Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 13 luglio 2012

DAL "MINZOLINI FAN CLUB DI FACEBOOK", LE BUGIE HANNO LE GAMBE CORTE !

Cari amici ed amiche.

Leggete questo testo che ho trovato sul "Minzolini Fan Club" di Facebook e che recita:

"L’uomo che ci ritroviamo al Governo senza che abbia mai ricevuto un sol voto da nessun Italiano, l’uomo che ci ha propinato un pool di ministri di suo esclusivo gradimento anch’essi mai eletti da nessuno, l’uomo che ha ottenuto tutto questo basandosi sul fatto che la poca credibilità del governo precedente avesse causato un enorme spread.Proprio quell’uomo, ci dice ora che criticare un governo non fa bene allo spread...
Ma allora signor Monti, sei li solo perché una macchina del fango ben oleata e al servizio della sinistra, e del capo dello Stato, ha organizzato il più grande sputtanamento della nostra Nazione , mai visto, per farti arrivare al posto di comando ?
Ma allora stai praticamente confessando che lo spread è qualcosa che si può addomesticare ed utilizzare per abbattere un governo regolarmente eletto ?
Ma allora stai ammettendo che eri cosciente del fatto di aver approfittato di un orchestrazione atta a causare un dramma economico pur di ottenere la presidenza del consiglio ?
Ma ci sarà un magistrato che un giorno vedrà in tutto questo la macchinazione per realizzare un colpo di Stato ?
Giorgio Terzo Catalano".



Questo testo è di Giorgio Terzo Catalano.
Se a quanto elencato aggiungiamo il declassamento dei nostri titoli di Stato da parte di Moody's , il quadro è completo.
Certo, i lavori di queste società di rating sono discutibili per molti aspetti ma il succo della questione è il fatto che il governo Monti non abbia fatto niente.
Si era promesso di salvare l'Italia.
Invece, sta svendendo il nostro Paese all'estero, precisamente all'asse franco-tedesco, con le sue manovre depressive e senza favorire le riforme.
Anzi, esso ha annullato il federalismo, favorendo il centralismo.
Questo governo non sta facendo il proprio lavoro.
Cordiali saluti.

Caso Sicilia, l'unica soluzione è il federalismo!

Cari amici ed amiche.

Sul quotidiano "Libero" è comparso un articolo intitolato "Sicilia, una Regione da tagliare".
Sotto il titolo vi è questa scritta che recita:

"Vive sulle nostre spalle: ventimila dipendenti, spese 11 volte superiori alla Lombardia, una sanità che costa quanto la Finlandia, ma non funziona e i politici più cari d'Italia".

Ora, io molta simpatia per la Sicilia (essendo anche di origini siciliane) ma, purtroppo, non posso dare torto a quanto scritto nell'articolo.
Effettivamente, in Sicilia c'è un grosso problema.
Lo statuto speciale della Regione le consente di tenersi i soldi che provengono dalle tasse.
Tuttavia, a causa delle pessime politiche post 1861, la Sicilia ha dei problemi e, quindi, necessita di aiuti.
Il problema è che ora la situazione non è più sostenibile.
Quanto riportato qui sopra è la cruda realtà.
In queste condizioni, la Sicilia è un peso.
Mi dispiace doverlo dire ma è così.
Eppure, potenzialmente, la Sicilia sarebbe forte e avrebbe le carte in regola per competere con la Lombardia o il Veneto.
Ora, c'è chi dice che questa isola debba essere venduta.
Io non condivido, anche perché le prime vittime di questa situazione sono i siciliani.
L'unico modo serio per risolvere la cosa è il federalismo.
Con il federalismo, lo Stato non darebbe più i soldi a destra e a manca e, per andare avanti, la Sicilia dovrebbe incominciare ad usare i suoi soldi.
Ciò implicherebbe i tagli ai costi della politica regionale ed una riduzione degli sprechi.
Anche sanità diventerebbe più virtuosa.
Essa costerebbe meno ed offrirebbe un buon servizio.
Meno sprechi ed una sanità più virtuosa darebbero ai siciliani una Regione che costerebbe meno.
Inoltre, la Sicilia sarebbe tenuta a sfruttare tutte le potenzialità che ha.
Allora, si faccia il federalismo, anche per il bene della Sicilia.
Cordiali saluti.



giovedì 12 luglio 2012

Dal blog di Plinio Correa de Oliveira, la carota...verso l'abisso

Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo del blog del Circolo di Plinio Correa de Oliveira che è intitolato "La carota...verso l'abisso" e che recita:

"“In ogni trattato diplomatico c’è sempre un cavaliere e un cavallo”, diceva il Cancelliere di Ferro Otto von Bismarck. E l’Unione Europea non fa eccezione.

Non ci riferiamo tanto al ruolo dominante che sta assumendo la Germania nel concerto delle nazioni europee, quanto piuttosto ai centri di potere, difficili da individuare e per niente responsabili di fronte agli elettori, che ormai fanno il buono e il cattivo tempo. A cominciare dalla Banca Centrale Europea, organismo privato — quindi indipendente dagli Stati membri — dalla quale dipende in buona parte il nostro tenore di vita.

Il crack dell’euro — perché è di questo che si tratta — è un campanello d’allarme. Sintomo di difetti strutturali ben più profondi. Si cerca in ogni modo di salvare la piccola e irrequieta Grecia, solo perché altrimenti sarebbe un “disastro planetario”, secondo un dirigente della BCE. Ma ormai la sua uscita dall’euro sembra solo questione di tempo, con o senza “disastro planetario”.

Per via dei meccanismi di integrazione messi in atto dall’Unione Europea, la crisi greca si ripercuote ipso facto in tutto il comparto. Se la Grecia si raffredda, l’Italia starnuta... Cosa succederà se la Spagna piglia la polmonite?

Privi della loro sovranità economica e politica, i Paesi non sono più in grado di schivare l’onda d’urto. La moneta unica ha tolto loro ogni margine di manovra.

Molti europei cominciano a sentirsi come cavalli di un cavaliere del quale non sanno nemmeno il nome. Quando, in una conferenza alla Luiss, il presidente Monti dichiara “quando si manifestano le crisi, i cittadini accettano cessioni di sovranità”, è lecito chiedersi cui prodest questa crisi, e a quali istanze stiamo cedendo la nostra sovranità.

Da noi, all’insegna di un governo “tecnico”, la risposta alla crisi si è finora incentrata su un mastodontico aumento delle tasse. L’esatto opposto di quanto fecero, a suo tempo, Ronald Reagan e Margaret Thatcher per tirare fuori i loro Paesi dalla stagnazione degli anni '70. In concreto l’IMU, gravando direttamente sulla proprietà privata, stabilisce su di essa una sorta di ipoteca statale che riduce ancor di più la libertà dei cittadini.

I periodi di crisi sono, quasi per definizione, anche periodi di profonda riflessione. Tutt’una serie di presupposti, forse accettati senza badarci troppo visto che le cose andavano bene, vengono messi in dubbio. Ovunque si notano i sintomi di questo profondo malessere. Dai successi elettorali dell’estrema destra in Francia, Finlandia, Ungheria ed altri Paesi, al sorprendente trionfo di un comico genovese nelle ultime consultazioni regionali in Italia, l’onda dell’anti-politica si fa sentire chiara e forte.

È triste constatare che sia stata l’economia ad aver fatto scattare questo malessere, e non altrettanto quando v’erano ragioni ben più nobili, come ad esempio la crescente cristianofobia dimostrata dal Parlamento di Bruxelles. Ma prendiamo atto che ormai è esploso.

A vent’anni dalla firma del Trattato di Maastricht, che disegnò la road map per l’integrazione europea, per la prima volta ci troviamo di fronte alla concreta possibilità di fallimento del progetto utopistico dell’Unione Europea. Non è il momento di tirare il freno, fermarci a ragionare e porci la domanda che pochi vogliono sentire: ma è questa l’Europa che vogliamo?

(“È questa l’Europa che vogliamo?” – Rivista Tradizione, Famiglia, Proprietà, Giugno 2012 - i grassetti sono nostri)" .

Io mi pongo sempre questa domanda:

Come si può pensare di fare uno Stato senza creare delle vere istituzioni politiche e basato solo una moneta?

Furono aperte le frontiere tra i vari stati europei e fu creata l'Unione Europea ma non furono fatte delle vere istituzioni.
Il presidente del Consiglio Europeo non è eletto ed il Parlamento Europeo è indefinibile e la moneta non è controllata da istituzioni politiche.
La Banca Centrale Europea è un organismo privato e controlla la moneta.
Quest'ultima è alla mercé degli Stati più forti, come la Germania.
Grazie all'Euro, l'asse franco-tedesco ha preso il dominio.
L'Euro, infatti, ha eliminato la concorrenza di Paesi come l'Italia.
Proprio il nostro Paese ha perso tanto.
Noi, ad esempio, abbiamo i prodotti agro-alimentari migliori.
Per colpa delle politiche europee, che sono condizionate dall'asse franco-tedesco, l'Italia (per esempio) ha dovuto smantellare l'agricoltura.
Pensiamo al fatto che noi in Sicilia abbiamo le arance e che dobbiamo importarle dal Marocco, dalla Tunisia o dalla Spagna perché l'Unione Europea ha fatto sì che esse convenissero.
Pensiamo alla questione delle "Quote Latte", questione che sta mettendo in ginocchio gli allevatori qui al nord.
Anche l'industria risulta danneggiata.
Anche a causa del sistema italiano (che ha molte pecche) molti imprenditori italiani sono costretti a chiudere o a delocalizzare.
Intanto, cosa fa il governo Monti, un governo voluto ed imposto dall'Unione Europea?
Il governo Monti ha deciso di tassare le proprietà con l'IMU, una tassa che sta stremando famiglie ed imprese.
In uno Stato veramente civile le proprietà non si tassano!
Ora, il rigore va bene ma esso deve essere affiancato dalla crescita.
L'Italia è un Paese che si sta smantellando.
Persino il calcio viene smantellato.
Basti pensare al Milan che deve cedere Thiago Silva e Zlatan Ibrahimovic al Paris Saint Germain.
Prima o poi, tutte queste cose porteranno al disastro.
I problemi della Grecia, quelli dell'Irlanda, quelli della Spagna, quelli del Portogallo e quelli del nostro Paese si accumuleranno.
Questa è la ricetta per fare un bel disastro.
Questa Unione Europea non ha un'anima.
Ha deciso di rifiutare la sua tradizione giudaico-cristiana, quella tradizione che veramente la unisce.
A questo punto sarebbe giusto ripensare il concetto di Europa o il fallimento sarebbe cosa certa.
Cordiali saluti.




Il PdL deve ricostruirsi...altrimenti saranno dolori!

Cari amici ed amiche.

Questa mattina avevo scritto su questo blog un articolo intitolato "PdL sul territorio? C'è ancora molto da lavorare!".
Quell'articolo è cominciato con un breve racconto della riunione del Popolo della Libertà di Roncoferraro.
Durante quella riunione ci sono stati interventi interessanti.
Si è parlato della necessità di ricostruire il partito sul territorio, attraverso i congressi.
Tra gli interventi che mi sono piaciuti di più vi è stato quello del professor Roberto Archi.
Il professor Archi ha analizzato la situazione italiana.
Questa sua analisi può sembrare apocalittica ma è veritiera.
In pratica, egli ha detto che il partito deve tornare a parlare con la gente, specialmente ora che c'è una forte antipolitica.
Servono sì i congressi ma serve anche la capacità di dialogare sia all'interno (tra i membri del partito) e sia con la gente.
La maggioranza degli italiani non è di sinistra.
Però, il se il Popolo della Libertà non si libera dall'immobilismo, non abbandona i personalismi dei piccoli capi e se non dialoga con la gente, la sinistra potrebbe vincere le elezioni pur essendo una minoranza nel Paese.
Ora, dare l'Italia in mano a questa sinistra che è ben lontana da una sinistra moderata, quale può essere il Labour Party britannico, può essere rischioso.
L'alternativa a questa sinistra (qualora il PdL non si riprendesse) potrebbe essere l'antipolitica, il populismo di movimenti come quello fondato da Beppe Grillo.
Anche questo può essere rischioso.
Ora, entrambe le "alternative" al PdL possono essere pericolose.
Questa sinistra, infatti, è vittima delle sue pulsioni più estreme e giustizialiste dei partiti, come Sinistra, Ecologia e Libertà o l'Italia dei Valori.
Questa sinistra è il partito della spesa pubblica elevata, per la sua vocazione assistenzialista, e punta a limitare le libertà individuali, per esempio, favorendo un uso maggiore delle intercettazioni.
Essa è contro il diritto di proprietà essendo favorevole a tasse odiose come la tassa di successione. 
Questa sinistra è contro una seria riforma del mercato del lavoro., riforma che serve a fare in modo che sia risolto il problema della disoccupazione giovanile, problema che conosco bene, essendo anch'io disoccupato.
Inoltre, essa punta a distruggere la famiglia, favorendo i matrimoni gay, non difende la sacralità della vita (favorendo l'aborto e l'eutanasia) ed è contraria alle riforme importanti, come il federalismo.
Quanto ai populisti di Beppe Grillo, essi sono contro i partiti.
La loro è una politica di pura contestazione senza una proposta costruttiva.
Per esempio, il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo è contro la TAV Lione-Torino ma non propone nulla di alternativo a questa importante infrastruttura.
Esso è contro la TiBre  (per la quale avrei delle proposte) ma non propone nulla di alternativo.
Lo stesso si può dire dei termovalorizzatori per i rifiuti.
Il Movimento 5 Stelle è contro i termovalorizzatori ma non propone nulla di alternativo ad essi.
Inoltre, esso non fa una seria proposta di riforma delle nostre istituzioni.
Non parla di federalismo o di presidenzialismo.
Inoltre, trovo che siano inquietanti certe affermazioni di Grillo su Israele.
Entrambe le "alternative" al PdL sono rischiose.
Quindi, il Popolo della Libertà deve tornare a parlare con la gente e deve tornare a parlare di riforme e quant'altro.
Per tornare a lavorare, però, si deve riorganizzare sul territorio e deve abbandonare le beghe interne.
Il presidente Silvio Berlusconi ha deciso di scendere di nuovo in campo.
Io lo sosterrò. 
Però, per quanto possa un grande uomo, il presidente non è eterno.
Perciò, il PdL dovrà formare una classe dirigente adeguata.
Ne va del nostro futuro.
Cordiali saluti. 




Dal sito "FaithFreedom Italia" , Juwariyah, la schiava Ebrea

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo scritto da Ali Sina sul sito "FaithFreedom Italia"  che è intitolato "Juwariyah, la chiava Ebrea":
"Nella storia degli arabi, anteriore all'arrivo dell'Islam, non vi sono mai  state tante guerre quanto quelle istigate da Muhammad, il fondatore dell'Islam, e certamente non nella stessa magnitudine. Le passate battaglie in Arabia erano causate soprattutto da differenze tribali, confinate ad alterchi e qualche lotta di breve durata. L'introduzione dell'Islam non solo ha portato la guerra, ma anche un implacabile terrore e genocidio che diverrà poi una componente integrante nell'espansionismo islamico.
Il periodo iniziale  della carriera profetica di Muhammad a Mecca, nella sua città natale, è stata una fase relativamente pacifica. Dopo tredici anni di predicazione, non più di ottanta, novanta persone avevano aderito alla sua causa. Non tutti erano in grado di combattere e questo spiega il motivo per cui sono stati quelli, anni di pace. I musulmani non avevano ancora la tempra per combattere. Tuttavia dopo la migrazione di Muhammad a Medina, dove la popolazione araba aveva accettato la sua religione, Muhammad ha iniziato ad invadere e razziare prima le carovane dei mercanti quindi le colonie umane, per sopravvivere e provvedere ai seguaci che lo avevano seguito. A causa della loro mancanza di esperienza avevano avuto molte difficoltà a trovare un impiego a Medina.
Il quinto anno dell'Hijra (migrazione a Medina) è stato un anno colmo di eventi. E' l'anno in cui i musulmani hanno combattuto la famosa battaglia del fossato contro i meccani. Immediatamente dopo aver accerchiato l'insediamento ebraico di Bani Qaynuqa di Medina, una prosperosa popolazione di orafi e maniscalchi, e dopo aver confiscato tutte le loro proprietà (vigneti e case) ed effetti personali (gioielli e armi), sono stati banditi dalle loro case ancestrali. Dopodiché l'interesse di  Muhammad si è spostato su un'altra tribù, i Bani Nadir. Con quel popolo ha compiuto una simile operazione. Ha ucciso i capi e molti degli uomini più robusti; dopo aver confiscato le loro proprietà e molto delle loro ricchezze ha espulso i restanti fuori da Medina. In nessuno dei due attacchi, gli ebrei hanno opposto resistenza. Sono stati sorpresi e si sono semplicemente arresi alla forza superiore degli uomini di Muhammad.
Incoraggiato dalle sue vittorie nei confronti di queste popolazioni deboli, totalmente incapaci di opporre resistenza, gente che in cambio della vita ha preferito dare  i propri beni, e spinto da un'insaziabile avidità per il potere, quest'uomo auto proclamatosi messaggero di Allah, ha messo gli occhi su altre popolazioni ebraiche dell'Arabia che vivevano fuori da Medina. E' stata così la volta di Bani al-Mustaliq.
Bukhari, il grande biografo di Muhammad, narra l'attacco di Bani al-Mustaliq nella seguente Hadith.
Bukhari Volume 3, Libro 46, Numero 717:
"Narrata da Ibn Aun: Ho scritto una lettera a Nafi, e Nafi in risposta alla mia lettera, mi ha scritto che il Profeta ha improvvisamente attaccato Bani Mustaliq senza avvertimento, mentre non facevano attenzione e i loro pascoli venivano abbeverati nel posto dell'acqua. I loro uomini sono stati uccisi e le loro donne e bambini catturati; il Profeta ha preso Juwairiya quel giorno. Nafi ha detto che Ibn 'Umar gli ha raccontato la suddetta storia e che Ibn 'Umar era nell'esercito.
La stessa Hadith è riportata nel libro di Sahih Muslim, Libro 19 Numero 4292, che convalida la rivendicazione di autenticità.
Muhammad ha plasmato la sua religione dal Giudaismo; pensava che così facendo gli ebrei sarebbero stati i primi a rispondere alla chiamata. Invece, con disappunto, gli ebrei non avevano alcun interesse nei confronti della sua religione; lui non li ha mai perdonati per questo. Non puoi rifiutare un narcisista senza aspettarti la sua rabbia. Muhammad era così furioso che ha cambiato la direzione della Qibla (la direzione dove i musulmani pregano) da Gerusalemme alla Kaaba, che a quel tempo era solo un tempio di idoli, affermando che Allah aveva trasformato gli ebrei in scimmie e suini per via della loro trasgressione. (C.5:60) e (C.2:65).
Muhammad ha usato gli ebrei come capro espiatorio per chiamare a raccolta i suoi seguaci. Era un esperto di quel vecchio trucco conosciuto come "dividi e conquista". Gli arabi di Medina, originariamente immigranti dello Yemen,  erano una combriccola di illetterati con poche competenze, spesso poveri, che sopravvivevano lavorando nelle vigne degli ebrei o facendo altri servizi sempre per loro. Al contrario dei popoli  ebraici, proprietari di molte terre e maestri nel commercio, che per 2000 anni hanno considerato Medina la loro casa. Questi popoli erano dei facili bersagli. Per Muhammad confiscare i loro beni  e guadagnare dal commercio degli  schiavi ebrei, donne e  bambini, distribuendoli  tra gli arabi poveri, uccidendo i padroni, coloro cioè che sino a quel moneto gli avevano dato da mangiare; non solo era etico ma anche sanzionato da Dio. Tutto questo avrebbe spianato la strada per una nuova religione che avrebbe giustificato le eventuali conquiste militari.
Muhammad ha inviato uno dei suoi compagni, Bareeda bin Haseeb, a spiare i Bani al-Mustaliq e dopo aver verificato la situazione ha ordinato ai suoi uomini di attaccare. I musulmani sono usciti da Medina il due di Shaban del 5 A.H e si sono accampati a Muraisa, un luogo che distava nove giorni di marcia da Medina.
Il brano seguente è tratto da  un sito islamico:
"La notizia dell'avanzata dei musulmani aveva raggiunto Haris. Colti dal panico, i suoi uomini hanno disertato e lui stesso ha cercato rifugio in qualche luogo sconosciuto. Ma la popolazione locale di Muraisa ha imbracciato le armi contro i musulmani facendo piovere frecce in maniera sostanziale. I musulmani si sono lanciati in un improvviso quanto furioso attacco che ha deviato il nemico, il quale ha sofferto molte vittime; i prigionieri dei musulmani sono stati quasi 600. Tra il bottino c'erano 2000 cammelli e 5000 capre. Tra i prigionieri di guerra vi era Barra, la figlia di Haris, diventata poi Hazrat Juwairiyah, la consorte del Santo Profeta. Secondo le pratiche comuni, tutti i prigionieri diventavano schiavi che venivano distribuiti poi  tra i vittoriosi soldati musulmani. Hazrat Juwairiyah era parte del bottino di Thabit bin Qais. Lei, figlia di un leader, ha patito particolarmente la sconfitta e la disgrazia di essere diventata la schiava di un soldato musulmano ordinario. Ha chiesto quindi di essere rilasciata dietro il pagamento di un riscatto. Thaib ha accettato, a condizione che lei avesse potuto pagare 9 Auqias d'oro. Hazrat Juwairiyah non aveva soldi quindi ha cercato di raccoglierli attraverso contributi, chiedendo aiuto anche al Profeta. Gli ha detto "O' Profeta di Allah! Sono la figlia di Al Haris bin Zarar, il capo di questa gente. Tu sai che solo per un caso fortuito siamo caduti sotto il vostro dominio e io sono toccata a Thabit bin Qais; gli ho chiesto di lasciarmi libera considerando il mio status ma ha rifiutato. Fai un atto di bontà e liberami da questa umiliazione". Il profeta si è commosso e ha domandato alla schiava se avesse voluto migliorare la sua situazione. Lei ha chiesto di cosa si trattava e il Profeta si è offerto di pagare il riscatto se lei avesse acconsentito di sposarlo. La donna ha accettato,  il Profeta ha pagato la cifra richiesta e l'ha sposata." www.trueteachings.com


Questa è la storia di come Muhammad ha sposato Juwairiyah secondo gli storici islamici. E' interessante notare che Muhammad ottiene l'elogio di Allah in un versetto: "Tu sei, certamente, di un carattere nobile" (C.68:4) e "Voi avete nell'apostolo di Dio, un esempio eccellente'"(C.33:21).
La domanda che pretende una risposta è: qual è lo standard di un carattere nobile e il buon esempio da seguire?
Prima ha attaccato una popolo pacifico senza preavviso, solo perché oltre che ricco era anche un facile bersaglio. Come era sua consuetudine ha ucciso gli uomini più robusti e disarmati, rubato i loro averi; ha in seguito schiavizzato il resto della popolazione. E' questo il comportamento giusto di un messaggero di Dio? Il narratore scrive: "secondo i costumi locali tutti i prigionieri diventavano schiavi e venivano distribuiti tra i vittoriosi soldati musulmani". Leggendo la storia possiamo renderci conto che, attraverso la sanguinosa storia dell'Islam, questa era veramente la pratica comune dei mujahedin musulmani. Ma la questione resta irrisolta. E' così che un messaggero di Dio deve  comportarsi?
In un altro versetto Muhammad si auto proclama salvezza e misericordia inviata da Allah per tutti gli uomini. (C.21:107). Qual è la differenza tra questa misericordia Divina, lo spietato bandito saccheggiatore e un tiranno? Se Muhammad non fosse stato la misericordia di Allah e se non fosse stato "un nobile esempio da seguire"  come avrebbe potuto comportarsi? Se questa era pratica comune tra gli arabi, non avrebbe potuto Muhammad cambiarla? Perché impegnarsi in tali pratiche barbare? Non ha per caso affermato di essere l'esempio da seguire? Perché un uomo che fa tale rivendicazione si comporta poi in modo così brutale? Seguiva i costumi della sua gente o cercava di dare un esempio da seguire?
E' molto chiaro che Mohammad non era "mosso" da compassione, ma solo da avidità. Egli non ha liberato Juwairiyah perché fosse dispiaciuto della posizione in cui si era trovata, ma perché la voleva per sé. Era un uomo incapace di tali sentimenti. E questo è l'uomo che  più di un miliardo di persone seguono come esempio e come messaggero di Allah.
Al contrario di ciò che pensa la maggior parte della gente, le intenzioni di Muhammad non erano quelle di convertire le popolazioni. Il suo reale scopo era il potere, la ricchezza e il dominio. La  religione era solo un pretesto usato per sottomettere e conquistare. Egli soppesava ogni caso differentemente in base ai benefici finanziari che poteva acquisire. In molti casi era meglio che le popolazioni non si convertissero all'Islam, ma piuttosto che fossero uccisi, che i loro averi fossero confiscati come bottino di guerra e che le donne e i bambini venissero schiavizzati e venduti con enormi guadagni. Questo avrebbe potuto assicurare un'improvvisa ricchezza al "messaggero di Dio" che altrimenti non avrebbe mai avuto. Se la gente avesse avuto scelta, per paura di una perdita e terribili conseguenze avrebbe potuto accettare di abbracciare l'Islam. Questo avrebbe impedito ai musulmani di prendere i loro bottini con una conseguente perdita di profitti. Questo è il motivo per cui Muhammad non ha fatto nulla per avvisare il popolo di Bani Mustaliq o altre popolazioni, proprio per attaccarle di sorpresa. 
Muslim, un altro biografo di Muhammad narra:
Sahih Muslim Libro 19, Numero 4292:
Ibn 'Aun riporta:
Ho scritto a Nafi, chiedendo se fosse necessario estendere (ai miscredenti) l'invito di abbracciare l'Islam prima di incontrarli sul campo di battaglia. In risposta mi ha scritto che questo era necessario solo i primi giorni dell'Islam. Il Messaggero di Allah (la pace sia su di lui) ha fatto un'incursione su Banu Mustaliq mentre loro erano all'oscuro e il loro bestiame si stava abbeverando. Lui ha ucciso chi lottava e imprigionato gli altri. Nello stesso giorno ha catturato Juwairiya bint al-Harith. Nafi ha detto che questa hadith è gli è stata raccontata da Abdullah b. Umar in quanto lui stesso era tra le truppe di incursione."
I guerrieri Musulmani hanno portato avanti questa sunnah (tradizioni di Muhammad) dopo la sua morte. Quando un'armata musulmana invadeva una città, loro non permettevano a nessuno di convertirsi all'Islam per tre giorni. Durante questi tre giorni potevano uccidere quanti uomini avessero voluto, confiscare tutti i beni, stuprare e schiavizzare donne  bambini. Dopo che la città era stata decimata e dopo che tutte le giovani donne e i bambini, che potevano essere venduti, venivano catturati cominciava la brutale campagna di islamizzazione, con il conseguente mandato, cioè scegliere tra la conversione o la morte. Tuttavia agli ebrei e ai cristiani veniva data una certa protezione a condizione che pagassero la tassa chiamata Jizyah entrando così nello status della dhimmitudine. Dhimmi significa infatti protetto. Ma i dhimmi dovevano pagare una pesante tassa per pretendere questa protezione. Questa era infatti una fonte di guadagno dei musulmani attraverso la quale potevano vivere da parassiti sul lavoro dei dhimmi.
La seguente hadith di Bukhari documenta la fonte di questa pratica basata sulle ammonizioni di Muhammad verso i dhimmi:
Narrata da Juwairiya bin Qudama At-Tamimi:
Bukhari Volume 4, Libro 53, Numero 388:
Abbiamo detto a 'Umar bin Al-Khattab, oh capo dei credenti! Consigliaci. Lui ha detto: vi consiglio di esaudire le Conenzioni di Allah (fatte per i dhimmi) in quanto questa Convenzione è del profeta e la fonte di guadagno dei vostri dipendenti (i.e le tasse pagate dai Dhimmi)
Continuando la storia di Juwairiyah, Aisha che ha accompagnato Muhammad nelle sue spedizioni riferisce:
"Quando il Profeta (la pace sia su di lui) ha distribuito i prigionieri di Banu Almustalig, lei (Barrah) è toccata al bottino di Thabit ibn Qyas. Lei era sposata con suo cugino, ucciso durante la battaglia. Ha dato a Thabit un atto dove si impegnava a pagare nove okes d'oro in cambio della sua libertà. Era una bellissima donna. Affascinava ogni uomo che la guardava. E' venuta dal Profeta chiedendo il suo aiuto. Appena l'ho vista sulla soglia della mia camera ho provato antipatia nei suoi confronti perché sapevo che lui l'avrebbe vista come io l'avevo vista. Lei è entrata è ha detto al Profeta chi fosse, la figlia di al-Harith ibn Dhirar, il capo del suo popolo. Ha detto: "Tu hai visto lo stato in cui sono stata portata. Sono finita nel bottino di Thabit e ho proposto a lui il pagamento di un riscatto e sono venuta a chiedere il tuo aiuto. Lui ha detto: "Vorresti qualcosa di meglio? Pagherò il tuo debito e tu mi sposerai." Lei ha detto: "Sì, che sia messaggero di Allah!".  "Fatto." ha risposto lui.


Questa storia mette fine ad ulteriori argomenti sui reali motivi per cui Mohammad sposava solo le giovani e belle donne. Come si può vedere Muhammad ha assassinato il marito di Juwairiyah, che era anche suo cugino. Affascinato dalla sua bellezza, le offre di liberarla, ma solo a condizione che lei lo sposi. Dopo essere andata dal Muhammad per implorare il suo aiuto, questo auto proclamato "messaggero di Allah", auto proclamato "misericordia di Allah per l'umanità", questo auto  classificato "esempio da seguire" da tutti i musulmani, si presenta a lei con una scelta sicuramente indesiderata, il cui prezzo consisteva nella sua libertà. Quale alternativa evrebbe avuto?
Gli apologetici musulmani affermano che quasi tutte le mogli di Muhammad erano vedove. Vogliono far credere che Muhammad le abbia sposate come gesto di carità. Tuttavia è invece chiaro che queste donne erano giovani e belle. Se erano vedove, è perché Muhammad ha assassinato i loro mariti. Juwairiyah aveva solo vent'anni mentre Muhammad 58.
E' interessante notare che il nome di Juwairiyah era prima Barra (Pia). Apparentemente a Muhammad non piaceva quel nome e quindi glielo ha cambiato. Persino le due Zeinab, altre due mogli del profeta si chiamavano Barra e lui ha fatto loro cambiare il nome. Vista così pare che Muhammad si sentisse in colpa per avere rapporti sessuali con donne chiamate "Pia". Questi fatti apparentemente accidentali finora riflettono l'umanità, la coscienza se vogliamo, di una sua reale ma nascosta religiosità. Muhammad certamente era convinto della sua causa, tuttavia il suo modo di comprendere la realtà era distorto, come se avesse difficoltà a distinguere il vero dall'immaginario. Infatti Muhammad era più motivato dalla paura e dalla superstizione che dall'etica. Il resto della storia di Juwairiyah è un misto di mezze verità ed esagerazioni che hanno macchiato la maggior parte delle Hadith. Leggiamo:
Si dice che Muhammad, la pace sia su di lui, sia partito dall'incursione con Juwairiyah ed era a Dhuljaysh, egli l'ha affidata ad uno degli Ansari e proseguito per Medina. Il padre di Juwairiyah, al Harith scoperto che veniva tenuta prigioniera è tornato indietro a Medina portando il riscatto per la figlia. Raggiunta Al Aqia, ha guardato ai cammelli che aveva portato come riscatto e ammirato due di loro quindi li ha nascosti in uno dei valichi di Al Aqia. Quindi si è presentato al profeta, la pace sia su di lui, trascinandosi i cammelli dietro e gli ha detto: "Mia figlia è troppo nobile per essere tenuta prigioniera. Liberala con questo riscatto. Il Profeta, la pace sia su di lui, ha risposto: "Non sarebbe meglio fare scegliere a lei?". "Sì, è giusto" ha detto al Harith. Si è avvicinato alla figlia e ha detto: "Questo uomo lascia a te la libertà di scegliere, quindi non ci disonorare!"."Io scelgo il Messaggero di Allah" ha risposto lei con tranquillità. "Che disgrazia!" ha esclamato il padre.
Il Profeta, la pace sia su di lui, allora ha detto: "Dove sono i due cammelli che hai nascosto in quel dato valico?". Al Harith ha esclamato: "Dichiaro che non c'è Dio eccetto Allah e che Muhammad è il suo profeta! Perché nessuno avrebbe potuto saperlo eccetto Allah."
Ibn-i-S'ad nel suo 'Tabaqat', afferma che il padre di Juwairiyah ha pagato il riscatto e quando è divenuta libera ha sposato il Profeta. Il risultato di questo matrimonio fu che 600 prigionieri di guerra sono stati liberati dai musulmani in quanto non volevano che qualche membro della famiglia del Profeta fosse uno schiavo."
E' difficile stabilire quale parte di queste storie sia vera e quale inventata. Tuttavia, ciò che non è difficile da notare sono le molte contraddizioni contenute nel filo narrativo. Per esempio, leggiamo che Muhammad ha pagato il riscatto a Thabit, il rapitore di Juwairiyah, sposandola subito dopo. Poi leggiamo che Hairth, il padre della donna, ha pagato anche lui il riscatto per liberarla. Secondo le rivendicazioni di Muhammad egli possedeva delle capacità psichiche e di sapere le notizie con un certo anticipo, per esempio sapere dove erano stati nascosti i cammelli, possiamo invece concludere che sono affermazioni false. In molte occasioni Muhammad ha dimostrato il contrario, provando che non aveva alcun potere psichico, senza parlare di potere preveggente, in quanto non è riuscito a discernere o ottenere attraverso la benedizione Divina le informazioni che desiderava. Ad esempio, quando ha razziato Khaibar, ha torturato il tesoriere della città per estorcere informazioni che lo avrebbero condotto al luogo dove si nascondevano i tesori della città. E' importante comprendere il carattere dei popoli arabi. In questo particolare esempio sono gli arabi che dimostrano uno standard morale elevato e non il profeta. Hanno rilasciato i parenti di Juwairiyah quando hanno saputo del matrimonio con il profeta. Mohammad era privo di  comune decenza, avendo mostrato neppure un poco delle virtù che riflettono la morale di un leader. Senza un briciolo di pietà per coloro che avevano la sfortuna di diventare sue vittime. I musulmani affermano che Juwairiyah diventò una credente molto devota che trascorreva quasi tutto il giorno a pregare. Questo può essere trovato nel libro Usud-ul-Ghaba. L'autore afferma che ogni volta che il profeta andava da Juwairiyah la trovava a pregare, ritornava più tardi trovandola sempre a pregare. Un giorno le ha detto: "Devo dirti due parole, se le dici saranno più importanti di quello che hai fatto. Tu devi dire: "subhaana allahe 'adada khalqihi, subhana allahe ridhaa nafsehe, subhana allahe zinata 'arshehe, subhana allahe zinata 'arshehe,subhana allah midadda kalimaatihi". (Sia lodato Allah tante volte quanto è il numero delle Sue creature, e tanto quanto Lui si accontenta, e tanto quanto il peso del Suo trono, e tanto quanto è l'inchiostro per queste parole.)
Uno si chiede per quale motivo un musulmano preghi cinque volte al giorno, rendendo molte ore improduttive, quando può  semplicemente recitare quella formula per lodare Allah. Vediamo la situazione in una prospettiva più realistica. Mettetevi nei panni di una giovane donna che è appena caduta nelle grinfie degli assassini di suo marito, che era pure un cugino! Da parenti sono cresciuti insieme. Erano più che marito e moglie. Sono stati prima compagni di giochi, poi amanti e compagni per la vita. Se tu fossi una donna nella situazione di Juwairiyah cosa proveresti per l'assassino di tuo marito e molti altri parenti e persone che amavi? Supponiamo anche che non hai alcun posto dove andare. Senza nessuna soluzione valida per fuggire, la tua unica salvezza è quella di arrenderti come schiava del sesso di questo vecchio uomo, colui che è il re per la sua gente e ha molti soldi, oppure essere data ad uno dei suoi soldati. Quale prigionia sceglieresti? Credo che la risposta sia chiara. Juwairiyah non ha avuto altra scelta che accettare la proposta di matrimonio di Muhammad. Ora, cosa farebbe una donna se questo uomo le si avvicinasse per chiedere sesso o compagnia? Probabilmente troverebbe una strategia di sopravvivenza. Questo è ciò che ha fatto Juwairiyah. Ogni volta che notava Muhammad avvicinarsi si  faceva trovare occupata a pregare. Lui allora raggiungeva qualche altra moglie per soddisfare i suoi impulsi sessuali. Sì, come possiamo notare Muhammad era un vecchio e scaltro uomo. Ha prescritto una preghiera il cui significato agli occhi di Allah sarebbe valso quanto il pregare per una giornata intera; privandola così dell'unica scusa che aveva per disertare quando lui la desiderava.".



Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo l'articolo su Facebook. Il punto debole dell'Islam è la mancanza di un clero che, in qualche modo, possa moderare le tendenze estreme.
Come disse Magdi Cristiano Allam, nel Cristianesimo, Dio si fece uomo in Gesù Cristo. Nell'Islam, Dio si fece carta nel Corano. Il Corano diventa così l'unica legge per il musulmano e la mancanza di un clero fanno sì che il fedele possa interpretare il Corano a suo uso e consumo.
Dato che nel Corano ci sono frasi che parlano di guerre e di attacchi a chi non è islamico, c'è chi prende sul serio queste cose. Questo è il pericolo dell'Islam.
Cordiali saluti.
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Caro Marco Mancini, ti rispetto ma non sono d'accordo!

Cari amici ed amiche.

Sul blog "Campari e de Maistre" ho letto un articolo scritto da Marco Mancini che è intitolato "Confessioni di un catto-tradizionalista che "tifa Islam"" .
In questo suo articolo va preso il passaggio che recita:

"Inutile dire che, dal punto di vista religioso, non tifo affatto per l’Islam, perché considero il Cattolicesimo l’unica vera Fede. Però ho rispetto per i musulmani che professano con cuore sincero la loro fede e trovo che alberghi più grazia in loro che nei tanti cristianucci tiepidi che vanno in Chiesa per convenzione borghese. Certo, ho più simpatia per l’Islam che per il Giudaismo, se non altro perché l’Islam è, nel bene e nel male, una religione universalistica e non fondata su un esclusivismo di tipo razziale. E anche perché è certamente vero che il Gesù del Corano non è il Gesù dei Vangeli (non ne viene ovviamente riconosciuta la divinità), ma almeno i musulmani venerano Lui come il più grande profeta prima di Maometto – tornerà nell’ultimo giorno a combattere l’Anticristo, appunto – e sua Madre come Vergine, a differenza di altri (vedi Talmud) che li considerano rispettivamente un malfattore e una donna di facili costumi.".

Mi permetto di rispondere a Marco Mancini.
Come lui, guardo con favore al cattolicesimo tradizionalista.
Io sono contrario a certi "preti di strada" (tipo don Gallo), così come sono contrario alle varie tendenze progressiste.
Per me il catto-comunismo è un male dentro la Chiesa e che va estirpato.
Sono favorevole alla liturgia in lingua latina.
Tuttavia, non posso condividere quanto affermato sul Giudaismo.
Personalmente, tra Giudaismo ed Islam, ho più simpatia per il Giudaismo e spiego il perché.
Non ho nulla contro l'Islam e rispetto quei musulmani che professano la loro religione senza creare problemi.
Tuttavia, io più simpatia per il Giudaismo.
In primo luogo, il Giudaismo (o Ebraismo, come dir si voglia) è la religione da cui discende il Cristianesimo, la nostra religione.
Gesù Cristo non era un ebreo?
Oltre all'aramaico, egli non parlava anche l'ebraico?  
Gesù Cristo era un ebreo e parlava ebraico.
Con gli ebrei, noi abbiamo in comune ben 39 libri del Vecchio Testamento.
Poi, noi cristiani ci distinguemmo dagli ebrei.
Tuttavia, la radice è comune.
Se non ci fosse stato l'Ebraismo, non ci sarebbe nemmeno la nostra religione.
In  fondo, Adolf Hitler puntò a distruggere il Cristianesimo, proprio distruggendo gli ebrei, il popolo dell'Antica Alleanza.
Fatto fuori l'Ebraismo ed i suoi esponenti, il Cristianesimo sarebbe morto.
Per questo, io tifo per gli ebrei e tifo per Israele, uno Stato democratico e civile.
Cordiali saluti.


Il mistero di Monte Sant'Angelo




Cari amici ed amiche.

Guardate l'immagine qui sopra e leggete la sua didascalia che ho riportato qui sotto:

"FACCIAMO OGNI GIORNO L' ''ATTO DI CONSACRAZIONE A SAN MICHELE ARCANGELO''

O grande Principe del cielo, difensore fedelissimo della Chiesa, San Michele Arcangelo, io, quantunque indegno di apparire dinanzi a te, confidando tuttavia nella tua speciale bontà, mi presento a te, accompagnato dal mio Angelo Custode e, in presenza di tutti gli Angeli del cielo che prendo a testimoni della mia devozione verso di te, ti scelgo oggi come mio protettore e particolare avvocato e mi propongo fermamente di onorarti quanto più potrò.

Assistimi durante tutta la mia vita, affinché mai io offenda Dio né in opere né in parole né in pensieri.

Difendimi contro tutte le tentazioni del demonio, specialmente riguardo la fede e la purezza, e nell'ora della morte infondi la pace alla mia anima e introducila nella Patria eterna. Amen.San Michele Arcangelo, difendici nella lotta affinché non periamo nell'estremo giudizio.".

Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo questa cosa su Facebook
Manco a farlo apposta, vi voglio parlare di un mistero che riguarda gli angeli.
Visto che la persona che, senza volerlo, mi ha dato l'idea si chiama Angelo, sembra quasi che ci sia una scherzo del destino.
Vi voglio parlare del mistero di Monte Sant'Angelo , un posto che si trova sul Monte Gargano (in Provincia di Foggia, in Puglia) in cui vi è il famoso santuario dedicato a San Michele Arcangelo
La storia di questa chiesa è molto particolare.
Si dice, infatti, che essa non sia stata consacrata da un vescovo ma da San Michele in persona.
Questa è la sua storia:

"L'episodio del toro e la prima apparizione dell'Arcangelo


Così narra un'operetta agiografica, datata tra il V e l'VIII secolo, il Liber de apparitione Sancti Michaelis in Monte Gargano (Apparitio):

«Vi era in questa città un uomo molto ricco di nome Gargano che, a seguito delle sue vicende, diede il nome al monte. Mentre i suoi armenti pascolavano qua e là per i fianchi di scosceso monte, avvenne che un toro, che disprezzava la vicinanza degli altri animali ed era solito andarsene da solo, al ritorno dal gregge, non era tornato nella stalla. Il padrone, riunito un gran numero di servi, cercandolo in tutti i luoghi meno accessibili, lo trova, infine, sulla sommità del monte, dinanzi ad una grotta. Mosso dall'ira perché il toro pascolava da solo, prese l'arco, cercò di colpirlo con una freccia avvelenata. Questa ritorta dal soffio del vento, colpì lo stesso che l'aveva lanciata».

Turbato dall'evento, egli si recò dal vescovo che, dopo aver ascoltato il racconto della straordinaria avventura, ordinò tre giorni di preghiere e digiuno. Allo scadere del terzo giorno, al vescovo Maiorano apparve l'Arcangelo Michele che così gli parlò: «Hai fatto bene a chiedere a Dio ciò che era nascosto agli uomini. Un miracolo ha colpito l'uomo con la sua stessa freccia, affinché fosse chiaro che tutto ciò avviene per mia volontà Io sono l'Arcangelo Michele e sto sempre alla presenza di Dio. La caverna è a me sacra. E poiché ho deciso di proteggere sulla terra questo luogo ed i suoi abitanti, ho voluto attestare in tal modo di essere di questo luogo e di tutto ciò che avviene patrono e custode. Là dove si spalanca la roccia possono essere perdonati i peccati degli uomini. Quel che sarà qui chiesto nella preghiera sarà esaudito. Va', perciò, sulla montagna e dedica la grotta al culto cristiano».

Ma, poiché quella montagna misteriosa e quasi inaccessibile era stata luogo di culti pagani, il vescovo esitò prima di decidersi ad obbedire alle parole dell'Arcangelo.



La Battaglia e la seconda apparizione

La seconda apparizione di San Michele, detta "della Vittoria", viene tradizionalmente datata nell'anno 492. Gli studiosi, tuttavia, riferiscono l'episodio alla battaglia tra Bizantini e Longobardi del 662 - 663: i greci attaccarono il Santuario garganico, in difesa del quale accorse Grimoaldo I, duca di Benevento.

« [...] Ed ecco che la stessa notte, che precedeva il giorno della battaglia, apparve in visione al vescovo (Lorenzo Maiorano) san Michele, dice che le preghiere sono state esaudite, promette di essere presente e ammonisce di dare battaglia ai nemici all'ora quarta del giorno». (Apparitio)

La battaglia, accompagnata da terremoti, folgori e saette, si concluse con il successo di Grimoaldo. La vittoria riportata fu descritta come voluta proprio da San Michele: essa sarebbe avvenuta l'8 maggio, divenuto in seguito il dies festus dell'Angelo sul Gargano. Inoltre, sancì ufficialmente il legame tra il culto dell'Angelo e il popolo longobardo.



La Dedicazione e la terza apparizione

La terza apparizione viene denominata anche "episodio della Dedicazione". «Intanto i Sipontini rimanevano in dubbio su cosa fare del luogo e se si dovesse entrare nella chiesa e consacrarla». (Apparitio)

Tuttavia, nell'anno 493, dopo la vittoria, il vescovo Maiorano decise di obbedire al Celeste Protettore e di consacrare al culto la Spelonca in segno di riconoscenza, confortato anche dal parere positivo espresso da papa Gelasio I.

«Ma la notte, l'angelo del Signore, Michele, apparve al vescovo di Siponto in visione e disse: "Non è compito vostro consacrare la Basilica da me costruita. Io che l'ho fondata, io stesso l'ho consacrata. Ma voi entrate e frequentate pure questo luogo, posto sotto la mia protezione"». (Apparitio)

Allora il vescovo Lorenzo, insieme ad altri sette vescovi pugliesi, in processione con il popolo ed il clero Sipontino, si avviò verso il luogo sacro. Durante il cammino si verificò un prodigio: alcune aquile, con le loro ali spiegate, ripararono i vescovi dai raggi del sole. Giunti alla Grotta, vi trovarono eretto un rozzo altare, coperto di un pallio vermiglio e sormontato da una Croce. Inoltre, come racconta la leggenda, nella roccia trovarono impressa l'orma del piede di San Michele.

Il santo Vescovo Maiorano vi offrì con immensa gioia il primo Divin Sacramento. Era il 29 settembre. La Grotta stessa, come unico luogo non consacrato da mani d'uomo, ha ricevuto nei secoli il titolo di "Celeste Basilica".



La quarta apparizione

Era l’anno 1656 ed in tutta l’Italia meridionale infi eriva una terribile pestilenza. L’Arcivescovo Alfonso Puccinelli, non trovando alcun ostacolo umano da contrapporre all’avanzata dell’epidemia, si rivolse all’Arcangelo Michele con preghiere e digiuni. Il Pastore pensò addirittura di forzare la volontà divina lasciando nelle mani della statua di San Michele una supplica scritta a nome di tutta la Città. Ed ecco, sul far dell’alba del 22 Settembre, mentre pregava in una stanza del palazzo vescovile di Monte Sant’Angelo, sentì come un terremoto e poi San Michele gli apparve in uno splendore abbagliante e gli ordinò di benedire i sassi della sua grotta scolpendo su di essi il segno della croce e le lettere M.A. (Michele Arcangelo). Chiunque avesse devotamente tenuto con sé quelle pietre sarebbe stato immune dalla peste. Il vescovo fece come gli era stato detto. Ben presto non solo la Città fu liberata dalla peste, secondo la promessa dell’Arcangelo, ma tutti coloro che tali pietre richiedevano, dovunque si trovassero.

A perpetuo ricordo del prodigio e per eterna gratitudine, l’Arcivescovo fece innalzare un monumento a S. Michele nella piazza della Città, dove ancora oggi si trova, di fronte al balcone di quella stanza nella quale si vuole che avvenne l’apparizione, con la seguente iscrizione in latino: Al Principe degli Angeli Vincitore della Peste Patrono e Custode monumento di eterna gratitudine Alfonso Puccinelli 1656. ".

Guarda caso, la prima apparizione di San Michele, quella che di fatto diede origine al santuario fu tra il V e l'VIII secolo AD.
Nell'VIII secolo AD, fu fondata anche l'Abbazia di Mont Saint Michel, in Francia.
La Sacra di San Michele (che si trova in Provincia di Torino) risale al X secolo.
Tuttavia, la più vecchia abbazia dedicata a San Michele fu quella di Mount Saint Michael, che si trova in Cornovaglia.
Essa risale al 495 AD, lo stesso periodo a cui risale il Santuario di Monte Sant'Angelo. 
Sembra quasi che San Michele abbia voluto tracciare la sua "strada" cominciando dai punti estremi.
Forse, questo potrebbe essere stato un messaggio per l'Europa e ancora oggi esso potrebbe tornare di attualità. 
Tra l'altro, il Santuario di Monte Sant'Angelo fu consacrato da San Michele e vicino ad esso vi è un altro santuario importante, quello dedicato a San Pio da Pietrelcina.
E' singolare che nello stesso luogo, sul Monte Gargano, vi siano due luoghi di culto dedicati a due santi importanti che, tra le altre cose, affrontarono anche il demonio.
Sarebbe interessante capire meglio il legame tra San Michele Arcangelo e San Pio da Pietrelcina.
Cordiali saluti.  




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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.