Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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venerdì 10 agosto 2012

Il discorso del Premier israeliano Netanyahu.



Cari amici ed amiche.

Sulla pagina di Facebook "Sionismo: istruzioni per l'uso", ho trovato questo discorso del Premier israeliano Benjamin Netanyahu del 24 settembre 2011:


"Grazie Signor Presidente

Signore e signori;

Israele ha teso la mano alla pace, fin dal momento che è stato creato, 63 anni fa. A nome d'Israele e del popolo ebraico, io oggi tendo ancora questa mano. Tendo la mano ai popoli d'Egitto, di Giordania, ai quali rinnovo la nostra amicizia, ai vicini con i quali abbiamo fatto la pace. La tendo al popolo della Turchia, con rispetto e buona volontà. La tendo ai libici e ai tunisini, con la speranza che questi popoli si costruiscano un futuro democratico. La tendo agli altri popoli d'Africa e della penisola Arabica, con i quali speriamo di avere un nuovo inizio. La tendo al popolo del Libano, della Siria e dell'Iran i quali, tutti, hanno avuto il coraggio di combattere una repressione brutale. Ma più specificatamente la tendo ai palestinesi, con i quali cerchiamo una pace giusta e duratura.

Signore e signori

In Israele, la nostra speranza non è mai venuta meno. I nostri scienziati innovano in maniera ingegnosa per il mondo di domani. I nostri artisti, i nostri scrittori sono divenuti patrimonio universale. Al presente so che non è esattamente l'immagine di Israele che è spesso dipinta in questa sala.

Dopo tutto, è qui che nel 1975 fu pronunciata un'ingiuria al mio popolo, che ricostruiva il la sua antica vita biblica nel suo focolare naturale...Israele fu allora trattato da razzista. Ed è qui, nel 1980 che l'accordo di pace storico tra Israele e l'Egitto non c'è stato. Questo è stato denunciato!



Ed è qui che, anno dopo anno, Israele è stato ingiustamente condannato. Israele è stato più condannato che tutte le nazioni del mondo riunite!

21 delle 27 risoluzioni dell'Assemblea Generale condannano la sola vera democrazia del Medio Oriente. E' doloroso. l'Onu è diventata assurda. Non solo classifica soltanto Israele di arroganza , maa onora anche i veri arroganti. Muhammar Gheddafi è stato Presidente dei Diritti dell'Uomo. Saddam Hussein alla testa del comitato Onu per il disarmo. Potreste dire che si tratta del passato... Ma ecco cio' che avviene oggi: Hezbollah che controlla il Libano è oggi Presidente del Consiglio di Sicurezza all'Onu.

E' verità dire che un'organizzazione terrorista presiede una organizzazione nella quale dovremmo avere fiducia, in fatto di sicurezza mondiale. Chi ha potuto lasciar passare questo?

Dunque qui, all'Onu, la maggioranza automatica puo' decidere tutto. Puo' anche decidere che il sole si levi a ovest e tramonti a est. Puo' quindi anche decidere, e l'ha fatto, che il Muro del Pianto a Gerusalemme, il luogo più santo dell'ebraismo, sia "un territorio occupato palestinese".

Ma anche qui, all'Assemblea generale, la pace puo' forse sbucare. Nel 1984, quando fui nominato ambasciatore d'Israele all'Onu, visitai il Gran Rabbino Lubavitch. Mi disse, e attenzione signori, non voglio offendere nessuno, poichè come praticante so che ci sono molti uomini e donne onorabili, molta gente capace, che serve le loro Nazione qui... Ma ecco cosa mi disse il rabbino: "Tu vai a lavorare in una casa di menzogne". E poi "Ricorda bene che in un ambiente buio, la luce di una piccola candela puo' essere ben visibile da lontano".

Oggi spero che la luce della verità brilli, anche solo per qualche minuto. Questa sala è luogo troppo oscuro per il mio paese, da troppo tempo.

Come Primo ministro d'Israele, sono venuto qui non per vincere un premio. Sono venuto a parlare la lingua della verità. La verità è che Israele vuole la pace! Che io voglio la pace! Che in Medio Oriente, da sempre, e particolarmente in questa epoca turbolenta, la pace dovrebbe essere la nostra sicurezza. la verità è che non possiamo ottenere la pace con una risoluzione dell'Onu, ma la potremmo avere con negoziati diretti tra le parti interessate.



La verità è che, finora i palestinesi hanno rifiutato di negoziare. La verità è che Israele vuole la pace con uno stato palestinese, ma che i palestinesi vogliono uno stato senza pace. La verità è che non dovreste lasciare che questo accada.

Signori e signore,

quando venni qui 27 anni fa, il mondo era diviso in est e Ovest. Poi, la guerra fredda è finita. Grandi civiltà sono finite dopo secoli di sonno. Centinaia di milioni di persone sono uscite dalla povertà, e la cosa da notare è che questa storia si è compiuta pacificamente. Nonostante questo, un tumore maligno sta crescendo tra Oriente e Occidente. Minacciando la pace di tutti. Non vuol liberare ma asservire; non costruire ma distruggere.

Questo tumore maligno è l'Islam militante. Si ammanta del mantello della fede e invece è assassino di ebrei, di cristiani, e musulmani, con una imparzialità impietosa. L'11 settembre ha ucciso migliaia di americani e delle torri gemelle ha lasciato solo resti.

Ieri sera ho deposto una corona al monumento dell'11 settembre. E' stato emozionante. Ma mentre andavo, una sola cosa riecheggiava nel mio spirito: le parole scandalose che il presidente dell'Iran ha pronunciato in questa tribuna, ieri. Ha lasciato intendere che gli attentati dell'11 settembre furono un complotto americano.

Alcuni di voi hanno lasciato la sala. Tutti avrebbero dovuto farlo.

Dopo l'11 settembre i militanti islamici hanno abbattuto molti innocenti - a Londra, a Madrid, a Baghdad e a Mumbai, a Tel Aviv e Gerusalemme, in tutto Israele. Credo che il più grande pericolo al quale il nostro mondo deve far fronte sia questo fanatismo che si prepara a dotarsi di armi nucleari. Ed è questo che l'Iran cerca precisamente di fare.

Potete immaginare l'uomo che era qui ieri, potete immaginare il suo esercito una volta in possesso di armi nucleari? La comunità internazionale deve fermare l'Iran prima che sia troppo tardi. Se l'Iran non sarà fermato, noi tutti saremo confrontati a una specie di spectra del terrorismo nucleare, e la primavera araba diventerà ben presto un inverno iraniano. Sarebbe una tragedia. Milioni di arabi hanno invaso le strade per sostituire la tirannia con la libertà e nessun arabo beneficerà di più libertà che in Israele. Se vorranno la pace prevarrà.

Questa è la mia fervida speranza. Ma come Primo ministro d'Israele, non posso rischiare l'avvenire dello stato ebraico con un pensiero magico. I dirigenti devono vedere la realtà come è, non come la vorrebbero. Dobbiamo fare del nostro meglio per prepare l'avvenire, ma non possiamo semplicemente sperare che questi pericoli si allontanino dal presente. E il mondo intorno a Israele è senza dubbio sempre più pericoloso. I militanti dell'Islam hanno già preso il LIbano e Gaza. sono determinati a stracciare i trattati di pace tra Israele e l'Egitto e tra Israele e la Giordania. Hanno avvelenato gli animi di molti arabi contro gli ebrei e Israele, contro l'America e l'Occidente. Non si oppongono alle politiche di Israele ma all'esistenza di Israele.

Al momento, alcuni affermano che il propagarsi dell'Islam militante -soprattutto in questi tempi difficili - se si vuole rallentare, Israele deve spicciarsi a fare concessioni, a fare compromessi territoriali. E questa teoria sembra cosi' semplice. Fondamentalmente funziona cosi': lasciate i territori e la pace verrà. I moderati si rafforzeranno, i radicali saranno tenuti a distanza. E non state a preoccuparvi riguardo a dettagli angosciosi, come per esempio in che modo Israele saà realmente difendibile: le truppe internazionali faranno il loro lavoro.

Questa gente mi dice sempre: basta fare uno scambio di terre e tutto si aggiusta. Sapete? C'è un solo problema in questa teoria. Ci abbiamo provato e non ha funzionato. Nel 2000, Israele ha fatto un'offerta di pace in cambio di territori che rispondeva praticamente a tutte le richieste palestinesi. Arafat rifiuto'. I palestinesi lanciarono in seguito un attacco terrorista che costo' la vita a migliaia di israeliani. Il Primo ministro Ehud Olmert fece in seguito un'offerta ancora più radicale nel 2008. Il presidente Abbas non rispose nemmeno.



Ma Israele non si è contentato di fare offerte di scambio di territori. Abbiamo lasciato dei territori. Ci siamo ritirati dal Libano nel 2000 ma anche da ogni centimetro quadrato di Gaza nel 2005. Questa non ha impedito la tempesta islamica, la tempesta del militantismo islamico che ci minaccia. L'ha solo resa più forte e più vicina. Hezbollah e Hamas hanno tirato milioni di razzi contro le nostre città, sebbene avessimo lasciato i territori. Vedete, quando Israele ha lasciato il Libano e Gaza, i moderati non hanno prevalso sui radicali: sono stati divorati dai radicali. E mi dispiace dire che le truppe internazionali come il FINUL in Libano e UBAM a Gaza non hanno impedito ai radicali di attaccare Israele.

Abbiamo lasciato Gaza nella speranza della pace. Non abbiamo congelato gli insediamenti a Gaza, li abbiamo sradicati. Abbiamo fatto esattamente quello che dice la teoria: Uscite, tornate alle frontiere del 1967, smantellate le colonie.

Penso vi ricordiate fino a che punto siamo andati lontano per perseguire questo obiettivo. Abbiamo sradicato migliaia di persone dalle loro case. Abbiamo fatto uscire i bambini dalle scuole e dagli asili. Abbiamo passato i bulldozer sulle sinagoghe. Abbiamo perfino spostato le tombe. E infine abbiamo dato le chiavi di Gaza a Abbas.

La teoria indicava che tutto doveva sistemarsi e che il presidente Abbas e l'Autorità palestinese potevano ormai costruire un paese pacifico a Gaza. Vi ricorderete come il mondo intero applaudi'. Applaudirono la nostra ritirata come un atto politico forte. Un atto audace per la pace. Ma, signori e signore, non abbiamo ottenuto la pace. Abbiamo ottenuto la guerra. Abbiamo ottenuto che l'Iran, per mezzo di Hamas, cacciasse rapidamente l'autorità palestinese.



L'Autorità palestinese è affondata, un giorno dopo l'altro.

Il presidente Abbas ci viene a dire da questa tribuna che i palestinesi sono armati delle loro speranze e dei loro sogni. Si', speranze, sogni e 10.000 missili e razzi Grad forniti dall'Iran, senza parlare dei flussi di armi mortali che passa a Gaza dal Sinai, la Libia e altrove.

Le nostre città hanno già conosciuto la pioggia di migliaia di missili. Allora capirete che, tenuto conto di tutto questo, gli israeliani, giustamente, si domandino: Cosa potrebbe impedire che questo si ripeta in Giudea e Samaria? sappiate che la più parte delle nostre grandi città nel sud del paese solo solo a qualche dozzina di chilometri da Gaza. E nel centro del paese, di fronte a Giudea Samaria, le nostre città sono a qualche centinaio di metri o a qualche chilometro soltanto dai territori disputati.

Mi preme dunque domandarvi. C'è una sola persona tra voi, una sola, che accetterebbe un tale pericolo vicino alle vostre città? Vorreste agire in maniera imprudente con la vita dei vostri cittadini? Israele è pronta ad avere uno stato palestinese in Giudea Samaria, ma non siamo pronti ad avere un'altra striscia di Gaza. E per questo abbiamo bisogno di misure di sicurezza reali, quelli che i palestinesi semplicemente rifiutano di trattare con noi.

Gli israeliani si ricordano le amare lezioni della striscia di Gaza. Molte delle critiche a Israele ignorano questo. Consigliano in maniera irresponsabile a Israele di tornare ancora per questa via pericolosa. Sapete, questa gente parla come se nulla fosse accaduto, ripetendo gli stessi consigli, le stesse formule come se nulla fosse.



E questi critici continuano a fare pressione su Israele perché faccia importanti concessioni, senza avere prima avuto la certezza della sicurezza. Si mettono sulla scena come nemici della pace, forzandoci a costruire una barriera solida che impedisca al coccodrillo di uscire... Lodano coloro che nutrono il coccodrillo insaziabile dell'Islam militante. Agitano questo come un vaso di marmellata davanti alle mandibole aperte del coccodrillo. Cosi', tra cattivi consiglieri Israele deve tenere conto dei migliori consigli. Meglio avere una stampa critica che una elogiante e meglio ancora sarebbe una stampa equa il cui senso della storia vada un po' al di là della ricostruzione della colazione mattutina, e che riconosca le preoccupazioni di sicurezza di Israele, legittime.

Credo che nei negoziati di pace seri questi bisogni e preoccupazioni possano essere correttamente affrontati, ma che non saranno mai affrontati senza negoziati. E i bisogni sono molti, perché Israele è un paese minuscolo. Senza la Giudea e la Smaria, la "Cisgiordania", Israele è largo 11 Km.

Vi prospetto questo a voi che siete qui: cio' rappresenta circa i due terzi di Manhattan. E' la distanza tra Battery Park e la Columbus University. E non dimenticate che chi vive a Brooklyn e New Jersey è decisamente più piacevole di certi vicini di Israele.



Come proteggereste un paese cosi' piccolo, circondato da gente che giura per la sua distruzione e che è armata fino ai denti dall'Iran? Non lo potreste difendere all'interno di questo piccolo spazio. Israele ha bisogno di una grande strategia profonda, ed è esattamente per questo che il Consiglio di Sicurezza, con la risoluzione 242, ha spiegato che Israele non ha bisogno di lasciare quei territori che ha annesso durante la Guerra dei Sei Giorni. Ha parlato di ritiro dai territori, su frontiere sicure e difendibili. E per difendersi Israele deve mantenere a lungo termine una presenza dell'esercito nei settori strategici di Giudea e Samaria.



L'ho spiegato al presidente Abbas. Ha risposto che lo stato palestinese deve essere un paese sovrano, che non potrà mai accettare tali accordi. Perché no? L'America ha truppe in Giappone, in Germania e in Corea del Sud da mezzo secolo. La Gran Bretagna ha uno spazio aereo a Cipro. La Francia ha le sue forze in tre paesi indipendenti africani. Nessuno di questi stati pretende di essere paese sovrano.

E ci sono molte altre questioni essenziali per la sicurezza da trattare. Prendete la questione dello spazio aereo. Ancora una volta le dimensioni di Israele creano un problema di sicurezza enorme. L'America puo' essere traversata in aereo a reazione in sei ore. Per traversare Israele ci vogliono tre minuti. Cosi' lo spazio aereo israeliano dovrebbe essere tagliato in due e dato a uno stato palestinese che non è in pace con Israele?

Il nostro principale aereoporto internazionale è a qualche km dalla Giudea e Samaria. Senza la pace diverremmo bersagli per i missili anti aerei piazzati nell'adiacente stato palestinese. E come fermare il contrabbando verso la Giudea e Samaria? E non solo questo, la Giudea e Samaria sono montagne che dominano la piana costiera dove si trova la maggior parte della popolazione di Israele. Come impediremo il contrabbando in queste montagne se missili potrebbero essere sparati sulle nostre città?



Sollevo questi problemi perché non sono problemi teorici. Sono molto reali. E per gli israeliani sono problemi di vita o di morte. Tutte queste crepe potenziali nella sicurezza d'Israele devono essere sigillate in un accordo di pace, prima della dichiarazione di uno stato palestinese. E non dopo, perché se voi lasciaste negoziare questo dopo, non sarà mai fatto. E questi problemi ci esploderanno in faccia e faranno esplodere la pace.

I palestinesi devono prima fare la pace con Israele e poi ottenere il loro stato. Vi voglio anche dire:dopo un tale accordo di pace firmato, Israele non sarà fra gli ultimi paesi ad accogliere uno stato palestinese nuovo membro delle Nazioni Unite, saremo i primi.



C'è ancora una cosa: Hamas ha violato il diritto internazionale e tiene in ostaggio il nostro Gilad Shalit da cinque anni. Non hanno permesso una visita della Croce Rossa. E' chiuso in una gabbia, al buio, contro tutte le norme internazionali. Gilad è il figlio di Aviva e Noam Shalit. E' nipote di Zvi Shalit, scampato alla Shoah e venuto in Israele nel '30. Gilad è figlio di ogni famiglia israeliana. Ogni nazione rappresentata qui dovrebbe esigere la sua immediata liberazione. Se volete - se volete votare una risoluzione per il Medio Oriente oggi - questa è la risoluzione che dovreste adottare.



Signori e signore, l'anno scorso in Israele all'Università Bar Ilan, quest'anno alla Knesseth e al Congresso americano, ho presentato la mia visione di pace nella quale uno stato demilitarizzato palestinese riconosca lo stato ebraico. Si', lo stato ebraico. Dopo tutto, è stata questa assemblea a riconoscere lo stato ebraico 64 anni fa. Non pensate che sarebbe ora che i palestinesi facessero lo stesso?

Lo stato ebraico d'Israele, sempre in prima fila nel riconoscere i diritti di tutte le sue miniranze, compreso quel milione e passa di cittadini arabi d'Israele. Vorrei poter dire la stessa cosa a proposito del futuro stato della Palestina ma l'altro giorno i responsabili palestinesi hanno detto chiaramente, penso che l'abbiano fatto qui, a New York, che lo stato palestinese non permetterà a nessun ebreo di viverci. Saranno senza ebrei, Judenrei. Questa è pulizia etnica. Ci sono leggi oggi a Ramallah che puniscono con la morte la vendita di terre a ebrei. E' razzismo. E voi sapete bene cosa evochi questo...

Israele non ha alcuna intenzione di cambiare il carattere democratico del suo stato. Vogliamo solo che i palestinesi non tentino di cambiare il carattere ebraico del nostro stato.

Vogliamo solo che abbandonino il miraggio di inondare Israele di milioni di palestinesi. Il presidente Abbas ha detto qui che il cuore del conflitto risiede nelle località di Giudea Samaria. Mah, è strano! Il conflitto risale a circa mezzo secolo prima che ci fossero insediamenti ebrei nei territori. Dunque se quello che dice il Presidente Abbas è vero allora devo supporre che quello di cui parla si riferisca a Tel Aviv, Jaffa e Ber Shiva. Forse è questo che intendeva l'altro giorno quando ha detto che Israle occupa le terre palestinesi da 63 anni. Non ha detto a partire dal 1067, ha detto dal '48.



Spero che qualcuno si prenda la briga di porgli questa domanda perché illustra una verità molto semplice: il cuore del conflitto non risiede nele località ebraiche dei territori occupati. Quelle località sono il risultato del conflitto. E' una questione da affrontare e risolvere nel quadro di negoziati. Ma il cuore del conflitto è e resta, purtroppo, il rifiuto dei palestinesi di riconoscere lo stato ebraico. Penso sia tempo che la direzione palestinese riconosca quello che ogni Capo di stato internazionale ha riconosciuto, a partire da Lord Balfur e Lloyd George ,el 1917, al presidente Truman nel '48, al presidente Obama due giorni fa qui: Israele è lo stato ebraico.

Abbas deve smettere di girare intorno alla questione. Riconoscere lo stato ebraico e fare la pace con noi. In una tale vera pace, Israele è pronta a fare compromessi dolorosi. Crediamo che i palestinesi non debbano essere né cittadini israeliani né sudditi. Devono vivere in uno stato libero che è loro. Ma devono essere, come lo siamo noi, pronti ai compromessi. E sapremo che sono pronti ai compromessi e alla pace quando cominceranno a prendere sul serio le esigenze di sicurezza di Israele e quando smetteranno di negare i nostri legami storici con la notra patria storica.

Sento spesso dire dagli accusatori di Israele che Israele giudaizza Gerusalemme. E' come accusare l'America di americanizzare Washington, o gli inglesi di anglicizzare Londra. Sapete perché siamo chiamati Giudei? Perché veniamo dalla Giudea.



Nel mio ufficio di Gerusalemme c'è un sigillo antico. Si tratta d'un cavaliere di un funzionario ebreo all'epoca biblica. Il sigillo è stato trovato accanto al Muro Occidentale e risale a 2700 anni fa, al tempo del re Ezechias. C'è il nome ebreo dell'ufficiale su questo anello. Il suo nome è Netanyahu. E' il mio nome di famiglia. Il mio nome Beniamino, risale a mille anni prima, al figlio di Giacobbe conosciuto anche con il nome di Israele. Giacobbe e i suoi dodici figli percorsero queste colline di Giudea e Samaria 4000 anni fa, e dopo di loro c'è stata una presenza ebrea continua.

Per questo quelli che furono esiliati dalla nostra terra, non hanno mai cessato di desiderare il ritorno: gli ebrei di Spagna, gli ebrei di Ukraina, che fuggivano i pogrom, gli ebrei combattenti del ghetto di Varsavia, accerchiati dai nazisti. Non hanno mai smesso di pregare, mai smesso di provare nostalgia. Sussurravano: l'anno prossimo a Gerusalemme. L'anno prossimo nella Terra Promessa.

Come Primo ministro d'Israele parlo di un centinaio di generazioni di ebrei che sono stati dispersi attraverso la terra, che hanno sofferto tutte le pene sotto il sole, ma non hanno mai abbandonato la speranza di ricreare la loro vita di Nazione nel solo e unico stato ebraico.



Signori e signore,

Continuo a sperare che il presidente Abbas sia mio partner nella pace. Ho lavorato duro per far avanzare la pace. Il giorno nel quale ho cominciato il mio ruolo, ho chiamato a negoziati diretti senza condizioni preliminari. Il presidente Abbas non ha risposto. Ho esposto una visione della pace di due stati per due popoli. Ancora non ha risposto. Ho tolto centinaia di barriere stradali e di checkpoints per facilitare la libertà di movimento nel territorio palestinese, cosa che ha facilitato la crescita fantastica dell'economia palestinese. Ma ancora una volta, nessuna risposta. Ho preso la decisione senza precedenti di congelare la costruzione di nuovi immobili in Giudea Samaria, per dieci mesi. Nessun primo ministro l'aveva fatto prima. Ancora una volta voi applaudite ma non abbiamo avuto risposta. Nessuna risposta.



Nelle ultime settimane i responsabili americani hanno avanzato proposte per avanzare nei negoziati di pace. Ci sono punti che sono sicuro non piaceranno ai palestinesi. Ma, pur con tutte le mie riserve, sono pronto ad avanzare su queste proposte americane.



Presidente Abbas, perché non volete procedere al mio fianco? Non dobbiamo smettere di negoziare le negoziazioni. Passiamo semplicemente a altro: negoziamo la pace!

Ho passato anni a difendere Israele sul campo di battaglia. Ho passato decenni a difendere Israele dall'opinione pubblica. Presidente Abbas, voi avete consacrato la vostra vita a far avanzare la causa palestinese. Questo conflitto deve continuare attraverso le generazioni o vogliamo fare in modo che i nostri figli e i nostri nipoti possano, negli anni a venire, parlare della maniera che trovammo per mettervi fine? A questo dobbiamo mirare, questo dobbiamo attenderci.



In due anni e mezzo ci siamo incontrati una sola volta a Gerusalemme, sebbene la mia porta sia stata sempre aperta. Se volete, verro' a Ramallah. Anzi, ho un'idea migliore. Abbiamo entrambi sorvolato migliaia di chilometri fino a New York. Ora siamo nella stessa città. Nello stesso edificio. Riuniti in seno alle Nazioni Uniti. Chi ci ferma? Se vogliamo veramente la pace, chi potrà impedirci di riunirci qui, oggi e iniziare i negoziati di pace ora?



Suggerisco di parlare onestamente e apertamente. Ascoltiamoci l'un l'altro. Facciamo, come si dice in Medio Oriente, doogli. Semplice. Vi raccontero' le mie preoccupazioni. Voi mi direte le vostre. E con l'aiuto di Dio troveremo un terreno comune per la pace.



C'è un vecchio proverbio arabo che dice che non si puo' applaudire con una mano sola. La stessa cosa è vera per la pace. Non si puo' fare la pace da soli. Io non posso fare la pace senza di voi. Presidente Abbas, vi tendo la mano, la mano di Israele, in pace. Spero che la vorrete stringere. Siamo entrambi figli di Abramo. La mia gente lo chiama Avraham. Voi lo chiamate Ibrahim. Dividiamo gli stessi patriarchi. Dividiamo la stessa terra. I nostri destini sono legati. Lasciate che si realizzi la visione di Isaia:

« העם ההולכים בחושך ראו אור גדול » - «Al popolo che camminava nelle tenebre verrà una grande luce ». Che questa luce sia la pace.
".

Io penso che il premier israeliano Benjamin Netanyahu  abbia centrato bene il problema.
L'ONU e tutti gli organi ad essa collegati fecero (e tuttora fanno) degli errori madornali.
Il 31 ottobre 2011, l'UNESCO riconobbe la Palestina.
Questa decisione (che io contestai aspramente) fu irresponsabile.
Ora, tra le forze arabe vi sono gli integralisti ed ad essi interessa unicamente la distruzione di Israele, come di tutto ciò che non è musulmano.
Queste forze fondamentaliste hanno una posizione di forza nel panorama politico arabo-palestinese.
In pratica, così facendo, l'ONU rischia di creare una Stato controllato dagli integralisti, con conseguenze inimmaginabili per Israele e per tutta l'area mediorientale e con un rischio enorme per le comunità non musulmane nella zona.
Questo vale anche per noi cristiani.
La volontà di creare ad ogni costo uno Stato palestinese da parte dell'ONU rischia di portare l'instabilità in tutta l'area.
Qui non si tratta di una scazzottata tra due uomini o di una semplice scaramuccia tra vicini di casa.
Qui si tratta di uno Stato legittimo, Israele, che è minacciato da delle forze che ne vogliono la cancellazione dalle carte geografiche.
La cosa è molto più seria.
Qualcuno nell'ONU sta avendo lo stesso atteggiamento che ebbero il Presidente della Repubblica francese Edouard Daladier ed il Primo Ministro britannico Neville Chamberlain che nel 1938 andarono da Adolf Hitler per trattare la questione dei Monti Sudeti, nell'allora Cecoslovacchia.
Sappiamo tutti come andò a finire la storia. 
Il disastro potrebbe diventare cosa certa.
Cordiali saluti. 



FONTI:

http://jssnews.com/2011/09/24/discours-integral-et-en-francais-de-netanyahu-a-lonu/


66543174 NEW YORK, NY - SEPTEMBER 23: Benjamin Netanyahu, Prime Minister of Israel, delivers an address to the 66th General Assembly Session at the United Nations on September 23, 2011 in New York City. The annual event, which is being dominated this year by the Palestinian's bid for full membership, gathers more than 100 heads of state and government for high level meetings on nuclear safety, regional conflicts, health and nutrition and environment issues. (Photo by Mario Tama/Getty Images) 2011 Getty Images

Marcinelle, io non dimentico

Cari amici ed amiche.

Prendendo spunto da un articolo scritto dal direttore di "Italia chiama Italia", Ricky Filosa, che è intitolato "Italiani all'estero, se il PdL nel Mondo si dimentica Marcinelle", esprimo la mia volontà di ricordare quella tragedia che provocò la morte di parecchi minatori italiani l'08 agosto del 1956.
Quella tragedia fu particolarmente importante e dolorosa.
262 furono le vittime e di queste 136 furono italiane. Solo 13 italiani sopravvissero.
Questi italiani lasciarono la loro casa ed i loro affetti per trasferirsi in Belgio, non lontano da Charleroi (Belgio),  per avere una vita migliore.
Invece, essi trovarono la morte.
A morire furono lombardi, abruzzesi, calabresi, sardi, siciliani e di altre regioni.
Questi italiani furono martiri.
Essi, infatti, andarono via dal loro Paese, perché esso non offriva nulla.
Noi dobbiamo ricordarci degli italiani all'estero, perché con la loro capacità di essere creativi arricchirono i Paesi in cui andarono a vivere e fecero grande il nome dell'Italia.
Tragedie come quella di Marcinelle non vanno dimenticate.
Cordiali saluti.

Caso "Calcioscommesse", una considerazione

Cari amici ed amiche.

La sentenza della disciplinare che vede qualificato per 10 mesi l'allenatore della Juventus Antonio Conte va commentata.
Io penso che, ammesso che ci sia stato un caso di scommesse nel calcio, Conte non sia il solo ad avere fatto certe azioni non regolari, ammesso che le abbia fatte.
Se Conte ha sbagliato è giusto che paghi ma ritengo che certe cose non si facciano da soli.
Ergo, se tutto ciò dovesse essere vero, Conte potrebbe non essere stato il solo a fare certe cose.
Io ho un sospetto.
Non è che abbiano colpito Conte perché era il più facile da colpire, per salvare altri?
In Italia, spesso e volentieri, si ragiona così.
Cordiali saluti.

Filetto alla Wellington, la ricetta di Gordon Ramsay


Cari amici ed amiche.

Visto che tutti gli articoli su "Hell's Kitchen" sono tra i più popolari, vi mostro qualcosa che ha a che fare con tale reality show condotto dallo chef Gordon Ramsay.
Il video qui sopra mostra un episodio dell'VIII stagione di "Hell's Kitchen" in cui il concorrente Trevor Mc Grath è alle prese con un filetto alla Wellington, uno dei piatti di Gordon Ramsay.
Qui sotto c'è la ricetta:

"Ingredients:



  • 400g flat cap mushrooms, roughly chopped
  • Sea salt and freshly ground black pepper
  • Olive oil, for cooking
  • 750g piece of prime beef fillet
  • 1-2 tbsp English mustard
  • 6-8 slices of Parma ham
  • 500g ready-made puff pastry
  • Flour, to dust
  • 2 egg yolks, beaten
Method:


Put the mushrooms into a food processor with some seasoning and pulse to a rough paste. Scrape the paste into a pan and cook over a high heat for about 10 mins, tossing frequently, to cook out the moisture from the mushrooms. Spread out on a plate to cool.
Heat in a frying pan and add a little olive oil. Season the beef and sear in the hot pan for 30 secs only on each side. (You don't want to cook it at this stage, just colour it.) Remove the beef from the pan and leave to cool, then brush all over with the mustard.
Lay a sheet of cling film on a work surface and arrange the Parma ham slices on it, in slightly overlapping rows. With a palette knife, spread the mushroom paste over the ham, then place the seared beef fillet in the middle. Keeping a tight hold of the cling film from the edge, neatly roll the Parma ham and mushrooms around the beef to form a tight barrel shape. Twit the ends of the cling film to secure. Chill for 15-20 mins to allow the beef to set and keep its shape.
Roll out the puff pastry on a floured surface to a large rectangle, the thickness of a £1 coin. Remove the cling film from the beef, then lay in the centre. Brush the surrounding pastry with egg yolk. Fold the ends over, the wrap the pastry around the beef, cutting off any excess. Turn over, so the seam is underneath, and place on a baking sheet. Brush over all the pastry with egg and chill for about 15 mins to let the pastry rest.

Heat the oven to 200ºC/400ºF/gas 6.
Lightly score the pastry at 1cm intervals and glaze again with beaten egg yolk. Bake for 20 minutes , then lower the oven setting to 180ºC/350ºF/gas 4 and cook for another 15 mins. Allow to rest for 10-15 mins before slicing and serving with the accompaniments. The beef should still be pink in the centre when you serve it.
"


La ricetta è stata presa dal sito inglese "Good to Know".
Ora, io vorrei proporre una variante più economica (ma non meno saporita) del filetto alla Wellington.
Si potrebbero usare il capocollo stagionato (meglio se è la Coppa mantovana) al posto del Prosciutto di Parma e la lonza di maiale al posto del filetto di manzo.
Di sicuro, sarebbe una versione più povera ma non meno saporita di questo piatto. 
Cordiali saluti. 







Caccia ed animalismo, due parole

Cari amici ed amiche.

Vi invito a leggere l'articolo del sito "Corrispondenza romana" che è intitolato "La subdola propaganda estiva dell’animalismo".
Ringrazio l'amica Anna Maria Pacchiotti che me l'ha inoltrato.
Io penso che su questa vicenda ci debba essere un po' di equilibrio.
Qui a Roncoferraro (Mantova), c'è chi non vede di buon occhio la mia posizione a favore della caccia.
Personalmente, io sono a favore della caccia e non vedo niente di male in essa.
La caccia fa parte della cultura umana.
L'uomo è onnivoro e può mangiare verdure e carne.
Quindi, la caccia serve può servire per nutrirsi.
Inoltre, la caccia è utile anche per un'altra cosa, per controllare il numero di specie animali che possono fare danni.
Il caso del mio Comune, Roncoferraro, è emblematico.
Noi roncoferraresi abbiamo il problema delle nutrie, Myocastor coypus.

Questi grossi roditori furono importati dal Sud America.
Ora, com'è noto, importare una specie che non fa parte di un determinato territorio è rischioso.
Il caso della nutria è eclatante!
Non essendoci i predatori del suo ambiente d'origine, le nutrie hanno iniziato a riprodursi in modo incontrollato, facendo danni all'agricoltura e agli argini dei fiumi.
Ora, la caccia è l'unico modo per fermarle.
Ora, qualche animalista roncoferrarrese mi attaccherà ma, come si dice a Roma, non me ne può fregar di meno!
Anzi, c'è chi dice che le nutrie siano commestibili, come mostra  video qui sotto. 
Il video mostra una ricetta con la nutria, di cui aveva parlato anche il noto cuoco Andrew Zimmern. 




Quindi, la nutria potrebbe essere una pietanza come la lepre.
Ora, è chiaro che serva equilibrio nelle cose.
Il potere mangiare tutto, carne e verdure, fu il fattore che fece sì che l'uomo si evolvesse.
I vegetariani (o vegani) non sanno quello che di dicono.
Inoltre, non è detto che un vegetariano sia una brava persona, Hitler docet.
Al contrario, sono contrario al maltrattamento degli animali.
Chi picchia un cane o lo abbandona, deve essere punito.
Chi uccide un animale per svago o infligge ad esso sofferenza ingiuste deve essere punito. 
Chi caccia un animale in via di estinzione deve essere punito.
Per il resto, io credo che serva equilibrio.
Mangiare carne non è peccato né crimine.
Cacciare fa parte della natura.
Quindi, smettiamola con certa retorica!
Cordiali saluti. 


EBREI E CRISTIANI, IL MURO ASSURDO : una convivenza oltre i pregiudizi, i divieti e le leggende nere

di Ettore Roesler Franz (Roma 1845 - 1907) IL GHETTO - 1888 "LA VIA RUA, IN FONDO IL PORTICO D'OTTAVIA"

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota pubblicata dall'amica Luciana Stella su Facebook:

"Un saggio racconta i rapporti tra i credenti delle due fedi fra il XVI° e il XIX° secolo

Marina Caffiero ha pubblicato un libro di grandissimo interesse sui rapporti tra ebrei e cristiani, Chiesa cattolica e rabbini, dal XVI° al XIX° secolo. Il libro, edito dalla Einaudi, si intitola "Legami pericolosi. Ebrei e Cristiani tra eresia, libri proibiti e stregoneria" .



Ha lavorato per anni negli archivi: ne ha desunto infiniti particolari, novità, scandali, storie romanzesche, che modificano sensibilmente le nostre idee tradizionali sull'argomento.

Credevamo che ebrei e cristiani avessero vissuto per secoli come popoli isolati, religioni contrapposte, e dal libro della Caffiero apprendiamo che sono stati legati da rapporti strettissimi nelle idee e nella vita quotidiana.

Per diciannove e più secoli, gli ebrei sono stati, per la maggioranza dei cristiani, un popolo perverso, perfido, che uccise Gesù sulla croce, e da allora complottò incessantemente contro i cattolici.

Il loro crimine consisteva, in primo luogo, nei libri che avevano scritto. Le autorità ecclesiastiche sostenevano che il Talmud nascondeva pratiche magiche e stregonesche : se le prime tre parti erano tollerabili, la quarta conteneva "favole ingiuriose nei confronti di Gesù Cristo, la Vergine , i Santi e la fede cristiana". Si temeva che i cristiani fossero contaminati e contagiati dalla lettura.

C'era solo un rimedio : requisire i Talmud presenti nelle singoghe e nelle case; nel maggio del 1753, a Roma, trentotto carri portarono via i testi talmudici e cabbalistici. Alcuni di questi libri erano espurgati da censori, spesso di origine ebraica. La maggior parte venivano mandati al rogo, come raccomandava un decreto del 1553, "de combustione Talmud", promulgato dall'Inquisizione romana. I cristiani,che stampassero o leggessero questi testi, venivano scomunicati.



Se gli ebrei avvelenavano le anime, avvelenavano anche i corpi dei cristiani.

La peste del 1348, che causò trenta milioni di morti, veniva attribuita agli ebrei, che avrebbero diffuso la malattia per mezzo di polveri e veleni gettati nelle acque. Nei secoli successivi, questa accusa non li abbandonò più.



Adulteravano e avvelenavano i cibi, per cui venne proibito loro di gestire negozi alimentari; e i loror medici, per i quali si aveva tuttavia una grandisima considerazione,potevano avviare egualmente alla morte.

Tutto ciò che era magico e stregonesco discendeva dall' insegnamento ebraico: in parte non senza ragione, perchè i testi cabalistici risuonarono di allusioni magiche.



Credevano nella trasmigrazione delle anime, nella trasformazione delle anime dei malvagi in demoni: interpretavano i sogni; conoscevano formule misteriose e indecifrabili con le quali addentrarsi nella vita quotidiana.

Tutti quelli che erano affascinati dalla magia e dalla stregoneria, si rivolgevano agli ebrei come ai loro maestri naturali.



Tra i cristiani erano diffuse le più diverse specie di superstizioni antisemite, che avevano una maggiore eco negli ambienti popolari.
Vi era una leggenda antica e famosissima. Gli ebrei venivano accusati di confezionare il pane azzimo della Pasqua impastando la farina col sangue di bambini cristiani, che venivano uccisi q questo scopo.

Un'altra leggenda era meno nota. Quando balie cristiane allattavano i figli degli ebrei, venivano costrette, per alcuni giorni dopo aver ricevuto il sacramento dell'eucarestia, a gettare nelle latrine il latte dei loro seni, cos' da impedire che i bambini venissero impregnati e contagiati dall'ostia.

Un gruppo sociale era fortemente antisemita: i pescivendoli. Specialmente durante il periodo del carnevale, inscenavano carri e rappresentazioni teatrali, dette, giudiate, che deridevano i riti, le istituzioni, le immagini, le credenze, le preghiere, i personaggi del mondo ebraico.

Specie in alcuni periodi, la Chiesa cattolica, coltivò un sogno impossibile : quello di abolire ogni rapporto tra mondo ebraico e mondo cristiano. Una bolla del 1555 proibiva agli ebrei di avere una sia pur minima famigliarità con i cristiani: non dovevano frequentarli, visitarli, parlare con loro,giocare con loro, mangiare con loro, e soprattutto avere rapporti sessuali. Le pene erano severissime: multe pesanti, evirazione.

Nel 1606, un teologo famoso, Prospero Farinacci, giunse a sostenere che il rapporto sessuale di un ebreo con una donna cristiana doveva venire punito con la morte.

Il sogno della Chiesa cattolica non si realizzò mai. Gli ebrei, che si pretendeva di chiudere nei ghetti, andavano e venivano attraverso lo Stato Pontificio e l'Italia senza nessuna soggezione e timore, e senza chiedere licenza al vescovo o all'inquisitore, come avrebbero dovuto.

Gli ebrei visitavano le monache e i monasteri: i cristianivisitavano amici e amiche nei ghetti; e li amavano, sebbene contro la legge. Discorrevano di argomenti religiosi, che li affascinavano profondamente: ora erano d'accordo su alcuni punti essenziali, specie di natura morale; ora litigavano con violenza, soprattutto a proposito della morte di Gesù o della venuta del Messia.

Alcuni ebrei si fingevano cattolici e si confessavano e si comunicavano: oppure si spacciavano per sacerdoti, e giungevano a confessare e assolvere i cristiani.

Molto spesso cambiavano nome. Secondo la legge, avrebbero dovuto esercitare le loro attività commerciali solo all'interno dei ghetti: invece affittavano case e magazzini fuori dai ghetti, avevano servitori cristiani, acquistavano proprietà immobiliari, non portavano il segno giallo che doveva distinguerli.

Tutto era mobile, mescolato, confuso, illegale, come se ebrei e cristiani volessero deridere le leggi antisemite che cercavano di separarli.



(articolo di Pietro Citati dal "Corriere della Sera" del 2 agosto 2012)
".

Ora, io esprimo un mio parere a riguardo.
Che in passato tra cristiani ed ebrei ci siano stati momenti di tensione è cosa certa.
Tuttavia, va detto che i maggiori episodi di antisemitismo ci furono nei momenti di crisi della Chiesa cattolica.
Pensiamo a quello che accadde nella Germania del XIV secolo, quando ci fu la "Morte Nera", la peste del 1348.
Ora, il contesto di quegli anni fu particolare.
La Chiesa visse un periodo di crisi, per via della "Cattività avignonese" dei Papi (1309-1377), a cui seguirà lo Scisma d'Occidente (1378-1417).
La peste aggravò la situazione.
I preti mancavano ed i morti non ricevevano più le esequie né i malati ricevevano l'Unzione degli infermi.
Così, si sviluppò a livello popolare un movimento, quello dei Flagellanti.
Questo movimento di predicatori prendeva il nome dal fatto che i suoi appartenenti si flagellassero.
Essi predicavano e predicavano l'odio verso gli ebrei, che venivano accusati di essere agenti del demonio e di portare la peste.
La Chiesa non riuscì a controllare questi movimenti che fecero un vero e proprio scempio.
Molti morirono per mano della gente aizzata dai Flagellanti.
Tra le vittime ci furono anche molti ebrei.
Anche quello che accadde nel XVI, citato nella nota, ebbe le stesso clichet.
Anche qui la Chiesa visse un periodo buio, quello della Riforma protestante.
La cristianità occidentale non fu più unita.
Molti re e principi di vari Stati europei adottarono il protestantesimo, più per una questione di potere, e frammentarono l'Europa.
Già indebolita, dopo quello che accadde nel XIV secolo, la Chiesa non riuscì a controllare la situazione.
I principi ed i re protestanti non obbedirono più ad essa.
Anche i re ed i principi cattolici crearono problemi.
Era chiaro che in quel momento religione e politica si fossero mischiate.
Essere di una religione diversa da quella del re di un Paese significava essere contro il re stesso.
La Chiesa cattolica si trovava ad essere bersagliata dai protestanti e alla mercé dei re cattolici e dovette agire secondo certi voleri.
Il discorso si protrasse anche nei secoli a venire.
Gli ebrei, purtroppo, si trovarono in mezzo a questa questione.
Essi furono perseguitati sia nei Paesi protestanti che in quelli cattolici.
Ad essi fu addebitata la sconfitta dei cristiani da parte dei Turchi a Moahcs (1526).
In realtà, però, tra ebrei e cristiani non ci fu sempre tensione.
Basti pensare ai re medioevali che avevano nella loro corte la figura dell'"Ebreo di Corte", il dignitario di religione ebraica che serviva ad interloquire con la comunità ebraica.
Inoltre, ricordo che il primo ghetto fu aperto nel 1555 a Roma.
Quindi, prima di quell'anno gli ebrei convissero con i cristiani.
Questo ci deve fare riflettere.
Cordiali saluti. 

giovedì 9 agosto 2012

Sedevacantismo? E' rivoluzione!

Cari amici ed amiche.

Si parla tanto di scismi che ci furono nella Chiesa cattolica, durante il Concilio Vaticano II (1962-1965).
Si parla dei cattolici tradizionalisti, ossia di coloro che che rifiutarono le disposizioni prese dal Concilio.
Alcuni di loro, assunsero posizioni scismatiche.
Tra questi, possiamo citare i lefebvriani (ossia coloro che seguirono il vescovo francese monsignor Marcel Lefebvre) ed i sedevacantisti.
Dei primi, si è già detto molto.
Dei secondi, invece, si deve dire molto.
Questi "cattolici" si opposero al Concilio Vaticano II, seguendo la Tesi Cassiaciacum, un testo scritto dal vescovo francese monsignor Gueràrd des Laurier (1898-1988).
Secondo questa tesi, i Papi che vennero fuori dal Concilio Vaticano II fino ad oggi sarebbero eretici e perciò non dovrebbero essere riconosciuti dalla Chiesa che deve dichiarare il soglio di Pietro "sede vacante".
Ora, questi "cattolici" non riconoscono più i Papi ed alcuni gruppi di essi hanno eletto degli antipapi.
Tra questi, cito la Chiesa cattolica palmariana.
Ora, questi cattolici che si attaccano tanto alla Liturgia tridentina non commettono eresia?
Essi non fanno rivoluzioni?
La risposta è sì.
La Chiesa cattolica riconosce l'autorità del Papa.
Essa obbedisce al Papa, poiché questi è il Vicario di Cristo sulla Terra.
Chi si mette contro il Papa è già fuori dalla comunione con Roma e quindi dalla Chiesa cattolica.
Questi "cattolici" potranno anche conservare la vecchia Liturgia tridentina e tutti i rituali solenni della Chiesa cattolica (a cui per altro io non sono sfavorevole) ma, ponendosi contro l'autorità del Papa, essi vanificano tutto.
Inoltre, tra loro vi sono anche figure antisemite.
Io mi ero imbattuto in qualcuna di esse su Facebook.
In realtà, per dirla come la scrisse Plinio Correa de Oliveira, il sedevacantismo è quel tradizionalismo di facciata che però in sostanza non è congruo rispetto alla Tradizione della Chiesa cattolica.
I sedevacantisti sono da paragonare a tutti i rivoluzionari.
Tra l'altro, pare che l'attore e regista americano Mel Gibson sia sedevacantista.
Leggete questo articolo del blog "Canterbury tales" che è intitolato "Is Mel Gibson a sedevacantist?".
Tra l'altro, pare anche che egli sia anche antisemita.
A mio giudizio, il sedevacantismo non è Tradizione cattolica.
Esso è solo una finta Tradizione.
Il cattolicesimo è ben altra cosa.
Cordiali saluti.




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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.