Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 27 aprile 2010

RIVOLUZIONE FRANCESE, UNA RIVOLUZIONE ANTISTORICA!

Cari amici ed amiche.

Il 14 luglio 1789 fu un anno in cui ci fu un grosso cambiamento, la Rivoluzione francese.
In essa ci fu un'escalation di eventi che ebbero ripercussioni anche fuori dai confini francesi ed ancora oggi.
Uno di questo riguarda la questione della Chiesa.
Prima della Rivoluzione, in Francia vi fu la Chiesa cattolica gallicana, una grande Chiesa che, nonostante questo suo carattere "nazionale" (che a volte si manifestava con asprezza, come al tempo di re Luigi XIV), era parte della Chiesa universale.
Intorno a questa Chiesa si formò la Francia.
Con la Rivoluzione e la redazione della Costituzione civile del clero (1790) si tentò di trasformare la Chiesa in un organo dello Stato, come quanto accadde in Inghilterra nel 1534 con re Enrico VIII.
A differenza dello scisma inglese (che ancora contemplava uno Stato ed un popolo intorno ad una Chiesa), però, in Francia vi fu una rivoluzione che, se pur all'inizio in modo larvato, era antireligiosa.
Infatti, nel preambolo della "Dichiarazione dei Diritti dell'uomo e del cittadino" il Dio personale del Cristianesimo era sostituito da un "Essere Supremo", più simile al dio dei deisti e dei vari "Christomoques", come Voltaire.
Secoli di storia furono così spazzati via.
Fallito il tentativo di assoggettare allo Stato la Chiesa francese, iniziò una politica di scristianizzazione, sotto l'influsso di Jacques René Hébert (15 novembre 1757-24 marzo 1794).
Il calendario gregoriano venne sostituito da uno nuovo in cui i mesi vennero nominati in riferimento a fenomeni naturali, i nomi dei Santi vennero sostituiti da quelli di uomini di scienza e di cultura e che contò gli anni dall'inizio della repubblica, preti vennero incarcerati, le chiese vennero chiuse e trasformate in magazzini, stalle o peggio ancora, in templi per un culto neo-pagano dedicato alla Dea Ragione e vennero fatte delle mascherate anticristiane. Tra queste vi fu quella dell'asino mitrato, ossia con un carro trainato da un asino sulla cui testa venne messa una mitra vescovile e che traina un carro con i fantocci del re, del Papa e dei nobili.
Fu un pensiero ben lontano da quell'Umanesimo laico ma non anticristiano, che fu ben ripreso dai Padri fondatori degli USA.
In Francia si tornò al tempo degli imperatori Nerone, Domiziano e Diocleziano.
I nuovi "Neroni" furono Hébert e soci.
Lo Stato stesso si volle ergere a dio.
Oggi, questa è idea è presente.
Pensiamo all'assurda sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo che con una sentenza vorrebbe imporre all'Italia di togliere i crocifissi (di questo argomento parlai nell'articolo http://www.italiachiamaitalia.net/news/121/ARTICLE/18565/2009-11-09.html), alle politiche di Zapatero in Spagna, alla strumentalizzazione fatta sul caso dei preti pedofili o all'irrisione fatta contro la religione e tutti i suoi simboli. Di quest'ultima situazione ebbi delle esperienze dirette.
La Rivoluzione francese fece di fatto tornare indietro le lancette dell'orologio.
Portò un regresso nelle coscienze. Per riparare ciò, servono esempi positivi come i Santi (dai primi martiri, passando per Tommaso d'Aquino, Costantino XI Paleologo, Tommaso Moro e Carlo I Stuart, a quelli dei giorni nostri) ed i grandi uomini di cultura che si riconobbero nei valori cristiani, come Papa Silvestro II, Erasmo da Rotterdam, Reginald Pole, Alessandro Manzoni, Alessandro Volta, Gilbert Keith Chesterton e Paul Claudel.
Solo così possiamo evitare danni peggiori.
Una frase attribuita proprio a Chesterton diceva: "Chi non crede in Dio non è vero che non crede in niente perché comincia a credere a tutto".
Riflettiamo.
Cordiali saluti.



lunedì 26 aprile 2010

ESTREMA DESTRA, UN PERICOLO!

Cari amici ed amiche.

Si sta verificando un fenomeno preoccupante.
In Europa e in America sta crescendo l'estrema destra. In Austria, il presidente uscente, il socialdemocratico Heinz Fischer, è stato riconfermato ma l'estrema destra si è rafforzata.
La candidata Barbara Rosenkranz (erede di Joerg Haider) ha ottenuto il 15,2 %.
In Ungheria è entrata in Parlamento. In Francia cresce il movimento di Jean Marie Le Pen.
In vari Paesi si è rafforzata.
Movimenti di questo tipo di stanno rafforzando anche negli USA di Barack Obama.
Essi sono antisemiti, xenofobi e populisti.
Perché questo?
Una spiegazione può trovarsi nella situazione di crisi.
Le tensioni aumentano e vengono covate all'interno della società e questi movimenti le cavalcano.
Come si può evitare che questi movimenti si affermino?
Servono partiti di destra moderati che siano capaci di sentire tutti gli umori del popolo e che sappiano trasformarli in "energia positiva".
Questi partiti devono essere vicini alla gente e rivalutare i valori più positivi delle tradizioni e dell'appartenenza al proprio Paese e al proprio territorio e proponendo delle riforme che siano realmente costruttive ed energiche. Essi, però, devono essere concreti nella loro opera.
Un partito di destra moderato può fare questo compito meglio di un partito di centro-sinistra.
Infatti, il partito di destra moderato può togliere potenziali consensi a questi movimenti estremi perché sa stare vicino alla gente.
Quello di centro sinistra tende ad essere distante e qui in Italia vi è una dimostrazione.
Qui in Italia, questa deriva non c'è proprio grazie al centro destra, costituito da Popolo della Libertà e Lega Nord.
Da una parte, esso ha fatto da "valvola di sfogo" di queste tensioni (stando vicino alla gente e sul territorio) e dall'altra, ha intrapreso una politica seria per affrontare la crisi.
Solo con la moderazione e la concretezza, stando con la gente, si possono evitare problemi più seri.
Cordiali saluti.

COSTITUZIONE, BASTA ESSERE CONTRO IL FEDERALISMO E LE RIFORME!

Cari amici ed amiche.

Oggi, nella trasmissione televisiva "Protestantesimo", in onda su RAI 2, si è parlato della Costituzione e del contributo data ad essa dai protestanti. Il problema è che si parlato anche della presunta minaccia a cui essa è oggi sottoposta ed è stato stato chiamato in causa anche il gruppo "Giovani per la Costituzione" (http://www.giovaniperlacostituzione.it/) nella trasmissione vi è stato anche un certo tono non favorevole all'attuale Governo e né alle riforme costituzionali.
Innanzitutto, questa trasmissione (per altro molto interessante) smentisce chi dice che il presidente Berlusconi ha troppo potere. Il fatto che essa esista smentisce questa tesi.
Sulla Costituzione, va detto che essa va rispettata ma che non è nemmeno un "Moloch" che non può essere toccato.
La Costituzione si può riformare. E poi, vorrei ricordare che il protestantesimo riformò la Bibbia, sostituendo l'Antico Testamento redatto con il Deuterocanone (usato da noi cattolici e dagli ortodossi) con quello redatto con il Protocanone.
E poi, per essere quella che noi conosciamo, la Bibbia subì cambiementi nei secoli.
Quindi, se ciò è valso per la Bibbia può valere anche per la Costituzione.
Qui nessuno vuole mettere in discussione i principi generali della Costituzione. La prima parte di tale legge resta così com'è.
La seconda parte, quella che tratta l'organizzazione dello stato italiano, va invece rivista e modificata.
Per com'è organizzata oggi, l'Italia rischia la paralisi.
Serve prima di tutto un maggiore decentramento, un federalismo.
Le regioni devono trattenere più soldi e devono avere più competenze. Questo non significa che si debba togliere la sussidiarietà ma solo migliorare il governo del territorio, rendendone più forti le istituzioni.
Il federalismo, si potrà fare o abolendo lo statuto ordinario e creando 20 regioni a statuto autonomo con delle istituzioni centrali che si occupino del coordinamento, della politica estera, della sicurezza nazionale, della difesa e della garanzia dell'interesse nazionale per ciò che riguarda le infrastrutture oppure sostituendo le regioni con tre o quattro macro-regioni e con uno stato che fa quanto detto prima. Roma resterebbe capitale.
In questo ambito, ogni regione potrà meglio esprimere le sue potenzialtà ed i ceti politici locali saranno più responsabilizzati.
Poi, accanto al federalismo, si dovrà fare un rafforzamento delle istituzioni centrali.
Prima di tutto, si dovrà abolire il bicameralismo perfetto del Parlamento.
La Camera dei Deputati si occuperrà solo delle leggi nazionali (con un iter della loro approvazione più veloce) mentre il Senato, che diventerà "federale", farà da "ponte" tra lo stato e gli enti locali, regioni in primis.
Inoltre, si dovrà garantire la governabilità.
Come?
Prima di tutto, con una norma "antiribaltone".
In pratica, secondo questa norma, se un Governo va in crisi e non vi è più la maggioranza si va alle urne e si impediscono i "giochi di palazzo".
Inoltre, si dovrà rafforzare il potere del premier, sul modello del inglese o su quello tedesco.
Io, personalmente, sono per il presidenzialismo all'americana.
Infatti, esso è altamente democratico (perché permette l'elezione diretta del capo dello Stato) e dà la governabilità, poiché il Governo è sotto il diretto controllo del Presidente della Repubblica e può stare a prescindere dalle maggioranze in Parlamento.
In questo caso i due schieramenti avversi dovrebbero collaborare di più e credo che qui in Italia farebbe bene e toglierebbe quel clima di "guerra tra ghibellini e guelfi". Inoltre, è anche federale.
Realisticamente, però, qui in Italia difficile mettere in piedi un sistema presidenziale all'americana. Le opposizioni non sono d'accordo. Per fare le riforme, servirà anche il consenso di almeno parte dell'opposizione.
Il problema è che qui vi sono tante forze politiche che non vogliono una riforma della Costituzione perché vedono in essa un "golpe".
Agli esponenti di queste forze, voglio dire che le riforme si devono fare. Anche negli stati più centralisti, vi sono spinte autonomiste che sono prese in considerazione dai governi.
Ad esempio, in Francia vi è la "questione corsa". Si sa in Corsica, vi sono molte spinte autonomiste ed i corsi chiedono uno statuto autonomo.
Qui addirittura i corsi non si sentono francesi e se qualcuno definisce francese uno di loro potrebbe sentirsi rispondere:"Noiatri ùn semu francesi!" che tradotto significa "Noi non siamo francesi!".
Così com'è la Costituzione non regge più e rischia di portare alla paralisi lo Stato.
Bisogna riflettere.
Vorrei invitare soprattutto i giovani a riflettere.
Mantenere lo status quo non significa un maggiore impegno civico o essere per la legalità e la democrazia.
Cordiali saluti.





domenica 25 aprile 2010

25 APRILE SPORCATO!

Cari amici ed amiche.

Purtroppo, com'è accaduto negli altri anni, il 25 aprile è diventato occasione di scontro e di divisione.
A Milano vi sono state delle manifestazioni organizzate dai gruppi di sinistra estrema che hanno insultato pesantemente il sindaco Letizia Moratti ed il presidente della Provincia Guido Podestà.
A Roma vi sono stati fatti ancora più sconcertanti. La nuova governatrice del Lazio Renata Polverini è stata contestata pesantemente da gruppi analoghi ed il presidente della Provincia Nicola Zingaretti è stato colpito in un occhio da un oggetto contundente.
Ancora più sconcertante è il fatto che quegli individui beceri ed ignoranti che hanno tenuto questo comportamento INACCETTABILE non si siano limitati solo a contestare i politici ma hanno attaccato anche gli ex-deportati dei campi di concentramento.
Queste persone hanno sporcato il 25 aprile!
Non mi si venga a dire che quegli sciocchi hanno agito "in nome della democrazia e dell'anti-fascismo".
Queste persone non sanno nemmeno cosa significa la parola "democrazia". Se ne conoscessero il significato non si comporterebbero in questo modo indegno.
Riflettiamo tutti.
Cordiali saluti.

U MISTERIU NTO FOCU

Cusì visti...chì mai cunsumau...
Moyses...ntra lu lignu et li spini una Xhiamma...
chì fù lu nosciu Signuri...chì pur un'autra addumau...
com'una culonna...quandu cù lu populu lu mare fici di jamma!

Fù cusì quella...pè lu Sipritu chì hè Diu...
pè l'omini tutti salvà et cundannà...chì sarà...
comu pè l'Eggittu...cusì certu lu castìu...
et pè li rè di l'Apucalissi...chì a manghjà avarà!

Alfa et Oméga hè lu focu...
ché puru si unu faci lu primu ventu et lu sestu...
comu puru hè la Luci di l'Eucharistia...
la vita ci duna...comu cù la lanza feritu...lu pettu di Cristu!

Spiegazione.

Questa poesia parla del fuoco. Il fuoco è uno degli elementi più caratteristici e simbolici della natura.
Esso distrugge e crea.
Non a caso, nell'ultima strofa si parla di "primu ventu et lu sestu".
Infatti, quando si combinano idrogeno ed ossigeno si forma l'acqua.
La reazione è violenta e vi è una fiamma.
Il fuoco ha anche qualcosa di sacro.
In esso Dio disse a Mosè della sua missione e con una colonna di fuoco protesse gli ebrei che scappavano dall'Egitto.
Il fuoco è anche distruzione e rappresenta il castigo divino..
Non a caso nell'Apocalisse si parla di "un lago di zolfo e di fuoco".
Il fuoco è anche la Luce, ossia Gesù Cristo.
Se notate bene, nelle chiese, vi sono gli altari con l'Eucaristia.
Essi hanno sempre una piccola luce vicina.


PALERMO-MILAN, DUE CONSIDERAZIONI

Cari amici ed amiche.

Sabato 24 aprile si è giocata la partita tra Palermo e Milan.
Da milanista, devo ammettere che il Palermo ha meritato di vincere per 3-1.
Il Milan non ha sfigurato. Ad eccezione dei primi 20 minuti, in cui hanno prevalso i rosanero, che sono andati in vantaggio per 2-0, il Milan ha avuto una reazione che però è stata infruttuosa, nonostante le buone occasioni capitate.
E' stato penalizzato dalle numerose assenze per infortuni e squalifiche.
Questa partita dimostra che anche spendendo poco si possono fare degli ottimi acquisti di giocatori. Proprio il Palermo lo dimostra. Ha preso dei giocatori molto promettenti come Salvatore Sirigu, Simon Kjaer, Mattia Cassani, Edinson Cavani, Abel Hernandez, Javier Pastore e Nicolas Bertolo.
Maurizio Zamaparini non ha speso tanto e ha fatto una buonissima squadra. Il mio milan dovrebbe imparare questo, vista anche la nuova politica dell'austerity.
Trovo deplorevoli, però, gli attacchi contro il presidente Berlusconi.
Il presidente Berlusconi è stato costretto a vendere Kakà, per mettere a posto il bilancio.
Io credo che il presidente meriti solo i nostri ringraziamenti per tutto quello che ci ha fatto vincere e per tutto quello che potrà fare.
Inoltre, tutto ciò SMENTISCE alcune voci malevoli (e a volte anche becere) da parte dello schieramento politico avverso che dicono che il presidente Berlusconi sia entrato in politica per fare "i suoi porci comodi".
Queste persone dovrebbero riflettere ed anche vergognarsi!
Quanto sta succedendo al Milan dimostra l'esatto contrario.
Mi sono tolto una pietruzza dalla scarpa.
Termino, augurando che il mister Leonardo resti alla guida tecnica del Milan.
Anche se non ha ancora una robusta esperienza ha saputo dimostrare di essere bravo. Inoltre, con il suo comportamento, ha dimostrato che si può dire quello che si pensa senza offendere gli altri.
Faccio ancora i miei complimenti al Palermo.
Da persona di origini siciliane, devo dire che i ragazzi in rosanero stanno dando lustro all'isola.
Cordiali saluti.

sabato 24 aprile 2010

ANTIFASCISMO, DESTRA E...UNA CRITICA

Cari amici ed ed amiche.

Il 25 aprile è la festa che commemora la liberazione del nostro Paese dalla piaga del Nazi-Fascismo.
Si parla tanto di "antifascismo" .
Per antifascismo si intende quell'insieme di forze politiche e sociali che durante la II Guerra Mondiale combatterono contro il Nazi-Fascismo e che ebbe come suo massimo riferimento la "Resistenza", quel movimento costituito dalle milizie partigiane.
Ora, però, si è instaurata una "cultura" che mitizza la Resistenza in ogni suo aspetto.
La realtà storica è ben diversa.
Infatti, non tutti quelli che fecero parte della Resistenza (e che furono quindi antifascisti) in realtà vollero portare la democrazia.
Pensiamo, ad esempio, a coloro che fecero morire nelle foibe i nostri connazionali istriani e dalmati.
Essi combatterono il Nazi-Fascismo ma in realtà essi non operarono per la democrazia.
Pensiamo anche a quei partigiani comunisti che in Emilia-Romagna uccidevano i partigiani cattolici.
Questi non mirarono a portare la democrazia ma solo la loro ideologia.
E poi, si parla poco di quei numerosi preti, suore e cittadini comuni che (anche a rischio della propria vita) nascondevano nelle loro chiese, nei loro conventi e nelle loro case numerosi ebrei e dissidenti politici.
Con la loro umanità, essi fecero molto di più che non gli uomini d'armi.
Infatti, un vero cristiano mette la propria vita al servizio di Dio e, di conseguenza, del prossimo.
Gesù lo ha insegnato.
E poi, non ci si deve dimenticare dei numerosi soldati anglo-americani che morirono sulla nostro terra per liberare il nostro popolo.
Adesso, mi permetto di fare una critica.
Molto spesso, per avere detto queste cose, io vengo tacciato di "Fascismo".
Io trovo puramente demoagogica questa posizione.
Primo, i miei riferimenti culturali non sono Hitler e soci ma sono altre figure, come San Costantino XI Paleologo, Erasmo da Rotterdam, Reginald Pole, San Carlo I Stuart, i Tories britannici, George Washington, Winston Churchill,Papa Giovanni Paolo II, Benjamin Nethanyau, Ronald Reagan, George Walter Bush e Silvio Berlusconi.
Quindi, personalmente sono ben lungi dall'essere nazi-fascista.
Dire che io sono "fascista" vuole dire esprimere un parere qualunquista e non conoscere la mia storia.
Ora che mi sono tolto questa pietruzza dalla scarpa, esprimo un altro argomento.
Quelli come me, vengono visti così perché è mancata una destra moderata.
Se, dopo la II Guerra Mondiale (dopo il 45) si fosse creata qui in Italia una destra seria, forse certe cose sarebero andate in un altro modo.
Qui in Italia sarebbe servito un partito di destra che si rifacesse ai Tories britannici o al Partito Repubblicano americano.
Sarebbe stato un partito che avrebbe preso un largo consenso, dai fascisti moderati (e dissidenti dalla linea politica presa) all'area cattolica, e magari anche federalista, quindi sensibile al territorio e ben lontano dal centralismo fascista e da quello che attualmente è in vigore e ovviamente filo-americano.
Forse, una forza politica del genere, avrebbe favorito la nascita di un sistema diverso da quello attuale, ossia federale e presidenziale, proprio sul modello americano.
Avrebbe dato all'Italia una maggiore stabilità.
Oggi, un partito simile c'è ed è il Popolo della Libertà.
Questo "ritardo storico" si vede ancora oggi e la bufera che ha investito il PdL lo dimostra.
Noi giovani dobbiamo lavorare per creare una destra (o un centro destra) che si ispiri alla tradizione giudaico-cristiana, a quella della destra sociale e alle grandi culture di grandi partiti conservatori come il Partito Repubblicano americano.
Sarebbe una grande cosa.
Termino dicendo che si può essere antifascisti senza essere comunisti. La Storia (quella con la "S" maiuscola) lo dimostra.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.