Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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domenica 5 febbraio 2012

STUPRO DI GRUPPO, LA MAGISTRATURA HA FATTO UNA SCELTA VERGOGNOSA!


Cari amici ed amiche.

La magistratura (o una certa parte di essa) ha scritto una pagina nera nel libro della storia italiana.
Una sentenza della Suprema Corte (Corte di Cassazione) ha stabilito che per lo stupro di gruppo non sia previsto il carcere.
Se questo è uno scherzo, si sappia che esso non fa ridere nessuno.
Com'è possibile una cosa del genere?
Uno stupro è un reato gravissimo.
Se poi esso è perpetrato da più persone in un solo istante è ancora peggio.
Una violenza sessuale non è solo una violenza contro il corpo di una una donna ma anche contro la sua mente e la sua anima.
I magistrati che hanno emesso questa vergognosa sentenza non si rendono del danno che hanno fatto?
E poi c'è chi dice che bisogna fidarsi della giustizia.
Lo dico sinceramente, io non mi fido più della giustizia.
Lo dico senza volere offendere nessuno ma se le cose stanno così, come ci si può fidare di questa giustizia che fa sentenze assurde.
Inoltre, vorrei fare un'altra considerazione.
Quando si parlava del "caso Ruby", tutte le femministe gridavano allo scandalo e facevano manifestazioni di vario tipo contro il presidente Berlusconi.
Ora, che c'è una situazione realmente scandalosa, queste stesse persone tacciono.
Quindi, oltre allo scandalo, vi è anche l'ipocrisia.
Cordiali saluti.

sabato 4 febbraio 2012

SANT'AGATA E CATANIA, UN LEGAME INSCINDIBILE





Cari amici ed amiche.

Guardate questo video che ho preso da Youtube e che mostra la città di Catania.
Oggi, in quella città vi è una grande festa, la festa dedicata a Sant'Agata.
Il suo nome portò già il suo destino.
Infatti, il nome Agata deriva dal greco "Agathé" e significa "buona".
Ella fu martirizzata nel III secolo AD.
Ella si legò alla Sicilia ed in particolare alla città di Catania in modo indissolubile.
Catania, una città di grande bellezza ed umanità (che purtroppo non ho mai avuto il piacere di visitare, nonostante vada in Sicilia) ma che ebbe (ed ha tuttora) tanti motivi di sofferenza, proprio come ne ebbe la sua santa, che dovette soffrire molto.
Pensate alla sua esecuzione, che fu voluta dal proconsole romano Quinziano.
Questi, infatti, si invaghì di Agata, una giovane che fin da quando aveva quindici anni scelse di consacrarsi a Dio.
Vedendo il suo amore non ricambiato, Quinziano si vendicò accusandola di oltraggio alla religione di Stato.
Ricordo, infatti, che Agata visse nel periodo dell'imperatore Decio (201 AD-251 AD), un imperatore che, dopo avere eliminato il suo predecessore, Filippo l'Arabo (un uomo intimamente cristiano), iniziò una terribile persecuzione contro i cristiani, perché ritenuti responsabili della crisi dell'Impero Romano.
Prima di questo imperatore, la persecuzione non fu istituzionalizzata.
Con Decio, la persecuzione divenne una pratica istituzionale.
Agata fu costretta e scegliere tra la vita e la sua fede.
Fu torturata.
Non sazio d'orrore, Quinziano le mutilò il corpo, tagliandole i seni, quasi a volere dire: "Se non sei mia, non sarai di nessun'altro!".
Ella, però, scelse Dio e, dopo una visione, guarì.
Furioso, Quinziano la volle fare bruciare.
Un terremoto evitò l'esecuzione.
Agata fu tolta dalla brace e messa in prigione.
Agonizzante, morì qualche ora.
Era il 251 AD, lo stesso giorno in cui morì il persecutore Decio.
Da lì Agata si legò per sempre a Dio e alla sua città, Catania.
La vita di Agata fu l'esempio della lotta tra la mitezza e la prepotenza, l'amore vero (la caritas) e l'amore carnale (l'eros) e la verità e la menzogna.
Io credo che l'importanza di Sant'Agata per Catania sia dovuta a ciò.
Catania è una città che dovette (e deve) coesistere che tanto le dà ma che altrettanto le toglie.
Pensiamo all'Etna, "a Muntagna", come viene chiamato lì il noto vulcano.
Quel vulcano diede (e tuttora dà) ai catanesi una terra fertile per coltivare prodotti d'eccellenza ed una pietra con cui essi fecero i grandiosi monumenti barocchi.
Tuttavia, l'Etna rappresenta anche una minaccia, quando erutta.
Per gli antichi Greci, sotto l'Etna ci fu il gigante Encelado, uno dei Giganti che si ribellarono a Giove, la cui storia è magnificamente rappresentata qui a Mantova, nella Sala dei Giganti di Palazzo Te.
Per i cristiani, come tutti i vulcani, l'Etna rappresenta una porta degli Inferi e, come per i Greci, in esso alberga un figura che si ribellò a chi stava in cielo, Lucifero.
Proprio un anno dopo la sua morte, l'Etna eruttò ed i catanesi misero il mantello di Sant'Agata proprio sul cammino dell'eruzione che si arrestò.
Io penso che un catanese non sia tale se non ha un minimo di amore per questa grande santa.
Da mantovano (o meglio da roncoferrarese, poiché abito a Roncoferraro) ho tanti motivi di invidiare i catanesi e credo che forse anche molti dei miei conterranei ne avrebbero, se capissero l'importanza di certe cose.
Infatti, a Mantova, il Santo Patrono è Sant'Anselmo, che si festeggia il 18 marzo.
Nella festa di Sant'Anselmo ci sono le giostre, si mangiano le "ofelle" e ci si diverte ma manca la cosa più importante, la devozione verso il santo.
Certamente, si fanno le funzioni religiose e si espone la mummia del santo nella cattedrale di San Pietro.
La festa di Sant'Anselmo sembra più un luna park.
Però, manca quel senso di appartenenza alla comunità cristiana come quell'atto di devozione, quale può essere una processione.
La stessa cosa accade anche qui a Roncoferraro, con San Giovanni Battista.
Addirittura, la statua del santo non viene più portata in processione né ci sono grandi festeggiamenti.
E' un po' come festeggiare il compleanno di una persona senza il festeggiato.
E' un peccato anche perché le feste dei Santi Patroni sono feste che caratterizzano l'identità di una comunità.
A Catania, come in altre parti non è così.
Un catanese si sente tale se ha un minimo di amore verso Sant'Agata.
Tra l'altro, questa festa è impreziosita dal fatto che oggi vi sia la giornata dedicata alla vita.
A Palermo è stata fatta una "Marcia per la vita" che è stata un successo.
Termino questo articolo con una mia piccola poesia-preghiera scritta nel solito linguaggio medioevale con parole siciliane e corse.

A SANT'AITA

Janca cchiù di la nivi...com'una rosa...
lu sangue vostru nnucenti biviu chista terra catanisi...
quannu pussessu Quinzianu ùn ebbe...odiu si fici l'amuri...
cù la cità cosa una vi facistu onne misi...
et certu cuntru siti onne so' duluri...
comu 'n cura di tutti li malati...
o Sant'Aìta...pì lu munnu tuttu priati!
Amen.

Cordiali saluti.

FEDE PREDICATA E FEDE TESTIMONIATA


Cari amici ede amiche.

Durante le Messe di questa sera e domani saranno letti i seguenti brani:

dal libro di Giobbe (capitolo 7, versetti 1-4, 6-7):

"[1] Non ha forse un duro lavoro l'uomo sulla terra
e i suoi giorni non sono come quelli d'un mercenario?

[2] Come lo schiavo sospira l'ombra
e come il mercenario aspetta il suo salario,

[3] così a me son toccati mesi d'illusione
e notti di dolore mi sono state assegnate.

[4] Se mi corico dico: "Quando mi alzerò?".
Si allungano le ombre e sono stanco di rigirarmi fino
all'alba.

[6] I miei giorni sono stati più veloci d'una spola,
sono finiti senza speranza.

[7] Ricordati che un soffio è la mia vita:
il mio occhio non rivedrà più il bene.",

dal Salmo 146 (147):

"[1] Alleluia.
Lodate il Signore: è bello cantare al nostro Dio,
dolce è lodarlo come a lui conviene.

[2] Il Signore ricostruisce Gerusalemme,
raduna i dispersi d'Israele.

[3] Risana i cuori affranti
e fascia le loro ferite;

[4] egli conta il numero delle stelle
e chiama ciascuna per nome.

[5] Grande è il Signore, onnipotente,
la sua sapienza non ha confini.

[6] Il Signore sostiene gli umili
ma abbassa fino a terra gli empi.

[7] Cantate al Signore un canto di grazie,
intonate sulla cetra inni al nostro Dio.

[8] Egli copre il cielo di nubi,
prepara la pioggia per la terra,
fa germogliare l'erba sui monti.

[9] Provvede il cibo al bestiame,
ai piccoli del corvo che gridano a lui.

[10] Non fa conto del vigore del cavallo,
non apprezza l'agile corsa dell'uomo.

[11] Il Signore si compiace di chi lo teme,
di chi spera nella sua grazia.

[12] Alleluia.
Glorifica il Signore, Gerusalemme,
loda il tuo Dio, Sion.

[13] Perché ha rinforzato le sbarre delle tue porte,
in mezzo a te ha benedetto i tuoi figli.

[14] Egli ha messo pace nei tuoi confini
e ti sazia con fior di frumento.

[15] Manda sulla terra la sua parola,
il suo messaggio corre veloce.

[16] Fa scendere la neve come lana,
come polvere sparge la brina.

[17] Getta come briciole la grandine,
di fronte al suo gelo chi resiste?

[18] Manda una sua parola ed ecco si scioglie,
fa soffiare il vento e scorrono le acque.

[19] Annunzia a Giacobbe la sua parola,
le sue leggi e i suoi decreti a Israele.

[20] Così non ha fatto con nessun altro popolo,
non ha manifestato ad altri i suoi precetti.
Alleluia. ",

della I Lettera di San Paolo ai Corinzi (capitolo 9, versetti 16-19.22-23):

"[16] Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo!

[17] Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.

[18] Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.

[19] Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero.

[22] Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno.

[23] Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro."

e del Vangelo secondo Marco (capitolo 1, versetti 29-29):

"[29] E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni.

[30] La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei.

[31] Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.

[32] Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati.

[33] Tutta la città era riunita davanti alla porta.

[34] Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.

[35] Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava.

[36] Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce

[37] e, trovatolo, gli dissero: "Tutti ti cercano!".

[38] Egli disse loro: "Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!".

[39] E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.".

I brani sono stati presi dal sito della Santa Sede.
Ora, la fede ha bisogno di essere predicata e testimoniata.
Gesù fece sia l'una che l'altra. Egli predicò e testimoniò con le sue opere.
La gente del suo tempo, vedendolo guarire i malati e scacciare i demoni accorreva da lui.
Quindi, in funzione di ciò la gente credette in lui.
Però, quando egli si trovò sulla croce, per compiere la sua missione, molti lo abbandonarono.
Purtroppo, l'uomo attuale corre lo stesso rischio di diventare come coloro che abbandonarono Gesù sulla croce.
Oggi c'è un materialismo sempre maggiore ed una cultura dell'"avere ogni cosa e subito".
Forse, quando c'è una disgrazia, vi sono suicidi ed ogni atto malvagio.
Gesù, invece, ci diede un'altra via, quella della pazienza.
Questa via è la sintesi tra predicazione, che spetta prima di tutto al clero, e testimonianza, che invece è dovere di ogni cristiano.
Gesù ci insegnò tutto ciò.
Noi, ciascuno nella nostra funzione, dobbiamo metterlo in pratica, pur tra ogni croce.
Cordiali saluti.



CASO ENRICO VEZZALINI, UNA CONSIDERAZIONE

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo del blog "Vezzalini Enrico", il prefetto di Novara che fu fucilato il 14 giougno 1945.
Ringrazio l'amica Irene Bertoglio che ha messo l'articolo su Facebook.
Io penso che la storia debba essere disarmata.
Intendiamocil, io non sono un sostenitore del fascismo. anzi critico la scelta di Mussolini di allearsi con la Germania di Hitler, però non possono non condannare chi "in nome della libertà" uccise altre persone.
Non è meno criminale delle SS naziste.
Fu quanto accadde ad Enrico Vezzalini come ad altri.
La storia deve essere cosa di tutti.
Per questo va disarmata e non usata come mezzo di propaganda politica o come una clava con cui spaccare la testa all'avversario.
Cordiali saluti.

SENTENZA DEL TRIBUNALE INTERNAZIONALE DELL'AJA? UNA VERGOGNA!





Cari amici ed amiche.

Guardate questo video che ho preso da Youtube e che è dedicato alla Shoah.
Guardate a riflettete!
Ieri c'è stato un fatto vergognoso!
Il Tribunale Internazionale dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania.
Lo Stato tedesco ha chiesto di bloccare i risarcimenti all'Italia.
Questi risarcimenti erano stati chiesti dall'Italia per i crimini commessi dai nazisti.
Ora, molti italiani (ebrei e non ebrei) finirono nei campi di concentramento.
Altri furono massacrati nei rastrellamenti operati dai nazisti negli anni '40.
Cito, ad esempio, quanto accadde a Sant'Anna di Stazzema (in Provincia di Lucca) il 12 agosto 1944.
Quindi, la Germania deve risarcirci!
Invece, il Tribunale Internazionale dell'Aja ha accolto il vergognoso ricorso tedesco.
Questo dimostra che l'Europa è di fatto governata dai tedeschi.
Dove sono le autorità italiane?
Io spero che queste ultime facciano qualcosa.
Cordiali saluti.

venerdì 3 febbraio 2012

DON DOLINDO, LE PROFEZIE SU PAPA GIOVANNI PAOLO II





Cari amici ed amiche.

L'amico Angelo Fazio mi ha inoltrato questo video e mi ha fatto trovare su Facebook questa nota:

"L'anima ascende gioendo, in un anelito di amore a Dio, come chi passa tra archi trionfanti e tra fioriti giardini, tra luci che rifulgono e canti amorosi che estasiano.

Ecco il coro delle Vergini: come sono belle nella fragrante purezza, candide come gigli nel campo di Dio, rubiconde per il sacrificio del loro corpo verginale, o tra le angustie della vita o tra le torture del martirio! Esse sole circondano l'Agnello di Dio dovunque vada, e cantano un cantico che nessuno può cantare, il canto di un amore che le rese spose immacolate di Gesù.

Che incanto è quella luminosa purezza per l'anima che passò sulla terra tra i pantani del mondo!... E con le Vergini, i Vergini..., anime che non si macchiarono mai degli amori dei sensi, e che con le Vergini seguono l'Agnello Divino, e cantano con loro il cantico del trionfante amore per Gesù solo!

I raggi dell'infinita purezza di Dio avvolgono questo coro di Verginelle e di Vergini, che splende tutto di un candore ineffabile, in una gioia che erompe dall'amore, in una melodia di semplicità. Se l'anima, che ascende dal Purgatorio al Paradiso, è anch'essa vergine, si unisce a quel coro, e splende pur essa nella luce della Vergine delle Vergini, Maria, luce tutta immacolata, splendente nei raggi dell'Eterno Amore che l'adombrò, e la rese, meraviglia delle meraviglie, Vergine Madre.

Con lei canta quel coro di purezza illibata: Magnificat anima mea Dominum, e l'anima che ascende risponde con esso: Esulta il mio spirito in Dio che mi ha salvata dalle miserie della carne.

Dio guardò la piccolezza della sua serva, canta Maria nella sua profonda umiltà, che è smagliante purezza dello spirito, ed il Coro l'acclama beata, esultando nella magnificenza della sua gloria.

Mi ha fatta grande Colui che è potente ed il cui nome è santo, canta Maria, perché la Divina potenza operò il miracolo della sua verginità, prima, durante e dopo del parto, e la sua infinita santità la riempì di grazie. Ed il coro verginale risponde magnificando la misericordia di Dio che, per lei, passò di generazione in generazione, facendo spuntare nel pantano del mondo i gigli che profumarono la terra e profumano il Cielo.

Operò nella potenza del suo braccio - canta Maria - perché la verginità è trionfante vittoria di Dio sulla fragile carne. Il coro verginale risponde: Disperse i superbi nei pensieri del loro cuore, perché la verginità e completa vittoria della grazia sull'impurità dello spirito, che è la superbia.

Maria canta ancora: Depose i potenti dalla loro sede, ed esaltò gli umili, perché la verginità è un'elevazione di amore, un trono di gloria di fronte al mondo che la giudicò una mutilazione della vita; è un esaltamento dell'umiltà purissima dello spirito, di fronte al mondo che la giudicò una spregevole rinunzia del piacere.

Qui, proprio qui, nel coro verginale, è il trionfo della vita che tende al piacere ed alla gioia, all'amore ed alla fecondità, perché nessuno più di queste anime vergini può rispondere esultando: Egli riempì di beni gli affamati e rimandò vuoti i ricchi, Maria canta in queste anime la fame di amore che le spinse purissime verso Dio nella vita terrena, che le rese vittoriose dei sensi per amare Lui solo, ed ora le riempie del suo amore, perché spose sue, trionfatrici del misero mondo, che si credeva ricco di piaceri, e che di fronte a tanta gloriosa felicità, apparisce vuoto.

Le anime vergini sono ricevute da Dio con un abbraccio di particolare amore, e partecipano alla incommensurabile gloria di Maria la quale fu adombrata dall'Eterno Amore in un abbraccio di fecondità divina, che la rese partecipe dell'infinita e purissima fecondità del Padre, nell'eterna generazione del Verbo.

La gloria di Maria le illumina tutte di un nuovo splendore, perché per la divina Maternità Essa è anche madre loro, e come figlie di predilezione le dona a Dio. La sua mano dolcissima. per divina misericordia, le colse dal greto del mondo, le arricchì di grazie, le offrì al suo Figliuolo Divino, perché Maria, solo Maria, è il segreto dell'amore delle anime vergini. E’ logico quindi che Maria guidi queste anime verginali, le quali seguono l'Agnello dovunque vada, cioè dovunque il suo sacrificio irradia amore purissimo a Dio. E’ logico che il canto della Vergine delle Vergini e della Martire delle Martiri, che si immolò nel doloroso amore, quando l'Agnello Divino, che era sua carne e suo figlio, s'immolava sul Calvario, sia il canto del coro verginale che nessuno può cantare, all'infuori delle anime vergini, irradiate di gloria dalla Verginità di Maria. E’ un canto nuovo nello splendore della Verginità trionfante, come fu cantico nuovo nella gloria della divina Maternità, in casa di S. Elisabetta; come fu cantico sempre nuovo in ogni atto della vita mirabile di Maria, che fu tutta una glorificazione di Dio, dalla Concezione immacolata all'Assunzione gloriosa dell'anima e del corpo suo in Dio: Magnificat anima mea Dominum!"

(Servo di Dio Don Dolindo Ruotolo, tratto dal libro "Chi morrà vedrà")".

Don Dolindo Ruotolo fu un esempio di servizio a Dio e al prossimo.
Egli fece anche una profezia sull'avvento del Beato Giovanni Paolo II, un Papa che cambiò la storia.
Vari esorcisti raccontano che le persone indemoniate si mettano ad urlare quando vengono nominati la Madonna, San Pio da Pietrelcina e ed il Beato Giovanni Paolo II.
Effettivamente, questi tre personaggi ebbero molto in comune.
Sia il noto frate di Pietrelcina che il grande Papa polacco ebbero una grande devozione per la Madonna.
Inoltre, questi personaggi ebbero un'altra cosa in comune.
Sempre stando a quanto detto dagli esorcisti, il diavolo che possedeva gli indemoniati si metteva ad urlare quando sentiva i loro nomi perché, a suo dire, essi avrebbero tolto ad egli molti fedeli.
Effettivamente, questa è una verità.
Sempre l'amico Angelo Fazio, che ringrazio di cuore per la sua preziosa collaborazione, riporta una frase del poeta francese Charles Baudelaire che recita:

"Il capolavoro di Satana è di aver fatto perdere le sue tracce e di aver convinto gli uomini che egli non esiste.".

Si sa che una certa cultura relativista nega il demonio. Si sa che il comunismo nega il demonio.
Guarda caso, questi due personaggi lottarono contro il relativismo ed il comunismo.
Inoltre, essi consacrarono a Dio la propria vita.
Tolsero a loro stessi qualcosa, come l'aspirazione del tutto legittima di farsi una famiglia, per dare qualcosa al mondo intero.
Quindi, riassumendo le frasi di don Dolindo, chi consacra la propria vita a Dio, toglie qualcosa a sé stesso per dare qualcosa agli altri, senza contare poi che egli avrà una ricompensa.
La Bibbia stessa lo dice.
Vi voglio proporre di leggere una tesi universitaria che ho trovato in rete sulla Chiesa di Svezia.
C'è un punto molto interessante in cui re Gustavo I Vasa rispose al vescovo di Linköping, Hans Brask (uno degli ultimi vescovi cattolici), che nel 1525 protestò per il fatto che Olof Petri (futuro arcivescovo di Uppsala) fosse sposato. Il re svedese rispose che il matrimonio non fu negato da Dio.
Quanto espresso dal re svedese fu tutto meno che cristiano.
Gesù Cristo non si sposò. Anche San Paolo disse delle cose a riguardo.
Certo che Dio non negò il matrimonio ma quanto affermato da re Gustavo fu più frutto della carne che non dello Spirito.
Questo spiega la scelta di alcuni uomini di Chiesa che nel XVI secolo passarono alla Riforma protestante.
In realtà, va detta anche un'altra cosa.
Anche la scelta del matrimonio può essere (a suo modo) una scelta di vita consacrata.
Però, essa non deve essere dettato dalla brama di amore carnale (l'eros) ma dall'amore più completo (la caritas), ossia l'unione tra l'eros (l'amore carnale) e l'agape, l'amore spirituale, quell'amore più profondo che ci deve essere tra i due coniugi (il marito e la moglie) e tra questi ed i figli ed il mondo intero.
Vi consiglio di leggere l'enciclica del Santo Padre Benedetto XVI "Deus Caritas est".
Allora, ogni famiglia può diventare una "piccola Chiesa domestica".
Allora, io credo che si debba stare attenti a ciò che si dice.
Cordiali saluti.

EMERGENZA NEVE


Cari amici ed amiche.

Il gelo sta colpendo duramente.
Ad esempio, qui nel Mantovano sta creano problemi.
Qui a Roncoferraro, la caldaia della Scuola Materna "Adolfo Rodoni" è andata in tilt e la scuola è chiusa e rimarrà tale fino a lunedì.
Le strade in varie parti d'Italia sono insicure, a causa delle abbondanti nevicate.
Ci sono tanti altri disagi.
Ora, il problema della neve non è causato dall'uomo ma l'uomo deve stare attento a certe cose poiché possono succedere.
L'uomo non avrà la sfera di cristallo ma ha le tecnologie con cui potere prevenire certe situazioni e prendere le giuste misure per affrontarle.
Non è possibile che per una caldaia in tilt si blocchi una scuola.
Chi di dovere avrebbe dovuto prendere una misura per risolvere il problema, ad esempio, trasferendo i bambini in un altro plesso o riparando celermente la caldaia oppure mettendo delle stufe elettriche.
Quanto alle ferrovie e alle strade, ci sarebbe dovuta essere una maggiore collaborazione tra enti, come le concessionarie che gestiscono le autostrade, i gestori delle ferrovie, la Protezione civile e le istituzioni e si sarebbe dovuto fare un piano per gestire l'emergenza.
Non voglio fare "processi" ma credo che un minimo di buon senso non avrebbe fatto male.
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.