Cari amici ed amiche.
Ieri, il mio articolo intitolato "
Manovra, il giusto compromesso tra PdL e Lega Nord" è stato commentato da un lettore di nome Pasquale. Tra l'altro, l'articolo è finito anche su "
Italia chiama Italia".
Il commento di Pasquale recita:
Ora, all'interlocutore voglio dire alcune cose. In primis, il
contributo di solidarietà avrebbe solo fatto sì che
parecchie aziende chiudessero e che aumentasse l'
evasione fiscale. Infatti, esso avrebbe colpito molti imprenditori che, già oberati dall'altissima pressione fiscale, avrebbero due scelte. Infatti, essi potrebbero scegliere tra l'evasione fiscale o la chiusura delle proprie attività. Questo sarebbe un danno. A dirlo non è un imprenditore ma il sottoscritto, che è figlio di un operaio ed è disoccupato. Inoltre, andrebbero tolti tutti i
privilegi fiscali alle cooperative. Si creerebbe, finalmente, una concorrenza alla pari tra aziende e cooperative. Ora, sia l'una che l'altra cosa sono chiaramente da evitare. Riguardo all'
abolizione delle Province, purtroppo, questa è l'unica via per semplificare questo Stato. Dico "purtroppo" perché io ero favorevole a mantenerle e a togliere qualcos'altro. Gli apparati del nostro Stato sono troppi e hanno troppi uffici, spesso inutili. La
burocrazia è troppa e troppa burocrazia significa più
spesa pubblica. Più
spesa pubblica significa avere
una pressione fiscale più alta.
L'
abolizione delle Province, insieme al
federalismo e alla
riduzione del numero dei parlamentari, è l'unica soluzione possibile. Servirà una via costituzionale. Il mio augurio è che anche almeno parte dell'opposizione sia d'accordo, contribuisca e non faccia ostruzionismo.
Se l'opposizione dovesse fare ostruzionismo o usare il referendum per bocciare le modifiche, farebbe solo un atto di irresponsabilità. Infatti, farebbe sì che un'occasione di migliorare il nostro Paese sia perduta. Tutti gli apparati dello Stato, dal Presidente della Repubblica ai Comuni dovranno semplificare i loro uffici. In questo senso, anche le privatizzazioni sarebbero utili. Per questo, io ho sempre criticato (e tuttora trovo demagogici e dannosi) i referendum del 2011, contro le privatizzazioni dell'acqua e dei trasporti pubblici.
Oggi, gli apparati pubblici non possono più sostenere certe strutture, come quelle della gestione dell'acqua o del trasporto pubblico, senza pesare sulle tasche dei cittadini.
Lo stesso discorso vale per la televisione pubblica, la
RAI.
Io penso che sia arrivato il momento di ripensare anche la posizione della TV pubblica.
Il canone è un costo per i cittadini che, grazie al digitale terrestre e a quello satellitare, oggi hanno molta scelta per quanto riguarda i canali televisivi.
A questo punto, sarebbe bene abbassare (se non togliere del tutto) il canone e fare sì che la RAI si finanzi allo stesso modo in cui si finianziano le reti commerciali (con le pubblicità e quant'altro) oppure privatizzare la stessa emittente televisiva.
Servono tanti cambiamenti, per non affondare.
Cordiali saluti.