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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 8 giugno 2012

L'idolo di Barbassolo potrebbe essere Dagon?

Cari amici ed amiche.

Ieri sera ho visto uno spezzone della puntata di "Mistero", una trasmissione televisiva che va in  onda su "Italia 1" e che è condotta da Marco Berry e Paola Barale. Di questa trasmissione c'è una pagina di Facebook.
In questa puntata si è parlato di una leggenda che riguarda il territorio di Ferrara.
Secondo questa leggenda, nel territorio della Provincia di Ferrara vi sarebbe un mostro mezzo uomo e mezzo rettile che vivrebbe nell'acqua
Per alcuni, esso esisterebbe e sarebbe un alieno.
Per altri, esso è solo una leggenda atta a spaventare i bambini.
Però, alcuni hanno associato questa leggenda ad una divinità precristiana, Dagon.
Non voglio entrare nel merito ma voglio parlarvi di una leggenda analoga della mia zona, Roncoferraro,  in Provincia di Mantova. 
Ora, vi racconto di una cosa strana.
Tempo fa, ero con il mio amico Franco Carreri, un appassionato di storia del territorio di Roncoferraro.
Ad un certo punto, gli ho raccontato la storia del mascherone che raffigura un idolo pagano e che si trova murato nel campanile della pieve dei Santi Cosma e Damiano di Barbassolo di Roncoferraro.
Di questo idolo avevo parlato in un articolo il 25 ottobre 2011.
Esso è incastonato nella parete est.
Ora, Carreri mi ha raccontato una cosa molto particolare riguardo a questo idolo.
Secondo uno dei parroci della zona, pare che questa scultura raffiguri una divinità acquatica.
Guarda caso, Dagon era una divinità acquatica.
Se guardate bene la scultura di Barbassolo, noterete che sulla testa ha un particolare cappello.
Anche Dagon veniva raffigurato con quel copricapo, come nella foto in alto.
Ora, dobbiamo capire chi sia Dagon.
Dagon fu una divinità della Mesopotamia.
Guarda caso, in Mesopotamia (dal greco "mesos" e "potamos", ossia "terra in mezzo ai fiumi")  ci sono i fiumi Tigri ed Eufrate e quindi c'è molta acqua, come ce n'è qui, nella Pianura Padana.
Migliaia di anni fa, i fiumi Tigri ed Eufrate permisero lo sviluppo di popolazioni, come i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri.
Proprio i Sumeri potrebbero essere stati i primi a prestare culto ad un certo Dagan, una divinità metà uomo e metà pesce.
In seguito, il culto di Dagan si diffuse anche tra i Cananei, che un popolo che si trovava in Palestina.
Nel 12.000 BC,  arrivarono gli Ebrei, il Popolo Eletto, il popolo che per primo conobbe il nostro Dio.
La Bibbia parla di una popolo i Filistei, un popolo che adottò il Dagan dei Cananei.
Gli Ebrei chiamarono questa divinità Dagon ed ingaggiarono con i Filistei una guerra.
Basti pensare al nazireo di Dio Sansone.
Secondo la tradizione biblica, tradito dalla moglie filistea Dalila, privato delle sue sette ciocche di capelli (che gli davano la forza), fatto prigioniero dal Filistei ed accecato, Sansone distrusse le colonne del tempio di Dagon, facendo morire sé stesse ed i filistei che erano lì.
Inoltre ad Ashdod la statua di Dagon andò distrutta di fronte all'Arca dell'Alleanza.
Dagon, però, continuò ad essere venerato dai Fenici.
In seguito, con l'influenza culturale greca, Dagon divenne Tritone e divenne il simbolo della navigazione.
La stessa immagine viene usata anche da una nota azienda che produce il tonno in scatola.
Guardate il video.

Ora c'è da chiedersi come possa un dio pagano della Mesopotamia essere arrivato in Pianura Padana.
La risposta è semplice.
Tritone (o Dagon) entrò nel Pantheon dei Romani.
Dagon era il padre di Baal, un dio fenicio che i Romani ribattezzarono Giove Eliopolita.
Per gli Ebrei ,  Baal era un demonio.
Questa divinità veniva chiamata dal popolo ebraico "Baal Zebub", ossia "Belzebù", "signore delle mosche".
Per i cristiani del Medio Evo fu quindi facile identificare quell'idolo di marmo con una figura demoniaca ed usarla come mascherone per scacciare il Male.
Io penso che si debbano fare delle ricerche su questa cosa.
Sarebbe anche un pretesto per mettere a posto la chiesa che è stata danneggiata dal terremoto e che è transennata.
Cordiali saluti.






Corpus Domini. Il Papa denuncia gli errori post-conciliari sull'Eucarestia-commento alla nota del professor Massimo Introvigne

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota scritta dal professor Massimo Introvigne, che ho trovato su Facebook:

" Commento di Massimo Introvigne



Proseguendo nella sua opera di correzione di un’interpretazione erronea del Concilio Ecumenico Vaticano II secondo una «ermeneutica della discontinuità e della rottura», che ha letto il Concilio come ripudio di tutto il Magistero precedente, Benedetto XVI ha tratto occasione il 7 giugno 2012 dalla Solennità del Corpus Domini per pronunciare a San Giovanni in Laterano un’importante omelia sull’Eucarestia, tutta intesa a denunciare «visioni non complete del Mistero stesso, come quelle che si sono riscontrate nel recente passato».

Il Papa ha preso in esame in particolare due errori. Il primo è la vera e propria guerra alla pratica dell’adorazione eucaristica scatenata in nome della centralità esclusiva della celebrazione. «Una interpretazione unilaterale del Concilio Vaticano II – ha detto il Pontefice – aveva penalizzato questa dimensione, restringendo in pratica l’Eucaristia al momento celebrativo». Certo, «è stato molto importante riconoscere la centralità della celebrazione», ma questa centralità «va ricollocata nel giusto equilibrio». Altrimenti «per sottolineare un aspetto si finisce per sacrificarne un altro». E nel post-Concilio è successo proprio così: l’accentuazione «posta sulla celebrazione dell’Eucaristia è andata a scapito dell’adorazione». Ma questo «ha avuto ripercussioni anche sulla vita spirituale dei fedeli» e ha provocato gravi danni. «Infatti, concentrando tutto il rapporto con Gesù Eucaristia nel solo momento della Santa Messa, si rischia di svuotare della sua presenza il resto del tempo e dello spazio esistenziali. E così si percepisce meno il senso della presenza costante di Gesù in mezzo a noi e con noi, una presenza concreta, vicina, tra le nostre case, come “Cuore pulsante” della città, del paese, del territorio con le sue varie espressioni e attività».

In effetti, «è sbagliato contrapporre la celebrazione e l’adorazione, come se fossero in concorrenza l’una con l’altra. È proprio il contrario: il culto del Santissimo Sacramento costituisce come l’“ambiente” spirituale entro il quale la comunità può celebrare bene e in verità l’Eucaristia». Senza adorazione si rischia di capire male la stessa Messa. «Solo se è preceduta, accompagnata e seguita da questo atteggiamento interiore di fede e di adorazione, l’azione liturgica può esprimere il suo pieno significato e valore. L’incontro con Gesù nella Santa Messa si attua veramente e pienamente quando la comunità è in grado di riconoscere che Egli, nel Sacramento, abita la sua casa, ci attende, ci invita alla sua mensa, e poi, dopo che l’assemblea si è sciolta, rimane con noi, con la sua presenza discreta e silenziosa, e ci accompagna con la sua intercessione, continuando a raccogliere i nostri sacrifici spirituali e ad offrirli al Padre».

Ricordando le grandi esperienze di adorazione eucaristica con i giovani alle Giornate Mondiali della Gioventù, Benedetto XVI ha osservato che «comunione e contemplazione non si possono separare, vanno insieme. Per comunicare veramente con un’altra persona devo conoscerla, saper stare in silenzio vicino a lei, ascoltarla, guardarla con amore. Il vero amore e la vera amicizia vivono sempre di questa reciprocità di sguardi, di silenzi intensi, eloquenti, pieni di rispetto e di venerazione, così che l’incontro sia vissuto profondamente, in modo personale e non superficiale. E purtroppo, se manca questa dimensione, anche la stessa comunione sacramentale può diventare, da parte nostra, un gesto superficiale». Chi combatte l’adorazione eucaristica finisce per sottovalutare e negare la presenza reale anche nella Messa.

E questo ci porta al secondo errore post-conciliare che il Papa ha denunciato: la negazione della «sacralità dell’Eucaristia». Anche qui «abbiamo risentito nel passato recente di un certo fraintendimento del messaggio autentico della Sacra Scrittura» e del Vaticano II. «La novità cristiana riguardo al culto è stata influenzata da una certa mentalità secolaristica degli anni Sessanta e Settanta del secolo scorso». Anche in questo caso, non tutto è falso nelle sottolineature degli ultimi decenni: con la venuta del Signore «è vero, e rimane sempre valido, che il centro del culto ormai non sta più nei riti e nei sacrifici antichi, ma in Cristo stesso, nella sua persona, nella sua vita, nel suo mistero pasquale». Ma attenzione: «da questa novità fondamentale non si deve concludere che il sacro non esista più, ma che esso ha trovato il suo compimento in Gesù Cristo».

La cosiddetta de-sacralizzazione dimentica che la Lettera agli Ebrei presenta Gesù Cristo come «sommo sacerdote dei beni futuri» (Eb 9,11), «ma non dice che il sacerdozio sia finito». Cristo non ha abolito il sacerdozio e «non ha abolito il sacro, ma lo ha portato a compimento, inaugurando un nuovo culto, che è sì pienamente spirituale, ma che tuttavia, finché siamo in cammino nel tempo, si serve ancora di segni e di riti, che verranno meno solo alla fine, nella Gerusalemme celeste, dove non ci sarà più alcun tempio». Sbaglia quindi chi pensa che il sacro, i simboli, i riti, siano finiti con Gesù Cristo. No: «grazie a Cristo, la sacralità è più vera, più intensa, e, come avviene per i comandamenti, anche più esigente!».

Anche qui, i danni di una certa vulgata post-conciliare sono stati notevoli. Infatti, «il sacro ha una funzione educativa, e la sua scomparsa inevitabilmente impoverisce la cultura, in particolare la formazione delle nuove generazioni. Se, per esempio, in nome di una fede secolarizzata e non più bisognosa di segni sacri, venisse abolita questa processione cittadina del Corpus Domini, il profilo spirituale di Roma risulterebbe “appiattito”, e la nostra coscienza personale e comunitaria ne resterebbe indebolita». E in quante città le processioni del Corpus Domini sono state abolite!

O ancora – ha detto il Papa – «pensiamo a una mamma e a un papà che, in nome di una fede desacralizzata, privassero i loro figli di ogni ritualità religiosa: in realtà finirebbero per lasciare campo libero ai tanti surrogati presenti nella società dei consumi, ad altri riti e altri segni, che più facilmente potrebbero diventare idoli». Ogni nuova generazione ha bisogno di riti e di simboli. Se le si tolgono quelli cattolici, cercherà altre esperienze religiose. Dio non ha tolto i riti, «non ha fatto così con l’umanità: ha mandato il suo Figlio nel mondo non per abolire, ma per dare il compimento anche al sacro. Al culmine di questa missione, nell’Ultima Cena, Gesù istituì il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, il Memoriale del suo Sacrificio pasquale. Così facendo Egli pose se stesso al posto dei sacrifici antichi, ma lo fece all’interno di un rito, che comandò agli Apostoli di perpetuare, quale segno supremo del vero Sacro, che è Lui stesso». «Con questa fede – ha concluso il Pontefice – noi celebriamo oggi e ogni giorno il Mistero eucaristico e lo adoriamo quale centro della nostra vita e cuore del mondo».
".



Nella tradizione liturgica del cattolicesimo, l'Eucaristia è il cuore della celebrazione.
A differenza di quanto accade, per esempio, nel protestantesimo, la messa cattolica ha un carattere sacrificale e non si limita solo alla predicazione, attraverso la Liturgia della Parola ma al contatto diretto con il corpo ed il sangue di Cristo, nella Liturgia Eucaristica.
Per questo, per esempio, si parla di transustanziazione, ossia della conversione del pane nel corpo di Cristo e del vino nel suo sangue.
Il Compendio al catechismo della Chiesa cattolica recita:

"La conversione di tutta la sostanza del pane nella sostanza del Corpo di Cristo, e di tutta la sostanza del vino nella sostanza del Suo Sangue. Questa conversione si attua nella preghiera eucaristica, mediante l'efficacia della parola di Cristo e dell'azione dello Spirito Santo. Tuttavia, le caratteristiche sensibili del pane e del vino, cioè le «specie eucaristiche», rimangono inalterate".

Quindi, per opera della Santissima Trinità,. il pane ed il vino diventano corpo e sangue di Cristo.
Da qui scaturisce la solennità del Corpus Domini, come quella dell'Adorazione eucaristica e certi miracoli, come quello di Lanciano, si riconducono a ciò.
Cordiali saluti.








Perché non si parla del Mantovano?

Cari amici ed amiche.

Che l'Emilia abbia subito un grave danno dal terremoto è certamente lapalissiano.
Lì ci sono stati anche dei morti.
Peccato, però, che l'attenzione mediatica sia rivolta solo lì.
Infatti, l'Emilia non è l'unica zona che è stata colpita dal sisma.
Com'è noto, anche la Provincia di Mantova è stata pesantemente colpita.
Ancora ora si sentono le scosse.
Eppure, dei danni nel Mantovano non si parla.
Nella nostra provincia, ci sono circa 2.400 sfollati e 150.000.000 di danni.
Ad oggi, 107 chiese (tra cui quella del mio paese, Roncoferraro)  risultano seriamente danneggiate e ben 14 di queste sono a rischio di demolizione.
Se si tiene conto del fatto che la città di Mantova sia stata riconosciuta Patrimonio Mondiale dell'Umanità dall'UNESCO, il quadro è completo.
Di tutto ciò non si parla.
Va bene parlare dell'Emilia.
Ci mancherebbe altro, il mio non è un discorso di campanilismo.
Però, c'è una situazione seria anche qui e nessuno ne parla.
Ieri, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è andato in Emilia.
Forse, avrebbe fatto una bella cosa se si fosse recato anche nel Mantovano.
Mi ricordo che il 6 dicembre 2011, il presidente era venuto a Mantova ed era stato accolto con gli onori che gli erano dovuti.
Avrebbe fatto una bella cosa, se si fosse recato a Moglia, a Poggio Rusco o a Gonzaga.
Questo terremoto ha danneggiato tutti.
Cordiali saluti.




giovedì 7 giugno 2012

Gli antisemiti hanno attaccato questo blog!

Cari amici ed amiche.

Purtroppo, è successa una cosa spiacevole.
Gli antisemiti hanno attaccato questo blog.
Leggete i commenti al mio articolo intitolato "Beppe Grillo, antisemita, vergognati!".
Il commento (il cui autore è stato così "coraggioso" da non mettere il proprio nome) recita:

"Beppe Grillo è un grandissimo rivoluzionario e fa proprio bene ad inasprire i toni a proposito di israele che NON è affatto uno stato legittimo perché i cari amici ebrei che tu difendi tanto sono sempre stati nomadi fino a quando hanno deciso comodamente di occupare la terra dei palestinesi!!! Da un certo punto di vista Israele a noi fa molto comodo per evitare di trovarci gli estremisti musulmani dietro la porta di casa ma per favore non diciamo fesserie che Israele è legittimo! IL VERO NOME DI ISRAELE è PALESTINA!! Gli i ebrei sono dai viscidi avari sfruttatori lo sono sempre stati fin dai tempi della Shoah, proprio una brutta razza...io ne ho conosciuti nella mia vita sono BUGIARDI GRETTI SPILORCI FRAUDOLENTI, BRUTTI E FALSI COME GIUDA! Apri gli occhi!! sono SUBDOLI!!! Se non ne avessero eliminati così tanti adesso saremmo tutti alle loro incombenze! Che razza schifosa! Che animo gretto e falso! CHE L'ANTISEMITISMO SI RIANIMI!
CI SPUNTO IN FACCIA ALL'EBREO SPORCO E LERCIO!
".

La mia risposta è stata:

" Oltre ad essere antisemita, lei è anche vigliacco ed ignorante!
Visto che si è preso la briga di scrivere queste cose, metta la faccia in quello che scrive!
Si assuma le sue responsabilità, codardo che non è altro.
Inoltre, lei non sa nemmeno scrivere!
Se le dessi dell'asino, mi prenderei una denuncia...dagli asini.
Allora, stando al suo "colto pensiero" si dovrebbe sputare anche sul crocifisso!
Nostro Signore Gesù Cristo era un ebreo e morì sulla croce per salvare l'umanità.
Le persone come lei mi fanno venire il voltastomaco!
Se questo blog non le piace, usi uno strumento utile, la tastiera, e se ne torni nella fogna da cui lei è venuto!
".

Io non ho parole.
Quando il buon Dio diede l'intelligenza agli uomini, molti di loro dormivano o giocavano a bridge.
Prima di tutto, mi scuso con i lettori di questo blog, per la mia risposta.
Io non tollero queste cose.
Non le tollero da cittadino italiano e da cattolico.
Ricordo che Papa Pio XI condannò l'antisemitismo dicendo che esso era incompatibile con la tradizione cattolica perché, in fondo, noi cattolici siamo spiritualmente semiti. 
Ora, posso toccare con mano la situazione attuale.
Sono solidale con i nostri fratelli ebrei.
Vale il detto che recita: "Le mamme degli idioti sono sempre incinte!".
Gente come quel "signore" non merita di essere ascoltata. 
Cordiali saluti. 






SCOPERTI NUOVI REPERTI DEL TEMPO DI RE DAVIDE, RAFFORZATA STORICITA' BIBLICA

Cari amici ed amiche.

Dal sito dell'UCCR, ho preso questo testo.
Leggetelo:

"11 maggio, 2012
Mentre si succedono gli studiosi che avanzano dubbi sull’esistenza storica di Maometto, fondatore e profeta dell’Islam («il Maometto della tradizione islamica non è esistito, o se è esistito, era sostanzialmente diverso da come la tradizione lo dipinge»), contemporaneamente l’archeologia continua a confermare la storicità e l’attendibilità dei Vangeli e dell’Antico Testamento.

Il caso recente è quello del team di archeologi guidati dal prof. Yosef Garfinkel, docente presso l’Istituto di Archeologia dell’Università ebraica di Gerusalemme, i quali durante scavi archeologici a Khirbet Qeiyafa, una città a ovest di Gerusalemme adiacente alla valle di Elah, hanno scoperto assemblaggi ricchi di ceramica, pietra, utensili in metallo e oggetti di culto. Sono venute alla luce, inoltre, tre grandi stanze che servivano da santuari di culto. La scoperta, si legge sul sito del governo israeliano, è «straordinaria».

La descrizione di questi luoghi corrisponde a quelle presenti nella Bibbia, durante il tempo di re Davide. I reperti, si legge, rafforzano la storicità della tradizione biblica. La città, secondo le misure radiometriche effettuate dall’Università di Oxford, è esistita per un breve periodo tra il 1020-980 aC, per poi essere violentemente distrutta. «Questa è la prima volta che gli archeologi scoprono una città fortificata in Giudea al tempo di re Davide», ha commentato il prof. Garfinkel. «Le ipotesi di chi nega la tradizione biblica per quanto riguarda Davide e sostiene che egli era una figura mitologica, o un semplice capo di una piccola tribù, vengono ora dimostrate essere errate». E’ anche la prima volta che vengono scoperti santuari dei primi re biblici, il che permette di anticipare la costruzione del tempio di Salomone a Gerusalemme di 30 o 40 anni, fornendo la prima evidenza fisica di un culto al tempo di re Davide. Un culto monoteistico, profondamente differente da tutte le altre nazioni del Vicino Oriente Antico.

Spiega l’archeologo: «Nel corso degli anni, migliaia di ossa di animali sono stati trovati, tra ovini, caprini e bovini, ma non di maiale. Ora abbiamo scoperto tre sale di culto, ma senza nessuna figura umana o animale. Questo suggerisce che la popolazione di Khirbet Qeiyafa osservava i due divieti biblici – di carne di maiale e delle immagini scolpite -. Quindi praticava un culto diverso da quello dei Cananei e dei Filistei». I reperti di Khirbet Qeiyafa indicano inoltre che uno stile architettonico elaborato si era sviluppato fin dal tempo del re David, indicando la formazione di uno stato, la creazione di una élite, con un certo livello sociale e urbanistico
.".

Ora, se tutte le ricerche fatte dal professor Garfinkel dovessero essere confermate, si avrebbe la certezza del'esistenza di tutti i personaggi del Vecchio Testamento.
Quindi, se ci sono prove certe che tutte le vicende raccontato dal Vecchio Testamento siano vere, vi sarebbe la prova inconfutabile della anche dell'autenticità del Nuovo Testamento.
Del resto, le vicende raccontate dal Vecchio Testamento possono essere confermate anche attraverso la scienza, senza mettere in discussione l'esistenza di Dio.
Per esempio, Sodoma e Gomorra potrebbero essere state distrutte da fulmini globulari.
Inoltre, il sito archeologico di Khirbet Qeiyafa era noto per essere stato una vera e propria città del settore metallurgico.
La presenza di forti tracce di metalli, come il cadmio, nel suolo lo dimostra.
Le ricerche del professor Garfinkel fanno il paio con ciò e dimostrano che la popolazione di quella città non era solo brava a forgiare i metalli ma professava anche il credo ebraico.
Tutto ciò potrebbe dimostrare che quanto detto su re Davide e sul Popolo eletto possa essere vero.
Quindi, la Bibbia non sarebbe più solo un libro sacro ma anche un vero e proprio documento storico di un popolo e di due religioni strettamente legate, il Giudaismo ed il Cristianesimo.
Cordiali saluti.



Commento alla lettera dell'onorevole Massimo Enrico Corsaro


Cari amici ed amiche.

Ieri mi è arrivata un'e-mail con una lettera che l'onorevole Massimo Enrico Corsaro (Popolo della Libertà) aveva inviato al giornalista Marcello Veneziani  che aveva lanciato un appello sul "Secolo d'Italia"  (che potete leggere facendo un click qui).
Il testo della lettera è il seguente:

"Caro Veneziani, non chiudiamoci a riccio: sarebbe un grosso errore


Caro Marcello Veneziani, provo a rispondere al tuo appello. Perché anch’io mi sento di destra, anzi lo sono, senza suffissi né trattini. Sono di destra perché penso che nascere italiani sia un motivo sufficiente per stare al mondo; parlare la lingua di Dante, mangiare la pasta, vestire con gusto, amare le belle cose, sentire la responsabilità di rappresentare l’oggi di un popolo che ieri ha bagnato il naso al mondo. Considerare l’Italia una Nazione e non un Paese e la cittadinanza un diritto che viene dal sangue. Sono di destra perché mi fa schifo l’egualitarismo, e penso che ciascuno debba orgogliosamente rivendicare la propria originalità; perché penso che chi più si impegna e chi è più bravo debba andare più lontano dell’incapace e del fannullone; perché credo che ognuno è responsabile delle proprie scelte e che sia da vigliacchi dare le colpe di quello che non funziona a una impersonale società. Sono di destra perché credo che i sindacati, nessuno escluso, abbiano una gran fetta di colpe nell’Italia che non va; perché trovo che certo capitalismo italiano che usa lo scudo per riportare a casa gli utili in nero e non li reinveste nelle aziende sia meglio perderlo che trovarlo; perché credo che non basti avere le labbra e le tette di gomma per diventare consiglieri regionali e che per fare i sindaci, assessori o ministri non sia obbligatorio ricevere intrallazzatori ed affaristi; e che il bisogno dell’immunità (che peraltro non esiste nemmeno più) non sia sufficiente per ambire al Parlamento. Sono di destra perché credo che uno Stato giusto sia quello in cui un Ministro degli Esteri che va in India non torni a casa se non a fianco dei suoi (e nostri) soldati; perché mi imbarazza vedere quanta gente cade nel giochino della sinistra e della Lega che con la scusa del terremoto attaccano, con la celebrazione del 2 giugno, l’unico simbolo riconosciuto dell’unità nazionale. Sono di destra, perché penso che il peggior governo eletto dal popolo per realizzare un programma, sia meglio di un’accozzaglia di banchieri e burocrati che non deve render conto a nessuno. Sono di destra, perché penso che far politica sia impegnarsi per tradurre questi principi nella società, e che per fare questo si possa anche mettere in conto qualche sconfitta, rinunciando a camuffarsi per mettersi assieme a chiunque con il solo fine di restare nella stanza dei bottoni.
Un nostro comune amico lo definiva “il rifiuto del compromesso sistematico”, e quello era un uomo che sapeva emozionare. D’altra parte, una vita non merita di essere vissuta se non è il susseguirsi di emozioni. Lì dobbiamo tornare, a partire dalla nobiltà della Politica. E sono convinto, soprattutto, che questo possa essere realizzato senza ricorrere a toni sbraitanti, senza cadere nello stereotipo del-della populista che schiuma rabbia in televisione e che ha letto poco più dell’Intrepido e del Corriere dello Sport, che pensa che Pound sia la frazione di una sterlina e Gentile un terzino della Nazionale. Tutto ciò, condivido la tua analisi, passa per una necessaria ricostruzione. Ma se è vero che il tempo di Berlusconi e di quell’altro (che non cito per il fastidio che mi provoca pensare alle sue colpe) è passato, rifiuto di credere che il nuovo corso debba o possa essere circoscritto a chi ha fatto il cursus honorum nella destra. Ci sono tanti amici, che magari mai hanno pensato di collocarsi nella nostra area, che sono certo condividano sentimenti, programmi e priorità. Molte analisi sociali di Sacconi, programmi economici di Crosetto, sensibilità popolari di Fitto e potrei citarne a decine stanno bene con noi, e noi con loro.
Il vero tema non è rifare la destra, tornando di fatto ad isolarla nell’ignoranza di una comunicazione egemonizzante che non ha mai provato a capirla. La scommessa per tutti è accettare che un ciclo si è chiuso, e che nessuna cosmesi superficiale restituirà agli italiani il diritto di sognare.
".

Prima di incominciare a commentare, voglio esprimere la mia solidarietà al dottor Gilberto Sogliani (esponente del Popolo della Libertà qui in Provincia di Mantova) che ieri è stato rapinato mentre era a Milano.
Commento, rifacendomi a quanto detto dal Presidente del Senato, Renato Schifani, che ha detto che il Popolo della Libertà deve scegliere tra Beppe Grillo e Mario Monti. 
Io penso che non debba scegliere tra nessuno dei due.
Beppe Grillo rappresenta la peggiore specie del populismo.
Mario Monti rappresenta la tecnocrazia.
Tutti e due sono antipolitica.
Io penso che il Popolo della Libertà debba tornare a fare la politica secondo i suoi valori e quello che si è sempre proposto di fare.
Il PdL è il partito che difende il diritto di proprietà e la sussidiarietà e la riforma presidenziale ed il federalismo.
Il partito deve ricominciare a parlare di queste cose.
Il partito ricominci a parlare di taglio delle tasse, riduzione della burocrazia e di riforma presidenzialista e federalista. e metta al centro la questione dei giovani e della loro disoccupazione, tema che riguarda anche me.
Inoltre, il partito deve radicarsi sul territorio e, possibilmente, allontanare chi sul territorio non ha operato bene.
Per esempio, qui a Roncoferraro, in Provincia di Mantova, il gruppo del PdL in Consiglio comunale non sta operando bene.
Anzi, spesso e volentieri vota con la maggioranza di centrosinistra, anche i provvedimenti che contrastano con la linea ed i valori del centrodestra e del Popolo della Libertà, come la questione dell'IMU.
Vi consiglio di dare un'occhiata al verbale della riunione del Consiglio comunale che si è tenuta il 4 giugno scorso.
Qui a Roncoferraro, il partito è diventato impopolare.
Quindi, il PdL si deve radicare sul territorio e deve tornare a parlare con il proprio elettorato e di prendere, se è necessario, anche il consenso degli elettori di altri partiti moderati, come l'Unione di Centro.
Il PdL deve ritrovare la sua identità.
Cordiali saluti. 

Terremoti, cosa sta succedendo in Pianura Padana?

Cari amici ed amiche.

Il sito "Meteoterremoti" continua a segnalare scosse di terremoto, qui in Val Padana.
Anche ora, ne ho sentita una questa notte ed anche ora ne sento qualcuna.
Qui la gente si sta sbizzarrendo in teoremi vari.
C'è chi dice che il sisma sia stato causato da alcune trivellazioni fatte in Emilia per lo stoccaggio del gas.
Secondo questo teorema, coloro che hanno fatto queste trivellazioni hanno immesso nel sottosuolo dell'azoto liquido.
Questo azoto liquido (che è a bassissima temperatura) avrebbe rotto la roccia sottostante, generando di fatto un terremoto di crollo.
Secondo altri, invece, pare che c'entri il "progetto HAARP" , un progetto americano con cui si vorrebbe modificare il clima e generare terremoti.
Io, però, penso che questo terremoto sia un fenomeno tettonico.
L'Italia è un Paese sismico.
Esso si trova tra delle faglie, ossia tra punti di congiunzione tra le placche in cui è divisa la crosta terrestre.
Questo spiega i terremoti ed i vulcani.
La placca africana e quella euroasiatica si scontrano.
La placca africana sta salendo.
Questo generò la nascita degli Appennini.
Ora, la placca africana sta spingendo ancora verso nord.
Gli Appennini si stanno spingendo verso nord.
Questo genera una subduzione.
La placca africana si infila sotto quella euroasiatica, generando il terremoto.
Pensate che pare che nostra zona si sia alzata di 15 cm.
Chissà cosa succederà in seguito?
Chi vivrà...vedrà!
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.