Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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martedì 21 febbraio 2012

COS'E' LA SUSSIDIARIETA'?

Cari amici ed amiche.

Si parla tanto di sussidiarietà ma molti non sanno cosa essa sia.
La sussidiarietà altro non è che un principio regolatore di alcuni sistemi di scienza politica in cui un ente che "sta più in basso" è (e deve essere) capace di fare qualcosa mentre quello che "sta più in alto" deve metterlo in condizione di fare ciò.
In pratica, l'ente che "sta più in alto" è l'istituzione (come lo Stato, la Regione, la Provincia o il Comune) mentre quello che "sta in basso" può essere un privato cittadino piuttosto che un'associazione.
La sussidiarietà è un principio molto antico.
Prendiamo, ad esempio, il feudalesimo.
Il re (o il signore) stabiliva un legame di vassallaggio con chi gli era sottoposto e gli dava un feudo, un appezzamento di terre.
Egli non faceva ciò per beneficenza o per semplice fedeltà del suo sottoposto ma anche perché quest'ultimo rendesse fruibile il terreno che gli veniva affidato.
Quindi, almeno all'inizio, nel feudalesimo ci fu un principio di sussidiarietà.
Il discorso valeva sia che i vassalli, i valvassori ed i valvassini fossero stati signori laici o religiosi.
Nel caso di questi ultimi, i feudi potevano dipendere dai monasteri.
Questi ultimi furono vere e proprie aziende e non solo luoghi di culto e di preghiera.
Basti pensare al fatto che i monaci scrivessero i libri o che producessero prodotti agroalimentari, come i formaggi, che venivano venduti.
Quindi, il signore (o il sovrano) concedeva queste terre in virtù delle abilità e del progetto del suo sottosposto.
Questo principio fu tenuto alto dalla Chiesa poiché nobilitava la ricchezza proveniente dal lavoro e l'abilità di ogni uomo e, forse, esso fu visto come conforme alla famosa parabola dei talenti, quella che recita (Vangelo secondo Matteo, capitolo 25, versetti 20-31):

"[14] Avverrà come di un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. [15] A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, a ciascuno secondo la sua capacità, e partì. [16] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, andò subito a impiegarli e ne guadagnò altri cinque. [17] Così anche quello che ne aveva ricevuti due, ne guadagnò altri due. [18] Colui invece che aveva ricevuto un solo talento, andò a fare una buca nel terreno e vi nascose il denaro del suo padrone. [19] Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò, e volle regolare i conti con loro. [20] Colui che aveva ricevuto cinque talenti, ne presentò altri cinque, dicendo: Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque. [21] Bene, servo buono e fedele, gli disse il suo padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [22] Presentatosi poi colui che aveva ricevuto due talenti, disse: Signore, mi hai consegnato due talenti; vedi, ne ho guadagnati altri due. [23] Bene, servo buono e fedele, gli rispose il padrone, sei stato fedele nel poco, ti darò autorità su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone. [24] Venuto infine colui che aveva ricevuto un solo talento, disse: Signore, so che sei un uomo duro, che mieti dove non hai seminato e raccogli dove non hai sparso; [25] per paura andai a nascondere il tuo talento sotterra; ecco qui il tuo. [26] Il padrone gli rispose: Servo malvagio e infingardo, sapevi che mieto dove non ho seminato e raccolgo dove non ho sparso; [27] avresti dovuto affidare il mio denaro ai banchieri e così, ritornando, avrei ritirato il mio con l'interesse. [28] Toglietegli dunque il talento, e datelo a chi ha i dieci talenti. [29] Perché a chiunque ha sarà dato e sarà nell'abbondanza; ma a chi non ha sarà tolto anche quello che ha. [30] E il servo fannullone gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti. [31] Quando il Figlio dell'uomo verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria. ".

Per questo motivo, il principio della sussidiarietà fu ripreso da Papa Leone XIII (nella foto) nella sua "Dottrina sociale della Chiesa", che potrete leggere seguendo il link http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/justpeace/documents/rc_pc_justpeace_doc_20060526_compendio-dott-soc_it.html.
Secondo il principio della sussidiarietà non si danno i soldi a destra e a manca e per progetti che non verrano mai realizzati.
Nel principio della sussidiarietà il vincolo che lega chi concede il beneficio a chi lo riceve sta nel progetto in questione e nel merito di quest'ultimo.
Lo stesso principio oggi è usato in varie amministrazioni pubbliche che puntano a valorizzare sé stesse, valorizzando i talenti dei cittadini che hanno progetti utili.
Un esempio è la Regione Lombardia, con la sua "Dote lavoro", http://www.formalavoro.regione.lombardia.it/cs/Satellite?c=Page&childpagename=DG_IFL%2FDGLayout&cid=1213341388000&p=1213341388000&pagename=DG_IFLWrapper.
Con questo progetto, la Regione ombardia intende favorire l'imprenditoria giovanile.
Lo stesso discorso vale per la "Borsa Lavoro" della stessa Regione Lombardia, http://www.borsalavorolombardia.net/bll/home.do, come quella in altre Regioni.
Cordiali saluti.

lunedì 20 febbraio 2012

L'ARTE ROMANICA EUROPEA E LA GEOPOLITICA





Cari amici ed amiche.


Oggi vi parlo di un concetto che pochi sanno, il legame tra l'arte e la geopolitica. In particolare vi voglio parlare del Medio Evo.

Com'è noto, nel 476 AD, cadde l'Impero Romano d'Occidente.

Le popolazioni di stirpi barbare presero il controllo dell'impero e formarono i regno romano-barbarici, regni in cui il potere era in mano in mano ai barbari mentre i Romani avevano l'amministrazione dei territori. Ora, anche l'arte risentì di ciò.

In particolare, essa risentì della geopolitica.

Ad esempio, nel 493 AD, in Italia arrivarono gli Ostrogoti di Teodorico, che trucidò Odoacre, il capo degli Eruli che depose Romolo Augustolo, l'ultimo imperatore romano.

Con Teodorico (che regnò dal 493 al 526), l'arte ebbe un grande impulso.

Affascinato dalla cultura architettonica romana (essendo stato ostaggio presso la corte di Costantinopoli), Teododrico fece costruire chiese e monumenti di stile romano.

Un esempio ancora intatto è il mausoleo di Teodorico, che si trova a Ravenna.

Nel 535, l'imperatore d'Oriente Giustiniano I mandò in Italia i Bizantini del generale Belisario.

Essi portarono la loro arte, un'arte che, ovviamente, celebrava la grandezza della corte di Costantinopoli.

Nel 568, arrivarono i Longobardi (comandati dal loro capo Alboino) e vi rimasero fino al 774, anno in cui il loro ultimo re desiderio fu sconfitto da Carlo Magno che nella notte di Natale dell'800 fu incoronato imperatore del Sacro Romano Impero da Papa Leone III.

L'arte risentì di questi eventi come risentì della nuova identità dell'Europa che da romana divenne cristiana.

Il Cristianesimo, infatti, permise di ridisegnare l'Europa stessa.

L'arte fu un veicolo per questa nuova visione del mondo.

Infatti, una volta che la loro religione venne liberalizzata (con l'Editto di Milano, voluto dall'imperatore romano Costantino I nel 313), i primi cristiani si posero il problema di costruire i loro templi.

Non vollero prendere come modelli i vecchi templi pagani ma scelsero un edificio laico, la basilica.

Durante il periodo romano, la basilica era un luogo in cui venivano trattate le controversie.

I cristiani scelsero questo edificio come modello per le loro chiese.

Ne modificarono la pianta, aggiungendovi il transetto, così da fare ricordare la croce.

Ora, dopo questa serie di eventi, l'architettura romana si espanse in tutta l'Europa, anche in quelle zone (come la Germania) in cui non si costruivano edifici.

Questa architettura "romana" risentì dei vari influssi delle popolazioni barbare, dei bizantini e della tradizione cristiana.

Nacque così l'arte romanica.

L'arte romanica fu quell'arte che iniziò nel IX secolo, si sviluppò nell'XI e che durò fino al XII.

Essa, tuttavia non fu eguale in tutta Europa ma si divise in tre filoni, quello romano, quello palatino e quello normanno. Il filone romano fu legato a Roma e al Papa. Esso era il discendente diretto dell'arte romana e, per certi versi, anticipò il Rinascimento.

Prendiamo, ad esempio, le chiese di Tuscania o di Sutri, nel Lazio.

Il filone palatino, invece, fu legato all'imperatore del Sacro Romano Impero.

L'esempio più paradigmatico fu la Cappella Palatina di Aquisgrana (nella foto in alto), un'opera che risale al periodo di Carlo Magno e che fu consacrata nell'804.

L'imperatore, infatti, volle eguagliare la corte di Costantinopoli e prese come modello la basilica di San Vitale a Ravenna, come quella di Santa Sofia, nella stessa capitale bizantina.

Addirittura, Carlo Magno fece prendere le colonne e molti marmi proprio da Ravenna.

L'arte palatina di diffuse in Germania e in tutti i possedimenti dei Franchi.

Comparvero vari elementi architettonici come le torri scalari, ossia le torri che servivano ad accedere ai matronei.

Un altro esempio di arte carolingia ben conservata è la basilica di Santa Maria-Laach, che si trova in Germania. In essa vi sono elementi dell'arte romana come gli archi a tutto sesto, che ricordano quelli della Porta Nigra di Treviri.

L'idea di Carlo Magno fu quella di ricostituire un nuovo Impero Romano, un impero che, però, sarebbe stato la casa di tutti i popoli cristiani.

Tuttavia, questo sogno venne meno.

Morto Carlo Magno (814), i suoi discendenti non tennero unito l'impero el 887 si sfasciò completamente, con la deposizione di Carlo il Grosso.

Solo nel 962, sotto l'imperatore Ottone I di Sassonia, il Sacro Romano Impero fu parzialmente ricostituito.

Con la casa di Sassonia, l'arte rinacque e subì nuove trasformazioni.

Le chiese costruite in quegli anni assunsero sempre più un "nesso germanico", poiché il cuore dell'impero fu la Germania, mentre la Francia si era staccata, sotto la dinastia capetingia.

Vennero costruite nuove chiese che ebbero sempre di più il carattere di quell'impero che da "unversale" (secondo la volontà di Carlo Magno) divenne sempre più tedesco.

Certo, questa cultura tedesca volle mantenere una continuità con Roma ma stava assumendo forme e peculiarità sempre più locali.

Anzi, il carattere tedesco si volle fare universale, quasi come se ci fosse stato un presagio dei foschi avvenimenti del secolo scorso.

Basti pensare alla stessa Cappella Palatina da Aquisgrana.

Essa è pianta ottagonale.

Il numero otto, così ridondante, fu scelto per ricalcare la parole del "Padre Nostro" che recitano: "Come in cielo, così in terra".

Questa cosa si ripeté in altri monumenti, come ad esempio, la chiesa di Avolsheim, in Alsazia. Una parte del suo campanile è a base ottagonale.

Un altro esempio, è la chiesa di Ottmarsheim, sempre in Alsazia.

Qui vi è la cupola, il cuore della chiesa, che è base ottagonale, sul modello della Cappella Palatina di Aquisgrana.

Quindi, secondo questa logica, tutte le chiese dell'Europa avrebbero dovuto avere queste caratteristiche.

Inoltre, altri elementi caratteristici furono le quattro torri angolari, quasi a volere rendere visibili gli edifici.

Un esempio è la cattedrale di Worms.

Qui vi fu il famoso Concordato tra Papa Callisto II e l'imperatore Enrico V (1122) e, guarda caso, la cattedrale fu intitolata a San Pietro.

Il potere papale e quello imperiale trovarono un fragile accordo.

Anche qui vi sono la cupola ottagonale e le quattro torri.

Per quanto riguarda il filone normanno, qui vi fu una fusione tra le arti del nord, architettura palatina e romana e quelle del Mediterraneo, come le arti bizantine ed arabe.

I Normanni, infatti, avevano un vasto impero, il primo "Commonwealth", che fu composto dai Paesi scandinavi (le loro terre d'origine), il nord della Francia, l'Inghilterra (che fu conquistata nel 1066), l'Italia meridionale (che si stabilirono lì tra il 1000 ed il 10016) ed il Principato di Kiev, che si stabilirono in Europa dell'Est nel IX secolo.

L'arte risentì dell'influenza di tutte queste terre.

E così, ad esempio, troviamo archi siciliani, simili a quelli di certe chiese bizantine (come quelle dell'Asinou, a Cipro), nella cripta della cattedrale di Canterbury o monumenti con elementi arabeggianti e germanici che coesistono, in Sicilia.

In mezzo a questi tre filoni vi furono tre sottocategorie, quella romanico-lombarda, costituita dal laterizio ed influenzata dalla cultura portata dai monaci irlandesi di San Colombano, quella romanico-pisana, che con le sue pietre bianche risente dell'influenza araba fu l'espressione della Repubblica Marinara di Pisa, e quella romanico-pugliese, che rielaborò elementi lombardi e pisani, usando le pietre locali, e che fece chiese che sembrano quasi delle fortezze e che funsero anche da edifici militari, come la cattedrale di Molfetta, il cui campanile fu una torre di avvistamento.

Esempi di arte romanico-lombarda sono la Basilica di Sant'Ambrogio a Milano, il campanile del Duomo di Mantova, la pieve dei Santi Cosma e Damiano di Barbassolo di Roncoferraro e la chiesa di Casale, altra frazione del Comune di Roncoferraro.

Esempi di arte romanico-pisana sono il Duomo di Pisa o quello di Pistoia.

Esempi di arte romanico-pugliese sono la Basilica di San Nicola a Bari e la Cattedrale di Altamura.

Nel XII secolo ci fu qualcosa che cambiò l'Europa e l'arte.

Tra il 1165 ed il 1223, regnò in Francia re Filippo II detto "l'Augusto".

Questo re fece affermare la Francia come potenza e smarcò per sempre il suo regno dall'influenza della corona imperiale.

Dopo la Battaglia di Bouvines (con cui sconfisse il suo omologo inglese, re Giovanni Senza Terra, nel 1214), il re francese ottenne da Papa Innocenzo III il titolo di "imperatore nel suo regno".

Guarda caso, proprio in questo periodo nacque lo stile gotico.

Quindi, lo stile gotico fu il simbolo dell'inizio dell'ascesa di una nuova nazione, una nazione che in seguito avrebbe detto la sua sull'Europa, la Francia.

Cordiali saluti.















ADDIO PROFESSOR DULBECCO

Cari amici ed amiche.

E' morto a La Jolla (in California) il professor Renato Dulbecco.
Aveva 98 anni.
Insignito del Premio Nobel per la medicina nel 1975, Dulbecco si è impegnato nella ricerca sul cancro.
Grazie a uomini come lui sappiamo dei meccanismi genetici che fanno sì che una cellula si trasformi in cellula tumorale.
Ha fatto anche parecchi studi nel campo degli anticorpi monoclonali, ossia anticorpi prodotti da un ibridoma (una cellula nata tra la fusione tra una cellula di un mieloma ed un leucocita, una plasmacellula, un linfocita B attivo) e che è prodotto da un solo tipo di cellule.
Inoltre, egli ha fatto anche delle ricerche sui meccanismi dei virus, attraverso l'interazione dei batteriofagi nei batteri e l'uso di raggi ultravioletti.
Il mondo della scienza ha perso una figura importante.
Cordiali saluti.

CORDOGLIO PER I SOLDATI MORTI IN AFGHANISTAN

Cari amici ed amiche.

Oggi c'è stato un grave incidente in Afghanistan e tre dei nostri soldati sono morti.
I soldati in questione erano del 66° reggimento del reparto di fanteria "Trieste" ed erano il Caporal Maggiore Capo, Francesco Currò (32 anni), il 1° Caporal Maggiore Capo, Francesco Paolo Messineo (28 anni), ed il 1° Caporal Maggiore Luca Valente (27 anni).
La loro morte è stata causata da un incidente stradale che è avvenuto presso Shindad, nella zona occidentale del Paese afghano.
Sono vicino alle loro famiglie.
Con loro vi era un commilitone, che è rimasto ferito e che è ricoverato presso l'ospedale militare da campo di Shindad.
Non si sa se egli sia grave.
Speriamo che si salvi.
Ricordiamoci di questi soldati che sono morti per difendere la pace.
Cordiali saluti.

DOV'E' FINITO IL FEDERALISMO?
















Cari amici ed amiche.




Si parla tanto di riforme. Ne parlano i leaders dei vari partiti come i giornali e la gente comune.
Si parla tanto di liberalizzazioni, riforme del mercato del lavoro, di riduzione del numero dei parlamentari, di superamento del bicameralismo perfetto e della riforma della legge elettorale.
Sono tutte riforme importanti ma manca quella fondamentale.
Infatti, non si parla più di federalismo.
Ciò è una delle cause delle recenti frizioni tra Popolo della Libertà e Lega Nord, da sempre indefessa sostenitrice del federalismo.
Gli ultimi esempi di questi attriti sono stati uno sfogo (che è stato riportato sulla "Gazzetta di Mantova") di un esponente (parlamentare) della Lega Nord di Mantova che ha definito una "farsa" il congresso provinciale del Popolo della Libertà che si è tenuto a Virgilio il 18 febbraio scorso e la replica abbastanza dura dell'assessore regionale Carlo Maccari, durante lo stesso congresso.
Pur non condividendo nel metodo quanto detto dall'esponente leghista, ritengo che vada fatta una riflessione seria, poiché (nel merito) egli non ha tutti i torti.
Io penso che non si possa prescindere dal federalismo.
Infatti, se fosse implementato, esso favorirebbe una maggiore sussidiarietà che farebbe sì che in tutte le autonomie locali ci siano maggiori controlli a livello di fisco e di sprechi e che, tra queste ultime, siano premiate quelle virtuose.
Quindi, il tema del federalismo è ineludibile.
Oggi, purtroppo, non si parla più di esso.
Io penso che se non dovesse fare il federalismo, qualsiasi altra riforma sarebbe inutile.
Sarebbe come dare dell'acido acetilsalicilico (aspirina) ad un malato di cancro.
Infatti, si può ridurre il numero dei parlamentari e cambiare la legge elettorale ma il problema degli sprechi resta comunque, poiché una parte molto consistente di essi proveniene dagli enti locali e non solo.
Il federalismo non una riforma ma "la riforma per antonomasia".
Quindi, o si fa il federalismo (che sarebbe coronato da tutte le altre riforme, che sono comunque importanti ma che non bastano a cambiare la situazione) o l'Italia resterà così com'è, con tutti gli sprechi e le varie storture che ci sono.
Purtroppo, nel ceto politico italiano c'è chi vuole conservare lo "status quo" .
Per conservare lo "status quo" basta impedire che si faccia il federalismo e purtroppo chi vuole fare ciò sta riuscendo nel suo intento.
Purtroppo, non ci rende conto che l'attuale sistema non sta aiutando il sud e sta danneggiando il nord del nostro Paese.
Se si continuasse così il rischio di finire come la Grecia potrebbe non essere così remoto.
Il federalismo fu riconosciuto anche da Papa XII come sistema valido.

Egli fu favorevole ad federalismo europeo.

Ci sarà un perché di questa idea?

Cordiali saluti.


TERRI SCHIAVO, SETTE ANNI DOPO

Cari amici ed amiche.

Il 25 febbraio 2005 morì Terri Schiavo, la donna che, in seguito ad un arresto cardiaco dovuto a delle pessime cure contro l'obesità, dal 1990 era rimasta in stato vegetativo.
Il marito, Michael Schiavo, fece di tutto per farla morire e riuscì nel suo intento, nonostante l'opposizione ferma ed indefessa dei genitori Robert e Mary Schindler e dell'allora presidente George Walter Bush.
Le venne tolta la sonda con cui fu alimentata.
Io penso che valga lo stesso discorso fatto per Eluana Englaro.
Il cibo e l'acqua non si negano a nessuno.
La cosa fu decisa da un giudice e qualcuno sostiene che quanto accaduto sia stato un vero e proprio omicidio giudiziario.
Io penso che nessun giudice abbia il diritto di sopprimere una vita in questo modo.
La vita è sacra.
Cordiali saluti.

ZINGARI E FURTI, ALCUNI ACCORGIMENTI



Cari amici ed amiche.


La foto qui sopra mostra alcuni simboli usati dagli zingari che intendono derubare le case.

Se vedete questi simboli su un muro della vostra abitazione, andate subito a riferire tutto alle Forze dell'Ordine.

Purtroppo, il problema c'è e credo che il buonismo non porti a nulla di buono.

Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.