Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 8 luglio 2012

Alcune bugie sugli ebrei e sul sionismo

Cari amici ed amiche.

Vorrei smentire alcune bugie dette sul sionismo e contro gli ebrei.
Queste sono solo alcune delle "perle":

  • Il sionismo è un "nazismo ebraico".  Questo è falso. I sionisti non hanno mai puntato a distruggere un'etnia o una religione. Essi non hanno fatto genocidi. Negli anni passati comprarono semplicemente delle terre.
  • Prima di  Israele c'era uno Stato arabo. Questa è una cretinata. La zona chiamata "Palestina" era un protettorato britannico.
  • Gli ebrei israeliani sono invasori. Questa è una super cretinata. Gli ebrei che si erano trasferiti nella "Palestina" comprarono delle terre, terre che divennero Israele. Quindi, non presero nulla con la forza né rubarono nulla a nessuno. Inoltre, questi ebrei che provenivano da varie parti d'Europa, Italia compresa, sono discendenti di quegli ebrei che furono cacciati da Tito con la diaspora del 70 AD.
  • Gli ebrei portarono povertà agli Arabi. Questa è un'altra cretinata! Gli Arabi ebbero molto da guadagnarci dalle vendite dei terreni ai coloni ebrei. Ciò fu confermato anche dal muftì di Gerusalemme Hussein, un uomo che non amava gli ebrei, tanto da allearsi con Adolf Hitler.
  • Israele è uno Stato etnico e confessionale. Questo è falso. Israele è uno Stato abitato prevalentemente da ebrei. Logicamente, la maggioranza ha dei diritti. Tuttavia, le minoranze sono rispettate. Gli Arabi che vivono in Israele hanno seggi in Parlamento e chi non professa religione ebraica ha diritto di professare il proprio culto.
  • Gesù Cristo era palestinese. Il nome "Palestina" fa parte della dicitura romana e risale a quando l'Impero Romano fece una sua provincia di quei territori che comprendevano i Regni di Giuda e di Israele. Precisamente il nome "Palestina" risale all'epoca dell'imperatore Adriano, 135 AD. La Palestina di quegli anni era abitata da ebrei. Gesù era un ebreo. 
  • Gli ebrei uccisero Gesù. Questo è un errore. Il popolo ebraico non uccise Gesù. A volere la morte di Gesù furono la casta sacerdotale ebraica (per la verità non tutta) ed il tetrarca Erode (che era di origine nabatea) perché videro in Gesù un pericolo per il proprio potere. Il popolo ebraico non amava la sua casta sacerdotale che era collaborazionista con i Romani. Il popolo ebraico rispettava Gesù e lo chiamava rabbì, ossia "maestro". 
Spero di avere smentito alcune falsità sugli ebrei e sui sionisti.
Cordiali saluti. 

     

REGIONE LOMBARDIA - IL 12 LUGLIO AUDIZIONE SUI LOMBARDI NEL MONDO

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, l'amico Marco Stella, mi ha fatto avere questo testo di Daniele Marconcini, presidente dell'Associazione dei Mantovani nel Mondo:

" Dopo ben otto mesi,grazie all'impegno dei Consiglieri regionali Carlo Borghetti ,Giovanni Pavesi  e Carlo Spreafico e grazie alla disponibilità del Presidente della 2° Commissione ,Sante Zuffada i Lombardi nel Mondo avranno finalmente udienza presso la Regione Lombardia.

Occorre precisare che l'audizione riguarderà " I Lombardi nel Mondo " e non l'Associazione dei Mantovani nel Mondo Onlus che rappresento. Noi faremo solo da tramite alle decine di organizzazioni sparse per il mondo e alle migliaia di nostri corregionali di vecchia e nuova emigrazione,collegate a noi tramite il Portale dei Lombardi nel Mondo.

Devo precisare questo perchè taluni pensano che la questione sia solo un problema che riguardi la nostra Associazione e di poche altre, in ragione del fatto che è stato cancellato il bando per presentare progetti e azzerato ogni forma di finanziamento. Non è nemmeno solo un problema di finanziamento ma una questione di principio  che riguarda prima di tutto lo Statuto Regionale che riconosce le comunità lombarde nel mondo come parte integrante della Regione Lombardia, Certamente non ha giovato a questa causa il silenzio delle parti sociali,a cominciare dai sindacati, e nemmeno la colpevole assenza di alcuni parlamentari eletti all'estero o la lontananza del CGIE con cui ho sempre auspicato una collaborazione con l'Associazionismo regionale e provinciale. Associazionismo che nei fatti ,rappresenta all'estero con le proprie delegazioni la struttura portante delle nostre comunità. Ma su questi argomenti vi saranno tempi e modi per discutere ed approfondire...Quello che mi preme è sottolineare il fatto che una Regione come la nostra,la più importante in Italia, non senta attualmente l'esigenza di mantenere vivo l'associazionismo lombardo e le sue diramazioni per la sua azione internazionale valorizzando le comunità lombarde all'estero .Non sono passati molti anni quando Presidenti del Consiglio Regionali quali Attilio Fontana ed Ettore Albertoni, si sono prodigati a sostenere la causa,assieme a figure come Marcello Raimondi e Roberto Ronza e con consiglieri regionali come Antonio Viotto e Marco Tam.

Certamente ora è tutto più difficile, vi è una crisi economica stringente,vi è stato il terremoto che ha colpito Mantova e Provincia, vi sono moltissime priorità. Questo però non giustifica l'azzeramento di risorse e la cancellazione di una memoria collettiva. Non lo diciamo solo noi,lo dicono i Lombardi nel Mondo che accedono al nostro Portale in almeno due milioni , eleggendo ad articoli piu' letti quello della richiesta di audizione l'anno scorso e quello della elezione del nuovo Presidente del Consiglio  regionale Fabrizio Cecchetto.

Alla Commissione competente spiegheremo che la Lombardia ha il record dei giovani laureati che vanno all'estero (e di quelli che non tornano),spiegheremo che circa 200 anziani lombardi in America latina con qualche piccolo risparmio potrebbero avere quelle medicine salvavita che da quest'anno non hanno più, spiegheremo anche che per il terremoto mentre i mass media cancellavano Mantova,il Portale dei Lombardi informava l'Italia e la comunità internazionale che anche la Lombardia aveva avuto il suo sisma.

Spiegheremo tutto questo perché non venga confermata ,ancora una volta, che la percezione della realtà e dei suoi problemi spesso non arriva alle istituzioni con le quali da anni l'Associazionismo lombardo collabora lealmente con o senza finanziamenti.
In Commissione discuteremo del futuro internazionale di Regione Lombardia e non del problema contingente, a cui tutti i consiglieri regionali devono guardare visti i tempi grami che  stiamo vivendo.

Daniele Marconcini
Presidente AMM Onlus
Vice Presidente UNAIE (Unione Nazionale Associazioni Immigrati ed Emigrati)".

Io penso che il problema dell'associazionismo sia molto complesso.
Ritengo che sia giusto che l'istituzione finanzi solo ed esclusivamente quelle associazioni che effettivamente svolgono un ruolo politico, culturale, economico e sociale rilevante.
Ora, nel caso di associazioni come quella dei Mantovani nel Mondo o come quella dei Lombardi nel Mondo, la regola vale pienamente.
Associazioni come queste vanno finanziate perché hanno un'utilità.
Purtroppo, ce ne sono altre che non hanno questa medesima utilità.
Queste ultime non devono essere finanziate.
Bisogna fare valere la regola della sussidiarietà. 
Riguardo ai mass media che hanno cancellato Mantova ed il suo dramma con il terremoto, mi viene da dire che ciò è una vergogna.
Sui laureati che vanno all'estero e sugli anziani che vivono in America Latina e che potrebbero non avere i farmaci salvavita, mi viene da dire che il problema non riguardi solo la Lombardia ma il sistema italiano.
Ritengo che questa audizione sia un fatto importante per capire meglio dall'Italia la situazione degli italiani all'estero.
Cordiali saluti.



Scomparsa una nostra conterranea in Germania

Cari amici ed amiche.

Su Facebook,  gira questa comunicazione:

"ATTENZIONE . E' SCOMPARSA DA AMBERG IN GERMANIA UNA NOSTRA CONTERRANEA ANNA FRANCA PODDIGHE SASSARI, CHIUNQUE PUO' DARE UNA MANO PUO' SCRIVERE NELLA SUA PAGINA DI FACEBOOK.".

Spero che stia bene e che sia ritrovata.
Cordiali saluti.

Daemonia

DAEMONIA

"Omnes dii gentium daemonia."

Comu Marduk, Baal et Astarte...
funu accusì Dagon, Moloch et Giovi...
fars...et sunnu camora...
d'omini fatti chisti divi...comu camora 'n chisti novi...
chì li sordi sunnu et lu successu...demoni accussì...
et di li Giudii nto l'Aggittu cchiù schiavi...
d'iddi divoti sunnu l'omini...pirché Diu ùn vonnu...
et d'iddi niuru sarà lu distinu...comu di cosi gravi!

sabato 7 luglio 2012

L'Europa, commento al brano del professor Plinio Correa de Oliveira

Cari amici ed amiche.

Leggete questo brano del libro del professor Plinio Correa de Oliveira "Rivoluzione e controrivoluzione":

""Perestrojka" e "glasnost": smantellamento della III Rivoluzione o metamorfosi del comunismo? Al
tramonto dell'anno 1989 ai massimi dirigenti del comunismo internazionale parve, infine, giunto il
momento di fare un'enorme mossa politica, la maggiore nella storia del comunismo. Sarebbe
consistita nell'abbattere la Cortina di Ferro e il Muro di Berlino, il che, producendo i propri effetti in
modo simultaneo all'esecuzione dei programmi "liberaleggianti" della Glasnost (1985) e della
Perestrojka (1986), avrebbe accelerato l'apparente smantellamento della III Rivoluzione nel mondo
sovietico. A sua volta lo smantellamento avrebbe attirato sul suo sommo promotore ed esecutore,
Mikhail Gorbaciov, la simpatica carica di enfasi e la fiducia senza riserve delle potenze occidentali
e di molti fra i poteri economici privati del Primo Mondo. A partire da ciò, il Cremlino avrebbe
potuto attendere un flusso meraviglioso di risorse finanziarie per le sue casse vuote. Queste
speranze sono state molto ampiamente confermate dai fatti, dando a Gorbaciov e alla sua équipe la
possibilità di continuare a navigare, con in mano il timone, sul mare di miseria, d'indolenza e
d'inazione di fronte a cui l'infelice popolazione russa, soggetta fino a poco fa al capitalismo di Stato
integrale, si sta comportando fino a questo momento con una passività sconcertante. Si tratta di una
passività favorevole alla generalizzazione del marasma, del caos e, forse, al concretizzarsi di una
crisi conflittuale interna suscettibile, a sua volta, di degenerare in una guerra civile... o mondiale. In
questo quadro hanno fatto irruzione gli avvenimenti sensazionali e brumosi dell'agosto del 1991,
che hanno avuto come protagonisti Gorbaciov, Eltsin e altri coautori di questa mossa, che hanno
aperto la strada alla trasformazione dell'URSS in una debole confederazione di Stati e poi al suo
smantellamento. Si parla dell'eventuale caduta del regime di Fidel Castro a Cuba e della possibile
invasione dell'Europa Occidentale da parte di orde di affamati provenienti dall'Oriente e dal
Magreb. I diversi tentativi di albanesi bisognosi de penetrare in Italia sarebbero stati come un primo
saggio di questa nuova "invasione barbarica" in Europa. Non manca chi, nella Penisola Iberica
come in altri paesi d'Europa, collega queste ipotesi con la presenza di moltitudini di maomettani,
irresponsabilmente ammessi in anni precedenti in diversi punti di questo continente e con i progetti
di costruzione di un ponte sullo stretto di Gibilterra, che collegherebbe l'Africa Settentrionale al
territorio spagnolo, il che favorirebbe a sua volta altre invasioni di musulmani in Europa . Curiosa
somiglianza di effetti della caduta della Cortina di Ferro e della costruzione di questo ponte:
entrambi aprirebbero il continente europeo a invasioni analoghe a quelle respinte vittoriosamente da Carlo Magno, cioè quelle da parte di orde barbariche o semi-barbariche provenienti dall'Oriente e di orde maomettane provenienti da regioni a sud del continente europeo. Si direbbe quasi che si 

ricompone il quadro pre-medioevale. Ma manca qualcosa: è l'ardore di fede primaverile delle popolazioni cattoliche chiamate a far fronte simultaneamente a entrambi gli impatti.


Ma, soprattutto, manca qualcuno: dove trovare attualmente un uomo della statura di Carlo Magno? Se
immaginiamo lo sviluppo delle ipotesi sopra enunciate, il cui principale scenario sarebbe
l'Occidente, indubbiamente ci spaventeranno la dimensione e la drammaticità delle conseguenze
che le stesse porterebbero con sé. Tuttavia questa visione d'insieme non comprende neppur
lontanamente la totalità degli effetti che in questi giorni ci annunciano voci autorizzate, provenienti
da circoli intellettuali in palese opposizione fra loro e da imparziali strumenti di comunicazione. Per esempio, il crescente contrasto fra paesi consumisti e paesi poveri. Oppure, in altri termini, fra nazioni ricche e industrializzate e altre che sono semplici produttrici di materie prime. Ne
nascerebbe uno scontro di proporzioni mondiali fra ideologie diverse, raccolte da un lato attorno
all'arricchimento indefinito e dall'altro al sottoconsumo miserabilista. Di fronte a questo eventuale
scontro è impossibile non ricordare la lotta di classe auspicata da Marx. E da questo nasce
naturalmente una domanda: tale lotta di classe sarà una proiezione, in termini mondiali, di uno
scontro analogo a quello concepito da Marx soprattutto come un fenomeno socio-economico
all'interno delle nazioni, conflitto al quale parteciperebbe ognuna di esse con caratteristiche proprie?
In questa ipotesi la lotta fra il Primo e il Terzo Mondo servirà da travestimento attraverso il quale il
marxismo, svergognato dal suo catastrofico fallimento socio-economico e trasformato, cercherebbe
di ottenere, con rinnovate possibilità di successo, la vittoria finale? Una vittoria fino a questo
momento sfuggita dalle mani di Gorbaciov, il quale, benché certamente non ne sia il dottore, è
almeno un insieme di bardo e di prestidigitatore della perestrojka... Proprio della perestroijka, della
quale non è possibile dubitare che sia una realizzazione del comunismo dal momento che lo
confessa il suo stesso autore nel saggio propagandistico Perestrojka : il nuovo pensiero per il nostro
paese e per il mondo (trad. it., Mondadori, Milano 1987, p. 37): "Lo scopo di questa riforma è
assicurare [...] la transizione da una direzione eccessivamente centralizzata, e basata sugli ordini, a
una direzione democratica, basata su una combinazione tra il centralismo democratico e
l'autogestione". Autogestione che, per altro, era, "l'obiettivo supremo dello Stato sovietico", come
stabiliva la stessa Costituzione dell'ex-URSS nel suo Preambolo. 
".

Condivido quanto scritto ma qui ci sarebbe da fare anche un discorso di geopolitica.
Il professor Plinio Correa de Oliveira ha parlato della necessità di un nuovo Carlo Magno per rimettere l'Europa in carreggiata.
Purtroppo, però, la situazione è ben diversa.
Se guardate la cartina qui sopra, noterete alcune cose importanti dell'Europa del tempo di Carlo Magno.
A sud est vi era il glorioso Impero Romano d'Oriente (o Impero Bizantino) .
Oggi, purtroppo, questo impero non c'è più, anche per colpa degli Europei che nel 1204 ne saccheggiarono la capitale, Costantinopoli, e poi lo lasciarono solo di fronte ai Turchi, che il 29 maggio 1453 lo conquistarono.
Ora, l'Impero Romano d'Oriente era molto importante da un punto di vista geopolitico.
Esso impediva all'Islam di penetrare in Europa, esattamente come i Franchi che con il loro re Carlo Martello respinsero gli Arabi a Poitiers nel 7.
Basti pensare agli assedi subiti da Costantinopoli nel 674 e nel 717.
Oggi, invece, c'è la Turchia, uno Stato musulmano che derivò dalla disgregazione dell'Impero Ottomano.
Per quanto la Turchia abbia cercato di essere uno Stato laico, i fermenti del fondamentalismo islamico sono ben presenti.
Leggete questo articolo che è stato messo dall'amico Angelo Fazio su Facebook:

"Turchia, Erdogan gareggia in moschee e smantella lo stato laico di Ataturk- In progetto due enormi templi a Istanbul e un terzo a Diyarbakir, in luogo dell'attuale stadio intitolato al fondatore della Turchia laica: questa sarà anzi la più grande del Paese. Per l'opposizione il governo è impegnato in una progressiva islamizzazione del Paese-Turchia sempre meno laica. Non si ferma l’opera di costruzione di nuove moschee con la benedizione dello Stato in Turchia. Il premier Recep Tayyip Erdogan ha annunciato nei giorni scorsi l’avvio a breve dei lavori per la realizzazione di due grandi moschee a Istanbul: una di 15mila metri quadrati, con i minareti più alti del mondo, su una collina a picco sul Bosforo, che potrà essere ben visibile da ogni angolo della città, e un’altra in piazza Taksim, cuore commerciale e civile della capitale turca, con una gigantesca cupola, probabilmente anche in questo caso la più grande del mondo.Il quotidiano Radikal, uno dei più influenti in Turchia, riferisce inoltre che a Diyarbakir, la capitale del Kurdistan turco, sarà costruita “la più grande moschea del paese”. Secondo il giornale, che cita il Gran Mufti di Diyarbakir Nimetullah Erdogmus, il nuovo edificio religioso sarà costruito al posto dell’attuale stadio di calcio intotolato, guarda caso, a Mustafa Kemal Ataturk, il fondatore della repubblica turca di marca laico-occidentalista, che adottò un nuovo codice civile su modello di quello svizzero. La nuova grande moschea di Diyarbakir, città situata molto all’interno della Turchia, lungo le sponde del fiume Tigri, potrà ospitare qualcosa come 20mila fedeli e sarà realizzata secondo il modello della celebre moschea Al-Masijd al-Nabawi di Medina, la città santa per eccellenza dell’Islam in Arabia Saudita.".

La situazione è ancora più intricata, se si considera anche un altro fattore.
Con l'Impero Ottomano, l'Islam si stabilì anche in aree dell'Europa, come la Bosnia-Erzegovina e l'Albania.
Un altro fattore importante è la divisione tra cristiani.
Infatti, com'è noto, i cristiani europei sono divisi in cattolici, ortodossi, protestanti ed anglicani.
Anche se causò la fine dell'Impero Romano d'Oriente, la divisione tra cattolici ed ortodossi si può superare poiché è solo disciplinare.  Diverso è, invece,  il discorso con i protestanti.
Con questi ultimi la divisione è anche dogmatica.
Già nel XVI secolo, l'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo V (1500-1558) cercò di riunire l'Europa intorno alla tradizione cristiana.
Non vi riuscì proprio a causa della divisione e delle guerre tra cattolici e protestanti, l'imperatore non riuscì in questa impresa.
Anzi, la divisione tra cattolici e protestanti favorì i Turchi che a Mohacs (nel 1526) sconfissero i cristiani, rischiano di raggiungere Vienna e Roma.
Oltre a ciò, va detto che anche il mondo cattolico è diviso.
Ad esempio, vi sono i contrasti tra chi è fedele alla tradizione e chi vorrebbe rendere la Chiesa diversa.
Non possiamo non parlare della secolarizzazione che è correlata alla divisione tra cristiani e l'avvento di ideologie ateistiche,. come il comunismo.
L'Europa attuale è stata fondata solo sulla tecnocrazia perché non ha più un'identità.
Essa,  però, sarà destinata a morire, se non recuperasse la propria identità.
Nemmeno un "nuovo Carlo Magno" potrebbe salvarla.
Cordiali saluti.










DAL MINZOLINI FAN CLUB, E' GUERRA TRA FINLANDIA E ITALIA: I FINLANDESI PRONTI AD USCIRE DA EUROLANDIA PER NON PAGARE IL NS SPREAD, I NOSTRI MINACCIANO RITORSIONI SU NOKIA


Cari amici ed amiche.

Leggete l'articolo del Minzolini Fan Club di Facebook:


"L'affascinante ministro delle Finanze finlandese signora Jutta Urpilainen, ha dichiarato al quotidiano finlandese Kauppalehti, che sono pronti ad uscire dall'euro piuttosto che pagare i debiti degli altri, allusione nemmeno troppo velata a Italia e Spagna.
Secondo l'economista Roubini, dal canto loro i nostri governanti avrebbero minacciato di boicottare Nokia, il colosso della telefonia finnico, se la Finlandia nonl a smetterà di opporsi all'Esm-Efsf.
E' guerra, commerciale ma sempre aspra.
Questa è l'ennesima prova che il vertice di Bruxelles non è finito come ci hanno raccontato, anzi, la guerra continua!
Chi gode di questa situazione? La cancelliera Merkel, che vede crescere i suoi consensi in Patria ed è la vera vincitrice, grazie al collaudato metodo del Divide ed Impera! S. M.".

Sottoscrivo.
Cordiali saluti. 

Una data importante!

Cari amici ed amiche.

Su Facebook ho trovato questa foto, con questa didascalia:

"7 luglio 1456: in seguito ad una revisone del processo del 1431, l'inquisizione di Francia riconosce l'innocenza di Giovanna d'Arco (Domrémy, 6 gennaio 1412 – Rouen, 30 maggio 1431) che, in seguito alla precedente sentenza, era stata arsa viva per eresia.Nell'immagine, Giovanna in un dipinto (1854) di Jean-Auguste-Dominique Ingres (Montauban, 29 agosto 1780 – Parigi, 14 gennaio 1867)".

Se dovesse tornare sulla Terra ai giorni nostri, Santa Giovanna d'Arco non riconoscerebbe più il suo Paese, la Francia.
La Francia di oggi è scristianizzata e priva di un'identità.
A noi cattolici sta la difesa della memoria di ciò per cui ella combatté.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.