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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

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domenica 1 luglio 2012

L'Unesco riconosce la Basilica della Natività Contestazioni da Israele e Stati Uniti

Cari amici ed amiche.

Leggete questo articolo de "Il Corriere della Sera":

"GERUSALEMME – Sedici sì e un lungo applauso. I palestinesi ce l'hanno fatta e nove mesi dopo la battaglia per una poltrona all'assemblea Onu, dopo essere entrati a pieno diritto nell'Unesco, con un voto che non sorprende sono riusciti a inserire un tesoro artistico della Cisgiordania nell'elenco dei patrimoni mondiali dell'umanità da tutelare. È la prima volta che accade. E accade con la Basilica della Natività di Betlemme. «È un giorno storico – esulta Abu Roudeina, portavoce del presidente Abu Mazen - È una vittoria della nostra causa e della giustizia. È un riconoscimento globale dei diritti del nostro popolo. Perché si tratta d'un sito a rischio, a causa dell'occupazione israeliana e della costruzione del Muro di separazione. Dimostra inoltre che è naturale che il mondo sia con noi e riconosca i diritti del popolo palestinese e lo Stato di Palestina». VENTI SITI - Il Comitato per il Patrimonio dell'Unesco, riunito a San Pietroburgo sotto la presidenza russa, su richiesta dell'Autorità palestinese ha preso in considerazione il caso Betlemme con una procedura d'urgenza, contestata da israeliani e Usa, stralciandolo dall'elenco dei venti siti da proteggere (da Hebron alle grotte di Qumram, fino ale coste di Gaza) che il governo Fayyad aveva sottoposto nei mesi scorsi all'Onu. Una volta votato il sì all'inclusione di altri tesori assai meno controversi, come la città di Timbuctu o la tomba di Askia in Mali, l'Unesco ha aperto il dossier della Natività e ha deciso rapidamente: solo sei i contrari e due gli astenuti. La decisione era prevista ed era anche stata anticipata nei giorni scorsi, durante la visita del presidente russo Vladimir Putin proprio alla Basilica di Betlemme.

«DECISIONE POLITICA» - Il voto non è, naturalmente, solo culturale. Per i palestinesi, significa un altro riconoscimento nelle organizzazioni internazionali (la città vecchia di Gerusalemme, per esempio, è elencata dall'Unesco fra le zone contese e quindi non attribuibili a uno Stato, nonostante Israele la consideri parte della sua capitale). E per questo, la decisione è considerata dagl'israeliani «totalmente politica, capace di danneggiare l'Onu e la sua immagine». Severi anche gli americani, che si dicono «profondamente delusi»: «Si tratta d'un sito sacro per tutti i cristiani» e «non dovrebbe essere politicizzato», nota l'ambasciatore David Killion. La procedura d'urgenza in particolare, usata assai di rado e solo per le situazioni gravissime, secondo Usa e Israele non doveva essere invocata in questi casi. La Natività non viene restaurata da 150 anni, un recente studio del Cnr italiano ha stabilito che vi sono alcuni punti a rischio di crollo, giudicando l'intervento di restauro «di media complessità».
LA CHIESA PIÙ ANTICA - Per quanto strano, in un elenco che pure comprende il Salto del Bufalo schiantato in Canada o le vecchie fabbriche siderurgiche svedesi, luoghi di sicura bellezza ma forse non conosciutissimi, la più antica chiesa consacrata della cristianità era finora rimasta fuori dall'elenco dei luoghi da salvare, proprio per un incrocio di veti politici e di contese religiose. L'ultima raccolta di soldi per i restauri, per un paradosso, era stata organizzata mesi fa da governi musulmani come l'Arabia Saudita, la Giordania e il Qatar. E anche la gestione dei fondi necessari al restauro, stimati in circa 30 milioni, è stata finora affidata all'Autorità palestinese e al suo ministro per gli Affari cristiani. Contrarie al riconoscimento di patrimonio Unesco, nei mesi scorsi, si sono dette anche la Custodia francescana di Terra Santa, la chiesa armena e greco-ortodossa, che conservano la Basilica secondo una rigida rotazione stabilita dallo storico «status quo»: avrebbero preferito che l'Unesco mettesse sotto tutela l'intera città di Betlemme, lasciando la Natività fuori dal «tentativo di strumentalizzare i luoghi santi a uso politico».
Francesco Battistini30 giugno 2012 | 22:27© RIPRODUZIONE RISERVATA
Ringrazio l'amica Anna Castaldo Dhambri che ha messo l'articolo su Facebook e me l'ha fatto leggere.
Io penso che si debba dividere la questione della Basilica della Natività di Betlemme da quella che vede lo scontro tra Israeliani ed Arabi.
Se la questione del riconoscimento della Basilica della Natività è un fatto positivo (poiché quello è un luogo importante per tutta la cristianità) diverso è il discorso per ciò che riguarda la questione del riconoscimento della Palestina da parte dell'UNESCO, riconoscimento che (giustamente) generò perplessità e spiacque agli Israeliani.
Se la Basilica della Natività deve essere riconosciuta come Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO, diverso è il discorso per ciò che riguarda la Palestina.
L'anno scorso, l'UNESCO decise di riconoscere la Palestina.
Fece un errore.
Ne parlai nell'articolo intitolato "UNESCO? Ha sbagliato!".
L'UNESCO commise un grave errore a riconoscere la Palestina come Stato.
Mi ricordo che venni insultato pesantemente per avere affermato.
Ci furono anche segnalazioni alla Polizia postale.
A me, però, non interessa nulla.
Quella decisione dell'UNESCO fu un errore.
Infatti, la Palestina non esiste.
Anzi, quella decisione rischia di compromettere i fragili equilibri nell'area.
Basti pensare al fatto che la Striscia di Gaza sia sotto il controllo dei fondamentalisti di Hamas mentre la Cisgiordania sia sotto il controllo di Al Fatah.
Quindi, la Palestina non esiste!
Mettetevelo in testa!
L'unico Stato palestinese legittimamente riconosciuto è la Giordania.
Per il resto, non esistono altri Stati palestinesi.
Esiste Israele, l'unico Stato laico e democratico della zona.
Quindi, è positivo il riconoscimento della Basilica della Natività ma essa deve essere riconosciuta come bene del territorio di Israele.
Non mi si dica che Gesù Cristo era arabo perché mi arrabbio.
Con il dovuto rispetto per gli arabi, Gesù Cristo era un ebreo.
Quindi, se oggi fosse sulla Terra, avrebbe diritto alla cittadinanza nello Stato di Israele.
Mi si perdoni quello che ho scritto ma dopo avere sentito certe cose, ho ritenuto doveroso fare dei chiarimenti.
Cordiali saluti. 

sabato 30 giugno 2012

Palermo, salviamo la Chiesa dei Diecimila Martiri! Galati Mamertino, salviamo il Pazzo del Principe e la chiesa di San Luca!

Cari amici ed amiche.

Che con la Sicilia io abbia un legame abbastanza profondo è cosa nota.
Mia madre nacque lì, sono appassionato di storia inglese (che è intrecciata con quella della Sicilia) ed un po' conosco la lingua siciliana.
In Sicilia ho parenti e siciliani sono anche molti dei miei migliori interlocutori su Facebook, tra i quali cito Filippo Giorgianni o Angelo Fazio.
Ora, anche per ringraziare i siciliani della loro ospitalità (quando vado a Galati Mamertino) e per ringraziare le persone come Filippo ed Angelo per la loro disponibilità, voglio fare qualcosa per questa grande isola.
Proprio a Palermo, la città di Angelo, c'è un luogo molto particolare, la Chiesa dei Diecimila Martiri.
Questa chiesa era stata un oratorio fatto costruire dai Cavalieri Gerosolimitani nel 1580 AD.
Essa era stata intitolata a Sant'Agazio e ad altri diecimila legionari che furono crocifissi con lui per essersi convertiti al Cristianesimo nel 304 AD, durante il regno dell'imperatore Diocleziano.
La chiesa fu ristrutturata nel 1715.
In seguito, la chiesa fu soppressa ed adibita ad altri usi, tra cui quello di sede di un comitato elettorale della Democrazia Cristiana.
Oggi, la chiesa versa in uno stato di abbandono ed è fatiscente, come sono fatiscenti il Palazzo del Principe e la chiesa di San Luca di Galati Mamertino, il paese natale di mia madre, in Provincia di Messina.
Della chiesa di San Luca ho parlato nell'articolo, intitolato "Galati Mamertino, com'era nel periodo medioevale?".
Per quanto riguarda il Palazzo del Principe, esso è di epoca tardo cinquecentesca ed il primo ad abitarvi fu il signore locale don Filippo I Amato.
Anche questo monumento non è in buono stato e l'amministrazione comunale vorrebbe riqualificarlo.
Io spero che si faccia qualcosa per questi monumenti.
Sarebbe un peccato se andassero in rovina.
Perciò, faccio un appello a chi di dovere (e a qualche privato coscienzioso) perché si faccia qualcosa. 
Cordiali saluti.



Dal blog "Conservative mind", L'Islam e le chiese cristiane: dossier fotografico dalla zona "turca" di Cipro

Cari amici ed amiche.

Sul blog "A Conservative mind" ho trovato questo articolo molto interessante:

Chiese usate come stalle o discariche, monasteri cristiani distrutti o trasformati in caserme, affreschi sacri medioevali rovinati irrimediabilmente o asportati e rivenduti all'estero. A questi e ad altri scempi compiuti dai turchi nei confronti dei luoghi di culto cristiani si riferiva Benedetto XVI nel suo colloquio del 10 novembre con il presidente di Cipro Tassos Papadopoulos, esprimendo la sua preoccupazione per la "cristianità cancellata" nell'area settentrionale dell'isola, sotto occupazione turca dal 1974.

In quest'area esistono circa 540 chiese cristiane. Cinquanta di queste oggi sono all’interno di basi militari turche. Tra i monumenti distrutti dai turchi rientrano chiese cristiane cattoliche, protestanti, maronite, armene, ortodosse e un cimitero ebraico. Una recente risoluzione del parlamento europeo riassume così, con stime prudenziali, questi danni: «Oltre 133 chiese, cappelle e monasteri situati nella parte settentrionale di Cipro, finita sotto il controllo dell'esercito turco dal 1974, sono stati sconsacrati; 78 chiese sono state convertite in moschee; 28 sono usate come depositi militari e ospedali e 13 sono usate come magazzini, mentre resta sconosciuto il luogo in cui si trovino oggi i loro oggetti religiosi, incluse oltre 15.000 icone, che sono stati trafugati».

Per capire meglio cosa è accaduto a Cipro, pubblico, in versione quasi integrale, il dossier fotografico distribuito nei giorni scorsi dall'ambasciata di Cipro ad alcuni giornalisti. Mi limito a sottolineare che gli edifici di culto islamici nella parte cristiana dell'isola sono custoditi nel migliore dei modi, e invito il lettore a intuire, osservando le foto di quanto accaduto agli edifici cristiani dal 1974 a oggi, quale sarebbe stata la probabile reazione islamica nel caso in cui simile trattamento fosse stato riservato a edifici di culto musulmani.
Monastero di Antiphonitis, nel paese di St. Ambrosios
Le icone sono state rubate e molti degli affreschi rimossi e venduti in Olanda. L'arcangelo Michele, rappresentato in affreschi del XII secolo, è stato privato della testa. Gli affreschi del XV secolo che rappresentavano il Giudizio Universale sono stati distrutti. Alcuni affreschi (ultima foto del gruppo) sono stati rintracciati in Germania, nelle mani dei trafficanti d'arte.






Monastero di Panagia Apsinthiotissa, nel paese di Synchari
Fotografie di alcuni degli affreschi della fine del XII secolo deturpati dai turchi dopo l'invasione del 1974. La testa di un affresco di Sant'Ignazio è stata ritrovata in Germania.
 
Monastero armeno a Lefkosia
O meglio, ciò che ne resta.



Monastero di Avgasida, nel paese di Milia
La chiesa medievale era decorata con affreschi risalenti al XIV e XV secolo. I turchi l'hanno completamente distrutta.



Chiesa di St. Artemon, nel villaggio di Aphaneia
La chiesa è attualmente usata come magazzino per il grano e centro di raccolta rifiuti.



St. Nicolaos nel paese di Koma tou Gialou, Karpasia
La chiesa è decorata con affreschi medievali. I saccheggiatori hanno tagliato in piccoli pezzi le teste dei santi e le hanno rivendute all’estero.



St. Solomoni nel paese di Koma tou Gialou, Karpasia
Gli affreschi, risalenti al X secolo, sono stati distrutti.


Monastero di St. Anastasia, Lapethos, Kyrenia
Il monastero è utilizzato oggi come albergo.

Chiesa di SS. Euphemianos in Lysi
I turchi hanno “staccato” gli affreschi della cupola e dell’abside (ultime due foto del gruppo) risalenti al XIII secolo e rivenduti alla fondazione americana de Menil di Houston, Texas, dove sono conservati tuttora.

Il monastero maronita del profeta Elias a Skylloura
Il monastero maronita più importante dell’isola è stato distrutto. Oggi è utilizzato come riparo per gli animali.



Monasteri trasformati in basi militari
Due foto di monasteri ben noti utilizzati come basi militari dall’esercito turco. Il primo, di Acheiropoietos a Karabas, fu costruito nel periodo paleocristiano. Il secondo monastero, del profeta Elias, si trova nel villaggio di Marathobounos.



La chiesa di Chrysosotiros a Chrysiliou, Morphou
E' utilizzata come obitorio, per lavare i morti.



Chiesa di Panagia Chrysotrimithiotissa, Trimithi
La chiesa del XII secolo è stata venduta dai turchi ai cittadini inglesi, che l’hanno trasformata in una galleria d’arte.



Altri scempi
Diverse foto di chiese situate nella parte di Cipro occupata dai turchi, trasformate in magazzini, granai, stalle, insieme alla foto di un cimitero cristiano distrutto.








Sul blog potrete vedere altre foto.
Ringrazio l'amico Angelo Fazio che ha messo l'articolo su Facebook.
Purtroppo, nessuno parla della situazione delle chiese  di Cipro nord, la parte dell'isola che nel 1974 fu occupata dall'esercito turco e in cui si è formata la Repubblica di Cipro Nord.
I cristiani non possono celebrare il proprio culto senza restrizioni (e lo stesso discorso vale per gli ebrei) e tanti monumenti religiosi sono andati in rovina.
Allo scempio storico ed artistico si aggiunge quello religioso.
Infatti, a Cipro sbarcò San Paolo e nacque San Barnaba.
A Salamina (vicino a Famagosta) il monastero dedicato a San Barnaba è ridotto ad un museo.
A Kormakiti vi è una comunità cattolica maronita che vive con forti restrizioni. 
Di fatto, questo è genocidio. 
Qui è rischio un pezzo della nostra storia.
Cordiali saluti. 


Non abbandonate i vostri cani!

Cari amici ed amiche.

Con l'estate arrivano anche le vacanze.
Purtroppo, ci sono tanti sciocchi che, durante le ferie, abbandonano i propri cani.
Se avete un cane e non potete portarlo in vacanza con voi potete affidarlo ad un amico o a un parente oppure potete portarlo in una pensione per cani.
Ad esempio, vi posso segnalare l'Agriturismo dell'Ibisco, che si trova in Via Po Barna n°60 a Bagnolo San Vito (località Correggio Micheli)  in Provincia di Mantova.
Il suo numero di telefono e di fax è 0376 252960 e quello di cellulare è 338 4924504.
Non abbandonate i vostri cani per strada.
Un cane abbandonato è un pericolo per sé stesso e per gli altri.
Cordiali saluti.

Lorna Campari: "Dopo il terremoto arriva la beffa per le nostre aziende".

Cari amici ed amiche.

Leggete questa nota scritta dall'amica Lorna Campari, una consigliera comunale di Porto Mantovano (Mantova):

"Non so voi, ma io mi vergogno. Porto Mantovano rientra nell’elenco dei Comuni per i quali il Ministero dell’Economia e delle Finanze, in seguito ai recenti eventi sismici, ha disposto la sospensione dei termini dei versamenti e degli adempimenti tributari con scadenze nel periodo compreso tra il 20 maggio ed il 30 settembre 2012. Io, cittadina che ha subìto del sisma solo la grande paura (nient’altro) godo di un privilegio alla stessa stregua di chi, in questo momento, dorme in una tenda. Vergognoso è che le aziende che hanno subìto danni strutturali e che per questo motivo hanno chiuso i battenti lasciando a casa i dipendenti, ritrovandosi alle prese con drammi economici ed umani che nemmeno posso immaginare, queste aziende, per riaprire, devono dimostrare “l’agibilità sismica”. Beh, se questi sono i tecnici, mi chiedo cosa farebbe una squadra di dilettanti al Governo. E sono proprio queste leggi, nate per tamponare situazioni di emergenza e concepite con tante difficoltà dai nostri governanti, che spesso creano le scappatoie per i furbi. Decreti poco chiari, lacunosi e imprecisi, che anziché risolvere i problemi li demandano ad altri, scaricandone oneri e costi proprio sulle spalle (e sulle tasche) di chi dovrebbero invece tutelare. Già, perché il povero sfollato, che probabilmente come ultimo pensiero ha quello di leggere i Bollettini Ufficiali, si trova costretto a pagare commercialista, ingegnere, team di tecnici per il sopralluogo, impresa per ristrutturare ed ottenere l’agibilità. Oltre al danno, la beffa. E’ una vergogna.
Lorna Campari
Porto Mantovano
in "Fuorisacco", Lettere al Direttore, La Gazzetta di Mantova, 30 giugno 2012, pag.25.".

Io appoggio in pieno quanto c'è scritto.
Quanto sta accadendo qui è vergognoso.
Il Mantovano è stato colpito pesantemente dal terremoto e le istituzioni fanno poco o non fanno nulla!
Scusate il mio linguaggio franco ma purtroppo la situazione è questa 
Intanto, qui ci sono aziende e famiglie in seria difficoltà. 
Già c'è una crisi che sta facendo danni ad aziende e famiglie.
Le aziende chiudono ed i disoccupati aumentano.
Io ne so qualcosa, essendo disoccupato.
Il terremoto ha complicato le cose.
Questo non è un dramma degli imprenditori, dei disoccupati o degli operai ma è un dramma di tutti.
Bisogna che le istituzioni siano più attente.
Purtroppo, la Provincia di Mantova è ignorata.
In altre zone d'Italia hanno dato soldi a destra e a manca e per molti il sisma è stato un business.
Qui, invece, vi è l'abbandono!
Questa situazione non è più accettabile.
Cordiali saluti. 


Dal sito "Israel Hayom": Second Temple-era mikveh discovered under Al-Aqsa mosque

Cari amici ed amiche.

Sul sito "Israel Hayom" ho trovato questo articolo scritto in inglese che conferma una storia già nota e ne smentisce altre:


"Al-Aqsa mosque was destroyed in an earthquake in 1927 • As it was being rebuilt, the British archaeologist Robert Hamilton documented the excavation of its foundations • He hid away the findings that the waqf found inconvenient • Today, thousands of findings, including a seal with the inscription “From Gibeon to the king” unearthed by Dr. Gabi Barkai and Zachi Dvira, shed light on the Temple Mount’s Jewish period • A peek back into history.


In 1927, an earthquake struck Jerusalem, killing 130 people, wounding 450 and destroying or heavily damaging about 300 buildings, including Al-Aqsa mosque. The Muslim waqf, led by Grand Mufti of Jerusalem Haj Amin al-Husseini, began restoring the mosque. Robert Hamilton, the director of the antiquities department during the Mandatory period in pre-state Israel, spotted an opportunity in the midst of disaster.
Hamilton took advantage of this unexpected window of opportunity to reach an agreement with the waqf that would allow archaeological investigation on the Temple Mount, for the first time ever, in the area where the mosque had collapsed. Hamilton documented the reconstruction work done by the waqf, photographed, sketched, excavated, analyzed and wrote about a series of findings, some of them surprising.
But this unprecedented cooperation between the British archaeologist and the Muslim clerics was not without a price. In the book that Hamilton later published, he makes no mention of any findings that the Muslims would have found inconvenient. It was no coincidence that these findings came from two historical periods that preceded the Muslim period in Jerusalem: the Second Temple era and the Byzantine era. These findings were hidden deep in the Mandatory archives department (which today is part of the Antiquities Authority archives in the Rockefeller Museum). These days they are finally coming to light.
Eighty years later, Hamilton’s hidden findings are providing support for similar findings unearthed by two Israeli archaeologists, Dr. Gabi Barkai and Zachi Dvira. For the past seven years, Barkai and Dvira have been working on a unique project: sifting tons of earth that the waqf removed from the Temple Mount in the dead of night about 13 years ago. This earth is filled with tiny archaeological findings.
Some important background: In 1999, during preparations to install the gates of Al-Marwani mosque in Solomon’s Stables at the southeastern corner of the Temple Mount, the Muslims brought in bulldozers and dug a pit deep and wide. This scandal, which has already been described in the most condemnatory terms possible, led recently to a comprehensive report by the State Comptroller’s Office — a report that is, unfortunately, classified. Still, some good has come from the bad.
Archaeological science was given the extraordinary opportunity to examine the earth of the Temple Mount. Unlike what happens during a proper excavation, this earth is being examined “out of its context” (with no way to determine which layer a particular finding came from or to make sure that the remaining ruins are not damaged). The Temple Mount Sifting Project has discovered hundreds of thousands of small items that teach us a great deal about Jerusalem’s past and confirm information that Hamilton and the waqf kept from the public for decades.
Beneath the floor of Al-Aqsa mosque, which had collapsed in the earthquake, Hamilton discovered the remains of a Jewish mikveh [ritual pool used for purification] that dated back to the Second Temple era.

Apparently, Jews immersed in this mikveh before entering the Temple grounds.
Barkai and Dvira found a multitude of small items from the periods of the First and Second Temples. Among these items were fragments of the small columns used in a hypocaust — a space under the floor of a room, used to heat the room above — and tubuli - hollow square bricks through which heated air passed, heating the space. Barkai believes that these are remnants of the heating system that the pilgrims, or perhaps the priests, used after completing the ritual immersion.
About half a meter (1.5 feet) under the floor of the damaged mosque, Hamilton discovered the remains of a Byzantine mosaic. When Dvira saw the photographs of it, he immediately recalled hundreds of thousands of mosaic stones and fragments of column capitals, marble used to cover stalls, and marble used for the grating of a church, all from the Byzantine period (324-638 C.E.) that had been found amid the earth taken from the Temple Mount.
These findings have brought about an important revolution in the way we view the history of that period. They suggest that contrary to everything that has been written in the history books, the Temple Mount contained structures — a church or churches — during the Byzantine period. It was not empty and desolate, as was believed until now.
“We have an enormous amount of findings from the Byzantine era,” says Dr. Barkai. “They are mainly ceramics, rare coins — including a coin of the last Byzantine emperor, Heraclius — and even a Byzantine lamp with an inscription that refers to Jesus. The people writing the history of the Temple Mount definitely have to reassess their work on this particular era.”

Sifting earth by placing it on horizontal screens and then pouring water on it might look odd to professional archaeologists. But the multitude of findings, the first ones from the soil of the Temple Mount, which were not excavated directly from the Temple Mount, and which are so small, have amazed many people. The wet sifting method was adopted by many other archaeologists and led to many significant discoveries. For example, archaeologist Shlomit Weksler-Bdolah, who excavated near the Western Wall plaza, used the methods developed by the Temple Mount Sifting Project in Emek Tzurim and unearthed five seals from the First Temple era.
The bulla (a small clay seal) discovered in the City of David, which provides the earliest archaeological evidence, in ancient Hebrew script, of the existence of the city of Bethlehem, was also discovered during wet sifting of buckets of earth brought to Emek Tzurim from the City of David. Other archaeologists have brought earth to Emek Tzurim from their own excavations — and this is how the location of the sifting project became not only a place to sift earth from the Temple Mount, but from other digs as well.
One of the rare findings discovered recently is a bulla that was found in a First Temple-era trash pit on the southeastern slopes of the Temple Mount. The bulla bore the inscription: “From Gibeon to the king.” Gabi Barkai believes that the bulla, which is about 2,600 years old dating back to the seventh century B.C.E., is evidence of the tax that the inhabitants of Gibeon paid to the king of Judah, who was likely Manasseh, the son of Hezekiah.
“This is the first time that a bulla of this type has been discovered someplace other than the antiques market. It gives validity to 50 other bullae, most of which are in the collection of Joseph Chaim Kaufman of Belgium. Each bulla mentions a city whose name appears in the fifteenth chapter of the biblical Book of Joshua,” says Barkai. “This demonstrates that those cities paid taxes to the central government.”

The bulla that bears the inscription “From Gibeon to the king” was found by accident when the ground was being leveled on the eastern slopes of the Temple Mount in order to prepare for a mass given by the Pope, who visited Israel that year. Zachi Dvira, who was there when the work was going on and watched it, received permission to transfer the earth from there for sifting in Ein Tzurim National Park. This led to the discovery of amazing findings including fragments of earthenware and tools, bones and five other bullae from the First Temple era.
The sifting of the earth from the Temple Mount to date has uncovered thousands of coins from various periods. Among the coins that generated the most excitement was the half-shekel coin, which was stamped during the great rebellion against the Romans and was used to pay the Temple tax. Another coin bears the image of the Seleucid king, Antiochus IV (Epiphanes), under whom the anti-Jewish decrees were promulgated and the Hasmonean rebellion began.
Another coin that came from the soil of the Temple Mount dates back to the rebellion during which the Second Temple was destroyed. This coin bears the inscription “The liberty of Zion.” Other findings include animal bones, some of them perhaps of animals
kept on the Temple Mount for sacrifice and which were burned during the destruction. Fox and pig bones were found as well.
To date, 120,000 volunteers have participated in the Temple Mount Sifting Project. Even now, excitement breaks out every time someone shouts “I found something!” The Nature and Parks Authority made the land available for the project. Bar-Ilan University is giving the project academic sponsorship, and the Antiquities Authority has issued it a license. The Elad organization provides the funding.

Jewish sources
Dr. Gabi Barkai says that to date, about two-thirds of the earth removed from the Temple Mount has been transported to the sifting site, and about half of the total amount has been sifted. “The remaining third, which was not taken to the sifting site, became mixed in large part with other dust and earth, so we let it go. ... We have enough sifting work for another seven years,” he says, and mentions that piles of earth remain on the Temple Mount. In an extraordinary move, he High Court of Justice has ruled that the waqf is forbidden to move them.
" We are willing to allow the waqf to remove the earth from there under certain conditions that will allow us to carry out a better archaeological examination of it, or if they allow us to sift it there. Meanwhile, the waqf refuses to allow either option. Not only that, but it is deliberately mixing this earth with modern-day trash and construction debris in order to reduce our ability to get something out of it in the future,” he says.

Until the piles of earth reach Emek Tzurim or are examined on the eastern side of the Temple Mount, Barkai and Dvira still have plenty of work to do, and plenty of discoveries to make: “From the prehistoric era, from the days of Adam to our own time.”
Here are several examples of recent discoveries: three scarab seals from the second century B.C.E.; fragments of prehistoric tools made of flint, and some ceramics from the 10th century B.C.E., including pitcher handles. Similar handles were discovered recently at Khirbet Qeiyafa in the Elah Valley, at a site that is identified with the period of the united monarchy and King David; large numbers of figurines from the First Temple era; scales for weighing money, made of stone with a domelike structure and a flat base, and slingshot stones shaped like tennis balls, also from the First Temple Period resembling those that were discovered in the ruins of the Assyrian destruction of Lachish. One of the more exciting discoveries to come from the mounds of earth was the handle of a pitcher with the imprint of a seal from Rhodes. It bears the date corresponding to 165 B.C.E., the year that the Temple Mount was purified and the Temple rededicated — the year of the Hanukkah miracle.
Hundreds of opus sectile tiles and thousands of mosaic stones of the same flooring type that were discovered in the sifting project link the Temple Mount to scripture texts. These are fragments of colorful tiles, some of them of marble and others of bituminous chalk, which comes from near the Dead Sea. Examples of such tiling were found in the past in Herod’s palace in Jericho, at the Herodion and on Masada.

Dr. Barkai quotes from the scriptures, drawing a connection between them and the hundreds of colored tile. “Josephus says that during the Second Temple era, the Temple courtyards were paved with ‘colored stones.’ The sages of the Talmud also say that Herod built the Temple 'of blue, yellow and white marble.'"
Muslim contempt
Large findings hardly survived the waqf’s bulldozers. Most of the ones that did are still on the Temple Mount. Some of them were used as raw material for the waqf’s construction work on the Temple Mount, and a little of it reached the black market. Still, the piles of earth that were removed from the Temple Mount contained fragments of red marble columns from the Roman period.
In the waqf museum on the Temple Mount, a large fragment is preserved with a dedicatory inscription. The fragment was part of the victory arch that the Romans build after the Second Temple was destroyed. The inscription commemorates Flavius Silva, the conqueror of Masada, who was the governor of the province of Judea during the 80s C.E. The fragment came from a building in Solomon’s Stables, which the Muslims began to level in 1996.











venerdì 29 giugno 2012

Talità kum!

Cari amici ed amiche.

Le letture delle sante messe di oggi e di domani sono:

1) "[3] perché Dio non ha creato la morte
e non gode per la rovina dei viventi.

[14] Egli infatti ha creato tutto per l'esistenza;
le creature del mondo sono sane,
in esse non c' è veleno di morte,
né gli inferi regnano sulla terra,

[15] perché la giustizia è immortale.

[23] Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; 

lo fece a immagine della propria natura.

[24] Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo;
e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono.  (dal libro della Sapienza, capitolo 1, versetti 13-15; capitolo 2, versetti 23-24). ".


2)  "[1] Salmo. Canto per la festa della dedicazione del tempio.
Di Davide.

[2] Ti esalterò, Signore, perché mi hai liberato
e su di me non hai lasciato esultare i nemici.

[3] Signore Dio mio,
a te ho gridato e mi hai guarito.

[4] Signore, mi hai fatto risalire dagli inferi,
mi hai dato vita perché non scendessi nella tomba.

[5] Cantate inni al Signore, o suoi fedeli,
rendete grazie al suo santo nome,

[6] perché la sua collera dura un istante,
la sua bontà per tutta la vita.
Alla sera sopraggiunge il pianto
e al mattino, ecco la gioia.

[7] Nella mia prosperità ho detto:
"Nulla mi farà vacillare!".

[8] Nella tua bontà, o Signore,
mi hai posto su un monte sicuro;
ma quando hai nascosto il tuo volto,
io sono stato turbato.

[9] A te grido, Signore,
chiedo aiuto al mio Dio.

[10] Quale vantaggio dalla mia morte,
dalla mia discesa nella tomba?
Ti potrà forse lodare la polvere
e proclamare la tua fedeltà?

[11] Ascolta, Signore, abbi misericordia,
Signore, vieni in mio aiuto.

[12] Hai mutato il mio lamento in danza,
la mia veste di sacco in abito di gioia,

[13] perché io possa cantare senza posa.
Signore, mio Dio, ti loderò per sempre. (Salmo 29 (30))".


3) "[7] E come vi segnalate in ogni cosa, nella fede, nella parola, nella scienza, in ogni zelo e nella carità che vi abbiamo insegnato, così distinguetevi anche in quest'opera generosa.

[8] Non dico questo per farvene un comando, ma solo per mettere alla prova la sincerità del vostro amore con la premura verso gli altri.

[9] Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà.

 [13] Qui non si tratta infatti di mettere in ristrettezza voi per sollevare gli altri, ma di fare uguaglianza.

[14] Per il momento la vostra abbondanza supplisca alla loro indigenza, perché anche la loro abbondanza supplisca alla vostra indigenza, e vi sia uguaglianza, come sta scritto:

[15] Colui che raccolse molto non abbondò,
e colui che raccolse poco non ebbe di meno. (dalla II Lettera di San Paolo ai Corinzi, capitolo 2, versetti 7-9, 13-15)".

4) " [21] Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare.

[22] Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi

[23] e lo pregava con insistenza: "La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva".

[24] Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.

[25] Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia

[26] e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando,

[27] udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti:

[28] "Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita".

[29] E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male.

[30] Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: "Chi mi ha toccato il mantello?".

[31] I discepoli gli dissero: "Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?".

[32] Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo.

[33] E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità.

[34] Gesù rispose: "Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male".

[35] Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: "Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?".

[36] Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: "Non temere, continua solo ad aver fede!".

[37] E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo.

[38] Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava.

[39] Entrato, disse loro: "Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme".

[40] Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina.

[41] Presa la mano della bambina, le disse: "Talità kum", che significa: "Fanciulla, io ti dico, alzati!".

[42] Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore.

[43] Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.  (Dal Vangelo secondo Marco, capitolo 5, versetti 21-43)".

In un certo senso, l'articolo di ieri (che è intitolato "La corte infernale") preannuncia questo.
Dio non creò la morte.
Dio è il Dio della vita.
Ora, se Dio è il Dio della vita, significa che la morte non è cosa prodotta da Dio ma da chi gli è avverso, il diavolo.
Nel suo odio verso Dio,  diavolo agisce per distruggere l'uomo.
Nel diavolo vi sono tutti i peccati, a cominciare dalla superbia, il peccato principale dell'angelo Lucifero che si ribellò a Dio.
Dall'arroganza di Lucifero nacquero gli altri peccati, tra cui l'invidia.
Proprio l'invidia del diavolo portò la morte tra gli uomini.
Ma Dio è più forte del diavolo.
La dimostrazione fu quanto accadde a Cafarnao.
Se Dio è più forte del diavolo, significa che Gesù Cristo, che è Figlio di Dio (e quindi Dio stesso) è più forte del maligno.
Se Gesù è più forte del diavolo, significa che è egli è più forte anche della morte.
La dimostrazione di questo fu quanto accadde a Cafarnao.
La figlia del capo della locale sinagoga era malata e morì.
Gesù, però, la riportò alla vita, dicendole in aramaico: Talità kum", che significa: "Fanciulla, io ti dico, alzati!".
La fanciulla si alzò.
Gesù, però, non fece un'opera taumaturgica fine a sé stessa.
Egli volle dimostrare che Dio era (ed è) il Dio della vita e che egli  era (ed è) al di sopra della morte.
Allora, riflettiamo su ciò.
Forse, se avessimo tutti almeno un po' della stessa fede di quella donna che toccò Gesù e guarì dalle perdite di sangue o di quella del capo della sinagoga di Cafarnao saremmo tutti migliori. 
Cordiali saluti.
















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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.