno".
94. Noi operiamo per Gesù Cristo e per l'edificazione della sua Chiesa come segno di gratitudine per essersi sacrificato al posto nostro sulla croce e per amore verso di Lui - nella certezza, che a Lui appartiene la vittoria.
95. ,,Tuttavia, il solido fondamento di Dio rimane fermo e porta questo sigillo: ,,Il SIGNORE conosce quelli che sono suoi", e: ,"Ritraggasi dall'iniquità chiunque nomina il nome del SIGNORE". (2Timoteo 2:19). Amen.
Note
1. Nicolas Louis Zinzendorf: fu fondatore di un grande movimento missionario in Germania nel XVIII secolo.
2. Blaise Pascal: frammento di "Pensieri" ritrovato nel suo mantello dopo la sua morte.
3. Otto Riecker: fondatore della Scuola Biblica di Adelshofen (Germania) e autore di numerosi libri sulle missioni.".
Io trovo questo articolo molto interessante. Questo articolo è un documento con cui le Chiese protestanti tedesche hanno celebrato il 450° anniversario della morte di Martin Luther.Questo documento è una sorta di edizione delle "Nuove 95 Tesi".
Ora, faccio qualche mia considerazione.
Il protestantesimo soffre nella situazione attuale.
Questo avviene perché in questa confessione religiosa vi è una vera e propria "arma a doppio taglio".
L'"arma a doppio taglio" è il fatto che il protestantesimo ammetta la possibilità di leggere ed interpretare la Bibbia individualmente.
Da un lato, ciò è positivo.
Infatti, leggere le Scritture è utile e dà una maggiore responsabilità al fedele.
Dall'altro lato, invece, ciò può essere un limite perché leggere ed interpretare le Scritture a livello individuale rischia di portare ad interpretazioni arbitrarie e personali delle stesse, con la nascita di settarismi e scontri di vario genere.
L'avevano capito anche i luterani del XVI secolo che dovettero prendere dei provvedimenti.
Infatti, oltre alle guerre che c'erano tra i luterani ed i cattolici, da un lato, ed i protestanti radicali (come gli anabattisti) dall'altro, c'erano anche delle differenze tra loro stessi. I luterani tedeschi avevano un'ortodossia più rigida mentre quelli della Scandinavia erano più moderati e, ad esempio, mantennero la struttura ecclesiastica episcopale, l'uso di paramenti sacri durante le liturgie, l'uso dei ceri nelle chiese a cui non vennero tolte le immagini sacre.
Nel 1580, le Chiese luterane tedesche e scandinave firmarono la "Formula di Concordia" .
Oggi, la questione è un'altra.
Nel protestantesimo si è fatta strada una corrente di pensiero in cui pratiche come l'aborto, l'eutanasia, il matrimonio gay ed altre simili riconosciute come compatibili con la tradizione cristiana e le scritture perché segno di libertà del cristiano.
Ora, la realtà è ben diversa poiché la libertà del cristiano è tale se vi sono la carità e la responsabilità.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare morire una persona perché soffre.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare abortire una donna.
Non è un'opera di carità (né di responsabilità) fare sposare una coppia omosessuale.
Leggete la Bibbia. Su certe cose non c'è molto spazio per le interpretazioni.
Ciò non è libertà. E' solo egoismo e calcolo politico.
Ora, vale detto "Se Sparta piange, Atene non ride".
Un discorso analogo vale anche per noi cattolici.
Purtroppo, anche nella nostra Chiesa si sono infiltrati certi personaggi che puntano a stravolgere la nostra dottrina.
Certo, nel nostro caso è più difficile perché noi abbiamo una Chiesa che interpreta le Scritture.
Però, c'è chi ci sta riuscendo e lo fa con il classico "stratagemma della rana bollita".
Infatti, se una rana viene messa in una pentola di acqua bollente, questa salta e scappa.
Se, invece, la rana viene messa in una pentola di acqua fredda e poi viene messa sul fuoco, questa muore, poiché resta nell'acqua e non fa in tempo ad accorgersi del calore che fa bollire l'acqua.
Così stanno facendo certi esponenti del mondo cattolico.
Vogliono fare passare le idee che ho prima citato come "compatibili con il cattolicesimo".
Spesso lo fanno appellandosi al Concilio Vaticano II.
Ciò fa sì che certe idee si facciano strada.
Cito, ad esempio, il ben noto prete che ha fatto cantare "Bella ciao" in chiesa.
Se l'avesse fatto il mio parroco, io mi sarei messo a protestare e mi sarei rivolto a tutte le sedi opportune e penso che avrei avuto seguito.
Qui c'è il rischio che nasca una "Chiesa senza Cristo", una Chiesa che sembra più un partito politico che non quella comunità che volle Cristo.
Dobbiamo essere vigilanti.
Cordiali saluti.