Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 10 agosto 2012

Marcinelle, io non dimentico

Cari amici ed amiche.

Prendendo spunto da un articolo scritto dal direttore di "Italia chiama Italia", Ricky Filosa, che è intitolato "Italiani all'estero, se il PdL nel Mondo si dimentica Marcinelle", esprimo la mia volontà di ricordare quella tragedia che provocò la morte di parecchi minatori italiani l'08 agosto del 1956.
Quella tragedia fu particolarmente importante e dolorosa.
262 furono le vittime e di queste 136 furono italiane. Solo 13 italiani sopravvissero.
Questi italiani lasciarono la loro casa ed i loro affetti per trasferirsi in Belgio, non lontano da Charleroi (Belgio),  per avere una vita migliore.
Invece, essi trovarono la morte.
A morire furono lombardi, abruzzesi, calabresi, sardi, siciliani e di altre regioni.
Questi italiani furono martiri.
Essi, infatti, andarono via dal loro Paese, perché esso non offriva nulla.
Noi dobbiamo ricordarci degli italiani all'estero, perché con la loro capacità di essere creativi arricchirono i Paesi in cui andarono a vivere e fecero grande il nome dell'Italia.
Tragedie come quella di Marcinelle non vanno dimenticate.
Cordiali saluti.

Caso "Calcioscommesse", una considerazione

Cari amici ed amiche.

La sentenza della disciplinare che vede qualificato per 10 mesi l'allenatore della Juventus Antonio Conte va commentata.
Io penso che, ammesso che ci sia stato un caso di scommesse nel calcio, Conte non sia il solo ad avere fatto certe azioni non regolari, ammesso che le abbia fatte.
Se Conte ha sbagliato è giusto che paghi ma ritengo che certe cose non si facciano da soli.
Ergo, se tutto ciò dovesse essere vero, Conte potrebbe non essere stato il solo a fare certe cose.
Io ho un sospetto.
Non è che abbiano colpito Conte perché era il più facile da colpire, per salvare altri?
In Italia, spesso e volentieri, si ragiona così.
Cordiali saluti.

Filetto alla Wellington, la ricetta di Gordon Ramsay


Cari amici ed amiche.

Visto che tutti gli articoli su "Hell's Kitchen" sono tra i più popolari, vi mostro qualcosa che ha a che fare con tale reality show condotto dallo chef Gordon Ramsay.
Il video qui sopra mostra un episodio dell'VIII stagione di "Hell's Kitchen" in cui il concorrente Trevor Mc Grath è alle prese con un filetto alla Wellington, uno dei piatti di Gordon Ramsay.
Qui sotto c'è la ricetta:

"Ingredients:



  • 400g flat cap mushrooms, roughly chopped
  • Sea salt and freshly ground black pepper
  • Olive oil, for cooking
  • 750g piece of prime beef fillet
  • 1-2 tbsp English mustard
  • 6-8 slices of Parma ham
  • 500g ready-made puff pastry
  • Flour, to dust
  • 2 egg yolks, beaten
Method:


Put the mushrooms into a food processor with some seasoning and pulse to a rough paste. Scrape the paste into a pan and cook over a high heat for about 10 mins, tossing frequently, to cook out the moisture from the mushrooms. Spread out on a plate to cool.
Heat in a frying pan and add a little olive oil. Season the beef and sear in the hot pan for 30 secs only on each side. (You don't want to cook it at this stage, just colour it.) Remove the beef from the pan and leave to cool, then brush all over with the mustard.
Lay a sheet of cling film on a work surface and arrange the Parma ham slices on it, in slightly overlapping rows. With a palette knife, spread the mushroom paste over the ham, then place the seared beef fillet in the middle. Keeping a tight hold of the cling film from the edge, neatly roll the Parma ham and mushrooms around the beef to form a tight barrel shape. Twit the ends of the cling film to secure. Chill for 15-20 mins to allow the beef to set and keep its shape.
Roll out the puff pastry on a floured surface to a large rectangle, the thickness of a £1 coin. Remove the cling film from the beef, then lay in the centre. Brush the surrounding pastry with egg yolk. Fold the ends over, the wrap the pastry around the beef, cutting off any excess. Turn over, so the seam is underneath, and place on a baking sheet. Brush over all the pastry with egg and chill for about 15 mins to let the pastry rest.

Heat the oven to 200ºC/400ºF/gas 6.
Lightly score the pastry at 1cm intervals and glaze again with beaten egg yolk. Bake for 20 minutes , then lower the oven setting to 180ºC/350ºF/gas 4 and cook for another 15 mins. Allow to rest for 10-15 mins before slicing and serving with the accompaniments. The beef should still be pink in the centre when you serve it.
"


La ricetta è stata presa dal sito inglese "Good to Know".
Ora, io vorrei proporre una variante più economica (ma non meno saporita) del filetto alla Wellington.
Si potrebbero usare il capocollo stagionato (meglio se è la Coppa mantovana) al posto del Prosciutto di Parma e la lonza di maiale al posto del filetto di manzo.
Di sicuro, sarebbe una versione più povera ma non meno saporita di questo piatto. 
Cordiali saluti. 







Caccia ed animalismo, due parole

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere l'articolo del sito "Corrispondenza romana" che è intitolato "La subdola propaganda estiva dell’animalismo".
Ringrazio l'amica Anna Maria Pacchiotti che me l'ha inoltrato.
Io penso che su questa vicenda ci debba essere un po' di equilibrio.
Qui a Roncoferraro (Mantova), c'è chi non vede di buon occhio la mia posizione a favore della caccia.
Personalmente, io sono a favore della caccia e non vedo niente di male in essa.
La caccia fa parte della cultura umana.
L'uomo è onnivoro e può mangiare verdure e carne.
Quindi, la caccia serve può servire per nutrirsi.
Inoltre, la caccia è utile anche per un'altra cosa, per controllare il numero di specie animali che possono fare danni.
Il caso del mio Comune, Roncoferraro, è emblematico.
Noi roncoferraresi abbiamo il problema delle nutrie, Myocastor coypus.

Questi grossi roditori furono importati dal Sud America.
Ora, com'è noto, importare una specie che non fa parte di un determinato territorio è rischioso.
Il caso della nutria è eclatante!
Non essendoci i predatori del suo ambiente d'origine, le nutrie hanno iniziato a riprodursi in modo incontrollato, facendo danni all'agricoltura e agli argini dei fiumi.
Ora, la caccia è l'unico modo per fermarle.
Ora, qualche animalista roncoferrarrese mi attaccherà ma, come si dice a Roma, non me ne può fregar di meno!
Anzi, c'è chi dice che le nutrie siano commestibili, come mostra  video qui sotto. 
Il video mostra una ricetta con la nutria, di cui aveva parlato anche il noto cuoco Andrew Zimmern. 




Quindi, la nutria potrebbe essere una pietanza come la lepre.
Ora, è chiaro che serva equilibrio nelle cose.
Il potere mangiare tutto, carne e verdure, fu il fattore che fece sì che l'uomo si evolvesse.
I vegetariani (o vegani) non sanno quello che di dicono.
Inoltre, non è detto che un vegetariano sia una brava persona, Hitler docet.
Al contrario, sono contrario al maltrattamento degli animali.
Chi picchia un cane o lo abbandona, deve essere punito.
Chi uccide un animale per svago o infligge ad esso sofferenza ingiuste deve essere punito. 
Chi caccia un animale in via di estinzione deve essere punito.
Per il resto, io credo che serva equilibrio.
Mangiare carne non è peccato né crimine.
Cacciare fa parte della natura.
Quindi, smettiamola con certa retorica!
Cordiali saluti. 


EBREI E CRISTIANI, IL MURO ASSURDO : una convivenza oltre i pregiudizi, i divieti e le leggende nere

di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 - 1907) IL GHETTO - 1888 "LA VIA RUA, IN FONDO IL PORTICO D'OTTAVIA"

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota pubblicata dall'amica Luciana Stella su Facebook:

"Un saggio racconta i rapporti tra i credenti delle due fedi fra il XVI° e il XIX° secolo

Marina Caffiero ha pubblicato un libro di grandissimo interesse sui rapporti tra ebrei e cristiani, Chiesa cattolica e rabbini, dal XVI° al XIX° secolo. Il libro, edito dalla Einaudi, si intitola "Legami pericolosi. Ebrei e Cristiani tra eresia, libri proibiti e stregoneria" .



Ha lavorato per anni negli archivi: ne ha desunto infiniti particolari, novità, scandali, storie romanzesche, che modificano sensibilmente le nostre idee tradizionali sull'argomento.

Credevamo che ebrei e cristiani avessero vissuto per secoli come popoli isolati, religioni contrapposte, e dal libro della Caffiero apprendiamo che sono stati legati da rapporti strettissimi nelle idee e nella vita quotidiana.

Per diciannove e più secoli, gli ebrei sono stati, per la maggioranza dei cristiani, un popolo perverso, perfido, che uccise Gesù sulla croce, e da allora complottò incessantemente contro i cattolici.

Il loro crimine consisteva, in primo luogo, nei libri che avevano scritto. Le autorità ecclesiastiche sostenevano che il Talmud nascondeva pratiche magiche e stregonesche : se le prime tre parti erano tollerabili, la quarta conteneva "favole ingiuriose nei confronti di Gesù Cristo, la Vergine , i Santi e la fede cristiana". Si temeva che i cristiani fossero contaminati e contagiati dalla lettura.

C'era solo un rimedio : requisire i Talmud presenti nelle singoghe e nelle case; nel maggio del 1753, a Roma, trentotto carri portarono via i testi talmudici e cabbalistici. Alcuni di questi libri erano espurgati da censori, spesso di origine ebraica. La maggior parte venivano mandati al rogo, come raccomandava un decreto del 1553, "de combustione Talmud", promulgato dall'Inquisizione romana. I cristiani,che stampassero o leggessero questi testi, venivano scomunicati.



Se gli ebrei avvelenavano le anime, avvelenavano anche i corpi dei cristiani.

La peste del 1348, che causò trenta milioni di morti, veniva attribuita agli ebrei, che avrebbero diffuso la malattia per mezzo di polveri e veleni gettati nelle acque. Nei secoli successivi, questa accusa non li abbandonò più.



Adulteravano e avvelenavano i cibi, per cui venne proibito loro di gestire negozi alimentari; e i loror medici, per i quali si aveva tuttavia una grandisima considerazione,potevano avviare egualmente alla morte.

Tutto ciò che era magico e stregonesco discendeva dall' insegnamento ebraico: in parte non senza ragione, perchè i testi cabalistici risuonarono di allusioni magiche.



Credevano nella trasmigrazione delle anime, nella trasformazione delle anime dei malvagi in demoni: interpretavano i sogni; conoscevano formule misteriose e indecifrabili con le quali addentrarsi nella vita quotidiana.

Tutti quelli che erano affascinati dalla magia e dalla stregoneria, si rivolgevano agli ebrei come ai loro maestri naturali.



Tra i cristiani erano diffuse le più diverse specie di superstizioni antisemite, che avevano una maggiore eco negli ambienti popolari.
Vi era una leggenda antica e famosissima. Gli ebrei venivano accusati di confezionare il pane azzimo della Pasqua impastando la farina col sangue di bambini cristiani, che venivano uccisi q questo scopo.

Un'altra leggenda era meno nota. Quando balie cristiane allattavano i figli degli ebrei, venivano costrette, per alcuni giorni dopo aver ricevuto il sacramento dell'eucarestia, a gettare nelle latrine il latte dei loro seni, cos' da impedire che i bambini venissero impregnati e contagiati dall'ostia.

Un gruppo sociale era fortemente antisemita: i pescivendoli. Specialmente durante il periodo del carnevale, inscenavano carri e rappresentazioni teatrali, dette, giudiate, che deridevano i riti, le istituzioni, le immagini, le credenze, le preghiere, i personaggi del mondo ebraico.

Specie in alcuni periodi, la Chiesa cattolica, coltivò un sogno impossibile : quello di abolire ogni rapporto tra mondo ebraico e mondo cristiano. Una bolla del 1555 proibiva agli ebrei di avere una sia pur minima famigliarità con i cristiani: non dovevano frequentarli, visitarli, parlare con loro,giocare con loro, mangiare con loro, e soprattutto avere rapporti sessuali. Le pene erano severissime: multe pesanti, evirazione.

Nel 1606, un teologo famoso, Prospero Farinacci, giunse a sostenere che il rapporto sessuale di un ebreo con una donna cristiana doveva venire punito con la morte.

Il sogno della Chiesa cattolica non si realizzò mai. Gli ebrei, che si pretendeva di chiudere nei ghetti, andavano e venivano attraverso lo Stato Pontificio e l'Italia senza nessuna soggezione e timore, e senza chiedere licenza al vescovo o all'inquisitore, come avrebbero dovuto.

Gli ebrei visitavano le monache e i monasteri: i cristianivisitavano amici e amiche nei ghetti; e li amavano, sebbene contro la legge. Discorrevano di argomenti religiosi, che li affascinavano profondamente: ora erano d'accordo su alcuni punti essenziali, specie di natura morale; ora litigavano con violenza, soprattutto a proposito della morte di Gesù o della venuta del Messia.

Alcuni ebrei si fingevano cattolici e si confessavano e si comunicavano: oppure si spacciavano per sacerdoti, e giungevano a confessare e assolvere i cristiani.

Molto spesso cambiavano nome. Secondo la legge, avrebbero dovuto esercitare le loro attività commerciali solo all'interno dei ghetti: invece affittavano case e magazzini fuori dai ghetti, avevano servitori cristiani, acquistavano proprietà immobiliari, non portavano il segno giallo che doveva distinguerli.

Tutto era mobile, mescolato, confuso, illegale, come se ebrei e cristiani volessero deridere le leggi antisemite che cercavano di separarli.



(articolo di Pietro Citati dal "Corriere della Sera" del 2 agosto 2012)
".

Ora, io esprimo un mio parere a riguardo.
Che in passato tra cristiani ed ebrei ci siano stati momenti di tensione è cosa certa.
Tuttavia, va detto che i maggiori episodi di antisemitismo ci furono nei momenti di crisi della Chiesa cattolica.
Pensiamo a quello che accadde nella Germania del XIV secolo, quando ci fu la "Morte Nera", la peste del 1348.
Ora, il contesto di quegli anni fu particolare.
La Chiesa visse un periodo di crisi, per via della "Cattività avignonese" dei Papi (1309-1377), a cui seguirà lo Scisma d'Occidente (1378-1417).
La peste aggravò la situazione.
I preti mancavano ed i morti non ricevevano più le esequie né i malati ricevevano l'Unzione degli infermi.
Così, si sviluppò a livello popolare un movimento, quello dei Flagellanti.
Questo movimento di predicatori prendeva il nome dal fatto che i suoi appartenenti si flagellassero.
Essi predicavano e predicavano l'odio verso gli ebrei, che venivano accusati di essere agenti del demonio e di portare la peste.
La Chiesa non riuscì a controllare questi movimenti che fecero un vero e proprio scempio.
Molti morirono per mano della gente aizzata dai Flagellanti.
Tra le vittime ci furono anche molti ebrei.
Anche quello che accadde nel XVI, citato nella nota, ebbe le stesso clichet.
Anche qui la Chiesa visse un periodo buio, quello della Riforma protestante.
La cristianità occidentale non fu più unita.
Molti re e principi di vari Stati europei adottarono il protestantesimo, più per una questione di potere, e frammentarono l'Europa.
Già indebolita, dopo quello che accadde nel XIV secolo, la Chiesa non riuscì a controllare la situazione.
I principi ed i re protestanti non obbedirono più ad essa.
Anche i re ed i principi cattolici crearono problemi.
Era chiaro che in quel momento religione e politica si fossero mischiate.
Essere di una religione diversa da quella del re di un Paese significava essere contro il re stesso.
La Chiesa cattolica si trovava ad essere bersagliata dai protestanti e alla mercé dei re cattolici e dovette agire secondo certi voleri.
Il discorso si protrasse anche nei secoli a venire.
Gli ebrei, purtroppo, si trovarono in mezzo a questa questione.
Essi furono perseguitati sia nei Paesi protestanti che in quelli cattolici.
Ad essi fu addebitata la sconfitta dei cristiani da parte dei Turchi a Moahcs (1526).
In realtà, però, tra ebrei e cristiani non ci fu sempre tensione.
Basti pensare ai re medioevali che avevano nella loro corte la figura dell'"Ebreo di Corte", il dignitario di religione ebraica che serviva ad interloquire con la comunità ebraica.
Inoltre, ricordo che il primo ghetto fu aperto nel 1555 a Roma.
Quindi, prima di quell'anno gli ebrei convissero con i cristiani.
Questo ci deve fare riflettere.
Cordiali saluti. 

giovedì 9 agosto 2012

Sedevacantismo? E' rivoluzione!

Cari amici ed amiche.

Si parla tanto di scismi che ci furono nella Chiesa cattolica, durante il Concilio Vaticano II (1962-1965).
Si parla dei cattolici tradizionalisti, ossia di coloro che che rifiutarono le disposizioni prese dal Concilio.
Alcuni di loro, assunsero posizioni scismatiche.
Tra questi, possiamo citare i lefebvriani (ossia coloro che seguirono il vescovo francese monsignor Marcel Lefebvre) ed i sedevacantisti.
Dei primi, si è già detto molto.
Dei secondi, invece, si deve dire molto.
Questi "cattolici" si opposero al Concilio Vaticano II, seguendo la Tesi Cassiaciacum, un testo scritto dal vescovo francese monsignor Gueràrd des Laurier (1898-1988).
Secondo questa tesi, i Papi che vennero fuori dal Concilio Vaticano II fino ad oggi sarebbero eretici e perciò non dovrebbero essere riconosciuti dalla Chiesa che deve dichiarare il soglio di Pietro "sede vacante".
Ora, questi "cattolici" non riconoscono più i Papi ed alcuni gruppi di essi hanno eletto degli antipapi.
Tra questi, cito la Chiesa cattolica palmariana.
Ora, questi cattolici che si attaccano tanto alla Liturgia tridentina non commettono eresia?
Essi non fanno rivoluzioni?
La risposta è sì.
La Chiesa cattolica riconosce l'autorità del Papa.
Essa obbedisce al Papa, poiché questi è il Vicario di Cristo sulla Terra.
Chi si mette contro il Papa è già fuori dalla comunione con Roma e quindi dalla Chiesa cattolica.
Questi "cattolici" potranno anche conservare la vecchia Liturgia tridentina e tutti i rituali solenni della Chiesa cattolica (a cui per altro io non sono sfavorevole) ma, ponendosi contro l'autorità del Papa, essi vanificano tutto.
Inoltre, tra loro vi sono anche figure antisemite.
Io mi ero imbattuto in qualcuna di esse su Facebook.
In realtà, per dirla come la scrisse Plinio Correa de Oliveira, il sedevacantismo è quel tradizionalismo di facciata che però in sostanza non è congruo rispetto alla Tradizione della Chiesa cattolica.
I sedevacantisti sono da paragonare a tutti i rivoluzionari.
Tra l'altro, pare che l'attore e regista americano Mel Gibson sia sedevacantista.
Leggete questo articolo del blog "Canterbury tales" che è intitolato "Is Mel Gibson a sedevacantist?".
Tra l'altro, pare anche che egli sia anche antisemita.
A mio giudizio, il sedevacantismo non è Tradizione cattolica.
Esso è solo una finta Tradizione.
Il cattolicesimo è ben altra cosa.
Cordiali saluti.




Dal sito "Informazione Corretta", indifferenza della regina Elisabetta verso Israele

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo scritto da Piera Prister sul sito "Informazione corretta" e che è intitolato "Indifferenza della regina Elisabetta verso Israele":

"La mia ammirazione per Israele va per le vene e il sangue…Non pretendo che lo stesso avvenga per la graziosa maesta’ della regina Elisabetta II della stirpe di Windsor Sassonia-Coburgo, che non sembra essere sensibile al richiamo del Sionismo che invece rischiara tutti i giorni della mia vita sin dalle prime luci dell’alba che da Levante incomincia ad illuminare l’America, quando la’ in Europa il sole e’ gia’ alto.

Non so spiegarmi tuttavia, perche’ Sua Maesta’, la regina Elisabetta, abbia cosi’ grande noncuranza di Israele, a tal punto da non averla mai visitata nei suoi lunghi 60 anni di regno. Il mondo la sta a guardare con l’indice puntato contro, per questa sua manchevolezza, anche quando la sta ammirando stupita mentre si getta in tenuta da paracadutista dall’elicottero che sorvola le rive del Tamigi, nel giorno d’apertura dei Giochi Olimpici di Londra. Chi ha filmato e trasmesso il video della regina mentre salta fuori dall’elicottero in compagnia di James Bond -while she is jumping off the helycopter- ha sfruttato il paracadutismo che sarebbe un suo hobby segreto. Suo nipote, principe Harry, compiaciuto dice alla BBC d’essere rimasto sorpreso dalla bravura di sua nonna, insieme a suo fratello William “with our grandmother secret hobby that she had of parachunting which went down unbelievable well…”(Kypost 5 agosto, 1012).
E’ una finzione, ma stiamo al gioco, che salto! A dimostrazione che in assenza di vere ali della gloria che si librano alte nel cielo, Britannia deve ora accontentarsi di fingere d’averle, simbolo di una monarchia che, addio ai fasti, si avvia al declino. Elisabetta deve la sua fama piu’ che a se stessa, a sua madre, che era la Regina Madre con il suo stesso nome, amatissima, che durante la II seconda guerra mondiale, non scappo’ all’estero, come fecero tanti monarchi in Europa che abbandonarono nel caos i loro paesi che furono come tante navi che si inabissavano, abbandonate ai marosi dai loro capitani. Sotto le bombe naziste di Londra e di Coventry, decisa ed impavida sfido’ il pericolo, mentre le sirene continuamente annunciavano il minaccioso arrivo dei bombardieri tedeschi. Indosso’ con professionalita’ insieme alle principesse, l’uniforme da crocerossina e pietosa allevio’ le sofferenze dei soldati feriti negli ospedali militari. Una Regina Madre che ebbe ben altro coraggio, una donna doppiamente nobile, di stirpe e d’animo. Elisabetta sua figlia, invece ha perso cosi’ una buona occasione di passare alla storia, se solo si fosse fatta promotrice del minuto di silenzio da osservare all’apertura delle Olimpiadi che si stanno svolgendo, a ricordo degli atleti israeliani trucidati 40 anni fa dagli stessi ignobili terroristi, quegli stessi terroristi che hanno assassinato nel terrore decine e decine di londinesi sui mezzi di trasporto di Londra, come per ricordare al mondo da quale parte dovrebbe stare una buona regina. Ma pare che il coraggio e la giustizia non alberghino piu’ ultimamente nelle stanze della reggia dei Windsor.
Ora penso ai piedi della regina calzati in comode scarpe non soggette a mode, che con stile ammirato hanno percorso tutto il mondo in visita a tutti i paesi del Commonwealth Britannico e del globo, ma che in 60 anni non hanno mai toccato la terra d’Israele, immemore di Sir Arthur Balfour primo ministro inglese che era un sionista e un grande ammiratore degli ebrei, come popolo dalla forte tempra ed intelligenza. Immemore anche di Sir Winston Churcill che per primo presagendo per la nazione inglese lacrime e sangue, disse no al Nazismo, anche prima di Franklin D. Roosevelt che se non fosse stato per Pearl Harbor, non sarebbe mai intervenuto in Europa contro Hitler. La regina farebbe ancora in tempo ad andare in Israele in visita ufficiale, a visitare i luoghi di maggior interesse storico archeologico paesaggistico, in un viaggio che sarebbe di grande portata storica, visto che fin dai tempi di Riccardo Cuor di Leone crociato, nessun altro sovrano dopo di lui ha mai piu’ messo piede nella terra di Sion.
E’ arrivato adesso il momento anche per dimostrare che l’Inghilterra non e’ piu’ cosi’ antisemita come ai tempi di Shakespeare. Perche’ pure qualche sospetto con quel che bolle in pentola nel Regno Unito, fra shariah e e le gaffe della BBC, le dimenticanze di Elisabetta con quelle di Jacques Rogge e degli anglicani, qualche sospetto uno pure ce l’avrebbe che potrebbe dileguarsi solo con una visita da parte di una regina che e’ cosi’ sdegnosa verso Israele. Potrebbe cosi’ emendare anche un passato letterario del suo paese che ha cosi’ nuociuto alla causa di Israele. Il Mercante di Venezia e’ un capolavoro indiscusso ed acclamato della letteratura inglese in tutti i teatri del mondo, e’ stato pero’ anche un complice galeotto del diffondersi dell’antisemitismo nel mondo. Il povero Shakespeare, anche lui nella sua grandezza ha dimostrato una meschina pochezza, nel cedere alla strumentalizzazione dell’antisemitismo, indulgendo a tinte letterarie drammatiche ad effetto che hanno rinforzato il perverso stereotipo antisemita dell’usuraio ebreo che pretende una libbra di carne dal suo debitore insolvente. Cosa che il nostro Dante Alighieri (1265/1327)non fece tre secoli prima, quando scrisse rivolgendosi ai peccatori affetti da cupidigia:” non siate come penna ad ogni vento e non crediate ch’ogni acqua vi lavi….avete il Vecchio e il Nuovo Testamento…Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate e non pecore matte, si’ che il giudeo fra voi, di voi non rida”. Come per dire che la cupidigia e’ uno dei mali piu’ diffusi tra gli uomini tutti senza distinzione di appartenenza religiosa, diffuso sia fra cristiani ed sia fra ebrei, mentre la si e’ riversata tutta e solo sugli ebrei per esorcizzare la stessa colpa da se’. E’ un motivo ricorrente nel poeta fiorentino, l’appello alla ragione e all’integrita’ morale come rivolto alla stirpe umana tutta, come anche nei piu’ celebri versi: fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtude e conoscenza. Tanto piu’ che Shakespeare (1564/ 1616) scriveva in una Inghilterra in pieno Rinascimento Inglese, dove non c’erano piu’ ebrei, erano stati malamente cacciati nel 1290 e riammessi dopo la Rivoluzione Inglese di Oliver Cromwell nel 1656, forse allora c’era solo qualche marrano portoghese.
E’ chiaro che in assenza di ebrei (non e’ questo antisemitismo!?) durata tre secoli, in Inghilterra gli usurai non potevano essere altro che cristiani. Il dramma di certo non avrebbe avuto altrettanta risonanza artistica e letteraria se in luogo dell’usuraio ebreo Shylock, il poeta inglese avesse scelto il carattere di qualche altrettanto avido usuraio cristiano. Anche il genio di Shakespeare dunque, s’era venduto l’anima al diavolo, sicche’ sono io adesso, in quanto ebrea e sionista che di lui me la rido.

Piera Prister Bracaglia Morante

Bibliografia:
Vittorio Dan Segre ha scritto sullo stesso argomento linguistico delle terzine dantesche: “Se mala cupidigia altro vi grida, uomini siate e non pecore matte, si’ che il giudeo fra voi, di voi non rida…” in un rimarchevole articolo da leggere nell’archivio de Il Giornale riportato su IC.
Gertrude Himmelfarb, People of the Book. Historian and American Professor, focusing on Britain and Victorian era.
".

Cosa sarebbe costato commemorare le vittime dell'attentato di Monaco di Baviera?
Io penso che non sarebbe costato nulla.
Invece, nemmeno la regina Elisabetta II d'Inghilterra ha fatto un cenno per commemorare quanto accadde nel 1972.
Questo non fa onore ad una nazione che ha una grande tradizione politica e culturale, come il Regno Unito.
Evidentemente, si è fatto così per "non fare arrabbiare altre persone".
Questa omissione ha tolto tanta parte dello "spirito olimpico".
Vorrei terminare con un brano di Edith Stein, Santa Teresa Bernadetta della Croce (1891-1942).
Questo brano mi è stato inoltrato dall'amico Giovanni Covino (SEFT) ed è intitolato "La porta della vita si apre ai credenti in Cristo. Dall'opera «Scientia Crucis» di santa Teresa Benedetta della Croce" e recita:

"Cristo s'era addossato lui stesso il giogo della legge, osservandola e adempiendola perfettamente, tanto da morire per la Legge e vittima della Legge. Nello stesso tempo, tuttavia, Egli ha esonerati dalla Legge tutti quelli che avrebbero accettata la vita da Lui. I quali però avrebbero potuto riceverla solo disfacendosi della propria. Infatti «quanti sono stati battezzati in Cristo sono stati battezzati nella morte di Lui». Essi si immergono nella sua vita per divenire membri del suo corpo, e sotto questa qualifica soffrire e morire con Lui; ma anche per risuscitare con Lui alla eterna vita divina.



Questa vita sorgerà per noi nella sua pienezza soltanto nel giorno della glorificazione. Tuttavia, sin da adesso «nella carne noi vi partecipiamo, in quanto crediamo»: crediamo che Cristo è morto per noi, per dare la vita a noi. Ed è proprio questa fede che ci fa diventare un tutto unico con Lui, membra collegate al capo, rendendoci permeabili alle effusioni della sua vita. Così la fede nel Crocifisso — la fede viva, accompagnata dalla dedizione amorosa — è per noi la porta di accesso alla vita e l'inizio della futura gloria. Per di più, la croce è il nostro unico vanto: «Quanto a me sia lungi il gloriarmi d'altro che della croce del Signore nostro Gesù Cristo, per la quale il mondo è stato per me crocifisso, ed io per il mondo». Chi si è messo dalla parte del Cristo risulta morto per il mondo, come il mondo risulta morto per lui. Egli porta nel suo corpo le stimmate del Signore; è debole e disprezzato nell'ambiente degli uomini, ma appunto per questo è forte in realtà, perché nelle debolezze risalta potentemente la forza di Dio. Profondamente convinto di questa verità il discepolo di Gesù non solo abbraccia la croce che gli viene offerta, ma si crocifigge da sé: «I seguaci di Cristo hanno crocifisso la carne con le sue passioni e le sue concupiscenze». Essi hanno ingaggiato una lotta spietata contro la loro natura, per liquidare in se stessi la vita del peccato e far posto alla vita dello spirito. È quest'ultima sola quella che importa. La croce non è fine a se stessa. Essa si staglia in alto e fa richiamo verso l'alto. Quindi non è soltanto un'insegna, è anche l'arma potente di Cristo, la verga da pastore con cui il divino Davide esce incontro all'infernale Golia, il simbolo trionfale con cui Egli batte alla porta del cielo e la spalanca. Allora ne erompono i fiotti della luce divina, sommergendo tutti quelli che marciano al seguito del Crocifisso.




«Ci inchiniamo profondamente di fronte alla testimonianza della vita e della morte di Edith Stein, illustre figlia di Israele e allo stesso tempo figlia del Carmelo. Suor Teresa Benedetta della Croce, una personalità che porta nella sua intensa vita una sintesi drammatica del nostro secolo, una sintesi ricca di ferite profonde che ancora sanguinano; nello stesso tempo la sintesi di una verità piena al di sopra dell'uomo, in un cuore che rimase così a lungo inquieto e inappagato, "fino a quando finalmente trovò pace in Dio», queste parole furono pronunciate dal Papa Giovanni Paolo II in occasione della beatificazione di Edith Stein a Colonia, il 1° maggio del 1987."



Martirologio Romano: Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith) Stein, vergine dell’Ordine delle Carmelitane Scalze e martire, che, nata ed educata nella religione ebraica, dopo avere per alcuni anni tra grandi difficoltà insegnato filosofia, intraprese con il battesimo una vita nuova in Cristo, proseguendola sotto il velo delle vergini consacrate, finché sotto un empio regime contrario alla dignità umana e cristiana fu gettata in carcere lontana dalla sua terra e nel campo di sterminio di Auschwitz vicino a Cracovia in Polonia fu uccisa in una camera a gas.".

Di origine ebraica ma convertita al cattolicesimo, Santa Teresa Bernadetta della Croce non rinnegò mai le proprie radici.
Come disse di lei il Beato Giovanni Paolo II, ella fu figlia di Israele e del Carmelo.
Forse, la sua esperienza di vita ci insegna a ricordare certe cose.
Anche la sua morte nell'inferno di Auschwitz ci insegna ciò.
Anzi, ricordare è un dovere verso noi stessi e verso le vittime di gravi eventi, come la Shoah o come quel vile attentato di Monaco di Baviera del 1972.
Vorrei ricordare anche un fatto accaduto trenta anni fa.
Il 09 agosto 1982 ci fu un grave attentato a Parigi che costò la vita a sei persone e ne ferì ben 22.
Questo attentato colpì il ristorante Jo Goldenberg.
Pare che la polizia francese abbia scoperto gli attentatori solo l'anno scorso.
Pare che questi attentatori siano due palestinesi rifugiatisi in Giordania.
Vi invito a leggere l'articolo scritto sul giornale "Des Infos.com"  ed intitolato "Attentat à Paris Rue des Rosiers, Il y a 30 ans...".
Anche questo va ricordato.
Ricordando si cresce e si possono evitare certi fatti gravi!
All'articolo di Piera Prister, faccio una critica storica.
In realtà, la possibilità di degli ebrei di tornare in Inghilterra non fu stabilita da Oliver Cromwell ma da re Carlo II Stuart, nel 1660.
Ne parlai nell'articolo intitolato "Re Carlo II Stuart e gli ebrei".
Per il resto, l'articolo è esaudiente.
Cordiali saluti.







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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.