Presentazione

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Una voce libera per tutti. Sono Antonio Gabriele Fucilone e ho deciso di creare questo blog per essere fuori dal coro.

Il mio libro sul Covid

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Il mio libro, in collaborazione con Morris Sonnino

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giovedì 10 maggio 2012

Povera Italia!

Cari amici ed amiche.

Leggete un commento fatto da un certo Dario al mio articolo initolato "Solidarietà agli amici Riccardo Di Giuseppe e Morris Sonnino":

"Cioè fucilone, tu stai dicendo che quelli sono due ragazzi in gamba perché uno ti ha difeso e l'altro perché è destinatario delle tue cartoline???mah...Nel merito: essere antioccidentali e antisraeliani non è un demerito a priori.
Io infatti sono per l'occidente e i suoli valori ma ciò non toglie che sono contro i governi occidentali e anche contro israele quando E SOLO QUANDO ritengo che facciano cose deprecabili. Criticare ferocemente ad es. la guerra in iraq o in afganistan o l'ingrandimento delle colonie in territorio palestinese non credo che significhi essere "anti" ma criticare liberamente quando lo si ritiene giusto (e talvolta giusto lo è obiettivamente).
Per te le cose sono bianche o nere...e tralasci il grigio. Io es. sono un amante della libertà e degli stati uniti....ma quante nefandezze hanno commesso in politica estera????E denunciarle certamente non significa essere antiamericani!Esci dall'ottica del bianco o nero, te lo consiglio!c'è anche il grigio!
E lo stesso vale per emergency: puoi essere LEGITTIMAMENTE in disaccordo su alcune sue prese di posizione ma bollarla tout court come un'associazione "negativa" mi sembra davvero troppo. Finisci per tralasciare tutto il lavoro umanitario che i suoi tanti volontari svolgono al di là delle ideologie.
Ecco anche in emergency non tutto è bianco o nero....c'è pure il grigio. Ma questo non esclude il bianco...
Ah, io dono a amergency 30 euro all'anno perché so che con questi sia pur pochissimi soldi posso regalare magari una pezzo di protesi a un bambino cui è stata portata via la gamba da una mina prodotta magari in occidente. Già, in occidente.....E in quel caso "sto con emergency" e contro l'occidente..come quel bambino!
Saluti.
".

A Dario vorrei chiedere se sia cosa deprecabile ed immonda che uno Stato si difenda dagli attacchi terroristici!
Infatti, Israele si sta difendendo.
Lo Stato ebraico è minacciato a a destra e a manca e, qui in Italia, c'è chi condanna ciò.
Lui mi "consiglia" di abbandonare l'ottica del "bianco o nero" e di considerare che vi sia anche il "grigio".
Io gli rispondo dicendo è proprio la sua ottica a rovinare l'Italia e l'occidente.

Io ho grande rispetto per le associazioni umanitarie (tanto da avere fatto donazioni ad un'associazione che si impegna nella lotta contro il cancro) ma non darei nemmeno un soldo ad un'associazione che manifesta con chi brucia le bandiere di Israele, degli Stati Uniti d'America e dell'Italia e con chi profana le chiese, come mostra il video qui sotto.


A me quell'associazione che risponde al nome di "Emergency" non piace.
Inoltre, a Dario vorrei chiedere se sia deprecabile o meno il fatto che l'Occidente difenda la propria cultura.
Lui dice di amare l'occidente.
Io, però, oramai ho imparato a conoscerlo.
Leggete i commenti che ha fatto all'articolo intitolato "Cimitero di Albinea? La fiera del relativismo!".
Vorrei, inoltre, che Dario guardasse il video qui sotto.


A Dario, vorrei dire che l'Occidente non è sola la libertà ma anche è anche la tradizione giudaico-cristiana, tradizione che qualcuno vuole cancellare.
Se questa cosa dovesse riuscire, il nostro mondo morirebbe.
Infatti, il miglior modo per uccidere un popolo non è passarlo a filo delle armi.
Gli ebrei sono la prova di ciò.
Il miglior modo per uccidere un popolo è toglierli le tradizioni, in nome del relativismo.
Se è deprecabile difendere chi è minacciato da terrorismo (Israele) e la propria identità, io sono ben felice di fare deprecabili.
Cordiali saluti. 

A Proposito di Santi, mia lettera su "L'Eco di San Gabriele"

Cari amici ed amiche.

Sul numero di questo mese della rivista "L'Eco di San Gabriele", è stata pubblicata questa mia lettera:

"Sul numero di marzo della rivista, ho letto la lettera di Alessandro che ha posto delle questioni sui santi e sul loro ruolo nella fede. 
L'ho trovata molto interessante, come ho trovato molto interessante la risposta che gli ha dato.
Sul mio blog "Italia e mondo" (http://italiaemondo.blogspot.com) ho trattato anche questa materia.
Prima di tutto, dico che fa piacere che un giovane come me (qual è Alessandro) si interessi di queste cose e ponga delle domande su di esse.
Su Facebook mi capita di confrontarmi con giovani che trattano le questioni di fede.
Ad esempio, spesso e volentieri interloquisco con un ragazzo di Palermo che ha 26 anni (come Alessandro) e che ha avuto un'esperienza religiosa molto forte, esperienza che l'ha portato a diventare laico consacrato.
Ora, entro nella questione dei santi.
Io penso che, prima di tutto, un santo sia un testimone.
Il santo, infatti, è testimone della fede in Dio e che cerca di vivere prendendo Cristo come modello.
Quindi, il santo diventa a sua volta un modello della fede in Cristo per l'umanità.
Il termine cristiano può essere interpretato nel seguente modo:
il cristiano è un altro Cristo, un riflesso in piccolo di Cristo.
Il santo è, quindi, il cristiano per eccellenza.
Tutti i cristiani sono chiamati alla santità.
Questo lo dice costituzione dogmatica Lumen Gentium.
Oggi, purtroppo, si tende a non dare ai santi la giusta importanza.
C'è anche chi tende a dare loro troppa importanza, sostituendoli di fatto a Dio e scambiando la superstizione con la fede, e c'è chi, invece, non dà a loro nessuna importanza.
Purtroppo, questi sono i mali della secolarizzazione.


                                                            Antonio Gabriele Fucilone
                                                            Roncoferraro (Mantova)".
La risposta di padre Luciano Temperilli è stata:

"Caro Antonio, sono contento che ti interessi anche di santità.
L'importante è comprendere che tutti, ciascuno secondo la propria vocazione, siamo chiamati ad essere santi lungo le strade del mondo per essere testimoni di una grazia e di una speranza grande che abbiamo in Gesù crocifisso e risorto. Senza paura del giudizio del mondo!".

Prima di iniziare la risposta, vorrei portare all'attenzione di tutti una nota scritta dal ragazzo di 26 anni che ho citato nella lettera,  Angelo Fazio.
La nota è un brano del libro di Rino Cammilleri "I Santi militari" e recita:

"La coincidenza esistente tra molte virtù cristiane e molte di quelle richieste ai militari ha dato lo spunto per questo libro. In fondo, anche per il cristiano la vita è un combattimento: militia super terram vita hominis est, dice il profeta Giobbe . Naturalmente, il cristiano combatte contro il peccato e quegli «spiriti» del male (come dice s. Paolo) che lo fomentano. Ma poiché, socialmente parlando, il peccato ha efficacia solo se posto in essere da qualcuno, il soldato e il poliziotto (soldato “interno”) devono combattere anche contro i peccatori: l'ingiusto aggressore nel caso del primo e il trasgressore in quello del secondo. 

Il soldato, il monaco e il sacerdote portano uno speciale abito che li indica attivi per qualcosa di più alto, qualcosa per cui si deve essere pronti anche a dare la vita. Anche il coraggio, lo sprezzo delle fatiche e dei pericoli, l'obbedienza, la disciplina, il dominio di sé, il lavoro di squadra, le ritualità, le gerarchie sono virtù richieste e aspetti comuni nell'uno e nell'altro ordine. Molti cristiani si sono santificati passando, per un motivo o per un altro, attraverso il mestiere delle armi. A loro è dedicato questo libro, il cui scopo non vuol essere storico, letterario o semplicemente folkloristico, bensì religioso. In esso non si troveranno tutti i santi che, in un modo o nell'altro, direttamente o indi-rettamente, hanno avuto a che fare con la vita militare. Un'impresa del genere richiederebbe più di un volume ed esulerebbe dal nostro intendimento, che è quello di indicare alcuni esempi illustri, nonché altri, sconosciuti ai più, che la Chiesa non ha ancora acclamato come santi. La scelta è stata compiuta cercando di dare una panoramica di ampio respiro sul fenomeno «santità e vita militare» nelle varie epoche e nei suoi vari aspetti. Poteva venir adoperata una scansione esclusivamente e strettamente temporale, ma si sarebbe dovuto spiegare cosa ci fa, per esempio, la Madonna fra i «santi militari». Si è allora preferito raggruppare le figure proposte in diversi modi. Il lettore più erudito avrà qualche perplessità sulle ricorrenze di vari santi. Il fatto è che non sono pochi quelli che hanno più di una ricorrenza. Per molti di loro sui testi consultati non si sono trovate date univoche. Si è seguito allora, nei casi dubbi, il criterio del cosiddetto dies natalis, che é il giorno della morte del santo (quello della sua "nascita" a vita nuova), generalmente utilizzato anche per la festa. L'esperienza ha insegnato all'Autore che, malgrado tutte le sue precauzioni, quando si tratta di santi qualche inesattezza finisce sempre con l'impigliarsi nella penna. Sarà grato ai lettori se vorranno segnalargliele senza pietà, perché non gli par vero di imparare quel che non sa o che conosce parzialmente. Ribadisce, comunque, che questo libro non vuol essere opera storica né filologica, ma semplicemente una carrellata di figure esemplari anche per il mondo contemporaneo, che è sempre più confuso sull'idea stessa di pace e sempre alla vigilia di una nuova guerra.

Dalla prima edizione di questo lavoro, nel 1992, molta acqua è passata sotto i ponti e il nuovo ordine mondiale deve fare i conti con problemi così antichi da essere diventati una novità. Un vera novità, tuttavia, è quella certa dose di pacifismo che sembra aver contagiato molti cattolici. Il cristiano ha, certo, il dovere di essere «pacifico», uomo di pace, ma da qui a diventare «pacifista» ce ne corre. Per il cristiano la pace è, secondo la definizione di s. Agostino, «tranquillità nell’ordine». Essendo egli chiamato a cercar di tradurre i comandamenti divini in istituzioni sociali e possibilmente politiche, va da sé che considera la «pace» il risultato di certe premesse e condizioni, al di fuori delle quali non si dà «tranquillità nell’ordine». Slogan come «pace senza se e senza ma» o «meglio rossi che morti» non sono compatibili con la visuale cristiana, per la quale non è affatto la «pace» il fondamento di tutti i valori. Ogni –ismo dichiara la sua derivazione utopica e ideologica. Il pacifismo e il suo corollario, l’obiezione di coscienza all’uso delle armi, ne fanno parte a pieno titolo. Il chiodo su cui sta appesa l’intera antropologia cristiana è il Peccato Originale, di cui è dolorosa e quotidiana prova il mazzo di chiavi che ciascuno di noi porta in tasca. Per questo esiste, è sempre esistita e sempre esisterà la polizia. Per questo, sebbene avesse inflitto loro tre secoli di persecuzioni, i cristiani consideravano provvidenziali l’Impero romano e la «tranquillità dell’ordine» che bene o male esso garantiva all’interno del suo limes, al di fuori del quale regnava solo il caos. Come è stato autorevolmente detto, lo stesso Gesù non avrebbe potuto predicare senza i romani a guardia dell’ordine pubblico. Ai cristiani dei primi tempi tutto ciò era chiarissimo, tant’è che si arruolarono in massa nelle legioni. Dovremo spendere due parole sulla supposta «obiezione di coscienza» che i cristiani avrebbero opposto al servizio militare nei loro primi secoli.

Verso il 211 un ignoto legionario romano viene messo in carcere perchè, in occasione di una distribuzione di donativi e supplementi di paga concessi dagli imperatori Caracalla e Geta, si è presentato a capo scoperto anziché, come d’uso, incoronato d’alloro. Richiesto del perché, risponde di essere cristiano. Tertulliano ne trae spunto per il suo celebre De corona, in cui chiarisce che non si tratta di obiezione di coscienza al servizio militare (infatti, quel cristiano, militare lo è già) bensì di rifiuto di sottoporsi a un gesto inequivocabilmente idolatrico e magico che, non a caso, anche gli adepti del culto mitraico (del pari molto diffuso in ambiente militare) rigettano. Nel 314 il concilio di Arles è esplicito: i cristiani che disertano le armate imperiali sono da considerare scomunicati. Nel secolo successivo s. Agostino così scrive all’ufficiale romano, e cristiano, Bonifacio: «Anche facendo la guerra sii operatore di pace, in modo che vincendo tu possa condurre al bene della pace coloro che sconfiggi». Gli odierni obiettori di coscienza hanno eletto a loro patrono s. Massimiliano di Tebessa, un martire africano decapitato il 12 marzo 295. Figlio del veterano Fabio Vittore, secondo la legge del tempo avrebbe dovuto accettare l’arruolamento compiuti i ventun anni. Ma rifiutò adducendo il suo essere cristiano. Il proconsole Dione gli fece osservare che molti cristiani militavano nelle legioni senza alcun problema. Ma quello rimase fermo nel suo diniego. Ora, il motivo per cui la Chiesa ha sempre sospeso il giudizio su questo santo è che Massimiliano aveva conosciuto il cristianesimo nella versione eretica montanista, che ebbe il suo apice in quei tempi e specialmente in Oriente. I seguaci di Montano ricercavano fanaticamente il martirio e si esibivano in plateali provocazioni, nello spirito delle antiche rivolte antiromane giudaiche, incendiando templi pagani, abbattendo idoli e, appunto, rifiutando ogni servizio allo Stato, tra cui quello militare. Massimiliano era certo in buona fede, e tanto bastava per il suo ingresso nel Regno dei Cieli. Ma il suo esempio è molto lontano da quella che è sempre stata la posizione ortodossa in materia. Come il lettore di questo libro avrà modo di vedere.

(Rino Camilleri, "I santi militari", Premessa)
".

Il santo, in fondo, è anche un soldato di Cristo.
Infatti, egli ha una missione che è quella di testimoniare Cristo e la fede che egli lasciò agli apostoli.
Egli deve testimoniare la fede attraverso la propria vita.
Il santo è un uomo nel mondo e non del mondo.
Il santo non è necessariamente un uomo povero di beni materiali.
Infatti, esistono santi ricchi e santi poveri.
Il santo mette Dio prima di tutto e mettendo Dio al primo posto valorizza tutto il resto.
Il santo combatte con le parole e non teme di farsi giudicare dagli altri.
Oggi, purtroppo, molti cristiani hanno paura di esprimere la propria idea.
Quando lo fanno, infatti, rischiano di essere additati come "bigotti" di mettere in pericolo amicizie e quant'altro.
A me è accaduto.
Forse, oggi, più che mai servono i santi, per fare capire a questo mondo che sta sbagliando.
Cordiali saluti.









Il Terzo Polo? Non esiste!


Cari amici ed amiche.

Oltre ad disastro del Popolo della Libertà, vi è stato anche quello del Terzo Polo, il polo costituito dall'Unione di Centro, Alleanza per l'Italia, Futuro e Libertà per l'Italia, Movimento per l'Autonomia.
Anche il Terzo Polo ha fallito.
Il leader dell'Unione di Centro, Pierferdinando Casini, sperava che i voti in uscita dal centro destra passassero a lui.
Invece, i voti sono finiti al Movimento 5 Stelle di Beppe di Grillo o c'è stato l'astensionismo.
Pierferdinando Casini, Gianfranco Fini ed i loro amici dovrebbero riflettere su questo.
Hanno causato la rottura del centro destra, per delle loro questioni, e hanno dato una grossa mano al centro sinistra (che non aumenta i consensi) e all'antipolitica.
Dovrebbero assumersi la responsabilità di questo caos.
Il Terzo Polo non esiste.
Esiste l'Unione di Centro che, di fatto, ha fagocitato gli altri partiti.
Fini, che ha tanto attaccato il presidente Berlusconi, dicendo che il Popolo della Libertà fosse governato da un uomo solo, oggi si trova a dovere dipendere da Casini.
Serve una riflessione.
Cordiali saluti.

Gli Illuminati e la massoneria? Non c'entrano nulla con i Cavalieri Templari!

Cari amici ed amiche.

Leggete questo scritto che ho trovato su Facebook, sulla pagina "Annuit Coeptis-Novus Ordo Seclorum-Ordo ab Chao Massoneria Illuminati":

"DE MOLAY 11/11/11
L'Ordine di DeMolay è un'associazione internazionale per ragazzi tra i 12 e i 21 anni. Modellato sulla massoneria ed ispirato ai principi della cavalleria templare, vuole insegnare ai giovani dei principi morali attraverso un programma di sviluppo e divertimento.
DeMolay è un'organizzazione dedicata a preparare i giovani condurre le
riuscite, vite felici e e produttive. DeMolay apre i portelli per i
giovani invecchiati 12 - 21 sviluppando la consapevolezza civica, la
responsabilità personale e le abilità di direzione così estremamente
necessarie nella società oggi. DeMolay unisce questa missione seria con un metodo di divertimento che
sviluppa i legami importanti di amicizia fra i membri in più allora
1.000 capitoli universalmente. DeMolay è per i giovani, fra le età di
12 e di 21 chi…

•Credi in dio

•Sia di buon carattere di morale

•Sono suggeriti da un membro

•Applichi ad un capitolo locale di DeMolay

I membri di DeMolay corrispondono agli alti livelli ed ai principi.
Nell'unire DeMolay sarete chiesto di prendere i voti e le promesse
(denominati " obligations") per per sostenere questi principi. You'
promessa del ll:


•Per per sforzarsi di essere un buon figlio.

•Per per essere fedele alle fiduce ed ai fondi disposti in voi.

•Per per vivere una vita di morale e pulita.

•Per per amare e servire dio secondo gli insegnamenti del vostro family' tradizione di fede di s.

•Per per essere un cittadino leale e patriottico e difendere gli interessi del vostro paese.

•Per per ricordare l'esempio di Jacques DeMolay e sforzarsi di essere fedele e in maniera fidata in tutti gli vostri impegni.

•Per per essere leale e di appoggio ad altri membri di DeMolay.

•Per per honor e rispettare tutte le donne.

•Per per essere tollerante e capente nei vostri pareri di altri.

Gli alunni di DeMolay includono Walt Disney, John Wayne, Walter
Cronkite, il gioco del calcio Corridoio-de-Famer Fran Tarkenton,
l'allenatore di football americano leggendario Tom Osborne del Nebraska,
l'ancoraggio David Goodnow di notizie e molti altri. Ciascuno ha
parlato eloquente del beneficio vita-cambiante tratto dalla loro
partecipazione a DeMolay.
".

Io voglio dire una cosa.
La Massoneria e gli Illuminati non ebbero (e non hanno) niente a che fare con i Cavalieri dell'Ordine Templare.
Gli Illuminati furono un'associazione segreta fondata in Baviera nel 1776  dal Johann Adam Weishoupt.
Il suo simbolo era la civetta, simbolo della divinità pagana Minerva.
Addirittura, questa setta era alternativa alla massoneria.
Era un ordine iniziatico ed i suoi gradi erano:



          1) i gradi inferiori del "Vivaio"
  • Fase preparatoria
  • Novizio
  • Minervale
  • Illuminato Minore
  • Magistrati

    2) i gradi classici tratti dalla "framassoneria simbolica" del Rito Scozzese, quella fondata secondo la dottrina Michael Andrew Ramsay
  • Apprendista
  • Confratello
  • Maestro
  • Illuminato Maggiore
  • Illuminato Direttore
         3)  i gradi superiori dei "Misteri"
  • Presbitero, Prete o Epopte
  • Principe
  • Mago
  • Re
Ora, l'Ordine degli Illuminati ebbe la caratteristica di essere contro la Chiesa cattolica. 
Per dirla come la disse il professor Plinio Correa de Oliveira, gli Illuminati puntavano a rovesciare le monarchie, la Chiesa cattolica ed ogni religione istituita.
Era una delle associazioni rivoluzionarie per eccellenza.
Essa puntava all'egualitarismo (che fu ripreso dal comunismo) e sull'esoterismo.
Secondo la sua concezione, l'uomo era eguale a Dio ed affermava che tutte le religioni (come Giudaismo e Cristianesimo) erano un'impostura, difendendo il panteismo.
Per questo motivo, si dice che la concezione degli Illuminati sia luciferina.
Lucifero si ribellò a Dio e all'ordine costituito. 
Anche personaggi, come lo scrittore russo Lev Tolstoj (1828-1910),  avevano questa idea.
Può darsi che proprio lo stesso Tolstoj sia stato massone, se non illuminato.
Egli era a contatto con i circoli tedeschi in Russia.
Quanto alla massoneria, essa nacque nel Medio Evo, con le compagnie che costruivano le cattedrali.
Esse erano legate anche ai Templari.
Da queste compagnie nacquero la massoneria ed i compagnons.
Certo, va detto che compagnonnage e massoneria furono realtà distinte.
I compagnons, infatti, nacquero come reazione al potere dei maestri e quindi la massoneria esisteva già.
Nella massoneria, le chiavi dell'iniziazione appartengono al Maestro.
Queste gilde di architetti assunsero un carattere iniziatico per conservare i segreti delle costruzioni.
Nel XVIII secolo, essa assunse un carattere speculativo e passò dalle tecniche di costruzioni delle cattedrali a quelle dei "templi spirituali".
Nel 1717, presso la taverna "L'oca e la griglia" a Londra, nacque la massoneria che noi oggi conosciamo.
Essa poneva le religioni allo stesso modo ed era egualitaria. 
Uno dei landmark per essere un massone era il crede in un dio (il Grande Architetto dell'Universo).
Si si proponeva come associazione che non si poneva limiti per la ricerca della verità. 
Per la sua segretezza, inglobò dentro di sé anche elementi anticlericali ed esoterici.
Nel 1694, il re d'Inghilterra Guglielmo III d'Orange si fece iniziare alla massoneria e dagli statuti delle logge poste sotto la sua protezione fu espunto il riferimento alla Santa Chiesa. 
Quindi, la massoneria e gli Illuminati erano ben lontani dall'ideale dei Cavalieri Templari, dei cavalieri che avevano sì un carattere sovranazionale, come la massoneria e gli Illuminati, ma secondo un ideale cristiano. 
Inoltre, i Cavalieri Templari erano con la Chiesa e solo la scellerata decisione di un re, re Filippo IV di Francia, li fece cadere.
Quindi, bisogna stare attenti. 
Cordiali saluti. 













mercoledì 9 maggio 2012

Der Spiegel: l'Italia truccò i conti per entrare nell'Euro

Cari amici ed amiche.

Su Facebook, ho trovato questa foto (nella pagina di Nuova Forza Italia) con questo testo del giornale tedesco "Der Spiegel":

"– L’Italia non aveva i conti in regola per entrare nell’euro e l’allora cancelliere tedesco Helmut Kohl ne era consapevole, ma per motivi di opportunità politica non si mise di traverso. Lo sostiene lo Spiegel in un articolo di cinque pagine dal titolo «Operazione autoinganno». Il settimanale tedesco ha avuto accesso a centinaia di pagine di documenti del governo Kohl sull’introduzione dell’euro tra il 1994 ed il 1998. Si tratta di rapporti dell’ambasciata tedesca a Roma, di note interne dell’esecutivo e di verbali manoscritti di colloqui avuti dal cancelliere della riunificazione.«I documenti dimostrano ciò che finora si supponeva: l’Italia non avrebbe mai dovuto essere accolta nell’euro», scrive lo Spiegel, aggiungendo che a decidere sull’ingresso dell’Italia «non furono i criteri economici, ma le considerazioni politiche». «In questo modo», denuncia il settimanale di Amburgo, «si creò il precedente per una decisione sbagliata ancora maggiore presa due anni dopo: l’ingresso nell’euro della Grecia». Per lo Spiegel il governo Kohl non può sostenere di essere stato all’oscuro della reale situazione italiana dell’epoca, poichè «era perfettamente informato sulla situazione di bilancio».
«Molte misure di risparmio erano solo cosmetiche, si basavano su trucchi contabili o vennero subito ritirale non appena venne meno la pressione politica», scrive il settimanale. «Fino al 1997 avanzato, al ministero delle Finanze non credevamo che l’Italia riuscisse a rispettare i criteri di convergenza», ha dichiarato al settimanale Klaus Regling, attuale responsabile del fondo salvastati Efsf ed all’epoca capo dipartimento del ministero delle Finanze tedesco. Il 3 febbraio 1997 lo stesso ministero constatava che a Roma «importanti misure strutturali di risparmio sono venute quasi del tutto meno per garantire il consenso sociale».
Il 22 aprile dello stesso anno in una nota per Kohl era scritto che «non ci sono quasi chance che l’Italia rispetti i criteri». Il 5 giugno il dipartimento di Economia della cancelleria comunicava che le previsioni di crescita dell’Italia apparivano «modeste» ed i progressi nel consolidamento delle finanze pubbliche «sopravvalutati». In preparazione di un vertice con una delegazione governativa italiana del 22 gennaio 1998 l’allora sottosegretario alle Finanze, Juergen Stark, constatava che in Italia «la durevolezza di solide finanze pubbliche non è ancora garantita». A metà marzo 1998 era Horst Koehler, allora presidente dell’Associazione delle Casse di Risparmio tedesche, a scrivere una lettera a Kohl, accompagnata da uno studio dell’Archivio dell’Economia mondiale di Amburgo, in cui era scritto che l’Italia non aveva rispettato le condizioni «per una durevole riduzione del deficit» e che pertanto costituiva «un rischio particolare» per l’euro.
Lo Spiegel scrive che «Kohl rispose picche ai suoi consiglieri di allora», anche perchè, come afferma Joachim Bitterlich, allora consulente di Kohl per la politica estera, al vertice Ue di maggio 1998 «la parola d’ordine politica era: per favore non senza gli italiani». Il settimanale di Amburgo rileva che i documenti visionati «fanno sorgere il sospetto che sul problema Italia il governo Kohl abbia ingannato non solo l’opinione pubblica, ma anche il Bundesverfassungsgericht (la Corte Costituzionale di Karlsruhe, ndr)». Secondo lo storico Hans Woller, al momento di entrare nell’euro l’Italia era «sull’orlo della bancarotta finanziaria», mentre dai documenti visionati dallo ’Spiegel’ risulta che nel corso del 1997 l’Italia propose per due volte di rinviare la partenza dell’euro, ma la Germania rifiutò.
Bitterlich spiega che questa data era diventata «un tabù» e che tutte le speranze tedesche erano riposte in Carlo Azeglio Ciampi, allora ministro del Tesoro nel governo Prodi. «Per tutti era come un garante dell’Italia, lui ce l’avrebbe fatta!», spiega Bitterlich, ma lo Spiegel scrive che «alla fine con una combinazione di trucchi e di circostanze fortunate gli italiani riuscirono sul piano formale a rispettare i criteri di Maastricht. Il Paese trasse vantaggio da tassi di interesse storicamente bassi, inoltre Ciampi si dimostrò un creativo giocoliere finanziario». Il settimanale cita in proposito l’introduzione della «tassa per l’Europa», la vendita delle riserve auree alla banca centrale e le tasse sugli utili, con il risultato che «il deficit di bilancio scese in misura corrispondente, anche se gli esperti statistici dell’Ue in seguito non accettarono questi trucchi». Ai primi del 1998 rappresentanti del governo olandese chiesero a Kohl un «colloquio confidenziale» alla Cancelleria, durante il quale chiesero di fare maggiori pressioni su Roma, poichè «senza ulteriori misure dell’Italia a conferma del durevole consolidamento, un ingresso dell’Italia nell’euro non è accettabile». Kohl respinse la proposta olandese, anche perchè il governo francese gli aveva fatto sapere che senza l’ingresso nell’euro dell’Italia, neanche la Francia sarebbe entrata, con il risultato che, come scrive lo ’Spiegel’, «i tedeschi erano in una posizione di trattativa debole». La conclusione del lungo articolo è che riguardo all’Italia «molti sapevano che i numeri erano truccati e che un’autentica riduzione del debito era fuori discussione. Nessuno però osò trarne le conseguenze e Kohl si fidò delle melodiose dichiarazioni di Ciampi, che assicurava un ’cammino virtuosò, con il governo di Roma che prevedeva al più tardi per il 2010 la riduzione al 60% del debito pubblico. È andata diversamente»
.".

Se ciò dovesse essere vero, sarebbe grave poiché l'Italia sarebbe stata svenduta.
So che Helmut Kohl aveva proposto un'"Europa a due velocità", con un "nucleo duro" costituito da Francia, Germania, Lussemburgo, Belgio e Paesi Bassi, un'area periferica i cui Paesi sarebbero entrati nel "nucleo duro" se avessero risolto le loro questioni, come il debito pubblico.
Noi ci troviamo alla mercé di Stati come la Germania che, di fatto, governano la valuta.
Chi ha la valuta ha il potere.
Questa è una regola infallibile!
Oggi, noi siamo alla mercé di Paesi,  come la Germania, che sono il fulcro del potere finanziario e tecnocratico.
Nessuna valuta può prescindere dal potere politico.
Quando quest'ultimo viene soverchiato dalla tecnocrazia (che gestisce la valuta senza alcun controllo) crisi come questa sono evidenti.
Basterebbe che almeno l'Europarlamento tenga sotto controllo la Banca Centrale Europea.
Quindi, l'Euro va ripensato.
Basta leggere l'articolo del blog dell'onorevole Antonio Martino che è intitolato "Sul pareggio del bilancio".
Finché l'Euro sarà così crisi del genere saranno inevitabili.
Chi volle che l'Italia adottasse una moneta in simili condizioni fece un'operazione scellerata, altro che grande conquista.
Termino, invitandovi a leggere il mio articolo scritto su "Italia chiama Italia" ed intitolato "PdL, l'appoggio a Monti non paga".
Credo che sia ora di riflettere.
Cordiali saluti.



Antisemitismo? Sta crescendo!

Cari amici ed amiche.

Voglio riportare delle parole scritte dall'amico Morris Sonnino su Facebook:

"X TUTTI I MIEI CONTATTI FACEBOOK: Combatterò sempre senza sosta,come un guerriero, e non mi tirerò mai indietro, contro la piaga più squallida che abbia mai partorito l'umanità: L'antisemitismo. Di qualsiasi matrice: nazi-araba, catto-comunista,teologica, liberal- neo conservatrice, oppure, quella che accusa gli ebrei di complotti finanziari mondiali e/o della destabilizzazione delle aree economiche dei paesi europei e non. L'antisemitismo, lo considero come un punto di forza che Dio ci dà, per ricordare di lottare ogni giorno, per difendere la nostra identità, perchè l'ebreo fa paura, e alla fine,sono convinto che riusciremo ad estirpare dalla faccia della terra,gli antisemiti, perchè Dio è con noi, e ci aiuterà a sradicare chi da sempre ha coltivato il sogno di farci sparire dalla faccia della terra. ".

Io sono d'accordo con Morris e gli sono umanamente (e politicamente) vicino.
Lui è, sicuramente, una delle persone che stimo di più.
Purtroppo, l'antisemitismo è una sporca piaga.
Questa crisi, purtroppo, sta rendendo gli uomini degli sciacalli.
Essa sta tirando fuori il peggio dagli uomini.
Purtroppo, tra tante schifezze, la crisi sta tirando fuori anche l'antisemitismo.
Su Facebook, stanno comparendo sempre di più personaggi che incitano all'antisemitismo.
Inoltre, stanno prendendo piede sempre di più movimenti e persone che parlano di complotti giudaico-massonici, degli ebrei che, a loro dire,  destabilizzerebbero i governi o di ebrei che sarebbero la causa della crisi in corso.
Sembra che ci sia un clima simile a quello che ci fu nel periodo compreso tra la I e la II Guerra Mondiale.
C'è una crisi economica, c'è una crisi politica, c'è disoccupazione, ci sono tensioni sociali e c'è una volontà di trovare un capro espiatorio.
Purtroppo, sembra che la storia si stia ripetendo.
Prego Dio che non accada il peggio.
A Morris, che considero un amico, vorrei dire che sono con lui in questa sua lotta.
Cordiali saluti.






Popolo della Libertà? Sta pagando il sostegno a Monti!

Cari amici ed amiche.

Faccio mie le parole scritte dall'amico Vittorio Leo su Facebook e che recitano:

"Credo che nel PDL nazionale e locale si debba fare una seria riflessione dopo le batoste elettorali prese in quasi tutto il paese. Anzitutto viene sconfessata la linea di Alfano e dei massimi dirigenti del partito di sostegno incondizionato al governo Monti fino alla naturale scadenza della legislatura. Del resto un governo che adotta le peggiori misure stataliste-recessive e che si sottomette alle scellerate politiche europee non può che essere valutato negativamente dall’elettorato moderato (che in maggioranza non si è nemmeno recato alle urne). A livello locale si paga la mancanza di partecipazione (un partito in mano a pochi notabili,dove chi merita non viene tenuto in considerazione) e la carenza di strutture dove organizzare una incisiva attività politica. Qualche nota positiva a margine: A parte il caso Lecce, dove il centrodestra vince grazie ad un’ottima dirigenza locale,è motivo di riflessione il “laboratorio veronese” di Flavio Tosi:un modello politico vincente in cui l’istituzione viene intesa come servizio. Ripartire dal basso, da persone appassionate di politica e di alto senso civico:è la chiave per rilanciare il centrodestra.".

Io sono d'accordo al 100% con quello che Vittorio ha scritto.
Il Popolo della Libertà è andato bene nel Lazio, in Campania, in Calabria e in Sicilia, ad eccezione della città di Palermo.
Per il resto è stato un disastro.
A Genova, il candidato del PdL è stato superato da quello del Movimento 5 Stelle e dal candidato del Terzo Polo.
Quest'ultimo andrà al ballottaggio con Marco Doria.
A Parma, il ballottaggio sarà tra il candidato di centro sinistra e quello del Movimento 5 Stelle.
A Verona, ha vinto il sindaco Flavio Tosi ma il Popolo della Libertà è stato molto deludente.
Qui, nella Provinci di Mantova,  si è votato in otto Comuni, Castiglione delle Stiviere, Goito, Castellucchio, Gazzuolo, Pomponesco, San Giovanni del Dosso, Sermide e Moglia.
In sette di questi Comuni hanno visto liste civiche di centro sinistra e in uno, Castiglione delle Stiviere, vi sarà il ballottaggio. In questo ballottaggio vi saranno il candidato di centro sinistra e quello di una lista civica in cui non c'è il Popolo della Libertà.
Qui a Roncoferraro, non si è votato ma il partito è destrutturato e rischia di non avere una lista né un programma da portare alle elezioni del 2014.
A L'Aquila, il candidato del Popolo della Libertà ha ottenuto un deludente 8,46%.
A Palermo, vi sarà un ballottaggio tra Leoluca Orlando ed il candidato di centro sinistra Fabrizio Ferrandelli, mentre il candidato del PdL, Massimo Costa, non ha fatto una bella figura.
I numeri sono impietosi.
Di sicuro, il Popolo della Libertà sta pagando l'appoggio al governo Monti.
Il PdL è un partito che ha fatto della sussidiarietà, della riduzione delle tasse e dell'anti-statalismo dei capisaldi della sua linea politica e oggi si trova a dovere sostenere un governo statalista, assistenzialista e favorevole solo ad aumentare le tasse.
Inoltre, il partito deve tornare a parlare con la gente.
Non è possibile, ad esempio, che qui a Roncoferraro (come nel resto dei Comuni mantovani)  non si faccia ancora il congresso della sezione locale, per nominare i coordinatori!
Il voto che c'è stato è un segnale forte e che deve essere ascoltato.
Di certo, lo stesso discorso vale anche per il Partito Democratico e per tutto il resto del mondo politico.
Noi rischiamo delle svolte verso gli estremismi.
Cordiali saluti.





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Il peggio della politica continua ad essere presente

Ringrazio un caro amico di questa foto.