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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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giovedì 23 giugno 2011

ANTISEMITISM IS NOT CHRISTIANITY!


Spiritually, we are semitics.
Pope Pius XI.

Cari amici ed amiche.

Quando sento dire che la mia religione, la la religione cristiana, uccise tante persone innocenti, provo fastidio. Soprattutto quando la mia religione viene accostata all' antisemitismo mi arrabbio.
E ora, faccio delle mie considerazioni, anche prendendo spunto da un bellissimo articolo scritto sul blog "L'Idea diversa" di Basch Von Rosenburg.
Voglio contribuire a togliere certi stupidi pregiudizi sugli ebrei, per togliere anche quelli (altrettanto stupidi) su di noi.
Ora, va detto che l'antisemitismo fu preesistente rispetto al Cristianesimo. Basti pensare ai Filistei (1175BC-800BC) e a tutti quei popoli che diffidavano da quello "strano" popolo che credeva in un solo Dio e che non credeva in quegli "dei" di pietra o di legno. Dio diede a quel popolo la missione di riavvicinare tutte le altre genti ad egli. Ebbe re importanti, come Davide, Salomone e Gioisia, patriarchi, come Abramo, Isacco e Giacobbe (che prenderà il nome di Israele) e profeti, come Elia, Isaia e Geremia, che di quel Dio parlavano.
Per questo, gli ebrei furono odiati.
Ci furono altri, come i Babilonesi di Nabucodonosor, i Macedoni ed i Romani, che cercarono di di distruggere questo popolo.
Più volte, distrussero la loro Città Santa, Gerusalemme, ed il suo Tempio. Quest'ultimo fu più volte distrutto, nel 416 BC (con Nabucodonosor) e nel 70 AD (durante il periodo romano, sotto il regno dell'imperatore Vespasiano).
Una parte di questo popolo sviò dalla propria missione e si adeguò agli usi dei pagani.
Proprio sotto il dominio romano, nacque a Betlemme un uomo.
Questi era figlio di Giuseppe, un falegname che però era discedente di re Davide, come sua moglie, una vergine di nome Maria.
Quest'uomo si chiamava Gesù e visse a Nazaret. Questi iniziò a predicare Dio perché in realtà egli era il Figlio di Dio, il Cristo, Colui che esisteva prima di tutti i secoli.
Nel popolo ebraico, egli si fece dei discepoli, gli apostoli.
Alle autorità questo non piacque nell'anno 33 AD, lo fecero mettere in croce, anche per il tradimento di uno degli apostoli.
Morì ma dopo tre giorni risorse ed il suo messaggio, il messaggio di quel Dio degli ebrei, fu portato anche a coloro che in quel Dio non credevano.
Si compì così la missione di quel popolo e venne abbattuto il muro che divideva gli ebrei da non ebrei.
Ora, al di là di tutto, vanno dette determinate cose.
E' ora di smetterla di dire che gli ebrei assassinarono Cristo.
Il popolo ebraico non uccise Cristo. Non ne aveva alcun interesse.
Gli assassini di Cristo furono coloro che ebbero tutto l'interesse di farlo morire.
Ci fu una connivenza tra alcune caste aristocratiche e sacerdotali del popolo ebraico ed i Romani che videro in Gesù Cristo un agitatore politico.
Furono questi, coloro che uccisero il Cristo.
Il popolo ebraico, però, non c'entrò.
Purtroppo, questo non fu inteso dalle generazioni future e gli ebrei subirono persecuzioni e restrizioni di vario tipo. Tutto ciò fu il frutto dell'ignoranza.
Nel 313 AD, da "religio illicita", il Cristianesimo si affermò e, sugli ebrei, ai tanti pregiudizi preesistenti se ne aggiunsero altri, proprio a causa dell'ignoranza o meglio il pregiudizio pagano si "travestì" con il Cristianesimo.
Da qui, nacque l'attribuzione dell'antisemitismo al Cristianesimo.
In realtà, tra l'antisemitismo precristiano e quello del periodo successivo, ci fu un lungo "fil rouge".
Ad esempio, nel 70 AD Gerusalemme non esistette più. Il popolo ebraico fu disperso ed il Tempio fu distrutto. In seguito, Gerusalemme fu ricostituita come Aelia Capitolina e al posto del Tempio venne edificato un luogo di culto pagano. Lo stesso accadde al luogo in cui fu seppellito Gesù.
Quindi, il percorso del Giudaismo e del Cristianesimo fu simile, fino ad un certo punto.
Ora, il Cristianesimo si diffuse tra i pagani e questo generò la reazione delle autorità romane che perseguitarono i cristiani.
I cristiani, però, crebbero di numero e alla fine vinse nel 313 AD, con l'Editto di Milano, editto che fu voluto dall'imperatore Costantino I.
Quel Dio di Israele sconfisse il paganesimo.
Lo stesso non si poté dire del Giudaismo, che restò confinato nelle sue comunità.
In pratica, per gli ebrei, la situazione non cambiò. Anche loro vennero perseguitati dai pagani. Ad esempio, nel 49 AD, l'imperatore Claudio espulse i giudei (che erano insieme ai cristiani) da Roma. Claudio era pagano. Semmai, l'ignoranza fece il resto. Proprio perché non ci fu un chiarimento sul "ruolo" degli ebrei durante la crocifissione di Cristo, quei vecchi pregiudizi sul popolo ebraico restarono. Vennero rivisti "in senso cristiano".
In realtà, però, gli ebrei non furono sempre perseguitati. A volte furono tollerati e poterono dare il loro contributo anche alla società. Pensiamo a Mantova o a Messina.
Quando ci furono le maggiori persecuzioni contro gli ebrei?
Le maggiori persecuzioni contro gli ebrei ci furono nei periodi di crisi acuta.
Ad esempio, nel XIV secolo ci furono una crisi economica acuta ed una pestilenza fortissima.
Alcuni "predicatori" detti "flagellanti" iniziarono ad additare gli ebrei come "avvelenatori di pozzi" ed aizzarono la gente contro di loro.
Agli ebrei successe la stessa cosa che successe ai cattolici inglesi all'indomani dell'incendio di Londra, che avvenne nel 1666. Furono additati come "capro espiatorio".
Tra l'altro, i "flagellanti" non agirono per conto delle gerarchie ecclesiastiche. Queste ultime, infatti, erano in crisi a causa della "Cattività Avignonese" dei Papi e della peste, che allontanava i preti dai fedeli.
Lo stesso accadde nel XVI, durante la Riforma protestante, un altro periodo in cui la Chiesa cattolica ebbe dei grossi problemi.
Questo deve fare riflettere. Nei momenti di maggiore crisi della Chiesa cattolica, gli ebrei subivano maggiori persecuzioni.
Molto spesso, però, le persecuzioni contro gli ebrei avevano un apparente motivo religioso.
Non potendo fare molti lavori, gli ebrei erano costretti a fare i banchieri e a fare prestiti di denari.
Molto spesso capitava che un principe cristiano si indebitasse con loro e, per non restituire loro i soldi, li faceva uccidere, muovendo il pretesto religioso.
Ora, sfatiamo un altra leggenda sugli ebrei.
Molto spesso si parla di "ebrei massoni" e pronti a complottare contro i cristiani.
Qui ci sarebbe da dire molto.
Nel XVIII secolo ci fu l'Illuminismo e molta parte ebbe la massoneria.
A prescindere dalla leggenda di Hiram Abif e del Tempio di re Salomone, la massoneria non ebbe un'origine ebraica.
Infatti, nacque nell'ambito delle gilde che realizzavano le cattedrali.
Non mi risulta che gli ebrei avessero mai costruito le cattedrali.
Inoltre, molti venerabili massoni erano abati e monaci.
Magari, proprio per il carattere segreto della massoneria, anche degli ebrei potrebbero essere entrati in essa.
Di sicuro, una minore forza della Chiesa cattolica non tolse l'antisemitismo.
Anzi, esso si acuì nel XIX e ne XX secolo e qui non ci fu nulla di cristiano.
Infatti, sorsero ideologie perniciose come il comunismo, il militarismo ed il nazionalismo che osteggiarono gli ebrei.
Per i comunisti, gli ebrei erano i depositari del capitalismo e di una religione. Per il comunismo, la religione è una forma di alienazione che distraeva l'uomo dai bisogni terreni.
Per i militaristi ed i nazionalista, gli ebrei erano fautori del pacifismo, del cosmopolitismo e del comunismo.
Ora, anche qui c'è da fare una precisazione.
La famiglia Karl Marx (fondatore del comunismo) era sì di origini ebraiche ma si fece protestante, anche se non fu religiosa.
Riguardo al cosmopolitismo, gli ebrei non venivano visti di buon occhio perché le famiglie di religione ebraica avevano legami di sangue con altre famiglie ebraiche sparse per il mondo.
La situazione esplose nel XX secolo, con l'affermarsi del nazismo e del comunismo, due ideologie anticristiane. Gli ebrei furono perseguitati sia dai nazisti che dai comunisti.
Con loro, morirono anche tanti cristiani, come il pastore protestante Dietrich Bonhoeffer, padre Massimiliano Kolbe e padre Giuseppe Girotti (nei lager nazisti) e i martiri di Butovo (nei campi sovietici).
Ebrei e cristiani tornarono ad essere perseguitati insieme.
Questo deve farci riflettere e se si riflettesse di più si capirebbe che uno che si dice cristiano ma poi è antisemita.
Andrebbe contro il suo credo. Abramo, Mosè, Giacobbe e Gesù non erano mica ebrei?
Sinceramente, mi ha fatto schifo vedere la foto di quel prete che indossa una svastica che ho riportato qui sopra.
Inoltre, Papa Pio XI disse che l'antisemitismo è inconciliabile con la dottrina cattolica e che noi siamo tutti spiritualmente semiti.
Papa Pio XII, il tanto vituperato Papa Pio XII, disse:
"Dove regna la Croce di Cristo, non voglio vedere la croce uncinata.".
Leggete questo articolo, seguendo il link http://ilprofetadelvento.it/La Chiesa e gli ebrei.htm.
Hitler si alleò con il muftì di Gerusalemme Husseini, un fondamentalista islamico, e disse (testualmente) che avrebbe schiacciato la Chiesa come un rospo.
Guarda caso, oggi, sia i comunisti che i neonazisti sono contro Israele.
Ovviamente, i comunisti vedono in Israele il capitalismo e l'oppressore di popoli.
Non sono diversi da coloro che (come i nazisti) sostenevano certe tesi che parlano di una conquista del mondo da parte degli ebrei.
Questo deve farci riflettere.
Tra l'altro, qualche giorno fa stavo andando in bicicletta, qui a Roncoferraro. Ad un certo punto avevo visto dei bambini che si spintonavano e si prendevano in giro tra loro.
Uno di loro aveva canzonato l'altro, apostrofandolo con il termine "ebreo".
Io avevo la tentazione di chiedere chi fossero i suoi genitori e di dire loro di insegnare le buone maniere a suo figlio.
Certo che certe cose ancora permangono.
Noi cattolici dobbiamo vivere insieme agli ebrei in reciproca comprensione ed amicizia.
Cordiali saluti.





L'IDEA DIVERSA: Il concetto di ebrei popolo eletto: razzismo o no?...: " “Voi avete visto ciò che ho fatto all’Egitto: portandovi [come] su ali d’aquila, vi ho condotti a me. E ora, se ascolterete la Mia voce ..."

AGAINST CHRISTIANOPHOBIA



Dear friend.

Please, sign this petition.
Follow this link, http://www.againstchristianophobia.org, and sign this petition.
Every five minutes a christian is killed for his faith. Churches are destroyed and men, women ed children are killed for their faith.
Today, Christianity is the most persecuted religion.
Do not forget.
God bless you.

LA SVIZZERA TEMPLARE

Cari amici ed amiche.

La storia della Svizzera è molto complessa.
Le presenza umana su quel lembo di terra incastonato tra gli attuali Liechtenstein, Francia, Germania, Austria ed Italia e tra le Alpi e la catena del Giura risale a circa 15o.000 anni fa e fu abitato da tribù celtiche come gli Elvezi e gli Allobrogi.
Con la conquista romana, questo lembo di terra fece parte della Provincia di Rezia.
In epoca romana furono fondate città come Colonia Iulia Equestris (Nyon), Genava (Ginevra), Curia (Coira), Sedenum (Sion), Bilitio (Bellinzona), Lousonna (Losanna), Salodunum (Soletta) e Turicum (Zurigo).
Con l'arrivo dei barbari e la caduta dell'Impero Romano d'Occidente (476 AD), quella zona si divise in tre aree, quella occidentale, abitata da popolazioni gallo-romane (l'attuale Svizzera francofona), quella centrale e settentrionale, popolata da popolazioni germaniche (l'attuale Svizzera tedescofona) e meridionale, abitata da popolazioni romano-longobarde (da cui discendono sia le comunità italo-svizzere e sia quelle ladine) e reto-romanze, da cui discendono i Ladini, che parlano una lingua neolatina, il romancio. Fiorirono importanti monasteri, come quello di San Gallo e di Saint Maurice d'Agaune.
Con la morte dell'imperatore Carlo Magno (814 AD) e di suo figlio Ludovico il Pio (840 AD) l'attuale Svizzera entrò a fare parte della Lotaringia, quella fascia di territorio che partiva dagli attuali Paesi Bassi e finiva nel centro-nord Italia che fu attribuita a Lotario I, il primo dei tre figli di Ludovico ed imperatore del Sacro Romano Impero, dopo il trattato di Verdun dell'843 AD.
Il Sacro Romano Impero si dissolse nell'887 AD, con la deposizione di Carlo III detto "Il Grosso".
Nel X secolo, fu ricomposto il Sacro Romano Impero della Nazione Germanica e nel 1039 AD, il territorio svizzero fu preso dall'imperatore Corrado II il Salico.
Fino al 1291 questa parte di impero fu terreno di scontro tra famiglie nobili importanti come quelle sveve di Zahringen e Hohenstaufen, i Savoia e Kyburg.
Nel 1291 la parte centrale della Svizzera fu retta da una famiglia che diventerà molto potente, gli Asburgo.
Questi vollero trasformare i propri feudatari in funzionari (landamani). I contadini, invece, puntarono alla dipendenza diretta dall'impero (sul modello delle città libere imperali), scavalcando feudatari.
Il 1 aosto 1291, le comunità rurali si strinsero in un'alleanza contro gli Asburgo e le comunità di Uri, Svitto (Schwitz) ed Unterwaldo (Unterwald) si unirono.
Qui ci fu l'embrione dello Stato svizzero che noi conosciamo, la Confoederatio Helvetica.
Nel 1313, i contadini di Svitto attaccarono l'abbazia di Einseldeln e due anni dopo furono attaccati dai cavalieri degli Asburgo, che furono sconfitti.
Alla confederazione aderirono in seguito Lucerna (1332), Zurigo (1351), Berna (1353) e Zug (1365). Preoccupati della forza dei confederati, gli Asburgo li attaccarono nuovamente ma furono sconfitti più volte. Nel 1415, Argovia entrò nella confederazione e lo stesso fece Uznach nel 1435.
Dal 1474 al 1477, la confederazione fu attaccata dai Borgognoni di Carlo il Temerario, che vennero sconfitti. Nel 1481, aderirono alla confederazione Friburgo e Soletta .
Nel 1499 l'imperatore Massimiliano I d'Asburgo riconobbe la sovranità della Svizzera a cui aderirono anche il cantone Appenzell (nel 1513), il Canton Ticino (che fu staccato dal Ducato di Milano, dopo la battaglia di Marignano del 1516) e Ginevra (nel 1519).
Nel XVI secolo, in Svizzera vi furono turbolenze dovute all'arrivo della Riforma protestante.
Prima arrivarono i luterani. Poi, nel 1523, un predicatore di nome Ulderico Zwingli, portò la sua dottrina a Zurigo. Questa dottrina arrivò a Berna, a Sciaffusa fino alle campagne del Grigioni e di San Gallo.
Nel 1535, un predicatore francese di nome Giovanni Calvino fece espellere il vescovo di Ginevra ed impose le sue idee religiose sulla città.
E così, i secoli XVI e XVII furono travagliati a causa degli scontri tra cattolici e protestanti.
In tanti tentarono di conquistare questa terra elevetica.
Ci fu la Guerra dei Trent'anni (1618-1648) che sconvolse mezza Europa.
La fine della Guerra dei Trent'anni sancì l'indipendenza della Svizzera dall'Impero. Nel 1674 fu proclamata la sua neutralità. Nel 1712 finirono anche le guerre di religione.
Il resto è storia nota.
Con l'Illuminismo ci furono rivoluzioni e la Svizzera finì nell'orbita dei Francesi di Napoleone Bonaparte.
Con il Congresso di Vienna (1814) venne stabilito che i confini svizzeri fossero riconosciuti.
Nel XIX secolo ci furono scontro tra i cantoni protestanti e liberali e quelli conservatori e cattolici.
Nel 1848 venne creata la Confederazione Elevetica (o Svizzera) che conosciamo noi.
Ora, voglio portare alla vostra attenzione un piccolo particolare.
Guardate la bandiera svizzera.
Essa è una croce bianca su campo rosso.
Del resto, questa croce compare anche sulle monete. Qui sopra vi è un pezzo da due franchi che fa parte della mia collezione, che spero di completare.
Ora, vi faccio fare un giochino.
Provate ad invertire i colori.
Cosa salta fuori?
E' facile, avremo una croce rossa su campo bianco.
Non vi fa venire in mente niente?
La Croce Rossa?
Non esattamente!
La Croce Rossa fu fondata dal ginevrino Jean Henri Dunant nel 1862 e, secondo la storia ufficiale, prese spunto dalla bandiera svizzera a colori invertiti.
Ora, va ricordato che Dunant era un massone.
Alcune logge della massoneria sostengono di essere eredi di un ordine cavalleresco medioevale che fu fondata nel 1099 da un tale Hugues de Payns e che fu soppresso da Papa Clemente V (per volere del re di Francia Filippo IV detto "Il Bello") nel 1312.
Ma sì...sto parlando proprio dei Cavalieri dell'Ordine Templare!
Ora, vi è una teoria che dice che la Svizzera fosse stata fondata dai proprio da questi cavalieri.
In effetti, il fatto che dei semplici contadini si fossero armati così e che fossero stati capaci di creare un sistema difensivo e politico di simile caratura deve fare supporre che in passato ci fosse stato qualcuno che potesse essere stato in grado di garantire ciò.
Bisogna tenere conto che, quando l'ordine fu soppresso nel 1312, i templari si dispersero.
Alcuni andarono in Scozia, presso re Roberto I, che era stato scomunicato.
Altri, come i templari spagnoli, fondarono ordini nuovi, come l'Ordine di Montesa.
Altri ancora potrebbero essersi rifiugiati nell'attuale Svizzera, ove già avevano precettorie e mansioni.
Inoltre, ricordo che i Templari erano anche dei banchieri. Furono loro gli inventori dell'assegno. La Svizzera di oggi è nota per le banche.
Quindi, ci sono tante coincidenze che, se dovessero essere vere, metterebbero in luce una verità sorprendente.
Tra l'altro, sarebbe anche la dimostrazione del fatto che i Templari erano fedeli al Papa.
La dimostrazione sta nel fatto che dal 1506, sotto Papa Giulio II, ad oggi dei mercenari svizzeri sono al servizio del Papa. I discendenti di questi mercenari sono le Guardie Svizzere.
Se la teoria dei Templari legati alla Svizzera dovesse essere vera sarebbe la dimostrazione della loro fedeltà alla Chiesa.
Tante Guardie Svizzere, ad esempio, morirono nel 1527 per difendere Papa Clemente VII, quando Roma fu saccheggiata da Lanzichenecchi dell'imperatore Carlo V d'Asburgo.
Pertanto, quando sentiamo gridare il motto "Acriter et fideliter", riflettiamo!
Cordiali saluti.










mercoledì 22 giugno 2011

GIOVANI, UNA QUESTIONE SPINOSA!


Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere i commenti all'articolo "Il problema del centrodestra, la Lega Nord? No, la mancanza della Lega Sud?".
Il commento è stato scritto da un tale Pasquale, un ingegnere di ventotto anni.
A prescindere dai toni usati dall'interlocutore e dal suo modo di porre la questione (che non condivido), da quel commento voglio trarre qualcosa di costruttivo.
Nel suo attacco alla Lega Nord (che mi risulta becero), Pasquale scrive:

"I meridionali sono persone che nella maggior parte dei casi sono laureati e vanno al nord ad occupare i migliori posti di lavoro...mentre quelli del nord (che nella maggior parte dei casi si fermano alla licenza media o al diploma) devono accontentarsi di posti di manovalanza...non bisogna generalizzare ma è così! Guarda come ti dicevo io sono un ingegnere, ho 28 anni, lavoro a Bologna ed insegno in una scuola...mi devi credere i ragazzi che ho come alunni, nella maggior parte dei casi, non sanno fare 2+2 ...e sono tutti bolognesi e delle zone limitrofe...qua si spiega tutto!"

Ora faccio la mia considerazione.
Quando afferma che al sud ci sono più laureati, Pasquale dice il vero.
Però, dimentica un aspetto importante della questione.
Il primo riguarda la questione delle condizioni del sud Italia.
Al sud non c'è l'apparato industriale del nord. Ergo, c'è meno richiesta di manovalanza.
Quindi, un giovane del sud che vuole realizzarsi deve per forza studiare e la famiglia lo incoraggia, anche facendo ingenti sforzi economici.
Per un giovane del sud non ci sono altre possibilità.
Intendiamoci, questo è un merito. Di fronte alle difficoltà non sio può stare con le "mani in mano".
Al nord, invece, c'è l'industria e c'è l'agricoltura intensiva. Quindi è richiesta più manovalanza.
Quando afferma che molti lasciano la scuola prima del tempo, Pasquale dice il vero.
Però, dimentica di dire al sud la "mortalità scolastica" (ossia l'abbandono degli studi) non è certamente meno alta di quella che c'è al nord.
La differenza sta nel fatto che al nord la "mortalità scolastica" è più visibile.
Però, non è meno alta di quella che c'è al sud, ove vi sono anche dei bambini che non fanno nemmeno la scuola dell'obbligo.
In secondo luogo, vorrei ricordare un'altra cosa.
Avere la laurea non significa essere "super istruiti".
Dico questo per una ragione molto semplice.
Qui in Italia, molte università non sono meritocratiche, soprattutto a causa della questione delle "baronie" , questione che è largamente combattuta dalla riforma del ministro dell'Istruzione e dell'Università Mariastella Gelmini.
In Italia, il valore della laurea è dimezzato perché tanti laureati hanno quel pezzo di carta non per meriti propri ma per "favori" ricevuti.
Di sicuro, per l'università italiana serve una riforma radicale che preveda un taglio severo dei finanziamenti pubblici per molte facoltà che sono inutili ed un maggiore ingresso anche dei fondi privati che finanziano quelle facoltà che hanno progetti utili.
Questo è un principio di sussidiarietà, che è già presente nella riforma del ministro Gelmini.
Anzi, io sarei favorevole a fare quello che si fa all'estero.
Un'azienda finanzia una facoltà di un'università e ne segue gli allievi che potrebbero diventare suoi futuri managers.
Anzi, se io fossi un ricco imprenditore io farei seguire i giovani fin dalle Scuole Superiori (con dei "talent scout") e poi farei avere ai più meritevoli delle borse di studio per gli studi all'università, così da potere dare a loro il posto nella mia azienda.
Inoltre, le università italiane hanno un'altra grave carenza.
A differenza di quelle estere (che hanno il "campus") molte università italiane non hanno alloggi vicini. Se si escludono alcune eccezioni (come l'università di Firenze, che la "casa dello studente", che è raffigurata nella foto qui sopra) un giovane che va all'università non ha un alloggio vicino al plesso e spesso è costretto o a fare il pendolare o ad affittare delle case, che spesso sono dei tuguri, per i quali uno studente si trova a pagare degli affitti esosi.
Ora, sollevo la questione della disoccupazione giovanile.
Pasquale mi attacca sempre sulla questione della disoccupazione giovanile, questione che mi riguarda, essendo anch'io disoccupato.
Pasquale attacca sempre il Governo. Io voglio portare la questione ad un punto più alto econ un tono meno polemico e più costruttivo.
E' evidente che tra me ed il mio interlocutore vi siano delle differenze di vedute.
Lui è di sinistra e come tale delega tutto allo Stato e alla pubblica istituzione.
Io, invece, sono di centrodestra e dico che non bisogna delegare tutto alla pubblica istituzione e che il privato ha delle responsabilità.
E' evidente che qui in Italia vi sia un problema ma ritengo che il Governo non c'entri più di tanto.
E' la cultura imprenditoriale italiana che ha preso una brutta piega.
In pratica, molti imprenditori che cercano manovalanza, vogliono abbassare i costi.
Per fare ciò, hanno smesso di investire nella tecnologia e puntato tutto sule "braccia".
Quindi, per abbassare i costi, questi imprenditori hanno iniziato ad assumere gli immigrati.
In pratica, i giovani italiani sono stati messi in concorrenza con gli immigrati e questi ultimi sono avvantaggiati.
Molto spesso si dice che i giovani italiani non vogliono fare certi lavori perché umili.
Se gli imprenditori che sostengono questa tesi pagassero di più, io penso che un giovane italiano sarebbe ben disposto a fare certi lavori.
E poi, ritengo che questa tesi sia una pura leggenda metropolitana.
Io, ad esempio, ho lavorato come collaboratore scolastico (bidello) nella Scuola Media.
Sono stato anche impiegato comunale, ma questa è un'altra storia.
Dall'attuale situazione nasce anche la precarietà.
Di certo, gli imprenditori sono oberati da un fisco pesantissimo e qui sì che il Governo deve intervenire.
Però, non si può nemmeno gettare la croce su questo Governo, che tra l'altro ha fatto reggere i conti nonostante la crisi.
Il problema dei giovani è ben più complesso.
In tale proposito, vi invito a leggere la nota di Filippo Giorgianni, che ha preso alcune pagine di un testo del filosofo Roger Scruton che è intitolato "Filosofia di Facebook, vita reale o feticcio".
Il link è http://www.facebook.com/notes/filippo-giorgianni/roger-scruton-filosofia-di-facebook-vita-reale-o-feticcio-in-vitapensiero-n-1201/10150340754763327.
Oggi, i giovani si trovano di fronte ad una vera e propria crisi di valori.
Sull'ambito lavorativo, ho detto tutto prima ma la crisi è profonda anche su quello umano.
Com'è noto, la famiglia è in crisi e la scuola (specie quella pubblica, tanta parte della quale è figlia di quel modo di pensare del Sessantotto) non è in grado di trasmettere valori.
Molto spesso, i giovani si trovano con un solo genitore che spesso è a lavoro. I giovani sono costretti a barcamenarsi in questo contesto di solitudine.
Quindi, c'è una predominanza della "cultura dell'individualismo", ossia di quella "cultura" che fa sì che una persona pensi solo a sé stessa, anche a scapito degli altri. Anche da qui nasce il bullismo nelle scuole, fenomeno che, purtropo, anch'io ho conosciuto, alle Scuole Medie.
Un giovane è portato a fare ciò perché sa di essere solo. E così si rifugia nella sua stanzetta e, navigando nei social-network, si crea un mondo tutto suo con "amici" fittizi.
Ciò, però, è deleterio perché non aiuta a crescere.
Per aiutare i giovani serve un cambiamento culturale.
Cordiali saluti.

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE BERLUSCONI? E' OTTIMO!

Cari amici ed amiche.

Quello pronunciato oggi dal Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, a Monte Citorio è stato un discorso di altissimo profilo politico.
Il presidente Berlusconi ha pronunciato un ottimo discorso, con cui ha spiegato ai parlamentari l'attività di questo Governo.
Di sicuro, l'attività di questo Governo è stata positiva per molti aspetti.
Pensate, durante questa crisi, il Governo ha disposto che ci fossero ben 37.000.000.000 di Euro per gli ammortizzatori sociali ed 80.000.000.000 di Euro per le risorse alle aziende.
Inoltre, ha pianificato lo svolgimento del piano per il Sud, che comprende anche le infrastrutture (a cominiciare dall'ammodernamento dell'Autostrada A3 Salerno-Reggio Calabria, della quale oltre il 75% del tratto campano è ammodernato), con riunioni del CIPE (Comitato Interministeriale di Programmazione Economica) che si terranno ogni mese.
Inoltre, riguardo alla politica estera, il Governo italiano ha stabilito contatti con il Comitato provvisorio di Bengasi e ne ha riconosciuto la legittimità.
Con il Comitato provvisorio di Bengasi verrò tratta la questione dei rimpatrii dei libici fuggiti e quella del contrasto all'immigrazione clandestina.
Ha programmato anche una via politico-diplomatica per risolvere la crisi libica. Riguardo alle missioni all'estero, il presidente ha annunciato che il tema verrà trattato alla presenza del Consiglio Supremo di Difesa, organo che è presieduto dal Presidente della Repubblica.
Si parlerà anche del termine delle missioni.
Ha parlato anche di un nuovo piano energetico, tenendo conto anche del risultato del referendum sul nucleare.
Inoltre, ha parlato anche della situazione politica.
Una crisi al buio sarebbe una catastrofe.
Infatti, con le agenzie di rating che guardano il nostro Paese si rischia molto.
Se dovesse cadere il Governo ci sarebbe una speculazione fortissima che farebbe declassare il nostro Paese dalle agenzie di rating, che già si mostrano preoccupate dall'instabilità politica.
Finiremmo come la Grecia.
Riguardo al rapporto con la Lega Nord, il presidente Berlusconi ha detto parole di grande amicizia al suo leader Umberto Bossi e agli esponenti di tale partito.
Ha criticato chi ha parlato di operazioni di trasformismo, quando alcuni deputati dell'opposizione hanno scelto di appoggiare il Governo.
Tra l'altro, ha fatto notare che una parte dei parlamentari eletti nel PdL sono passati all'opposizione, tradendo il mandato dato loro dagli elettori, e nessuno ha detto niente.
All'opposizione, ha chiesto collaborazione in tema di riforme.
Quello del presidente Berlusconi è stato un discorso di altissimo profilo istituzionale.
Tra l'altro, faccio notare che se fosse passata la riforma che il centrosinistra fece bocciare nel 2006, a quest'ora avremmo meno parlamentari ed il federalismo.
Questo dimostra che im mali del nostro Paese non sono stati causati dal centrodestra.
Cordiali saluti.

martedì 21 giugno 2011

IL PROBLEMA DEL CENTRODESTRA, LA LEGA NORD? NO, LA MANCANZA DELLA LEGA SUD!





Cari amici ed amiche.

In questo video che ho scaricato da Youtube viene mostrato l'intervento fatto dal senatore Pasquale Viespoli (ex-Popolo della Libertà, ex-Futuro e Libertà per l'Italia ed oggi Coesione nazionale-Io Sud) durante la verifica del Governo.
Tra l'altro, ieri ho visto questo intervento in diretta TV.
Voglio fare una riflessione, partendo dalle parole del senatore Viespoli.
Il punto della questione sta nel fatto che questo centrodestra sia sbilanciato non perché c'è la Lega Nord e perché tale partito porta le sue idee.
Quello che fa la Lega Nord è legittimo e in buona parte perfettamente condivisibile.
La Lega Nord ha sollevato le questioni su dei problemi reali.
Ad esempio, la questione di Equitalia e del fatto che a un poveretto vengano pignorate automobile e casa, qualora non pagasse, ad esempio, il canone RAI è un problema reale.
La questione del federalismo e della riduzione del numero dei parlamentari è un tema che va affrontato.
L'unica questione portata dalla Lega Nord che è stata discutibile è stata quella dello spostamento dei ministeri al nord.
Qui si è dovuto mediare e la soluzione è stata trovata portando delle sedi di rappresentanza dei ministeri al nord.
Quindi, alla Lega Nord non va rimproverato nulla. Per dirla in dialetto mantovano, a gh'a rason! Se volete ve lo dico anche in siciliano, c'avi raggiuni!
Spero di evitare le polemiche.
Il problema vero è che manca un movimento analogo al sud, una "Lega Sud".
Ci sono tanti partiti e partitini (come Noi Sud, Forza del Sud, Movimento per l'Autonomia, Io Sud e Lega Ausonia) ma non c'è un grosso partito capace di fare sì che ci sia dialogo tra il popolo del sud e le istituzioni centrali.
Ciò è dovuto ad un male antico del sud Italia, il territorialismo accentuato, che ha frammentato il sud in tanti "feudi", grandi e piccoli.
In pratica non c'è "un sud" ma ci sono "tanti sud" che, negli anni passati, vissero vere e proprie politiche di assistenzialismo che favorirono il clientelismo, le varie forme di criminalità organizzata ed una carenza di imprenditorialità.
La frammentazione dei movimenti nel sud Italia rispecchia pienamente il contesto meridionale.
Immagino un giovane meridionale che vuole portare avanti dei progetti utili e magari vuole fare dell'imprenditoria nella sua terra, creando così ricchezza.
Quel poveretto non riesce, proprio a causa di questo rapporto malato che si instaurò tra la popolazione ed una classe politica che spesso pensa alla sua conservazione.
Io ritengo quindi che al sud ci debba essere un movimento simile alla Lega Nord.
Non crediate che il nord sia uno.
Anche nel nord ci sono tante realtà diverse.
Basti pensare al nord-ovest, rappresentato dal "triangolo" costituito da tre poli industriali di Torino, Milano e Genova, che è completamente diverso dal nord-est della piccola e media impresa o dall'Emilia-Romagna e del Mantovano, ove sono forti le cooperative, insieme alle piccole imprese.
Ci sono delle differenze abissali tra queste aree ma la Lega Nord è riuscita a fare sintesi di tutte queste differenti voci.
Ciò è avvenuto perché la Lega Nord è un partito nato dal basso, dal popolo settentrionale.
Anche al sud servirebbe una cosa simile.
Ora, mi rivolgo (in particolare) ai parlamentari "sudisti" come l'onorevole Gianfranco Micciché, la senatrice Adriana Poli Bortone, l'onorevole Luciano Sardelli o lo stesso senatore Viespoli.
Perché non fanno un unico partito del Sud che sappia cogliere tutte le istanze di questo pezzo di Paese, partendo dal basso.
A mio modo di vedere, questi parlamentari devono fare sì che si crei al sud una classe politica legata al territorio ma non territorialista ed autoreferenziata.
Devono coinvolgere i giovani meridionali nella politica nel loro territorio e per il loro territorio.
Devono fare capire che il federalismo non è contro il sud ma è per l'Italia.
Il federalismo può essere il modo in cui possano emergere tutte le energie migliori del sud Italia.
Io mi auguro che ciò avvenga.
Parlo come ragazzo del nord (ma di origini meridionali) che vede che ci sono delle gravi difficoltà, come la disoccupazione giovanile, che è più bassa rispetto a quella di altri Paesi ma che pesa su tutto il "sistema Italia". Io parlo con cognizione di causa, essendo disoccupato
C'è un nord che produce ricchezza ma che, a causa di questo centralismo, si trova con una zavorra che gli toglie tanta parte di codesta ricchezza.
C'è un sud che ha delle grandissime potenzialità ma che non riesce ad esprimerle, a causa dei mali atavici di cui ho parlato più volte.
Il federalismo può dare l'impulso del cambiamento.
E allora, perché il centrodestra sia completo serve la Lega Nord ma serve anche una Lega Sud che nell'alleanza con il Popolo della Libertà abbiano un riferimento per portare le istanze delle due parti del nostro grande Paese al Governo.
Solo se si è al Governo si possono mettere in pratica le proprie idee.
Cordiali saluti.

QUALCHE CONSIGLIO PER LE VACANZE


Cari amici ed amiche.

Ad un mio precedente articolo intitolato "Da Roseto degli Abruzzi al Gran Sasso d'Italia, un itinerario nella Valle del Vomano" è stato fatto un commento in cui mi si chiedeva come possa raggiungere il Santuario di San Gabriele dell'Addolorata.
Il Santuario può essere raggiunto comodamente in automobile. Da Milano, basta imboccare l'autostrada A1 per Bologna e da lì si imbocca l'autostrada A14 per Ancona. Si prosegue per Pescara e si esce a Teramo-Giulianova-Mosciano Sant'Angelo. Io, che parto da Mantova, imbocco la A22 per Modena e da lì mi immetto nella A1 per Bologna.
Da lì, si imbocca l'autostrada A24 Teramo-L'Aquila-Roma, in direzione Roma. Oggi vi è una superstrada che collega la A14 alla A24 a Teramo. Imboccate questa superstrada, con la quale eviterete di passare per la città di Teramo. A Teramo vi immetterete direttamente nell'Autostrada A24. Il primo tratto di questa autostrada non è a pedaggio. Arrivate alla barriera (dopo lo svincolo di Basciano-Villa Vomano) entrate nel tratto a pedaggio e, arrivati allo svincolo di Colledara-San Gabriele, uscite dall'autostrada.
Il santuario è lì vicino. Vi basterà seguire le indicazioni e, dopo qualche chilomentro, sarete è lì.
Il Santuario è raggiungibile anche dal sud Italia. Dalla Puglia, vi basterà prendere l'Autostrada A14 in direzione Pescara e si proseguirà poi per Ancona.
Vi basterà uscire allo svincolo di Roseto degli Abruzzi e da lì dovrete prendere la strada per Montorio al Vomano.
Vi dovrete immettere poi nell'Autostrada A24 e fare il tragitto prima citato.
Da Roma, il santuario può essere raggiunto imboccando l'autostrada A24 per L'Aquila e Teramo.
Passate il traforo del Gran Sasso e uscite allo svincolo di Colledara-San Gabriele.
Vi consiglio di visitare questo santuario perché è un luogo di grande fede e tradizione religiosa ma in zona potrete fare anche della normale villeggiatura, visti i bei posti.
Ad esempio, da San Gabriele, il borgo di Castelli è facilmente raggiungibile. Questo borgo è noto per le ceramiche.
Inoltre, vi sono i piccoli borghi come Tossicia, il paese di origine della famiglia di mio padre.
Si possono fare anche dei campeggi nella zona del Lago di Campotosto, che può essere raggiunto facilmente uscendo dall'autostrada A24 allo svincolo di Assergi o passando per Tossicia e Montorio al Vomano e da lì prendendo la SS 80 per L'Aquila.
In zona, vi è anche il borgo di Santo Stefano di Sessanio.
Chi ama la montagna, può andare a Prati di Tivo, che può essere raggiunta prendendo la SS.80 per L'Aquila (da Montorio al Vomano) ed imboccando la strada per Pietracamela.
Chi ama il mare, può raggingere il Mare Adriatico andando a Roseto degli Abruzzi o a Giulianova.
Sia vicino al Santuario di San Gabriele e sia nelle altre zone che ho citato vi sono alberghi, agriturismi e varie strutture ricettive. Inoltre, anche la cucina non è niente male. Pensate ai noti maccheroni "alla chitarra", al timballo, agli arrosticini (spiedini di montone o di pecora), alla pecora "alla callara" o ai bocconotti.
Termino facendovi anche una segnalazione.
L'amico Giuseppe Sagliocco mi ha contattato, riferendomi che vi è una villetta da affittare a Marina di Sibari, in provincia di Cosenza. Sibari si trova sulla costa jonica della Calabria.
La zona in cui si trova questa villetta è un villaggio dotato di animazione nelle due piazzette del centro, che sono piene di negozietti caratteristici.
La villetta è composta da una cucina, una sala da pranzo, tre camere da letto e due bagni. Ha anche un balcone ed un giardino.
Si trova a 600 m. dal mare e a 300 m. dal centro, con i negozi.
A luglio, il prezzo di 1600 Euro al mese. Si affitta ad una famiglia composta al massimo da cinque o sei persone.
Per saperne di più, contattate Giuseppe al numero 3807308603.
Tra l'altro, in zona, vi è il comune di Spezzano Albanese, che ospita la terme (http://www.termedispezzano.it) ed il Santuario della Madonna delle Grazie.
La zona è perfettamente raggiungibile anche dall'Autostrada A3 Napoli-Salerno-Reggio Calabria, uscendo a Spezzano Albanese-Sibari, Altomonte o Spezzano Terme.
Spero di avervi dato qualche consiglio per fare delle vacanze in cui il divertimento ed il relax possano essere coniugati alla cultura e alla fede.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.