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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 13 gennaio 2012

PETTEGOLEZZO: COME PROTEGGERSENE



Cari amici ed amiche.

Oggi voglio parlarvi di una pratica odiosa, il pettegolezzo.
Su Facebook, ho letto questo articolo del sito "Tutto l'Evangelo" che è intitolato "Il pettegolezzo: come proteggersene".
Ringrazio l'amica Stefania Ragaglia che l'ha messo sul social-network.
Purtroppo, il pettegolezzo è una pratica che può fare parecchi danni a chi lo subisce.
Mi ricorda la VI aria de "Il Barbiere di Siviglia" di Gioachino Rossini, che inizia con l'espressione "La calunnia è un venticello...".
Molti di noi, se non tutti noi, abbiamo subito il pettegolezzo.
Su di me, ad esempio, sono state dette tante cose. Qui a Roncoferraro, c'è chi mette in giro varie voci su di me. Alcune di queste voci sono divertenti, come quella che dice che io sarei affiliato a chissà quale gruppo neotemplarista. Altre, invece, decisamente lesive ed incredibili, come la voce che dice che io sarei omosessuale, quella che dice che io sarei una persona intemperante, se non insana di mente o, peggio ancora, quella che dice che io avrei picchiato un ragazzo disabile.
Da quando ho deciso di espormi, di impegnarmi in politica e nella cultura nella mia zona e di iscrivermi a Facebook, qui a Roncoferraro se ne dicono di cotte e di crude sul sottoscritto.
Ovviamente, chi mi conosce sa che le voci su di me sono false.
Si vede che a qualcuno non sarò simpatico.
Concordo con quanto scritto nell'articolo.
Prima di tutto, bisogna capire il momento in cui cessa la conversazione amichevole ed inizia il pettegolezzo.
Oltre a ciò, io ritengo giusto fare un'altra cosa.
Infatti, sarebbe bene verificare se la voce sia vera o meno.
Così, si può fermare il pettegolezzo sul nascere.
Un'altra cosa che ritengo giusto fare è fare sì che siano i fatti a parlare.
I fatti valgono più delle parole.
Spesso e volentieri, il pettegolezzo è l'arte di chi non ha nient'altro da fare.
Purtroppo, esso rischia di distruggere una persona.
Cristianamente, dico che ogni uomo è responsabile verso il suo prossimo ed ogni azione fatta o non fatta, come ogni parola detta o non detta, può influire su quest'ultimo.
Lo stesso discorso vale per il pettegolezzo.
Vi invito a leggere questo brano del libro dei Proverbi (capitolo 12, versetti 13-28):

"[13] Nel peccato delle sue labbra si impiglia il malvagio,
ma il giusto sfuggirà a tale angoscia.

[14] Ognuno si sazia del frutto della sua bocca,
ma ciascuno sarà ripagato secondo le sue opere.

[15] Lo stolto giudica diritta la sua condotta,
il saggio, invece, ascolta il consiglio.

[16] Lo stolto manifesta subito la sua collera,
l'accorto dissimula l'offesa.

[17] Chi aspira alla verità proclama la giustizia,
il falso testimone proclama l'inganno.

[18] V'è chi parla senza riflettere: trafigge come una spada; ma la lingua dei saggi risana.

[19] La bocca verace resta ferma per sempre,
la lingua bugiarda per un istante solo.

[20] Amarezza è nel cuore di chi trama il male,
gioia hanno i consiglieri di pace.

[21] Al giusto non può capitare alcun danno,
gli empi saranno pieni di mali.

[22] Le labbra menzognere sono un abominio per il Signore
che si compiace di quanti agiscono con sincerità.

[23] L'uomo accorto cela il sapere,
il cuore degli stolti proclama la stoltezza.

[24] La mano operosa ottiene il comando,
quella pigra sarà per il lavoro forzato.

[25] L'affanno deprime il cuore dell'uomo,
una parola buona lo allieta.

[26] Il giusto è guida per il suo prossimo,
ma la via degli empi fa smarrire.

[27] Il pigro non troverà selvaggina;
la diligenza è per l'uomo un bene prezioso.

[28] Nella strada della giustizia è la vita,
il sentiero dei perversi conduce alla morte. "

e quello del libro del Siracide (capitolo 27, versetti 11-30):

"[11] Nel discorso del pio c'è sempre saggezza,
lo stolto muta come la luna.

[12] Tra gli insensati bada al tempo, tra i saggi fèrmati a lungo.

[13] Il discorso degli stolti è un orrore,
il loro riso fra i bagordi del peccato.

[14] Il linguaggio di chi giura spesso fa rizzare i capelli,
e le loro questioni fan turare gli orecchi.

[15] Uno spargimento di sangue è la rissa dei superbi,
le loro invettive sono un ascolto penoso.

[16] Chi svela i segreti perde la fiducia
e non trova più un amico per il suo cuore.

[17] Ama l'amico e sii a lui fedele,
ma se hai svelato i suoi segreti, non seguirlo più,

[18] perché come chi ha perduto un defunto,
così tu hai perduto l'amicizia del tuo prossimo.

[19] Come un uccello, che ti sei fatto scappare di mano,
così hai lasciato andare il tuo amico e non lo riprenderai.

[20] Non seguirlo, perché ormai è lontano;
è fuggito come una gazzella dal laccio.

[21] Poiché una ferita si può fasciarla
e un'ingiuria si può riparare,
ma chi ha svelato segreti non ha più speranza.

[22] Chi ammicca con l'occhio trama il male,
e nessuno potrà distoglierlo.

[23] Davanti a te il suo parlare è tutto dolce,
ammira i tuoi discorsi,
ma alle tue spalle cambierà il suo parlare
e porrà inciampo alle tue parole.

[24] Io odio molte cose, ma nessuna quanto lui,
anche il Signore lo ha in odio.

[25] Chi scaglia un sasso in alto, se lo scaglia sulla testa,
e un colpo a tradimento ferisce chi lo vibra.

[26] Chi scava una fossa vi cadrà dentro,
chi tende un laccio vi resterà preso.

[27] Il male si riverserà su chi lo fa,
egli non saprà neppure da dove gli venga.

[28] Derisione e insulto per il superbo,
la vendetta, come un leone, lo attende al varco.

[29] Saran presi al laccio quanti gioiscono per la caduta dei pii,
il dolore li consumerà prima della loro morte.

[30] Anche il rancore e l'ira sono un abominio,
il peccatore li possiede. ".

Il pettegolezzo, infatti, danneggia chi ne é vittima e chi lo causa.
Cordiali saluti.

2000 anni di storia dell’ebraismo in Italia. Convegno in Israele dal titolo “Dentro e fuori: gli ebrei in Italia nel corso dei secoli”

Cari amici ed amiche.

Sul sito della Comunità ebraica romana (il cui link sarà nella voce "Link preferiti" vdi questo blog) è comparso questo articolo molto interessante che è intitolato "2000 anni di storia dell’ebraismo in Italia. Convegno in Israele dal titolo “Dentro e fuori: gli ebrei in Italia nel corso dei secoli”".
Esso parla di un convegno che si è tenuto in Israele, presso l'università Ben Gurion di Beer Sheva, in Neghev.
In questo articolo si parla della storia dell'Ebraismo in Italia e dell'influenza che diede alla cultura italiana.
In realtà, l'articolo si è soffermato molto sul Risorgimento.
Personalmente, ho un'opinione critica verso quel periodo storico.
Tuttavia, va riconosciuto il fatto che l'Ebraismo avesse dato un forte contributo all'Italia e alla sua cultura.
Voglio incominciare a fare ciò citando un pezzo della relazione che mi è stata inviata dall'amico Morris Sonnino:

"L'ente rappresentativo dell'ebraismo italiano è l'Unione delle Comunità Ebraiche
Italiane, alla quale, fra l'altro, è affidato il compito di coordinare e integrare l'attività
di ventuno comunità. Di queste, la più rilevante dal punto di vista statistico è quella di
Roma - con circa quindicimila iscritti -, che è peraltro antecedente alla nascita del
cristianesimo nonché la più antica in Occidente. Seguono, per consistenza di numero
dei fedeli, le comunità di Milano (circa diecimila iscritti), Firenze, Livorno, Torino,
Trieste, Venezia, Genova, con un numero di iscritti fra i cinquecento e le poche
migliaia. Altre comunità italiane, pur se di dimensioni ridotte, hanno grande rilievo
dal punto di vista storico e culturale: fra di esse Ancona, Casale Monferrato, Ferrara e
Mantova. Complessivamente, la popolazione ebraica in Italia si aggira attorno alle
29.000 unità. Sotto il profilo religioso, nell'ebraismo italiano coesistono, accanto
all'antica tradizione autoctona (“rito italiano”, considerato il più vicino a quello
praticato in terra d’Israele prima della diaspora e tuttora in uso in diverse comunità
italiane, fra le quali Roma, Milano, Torino, Ferrara), quella sefardita e ashkenazita,
7
frutto delle varie correnti migratorie via via stabilitesi in Italia. Le comunità ebraiche
italiane, pur definendosi ortodosse - all'interno della tripartizione di origine
statunitense, che distingue fra ebraismo ortodosso, conservative e riformato -, lo sono
in realtà dal punto di vista delle opinioni dei membri solo in minima parte, pur
delineandosi un generale ritorno verso il recupero della piena ortodossia religiosa.".

Ringrazio Morris, che è una bravissima persona, per il materiale che mi ha dato.
L'Ebraismo diede un forte contributo alla cultura italiana.
A Mantova, che è la mia città, gli ebrei lasciarono una profonda impronta.
Pensate, nel periodo della signoria dei Gonzaga, circa l'8% di tutta la produzione culturale proveniva dagli ebrei.
Nella città esistevano cinque sinagoghe, di cui una di rito tedesco.
Quindi, gli ebrei erano preziosi anche per mettere in contatto per mettere in contatto la cultura latina con quella germanica e slava.
Possiamo dire che nella Mantova del XV e del XVI secolo si fosse fatta l'Europa, con le radici giudaico-cristiane propriamente dette, esssendo esistita questa importante comunità ebraica ed essendoci anche una reliquia importante per il Cristianesimo (che è la mia religione).
Infatti, a Mantova vi era e vi è il Preziosissimo Sangue di Cristo.
Già nel Medio Evo, il Mantovano era una terra d'incontro tra ebrei e cristiani.
Ne parlai negli articoli dedicati a Roncoferraro (il mio Comune), gli ebrei ed i catari.
Certamente, gli ebrei lasciarono molto in vari campi.
Pensate alla cucina.
Nella tradizione romana si presenti piatti come i carciofi alla giudia o il baccalà fritto.
La tecnica di cottura di questi piatti, una frittura con l'olio fondo, fu portata a Roma dagli ebrei.
Lo stesso discorso vale per la sfogliata di Finale Emilia.
La ricetta di questa pietanza era della comunità ebraica di Finale Emilia, un Comune della Provincia di Modena, ed intorno ad essa vi è una storia d'amore tra un fornaio ebreo ed una donna cattolica.
I due si sposarono. Si disse che lui fu poi ripudiato dalla sua comunità. Si convertì al cattolicesimo e decise di "sdoganare" questo piatto alla comunità cristiana di Finale Emilia.
Gli ebrei portarono anche conoscenze scientifiche importanti.
Forse, anche importanti uomini di cultura (come Leonardo da Vinci) potrebbero avere attinto dal bagaglio culturale ebraico.
Pare che a Mantova il corpo di Sant'Anselmo (il Santo Patrono della città) fosse stato mummificato da scienziati ebrei che pare avessero imparato la tecnica in Egitto.
Anche la stessa religione cristiana deve molto all'Ebraismo, se non altro per il fatto che gli ebrei fossero stati i primi a cui Dio si rivelò e che il popolo ebraico fosse stato la culla del Salvatore, Gesù Cristo.
Per questo, vanno condannati atti come lo sfregio contro le pietre poste in Memoria della Shoah o il negazionismo della stessa.
Papa Pio XI diceva che l'antisemitismo è incompatibile con la tradizione cattolica perché ognuno di noi (cristiani) è per certi versi semita.
Qualcuno impari!
Cordiali saluti.

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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.